Sono anni che insegno ai guerrieri dei miei corsi la ricapitolazione e nel tempo ho avuto modo di vederne gli effetti sulla nostra vita a 360°, soprattutto sulla salute e su come si riesca a guarire da patologie sia fisiche sia mentali, come ossessioni e fobie, con naturalezza ed estrema rapidità. In questo articolo riporterò le esperienze che hanno vissuto alcuni dei guerrieri durante l’intensivo e anche al di fuori di esso, semplicemente iniziando La via del Guerriero e la pratica di questa tecnica millenaria che gli antichi veggenti toltechi avevano creato. Quello che mi preme sottolineare è che anche se all’inizio nessuno riesce ad entrare in ricapitolazione come dovrebbe o semplicemente non riesce a sincronizzare bene il respiro con il movimento della testa che, ricordo, deve essere il più lento e fluido possibile, il recupero energetico avviene lo stesso e non solo!.. Grazie all’Intento con il quale la tecnica stessa è stata creata dagli antichi stregoni, noi tutti che pratichiamo la ricapitolazione entriamo di diritto all’interno di quell’intento magico e le cose accadono lo stesso, benché il guerriero novizio possa pensare che ciò che sta facendo sia solo un banale movimento della testa.

Vi riporto qui di seguito il link con l’estratto dell’audio libro gratuito dei primi due capitoli del libro Sciamanesimo tolteco Influenzare il tessuto della realtà, che potete scaricare e ascoltare quando volete. Il libro lo trovate in versione cartacea ordinandolo in libreria o nei vari store online.

In attesa che esca il terzo volume della trilogia, dal titolo “Nagualismo ricapitolazione e allineamento Aprire il varco all’intento” dove descrivo un’ulteriore variante che il potere mi ha mostrato e che si può applicare alla ricapitolazione e che ho chiamato “La tecnica della sostituzione“, vi consiglio di leggere anche il secondo libro “La voce del vedere Conversazioni con Shiba”, per avere una completa visione dell’insegnamento, necessaria a capire tutto ciò che il potere vuole che voi sappiate attraverso i suoi insegnamenti.

Di questo terzo libro in uscita a breve vi lascio l’articolo nel quale potete approfondire meglio alcuni concetti chiave che diverranno dei capisaldi per il vostro futuro addestramento di guerrieri.

Sinossi

“Quante volte hai letto i libri di Carlos Castaneda cercando di comprendere come fare ricapitolazione e non ci sei riuscito? In questo terzo saggio sul Nagualismo porto avanti il lavoro iniziato nei primi due manoscritti della trilogia; Sciamanesimo tolteco Influenzare il tessuto della realtà e La voce del vedere Conversazioni con Shiba. Rivelo una tecnica molto importante che si può applicare in ricapitolazione, per distruggere quei ganci della nostra storia personale che sembrano indissolubili e che ancora ci condizionano oggi, da un lontano passato. Ti mostro come usare la ricapitolazione per scoprire cose su persone ed eventi, che non conosci e dei quali non sei stato testimone. Tutto questo rientra nei doni che il potere mi ha fatto, in modo da poterti guidare più a fondo nel mondo della magia tolteca, che è lo stato di diritto col quale ogni essere umano nasce. Inoltre, posso rivelarti l’esistenza di un mondo che è pronto ad accogliere i guerrieri che riescono a fare il salto nella seconda attenzione. Un mondo al pari della Cupola dei Naguales. Continuerò a parlarti di Shiba e delle sue lezioni e ti racconterò del mio incontro con Lo Sfidante della morte, un essere spaventoso e al contempo misterioso con il quale è impossibile non misurarsi se si entra, realmente, nella Via del guerriero”.

