Nagualismo ricapitolazione e allineamento Aprire il varco all'intento

Finalmente ci siamo! Dopo mesi di lavoro, sta per uscire il terzo saggio appartenente alla trilogia sul Nagualismo. Vi ricordo, come già ho fatto in precedenza, di assicurarvi di aver letto i libri che precedono questo, per poter avere un’idea chiara dei concetti che vado esponendo ora e che sono la conseguenza di quelli espletati in precedenza all’interno di Sciamanesimo tolteco Influenzare il tessuto della realtà e di La voce del vedere Conversazioni con Shiba. Prima di entrare nel vivo della descrizione di alcune parti fondamentali di questo nuovo testo, e delle tecniche di cui parlo, volevo riportare il commento fatto dalla Editor che si è presa cura del saggio. Una professionista che essendo completamente avulsa dall’argomento trattato, riesce lo stesso a comprendere non solo il messaggio che voglio passare, bensì la tecnica stessa di cui parlo in aggiunta alla ricapitolazione; la vera grande novità che il potere mi ha mostrato.

Impressioni di lettura: Terzo di una trilogia, questo saggio-lezione è un approfondimento in materia di tradizione tolteca. In modo particolare, l’autrice guida il suo allievo a comprendere l’importanza e la difficoltà della ricapitolazione, ripercorrendo il cammino già segnato dai maestri di questa disciplina e ampliando la spiegazione con estratti dei suoi saggi precedenti. Inoltre, molto utili sembrano essere gli episodi di vita quotidiana che ella narra, perché aiutano a comprendere l’applicabilità della disciplina spiegata all’interno della nostra vita reale (o del sogno più reale di tutti, come la si possa interpretare). Ciò che sorprende è che questo saggio sia il terzo e sia destinato principalmente a un pubblico già almeno in parte formato sulle nozioni di base, eppure risulti, seppur certamente pregno di informazioni e in alcuni passaggi un po’ complicato, ugualmente fruibile anche da un lettore completamente digiuno della materia. Il principale pregio di quest’opera è la chiarezza espositiva con la quale affronta un tema così poco conosciuto e così ricco di informazioni “altre” rispetto al nostro sostrato culturale comune. L’impostazione strutturale dell’opera sembra quella di una tesi universitaria: parte dal concetto, ne spiega la natura, la approfondisce attraverso citazioni autorevoli, introduce la sua messa in pratica, quindi ne palesa gli effetti. Tutto questo lo rende un testo quasi scientifico, curato in ogni dettaglio formale e strutturale. La sintassi è molto articolata: consta di periodi particolarmente lunghi, strutturati su più livelli, con un’architettura gerarchica sia verticale che orizzontale. Eppure, durante la lettura non capita mai di perdere il filo di questa struttura che, aiutata da un lessico semplice e molto comune, arriva dritta all’intelletto del lettore. Il ritmo narrativo è interessante in quanto, benché appunto si segua una struttura di ricerca, riesce a mantenersi vivo grazie al sapiente intercalare di episodi di vita dell’autrice e citazioni. Tra queste, particolarmente utili risultano le citazioni inserite tratte dalle opere precedenti dell’autrice stessa: perché, se da un lato aiutano a fornire le basi per la comprensione del testo in esame, dall’altro invogliano la lettura da parte del lettore che non ne abbia ancora fatto conoscenza. Lettura che, comunque, risulta non obbligatoria proprio grazie alle citazioni di cui si sta parlando. Un circolo virtuoso, che garantisce credibilità all’autrice”.

Mi preme essere il più chiara possibile, cristallina, quando cerco di passarvi la conoscenza; perché come diceva Don Juan e la sua donna Nagual Florinda, il compito dei Nagual è quello di comportarsi come un ponte tra la prima e la seconda attenzione, così da riuscire a creare il giusto connubio tra le informazioni che le due attenzioni gli forniscono e palesarle in profondità e con semplicità, di modo che tutti possano recepirle, anche i più estranei al mondo stregonesco. La comprensione profonda è ovvio che riguarda il potere personale dell’individuo che legge; ma questo tratto non deve essere confuso con la leggibilità e la chiarezza espositiva. Non ci dimentichiamo infatti, che la chiarezza è il secondo nemico naturale dell’uomo, e una volta conquistata non la si perde mai più. Adesso addentriamoci poco alla volta nel contenuto magico del libro.

Sinossi

Quante volte hai letto i libri di Carlos Castaneda cercando di comprendere come fare ricapitolazione e non ci sei riuscito? In questo terzo saggio sul Nagualismo porto avanti il lavoro iniziato nei primi due manoscritti della trilogia; Sciamanesimo tolteco Influenzare il tessuto della realtà e La voce del vedere Conversazioni con Shiba. Rivelo una tecnica molto importante che si può applicare in ricapitolazione, per distruggere quei ganci della nostra storia personale che sembrano indissolubili e che ancora ci condizionano oggi, da un lontano passato. Ti mostro come usare la ricapitolazione per scoprire cose su persone ed eventi, che non conosci e dei quali non sei stato testimone. Tutto questo rientra nei doni che il potere mi ha fatto, in modo da poterti guidare più a fondo nel mondo della magia tolteca, che è lo stato di diritto col quale ogni essere umano nasce. Inoltre, posso rivelarti l’esistenza di un mondo che è pronto ad accogliere i guerrieri che riescono a fare il salto nella seconda attenzione. Un mondo al pari della Cupola dei Naguales. Continuerò a parlarti di Shiba e delle sue lezioni e ti racconterò del mio incontro con Lo Sfidante della morte, un essere spaventoso e al contempo misterioso con il quale è impossibile non misurarsi se si entra, realmente, nella Via del guerriero.

La tecnica di cui vi parlo nel libro è qualcosa che mi ha mostrato il potere per riuscire a scardinare con più facilità eventi ed emozioni difficili che sfuggono alla ricapitolazione a causa della loro negatività e di una certa coazione a ripetersi senza sosta. Questo accade perché noi esseri umani ci abituiamo a tutto e tendiamo a tenerci stretti anche gli accadimenti più tristi e negativi, per il solo motivo che ci piace restare al sicuro e al calduccio nel nostro liquame. Certo è che, quel liquame puzza e resta liquame, ma noi siamo convinti che sia meglio rispetto al cambiamento. Ecco perché ci ostiniamo a tenerci strette le nostre zavorre ma al contempo ci lamentiamo di non riuscire a essere felici.. che delirio che siamo noi esseri umani! A questa tecnica ho dato il nome di “Tecnica della sostituzione” e l’ho già insegnata ai guerrieri dei miei corsi che sono venuti all’ultimo intensivo di fine maggio. Le loro impressioni a caldo le ho raccolte in un articolo di cui vi lascio il link qui di seguito in modo che possiate leggerlo.

Come tutte le tecniche di magia tolteca, l’unica cosa che conta per poterle padroneggiare è il silenzio interiore. Questa nuova tecnica non fa eccezione. Il titolo del libro parla di allineamento; e gran parte del saggio è dedicato a questa parte della consapevolezza. Spiego come la ricapitolazione e con essa la possibilità stessa di trasformare gli eventi, sia legata al nuovo allineamento che si va a sollecitare, quando in ricapitolazione si sposta il punto d’unione dal momento presente al momento passato. Quell’allineamento che concerne apparenti punti del nostro passato è solo un’illusione, perché il passato non esiste, bensì esiste solo un continuum temporale dove gli accadimenti sono presenti nell’ oscuro mare della consapevolezza contemporaneamente. Questo stato della percezione è decretato dallo spostamento del punto di unione e dalla conseguente cessazione della percezione del tempo, come una freccia lineare che dal passato va verso il futuro. La sostituzione è possibile in quanto le emozioni che noi proviamo sono frutto di un particolare allineamento delle emanazioni in grande con quelle in piccolo, all’interno del bozzolo. Va da sé, che una volta provata un’emozione abbiamo acceso quella determinata porzione di emanazioni che corrisponde a quell’emozione e lo abbiamo fatto per sempre. Quindi abbiamo la possibilità di riprenderla a piacimento. Questi sono alcuni nuovi segreti della consapevolezza svelati dal potere e messi a disposizione per ogni guerriero che voglia avanzare sulla strada della libertà percettiva.