Il libro sta per uscire e sarà disponibile in versione cartacea e in ebook. Potrete ordinarlo nei vari store online oppure in libreria a seconda di come preferite. Vi auguro di venire profondamente arricchiti da questo nuovo saggio sul Nagualismo, soprattutto perché il potere riesce sempre a stupirmi e a farmi dei doni ineguagliabili. Doni di potere che realmente possono essere utili a chiunque abbia il desiderio di vera libertà; il desiderio di riappropriarsi della magia con la quale siamo nati e che ci appartiene di diritto. Questi doni non sono come quelli elargiti dallo Sfidante della morte per rendervi ancora più condiscendenti, bensì sono doni utili a rendervi liberi. Che l’Intento sia sempre con noi e ci guidi senza lasciarci mai abbandonare il sentiero.

Questa prima testimonianza riguarda Maria Roberta, una guerriera che ha da poco intrapreso la Via del Guerriero, ha 48 anni e sta ancora percorrendo il Corso di I Livello. L’esperienza che riporta nel suo scritto riguarda una serie di avvenimenti del giorno prima e del weekend dell’ultimo intensivo del 24 e 25 maggio, dove ho insegnato a tutti loro, per la prima volta, la tecnica della sostituzione che troverete nel libro.

“VENERDI 23 MAGGIO
Buongiorno alla vita, buongiorno al mondo. Oggi sono immensamente grata per questa opportunità che mi farà conoscere persone nuove, diverse, ma che hanno la mia stessa visione, la stessa brama di comprendere Chi Siamo. Abito in un paesino dell’alta Toscana e le persone qui sono lontane anni luce da queste ricerche. Cerco un cellulare vecchio di mio marito, che però ha il ‘registra schermo’ che il mio non ha, perché voglio andare a Roma e fare video di questi giorni e metterci la musica che piace a me. SI PARTE! Sola, sorridente, passeggio nei giardini davanti Villa Borghese e poi senza fiato sulla terrazza del Pincio e respiro quell’aria e poi mi perdo anche nel raccordo anulare ma infine arrivo all’alloggio previsto per quella sera. Voglio subito realizzare i video e vado nella mail del cellulare di mio marito per inviarmi la musica e scopro che ci sono tante, troppe mail con ticket pagati di slot , gioco ecc..
Un colpo al cuore, arrivano i ricordi, le paure, il disagio che mi aveva causato questo vizio di mio marito che in passato ci aveva fatto contrarre migliaia di euro di debito e dal quale pensavo fosse uscito, ed invece.. Scendono le lacrime, tremo, vorrei tornare a casa, tutto sembra senza senso. Scrivo a lui piangendo: ”che cosa stai facendo?”. E lui mi risponde: ”non lo so cosa sto facendo”. Io vado nel panico e lui pure. Benda sugli occhi, inizio a ricapitolare le emozioni che provo e che ho provato anche in passato. Dopo un oretta circa, tolgo la benda, gli occhi sono sempre rossi, ma io non sento più il dolore, la sofferenza. Sento anzi la gioia di vivere quel momento e sorrido e dico grazie, mando la buonanotte a lui con un sorriso.

SABATO 24 MAGGIO
Mi sveglio con la voglia e la determinazione di cominciare e con la decisione che non vivrò più quei momenti di paura. Vado in bagno…ODDIO il ciclo. Non ho assorbenti perché mi avevano detto che ero andata in menopausa e l’ultimo ciclo mi era venuto a Febbraio! Di conseguenza avevo smesso di contare i giorni tra la venuta di un ciclo e l’altro. Con stupore noto che non ho neanche il solito mal di pancia e il tremendo mal di testa. Era sparita persino tutta l’infiammazione di cui soffrivo ogni volta che avevo le mestruazioni. Ho pensato che questo ciclo inaspettato sarebbe durato poco e chissà che non lo avesse procurato lo stress del giorno prima. Cerco un supermercato per comprare gli assorbenti, mi sistemo, mando l’alba di Roma a mio marito e lui fa lo stesso da casa. Inizia l’intensivo, non sto adesso a scrivere tutti i particolari che lo riguardano. Letizia ci fa fare un passo magico per sole donne che stimola la salute di tutto l’apparato riproduttivo, ovaie comprese, che le ha mostrato il potere. Poi altri passi magici e tecniche della Via del Guerriero; ed io mi guardo il ginocchio al quale ho un problema alla rotula da molto tempo e non sento niente, è sgonfio e non avverto più dolore. Adesso però sento un po’ di mal di pancia, quello tipico del ciclo, devo andare spesso in bagno a cambiarmi, con tutte le difficoltà che il potere mi ha teso in questo agguato. Premetto che ho delle problematiche fisiche le quali si manifestano con frequenti attacchi di cefalea ad aurea, tre ernie cervicali e tre ernie lombari, compreso il problema di questa rotula che si infiamma e si riempie di liquido. Da quando ho sospeso tutto il cortisone, le infiltrazioni di ozono e assumo solo i funghi medicinali consigliati da Letizia mi sento meglio anche se non lo avrei mai immaginato. Soprattutto non avrei mai immaginato che questo intensivo mi procurasse una guarigione così istantanea di tutti questi dolori cronici nel medesimo momento! Così riesco a fare tutto molto intensamente e alla sera mi osservo , il ginocchio è sgonfio, la testa niente è apposto senza nessun dolore e il collo idem, così mi dico :”Dormo persino a terra.. chissà chi mi tirerà su domattina?!”.

DOMENICA 25
Mi sveglio e resto un po’ a contemplare, mi sento fortunata. Salto su come un grillo. STO BENE! Mi dico: ”Oggi non lo faccio il passo magico di Letizia sulle ovaie.” Parliamo, facciamo le tecniche, avanti cosi tutto il giorno. Cambio solo assorbenti e sorrido. Si torna a casa, saluto tutti, saluto Letizia e vado verso casa, guido per quasi 5 ore e canto quasi tutto il tempo. Mi sento piena di tutto, di vita, di sicurezza, mi sento infinitamente grata. Arrivo a casa e abbraccio mio marito, gli dico che mentalmente forse non accetterò mai questa situazione ma sono tranquilla e sto bene e so che troverò la mia posizione in questa storia e che poi ne parleremo, ma non ora. Lui mi risponde che neanche lui accetta mentalmente questa ricaduta e che è determinato a sconfiggere questo demone. Sono passati 8 giorni dall’intensivo ed ho ancora lo stesso entusiasmo e la stessa forza interiore che mi ha lasciato questa avventura. Ah dimenticavo.. ho ancora il ciclo!“.

Ci tengo a precisare che a volte sono più facili le guarigioni da problematiche fisiche, rispetto a quelle di origine emotiva come possono essere traumi o fobie o tendenze ossessivo-compulsive. Non a caso gli psicologi o gli esperti di neuroscienze, sanno che occorrono non meno di 200 ore di terapia cognitivo-comportamentale, per riuscire a guarire dalle fobie e che non sempre, purtroppo, ci si riesce. Pensate il potere magico insito nella ricapitolazione. Adesso quindi, ascoltiamo la testimonianza di un guerriero, anche lui novizio, il quale ha resettato completamente una fobia che lo portava a perdere i sensi e svenire dalla tenera età di sette anni. Valerio scrive:

“Osservazioni sull’utilizzo della tecnica della sostituzione da Valerio:

Non v’è essere umano che non sia aggiogato a tutta una serie di abitudini, di coazioni a ripetere, di manie, di vizi, talvolta di fobie; tali vincoli contribuiscono da un canto al diuturno drenaggio energetico cui ognuno è inconsapevolmente sottoposto, dall’altro a cristallizzare in seno a questa o quella individualità una particolare storia personale: tizio o caio finiscono per esser tali anche in virtù di quegli schemi ripetitivi nei quali finiscono con l’identificarsi, talvolta addirittura facendosene un vanto. Tutto ciò è pacifico per chiunque conosca la tradizione tolteca la quale fa, della guerra contro tali vincoli psico-fisici, un punto fondamentale, chiaramente offrendo anche mezzi decisivi per uscirne vincitori, mezzi non facili da attuare (non esistono vie facili) ma senz’altro efficaci come può iniziare a sperimentare chiunque abbia la pazienza di lavorare la propria pietra grezza giornalmente. Tra questi mezzi, e tra i più potenti, c’è la ricapitolazione. Benché non mi piaccia alludere a fatti della storia personale, costituita, come ogni altra storia personale, di una collana di miserie polverose, racconterò un singolo fatterello legato all’uso della tecnica che Letizia ci ha insegnato e che ha chiamato “tecnica della sostituzione”, che è a tutti gli effetti, una variante potenziata della ricapitolazione. Quella di seguito, per certi versi, è una piccola storia di potere, la mia. Sono stato afflitto per anni, fin da un’età fanciullesca, dalla fobia per gli esami del sangue; non solo il vedere, ma anche il semplice immaginare (va detto che ho sempre avuto un’immaginazione visiva piuttosto fertile) il sottile e subdolo ago della siringa entrare dentro la vena del braccio disteso e, una volta dentro, aspirare lentamente il fluido rosso, mi gettava in seno a un orrore insopportabile, innescando un’inespugnabile paura, una vera e propria scossa in grado di spossarmi prima e, come disanimato, di farmi svenire poi, e tale schema si ripeteva ogni volta inesorabile: al confronto, i terrori cosmici descritti dal buon Lovecraft mi parevano risibili bazzecole. A quanto ne so si tratta di qualcosa di non così infrequente, e tuttavia non mi ha mai confortato granché il noto detto “mal comune mezzo gaudio”. Per fare un esempio tra i tanti: decenne, stramazzai al suolo durante una lezione scolastica nella quale fu ospitato un medico che, a un certo punto, ebbe la brillante idea di concionare su trasfusioni et similia; i mie compagnucci di scuola furono impressionati da quella inaspettata reazione drammatica almeno quanto i professori che allertarono il pronto soccorso dove fui condotto in pompa magna con le sirene spiegate dell’autoambulanza, ma per me si trattava di spiacevole routine… Aiutato da una salute eccellente e dunque dal non avere alcuna esigenza pratica di sottopormi a costanti verifiche cliniche, nell’ultimo quindicennio ho furbescamente evitato con cura aghi ed esami del sangue. Presentatasi però l’occasione di sperimentare per la prima volta la tecnica della sostituzione trasmessa da Letizia durante il suo corso intensivo, m’è balenata in mente la possibilità di provare a dissolvere nel nulla tale apparentemente invincibile fobia. Entrato in ricapitolazione, ho iniziato a “spazzare” le molteplici scene che, nel corso della mia esistenza, mi vedevano soccombere alla fobia suddetta; in questi frangenti ho riassaporato quello spiacevolissimo senso di spossatezza che, da sempre, preludeva allo svenimento; l’impressione netta è stata che certa parte di energia fosse, per così dire, ancora strozzata nella strettoia di quell’antico nodo psichico. Il passo successivo è stato quello di ricapitolare le medesime scene critiche sovrapponendovi però una sensazione totalmente differente, o meglio: l’emozione costrittiva che quelle scene immancabilmente suscitavano andava sostituita con il distacco: Cthulhu che diventa un pupazzo di peluche. Questa seconda fase della ricapitolazione l’ho trovata assai interessante perché, a furia di spazzare con il respiro questa o quella scena (mi stavo tuttavia concentrando, in particolare, su quella testé descritta), quella stessa scena ha iniziato progressivamente a perdere d’intensità, a scolorire, fino a sbriciolarsi letteralmente: l’immagine che infine mi si è parata davanti allo schermo interiore è stata quella di una costruzione di sabbia spazzata da un vento impetuoso, dopo di che l’intera scena s’è oscurata: il probabile segno che non c’era più neanche un briciolo di energia da recuperare. L’ultimo passo di tale tecnica, vero e proprio explicit, è stato quello di ricapitolare una terza volta la scena critica sciogliendosi però stavolta anche da quel distacco che era servito a dissolvere nel nulla la paura: un paradossale (solo in apparenza) distacco dal distacco – dico solo in apparenza perché la mente del Voladores è senz’altro in grado di attaccarsi anche ai successi intermedi ottenuti durante la via guerriera e, in tal modo, farne altrettanti e forse più subdoli vincoli. Ricordo come se fosse ora l’arguta battuta di Letizia una volta che le ho raccontato l’esito della triplice ricapitolazione: “Un risultato del genere non l’otterresti neanche in anni di psicoterapia!”. Del resto, non ho mai pensato che la psicoterapia servisse a qualcosa se non a rimpinguare le tasche dello psicologo di turno… Serviva infine la prova del nove: tirarsi un agguato recandosi in un laboratorio d’esami clinici a farsi prelevare del sangue, verificando così sul campo quanto ottenuto in ricapitolazione. E qui viene la parte forse più divertente e a un tempo grottesca del racconto. Da un canto, infatti, in me si era scolpita potrei dire “a sangue” la certezza di non avere più nulla a che fare con la fobia per gli aghi: una certezza che definirei di natura energetica, non certo una sciocca autosuggestione. Nondimeno, come in parallelo, ha iniziato a farsi strada l’idea che, di fronte all’ago suggente, sarei crollato come ogni altra volta. Ho iniziato dunque a sperimentare una sorta di conflitto psichico: certezza energetica da una parte, ideuzza fondata sul nulla dall’altra, e tale cozzo ha iniziato a provocare una sorta di sottile turbamento, uno stolto scetticismo da san Tommaso. È in questo frangente che ho compreso una volta per tutte il funzionamento mortifero di quell’installazione estranea che i toltechi chiamano mente del Voladores: agisce sovrapponendo senza sosta increspature su uno specchio d’acqua piatto e tali stratificazioni, sotto forma di pensieri (cos’altro è persino una fobia se non un pensiero?), finiscono col sedimentarsi e col riverberarsi sul corpo diventando pastoie paralizzanti, circoletti viziosi, salassi energetici. Si trattava, in ogni caso, proprio come Tommaso, di mettere il ditino dentro la ferita del costato e verificare con mano… Sopraggiunto davanti al laboratorio c’è stato un ultimo, disperato assalto della mente ordinaria: torna a casa, a che pro?, c’è il rischio di svenire! L’esito? Esattamente come quello “visto” in ricapitolazione: distacco totale, impassibilità come di fronte a un fatterello ordinario e di nessun conto, come se quell’antica fobia non avesse mai riguardato me, ma piuttosto qualche lontano conoscente di cui non ricordassi neanche il nome.. Uscito dal laboratorio d’analisi la mente era come incredula, ma vinta: a una resa senza appello è seguito un improvviso afflusso di energia“.