Per quanto riguarda il mondo che accoglierà i guerrieri che riescono a fare il salto, è stata davvero una bella scoperta anche per me. Pensavo esistesse solo la Cupola dei Naguales e invece le cose non stanno così. Lo scoprirete leggendo il libro esattamente come scoprirete la natura del mio incontro con lo Sfidante della morte. Si può dire quindi, che questo terzo saggio, sia un misto di arte dell’agguato, di ricapitolazione e di sognare. In poche parole la maestria dell’Intento porta un Nagual ad avere la stessa dimestichezza con tutti i pilastri dell’insegnamento tolteco, senza lasciare indietro nulla e senza inebriarsi dei risultati raggiunti, conscio che il Potere non fa sconti a nessuno, mai e per nessun motivo. Eppure il lignaggio deve evolversi e a tal proposito, i Nagual e solo loro, grazie alla più ampia superfice di scambio ottenuta col potere, riescono a ricevere dei doni dall’Intento stesso che serviranno per tutti i guerrieri presenti e futuri che vorranno usufruirne. Altrimenti va da sé che non ci sarebbe mai e poi mai un’ampliamento della conoscenza e della consapevolezza. Proprio in conseguenza ai miei viaggi in questo nuovo mondo e all’allineamento che si è venuto a creare, nel libro, spiego nei dettagli come il tempo non sia un concetto così rigido e determinato. Resta tale però solo ed esclusivamente se il nostro punto di unione è soggetto alla fissità estrema della prima attenzione. Persino i concetti di reincarnazione di cui ho chiarito le cause, vanno a morire se esaminati sotto una lente che riesce ad ingrandire la portata di alcune esperienze e permette di catturare la visione d’insieme a scapito dei singoli dettagli che, a causa della ristrettezza di campo, generano errori grossolani. Ho spiegato molte volte, anche nelle live su youtube oltre che nel libro e negli altri articoli, che la morte non è uguale per tutti. Chi ha avuto esperienze di flash sulle proprie vite passate ha attinto da questo meccanismo, cogliendo l’informazione nell’oscuro mare della consapevolezza. Questa informazione però è inerente a dettagli che riguardano altre vite parallele in universi paralleli o linee temporali parallele (anche se sconsiglio l’uso di questo ultimo termine per non generare equivoci). In poche parole, come ho accennato nel libro La voce del vedere, sotto la guida di Shiba, ho potuto comprendere dai suoi insegnamenti che esistono molte altre copie di noi anche in altri mondi di questo stesso universo e in altri pianeti, ma quando si accede all’oscuro mare della consapevolezza si riesce ad osservarli tutti. Da qui nasce l’equivoco da parte nostra di pensare di aver vissuto parecchie vite e parecchie reincarnazioni. Invece, nel momento cruciale della morte, la consapevolezza si disgrega e se in vita non si è fatto nulla per coagularla, la nostra morte sarà una morte comune.

Non a caso in questo nuovo saggio dal titolo Nagualismo ricapitolazione e allineamento Aprire il varco all’intento, parlo dei tunnel di luce e di ciò che c’è dopo. Alle persone comuni che si trovano nelle condizioni di vivere questa esperienza, è permesso solo un certo range di azione. Per questo motivo riferiscono di veder passare di fronte ai loro occhi tutta la vita come in un film a sequela accelerata, ma giunti al termine c’è sempre una presenza ad attenderli che gli spiega qualcosa e gli dice di compiere la scelta di tornare in vita o di abbandonarla per sempre, oppure, più semplicemente non avendo una scelta, tornano indietro. Quello che ho vissuto con il mio corpo energetico o che può vivere qualunque stregone che abbia sviluppato la mia stessa capacità di sognare nella seconda attenzione, è destinato a vedere e fare altro nei tunnel e soprattutto, la cosa meravigliosa e ancor più spettacolare è quello che può fare alla fine del tunnel. Soprattutto per raggiungere questo ultimo step, bisogna essere stregoni consumati, leggeri, con poca storia personale alle spalle e una grande sobrietà. Il resto, in merito a questo argomento, lo leggerete nel libro.