Il prossimo resoconto è di Futura, una ragazza che ha iniziato la Via del Guerriero da pochissimo e che ha partecipato anche lei all’ultimo intensivo. Ed ecco quello che ha sperimentato nel processo di guarigione dalle vertigini. In questo specifico caso, metterò anche una sua foto a testimonianza del suo atto eroico. Non certo perché a noi guerrieri piaccia dare seguito a manifestazioni di ampliamento della propria importanza personale, ma semplicemente per poter utilizzare il vantaggio concesso a noi donne di esporci di più alla socialità, rispetto a quanto sia concesso ad un uomo. Ripeto: non è la prassi e questo gesto è solo ed unicamente da considerarsi per quello che è, una testimonianza e nulla più.

Ancora stento a credere a quanto sia efficace e profondo il potere della ricapitolazione. Avevo circa dodici anni quando, dall’essere una ragazzina spericolata che amava arrampicarsi ovunque, la paura dell’altezza si è insinuata in qualche angolo recondito di me e non mi ha più abbandonata… fin ora! So di essere ancora lontana dallo sviscerare completamente il problema, ma al contempo il mio corpo sa di averne scalfito ben più della mera superficie. Fino ad un paio di mesi fa sarebbe stato impossibile per me anche solo affacciarmi ad un balcone troppo alto, invece adesso, grazie al silenzioso lavoro della ricapitolazione, sono riuscita a calarmi lungo le pareti verticali dei canyon di Madeira con solo una corda a sostenermi, ed a tuffarmi da rocce sporgenti. Definisco questo processo “silenzioso” perché tutto accade senza che tu te ne accorga, finché all’improvviso una finestra di possibilità si apre davanti a te. È qui che la sublime arte dell’agguato diventa l’unico modo che hai per attraversarla. Il brivido della paura si trasforma in energia che investe tutto il corpo, e per un attimo arrivi ad assaporare l’invincibilità. Prossimo step…parapendio!!“.

La testimonianza di Francesca, la prossima ragazza che ha iniziato il corso da sole due lezioni è molto interessante e riguarda un processo di guarigione da una micosi e l’inizio di un dimagrimento/depurazione e di un grande recupero energetico innescato dalla ricapitolazione. Sentiamolo dalle sue parole.

“Messina 15/06/2024

Soffro da circa 3 anni di una Onicomicosi nell’unghia del pollice del piede destro. Ho trattato questa malattia fungina con i prodotti specifici acquistati in farmacia. Ha avuto solo un lieve miglioramento dopo circa un anno di trattamento. L’anno scorso, dopo due anni che applicavo tutte le settimane il prodotto Onilaq, vedendo che non vi erano risultati di sorta ho deciso di far analizzare il fungo in un laboratorio di analisi cliniche per identificare il ceppo e la molecola più utile a debellarlo. L’analisi ha mostrato come il fungo fosse resistente a tutte le molecole eccetto l’econazolo nitrato. Ho applicato la relativa crema per altri 8 mesi tutte le sere e le mattine. Non vi è stato alcun miglioramento. Onestamente ho deciso che potevo sopravvivere lo stesso anche con un fungo all’unghia del piede. Ero stanca di dovermene preoccupare. Per circa sei mesi non ho fatto nulla. Poi ho iniziato il processo di purificazione con il Detox; un composto di funghi medicinali suggeritomi da Letizia e ho iniziato a ricapitolare. Negli ultimi giorni ho visto un miglioramento. La parte infetta dell’unghia fino a poche settimane fa si estendeva in lunghezza dall’attaccatura dell’unghia, (la zona interessata dalla pellicina), fino alla fine dell’unghia stessa. In larghezza si estendeva invece da metà dell’unghia per tutta la parte destra della stessa. Da quando ho iniziato le pratiche, per quanto riguarda la larghezza la parte affetta si è ridotta della metà nella parte centrale e nella parte vicino alla pellicina di circa 2/3, come a formare solo un triangolo. Dopo tre anni, finalmente un miglioramento. Spero continui così fino a scomparire del tutto. Anche il peso è migliorato. Non sono mai stata grossa ma avevo preso durante il periodo Covid circa 3 kg. Oltre ad essere estremamente gonfia, Ero sempre stanca, non facevo più sport. Ora invece, smettendo di mangiare con sale, zucchero e farinacei non integrali, come pratica del non-fare indicatami da Letizia, sono finalmente riuscita a sgonfiarmi cominciando a perdere 1 kg. Sembra poco ma non ci ero più riuscita negli ultimi anni anche quando non mangiavo pressocché nulla. Sembrava mi fossi stabilizzata. Comincio a sentirmi meglio, come se fossi meno appannata anche nelle mie facoltà cognitive. Ho ricominciato a correre e ho percepito un vero e proprio alleggerimento di tutta la mia persona, sia fisicamente che mentalmente”.

L’ultima testimonianza di questo articolo è di Giulia; anche lei una ragazza giovane come Futura che ha iniziato la Via del Guerriero da pochissimo con me. Le avevo chiesto in una delle lezioni di tirarsi un agguato, come faccio sempre, e di fare una cosa che non fosse mai riuscita a fare per paura o perché questa cosa metteva in dubbio o in pericolo l’immagine che aveva costruito di sé di fronte agli altri. Ecco la sua scelta e il suo agguato. Anche lei è guarita da una fobia.

“Fin da quando ero piccola ricordo di aver sempre avuto un sacro terrore verso i ragni, una vera e propria fobia, tanto da causarmi gridolini isterici, salti alti mezzo metro e fughe precipitose. Avendo appreso la tecnica della ricapitolazione, mi è stato consigliato da Letizia di applicarla anche a questa fobia. All’inizio non è stato per niente semplice riportare alla memoria la fisionomia per me insopportabile dei ragni: il loro modo inquietante di scorrere sulle superfici, quelle zampe che con tanta facilità avrebbero potuto attaccarsi al mio corpo, le loro irruzioni sui miei muri di casa, all’improvviso e nel pieno della notte. Mi sono dedicata per due volte alla ricapitolazione di tutti i ricordi che conservavo nella mia memoria e che avevano per protagoniste le mie reazioni emotive alla presenza dei ragni. A mano a mano che proseguivo, notavo un affievolirsi delle sensazioni negative, che lasciavano spazio ad una leggera tenerezza, compassione, verso quelle creature così tremendamente piccole se rapportate alla mia stazza e che, mai e poi mai, mi avevano neppure punta. Nelle ultime fasi di ricapitolazione serale, ricordo di aver avuto un flash sul passato: un film incentrato su un fantomatico attacco di ragni contro una città inerme e spensierata. Quando lo vidi ero molto piccola, ma mi aveva talmente scioccata da farmi ritenere che fosse stato proprio quel film ad aver dato inizio alla mia fobia. Lo ricapitolai senza esitazione. In quei medesimi giorni ebbi “incontri” sempre più frequenti con i ragni, che facevano capolino da ogni dove e si insinuavano in casa mia. Ogni volta, la mia reazione era sempre più flebile. Una sera, sul punto di andare a dormire, notai una vera e propria colonia di piccoli ragnetti che aveva tappezzato le pareti della mia camera. Impossibile coricarsi in quelle condizioni! Era il momento di affrontare la mia paura. Con mani tremolanti afferrai la ragnatela creata da uno di quei piccoli esserini e cominciai ad osservarlo. Per quanto piccolo, nulla mi piaceva di lui; eppure, riuscii a fare l’impensabile: lo appoggiai sul dorso della mia mano e lasciai che camminasse tranquillamente su di essa. Ripetei più volte la cosa. Ogni volta con tensione minore. Alla fine era diventato un semplice gioco tra me ed il ragno. Il giorno successivo l’intera colonia di ragni era scomparsa. So che posso fare ancora molto, soprattutto usando la ricapitolazione in maniera nuova e più approfondita, ma so anche che uno scoglio enorme è stato abbattuto”.

Bene, che dire.. sono felice dei traguardi raggiunti da questi guerrieri e che sempre di più possono testimoniare attraverso la loro esperienza che il magico dono della ricapitolazione, che all’inizio può sembrare ostico e complicato a tutti, si scopre nel giro di poco tempo, essere una formidabile risorsa di guarigione. Immaginate quanta energia si possa recuperare resettando le emozioni che sono alla base delle nostre patologie o delle fobie o di qualunque altro disagio che abbiamo accumulato nella nostra storia personale. L’arte dell’agguato ci viene in soccorso dopo, per riuscire a modificare la nostra risposta comportamentale al solito evento, al gancio al quale la nostra precedente risposta si verificava come un automatismo. Non ci dimentichiamo che un vero sciamano tolteco è anche un guaritore, in primis di se stesso e poi degli altri. Moltissimi sono orientati verso questo tipo di strada e Don Juan stesso ammise più volte a Castaneda che già gli antichi stregoni, aiutando le persone a muovere il proprio punto di unione, gli permettevano di guarire dalle più disparate patologie, semplicemente non ne facevano una bandiera. Ricordatevi quindi, che il mondo della magia tolteca è prima di tutto una Via di miglioramento, di benessere e di gioia che permette di essere molto più liberi sia a livello fisico, sia mentale sia energetico.

Vi ricordo, per chi segue il mio lavoro gratuito e lo apprezza, di sostenermi in questa campagna di donazioni per riuscire a tradurre i libri in Inglese e realizzarli in audiolibri, per renderli più fruibili ad un grande pubblico. Basta pochissimo. Una donazione di 10 sterline con le modalità facilissime che trovate spiegate con tutta la trasparenza del caso, all’interno dell’articolo qui sopra. Un grazie anticipato a chi vorrà sostenermi nella realizzazione di questo progetto. Vi ricordo il canale Telegram di cui vi lascio il link, nel quale faccio le live audio una volta alla settimana e colgo l’occasione per ricordarvi la prossima diretta di Lunedì 17 giugno ore 21:00 sul canale di Nicole Ciccolo Expedition.

https://t.me/Nagualismo

Per chi volesse iniziare il percorso del Guerriero con me, dovrà chiamare per un colloquio telefonico al mio cellulare 320.0654171; nel mentre può leggere l’articolo qui di seguito per maggiori informazioni in merito a lo svolgimento di quello di gruppo e di quello in individuale.

®Letizia Boccabella

Sciamanesimo tolteco: tutti i contenuti gratuiti

In questo articolo che lascerò privo di password, vi elencherò tutti i contenuti che ho rilasciato nel corso del tempo e che continuo a mettere a vostra disposizione, in modo da chiarirvi le idee sul mondo del Nagualismo. Sono elementi preziosi che vi suggerisco di non sottovalutare e di seguire con attenzione. Ovviamente non possono…

Sciamanesimo tolteco: testimonianze di un viaggio a caccia di potere

Ogni stregone cerca luoghi di potere per ricaricarsi energeticamente e allontanarsi dalla vita quotidiana. Questo articolo spiega cosa siano questi luoghi e come possano influenzare la nostra energia. Vengono condivise testimonianze di guerrieri che hanno partecipato a un intensivo all’estero, dove hanno vissuto esperienze trasformative e confrontato le loro sfide interiori. Essi hanno ricevuto strumenti…

Potere Personale Guarigione e Crescita Interiore testimonianze dall’ultimo intensivo

L’ultimo intensivo di ottobre, condotto da Letizia, si è focalizzato sulla crescita del potere personale e la guarigione interiore attraverso un silenzio profondo. I partecipanti hanno condiviso le loro esperienze, evidenziando come la ricapitolazione collettiva abbia rivelato traumi passati e attivato una forte energia trasformativa. Nonostante le difficoltà iniziali, si è creata una connessione profonda…

Come sbloccare tutti i contenuti del blog

Buongiorno caro lettore/lettrice appassionato di Sciamanesimo tolteco o già praticante di Nagualismo. Forse non sai, se mi scopri solo ora che, dopo anni di divulgazione gratuita ho deciso di proteggere almeno una parte del mio lavoro. Quindi se riconosci la mia esigenza e ti sei già approcciato con i miei libri o con le interviste…

Testimonianze dai guerrieri partecipanti all’ultimo intensivo di Maggio 2024 su Ricapitolazione e allineamento

In quest’ultimo intensivo ho iniziato i guerrieri che seguo da tempo e anche i novizi, verso la conoscenza e l’applicazione di una nuova e potente tecnica che il potere mi ha mostrato e di cui parlo nel mio ultimo libro di prossima uscita. E’ un’espansione della ricapitolazione; molto utile e soprattutto decisiva e fondamentale per…

4 risposte a “Sciamanesimo tolteco Nagualismo: testimonianze di guarigioni istantanee avvenute con la ricapitolazione”

  1. […] Sciamanesimo tolteco Nagualismo: testimonianze di guarigioni istantanee avvenute con la ricapit… […]

    "Mi piace"

  2. […] Sciamanesimo tolteco Nagualismo: testimonianze di guarigioni istantanee avvenute con la ricapit… […]

    "Mi piace"

  3. […] Sciamanesimo tolteco Nagualismo: testimonianze di guarigioni istantanee avvenute con la ricapit… […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Sciamanesimo Tolteco: La Via per Una Guarigione Immediata – Letizia Boccabella Naturopata Grafologa morettiana Cancella risposta