L’ultima anticipazione di cui vi parlo in questo articolo, riguarda l’incontro più incredibile della mia vita dopo quello avuto con Shiba; e cioè quello con Lo Sfidante della morte. Se non siete dei guerrieri addentrati nel mondo dello Sciamanesimo tolteco e se non avete letto L’arte di sognare di Carlos Castaneda, non sapete di chi stia parlando. Eppure questo antichissimo stregone è la chiave di volta per il destino del lignaggio di Don Juan e per tutti i Nagual a venire. Egli comparve nella chiesa dove lavorava il Nagual Sebastian come sacrestano agli inizi del 1700. Per salvarsi la vita aveva bisogno di energia, un’energia che stava consumando sempre di più e che poteva incamerare nel suo bozzolo solo ed esclusivamente sottraendone una quantità esigua dal centro della volontà, situato sul bozzolo di un altro Nagual. Questo processo oltre ad essere indolore avrebbe garantito uno scambio di doni, là dove lo Sfidante della morte, in cambio dell’energia avrebbe rivelato nuove posizioni del punto di unione. Il Nagual Sebastian fu obbligato a sottoporsi a questa pratica perché altrimenti, il ricatto che lo Sfidante gli aveva fatto, lo avrebbe portato a morte certa. Egli aveva infatti minacciato di denunciarlo alle autorità ecclesiastiche. Parliamo di un tempo in cui, come la persecuzione delle streghe nel Medioevo da noi in Europa, avrebbe portato il Nagual Sebastian il quale usava il suo lavoro di sacrestano come copertura, alla cattura e alla sentenza di morte per stregoneria. Accettò quindi lo scambio e da quel momento in poi, tutti i successivi Nagual della stirpe di Don Juan, furono costretti ad incontrare lo Sfidante della morte e ricevere in cambio quei famosi doni di potere, che li avrebbero resi ancora più condiscendenti di quello che già erano. Dovete comprendere che lo Sfidante della morte, in quanto antichissimo stregone e assolutamente simile a tutti gli altri stregoni del suo lignaggio, era un essere dedito a pratiche che coinvolgevano in tutto e per tutto gli Esseri inorganici del mondo gemello. Erano quindi stregoni divorati dalla loro morbosità per il potere oscuro derivante da quel mondo; un potere del tutto contrario a quello necessario alla ricerca della libertà. Fu proprio in conseguenza a questo atteggiamento di schiavitù nei confronti del proprio sé di base inalterato, al quale nessuno di loro aveva dato importanza, che rimasero tutti prigionieri del Mondo delle Ombre. Lo Sfidante della morte, anche chiamato l’Inquilino, fu l’unico che riuscì a fuggire dopo essersi trasformato in una donna. Ecco perché per lui era di vitale importanza conservare l’energia necessaria alla sopravvivenza ed attingerne quel tanto che bastava dagli altri Nagual, in modo tale da garantirsi anche la forza di scappare dai suoi predatori che non avevano smesso di cacciarlo e inseguirlo. Del resto gli Esseri inorganici stavano ancora tentando di riportarlo in cattività nel loro mondo. Don Juan dal canto suo, non vedeva di buon occhio questa situazione, benché non potesse cambiarla in nessun modo. Il patto era stato fatto e ogni nuovo Nagual doveva rispettarlo. Il problema non era tanto nello scambio di energia, bensì nei doni che lo Sfidante faceva ai Nagual, prendendo come riferimento la loro parte umana e condiscendente; rendendoli così una stirpe di stregoni sempre più malsana e morbosa, esattamente come gli antichi veggenti che tutto erano tranne che specialisti dell’arte dell’agguato. Tutti dovevano incontrare l’Inquilino, sia gli uomini Nagual, sia le donne Nagual. Prima si presentava al loro cospetto come un uomo, con la sua forma originaria e poi, la seconda volta, come una donna. Se volete sapere anche voi, cosa si prova quando si è al cospetto di un essere così particolare, potete leggerlo nel libro.

I due precedenti libri che fanno parte della Trilogia sul Nagualismo e che segnano l’inizio del percorso da leggere con attenzione prima di acquistare l’ultimo: Nagualismo ricapitolazione e allineamento Aprire il varco all’Intento, sono disponibili negli store online e in libreria su ordinazione. Vi lascio i due link dove potete approcciare ad entrambi se ancora non li avete letti.

Nell’articolo qui sopra trovate il link per scaricare il file audio gratuito dei primi due capitoli e nel prossimo trovate un estratto della postfazione de La voce del vedere Conversazioni con Shiba.

Per chi voglia entrare nella Via del Guerriero, può contattarmi al mio numero per un colloquio telefonico. Qui di seguito vi lascio l’articolo che spiega i punti cardine del corso di I Livello. Ad oggi siamo al sesto; ma quello che ci tengo a precisare è che questo cammino che ha un cuore è la Via di una vita alla ricerca della libertà percettiva.

Vi lascio i riferimenti dei social dove potete seguire il mio lavoro:

https://t.me/Nagualismo

https://www.instagram.com/alteaotis/

https://www.facebook.com/CarlosCastanedaelosciamanesimotolteco

https://www.facebook.com/groups/466813481353963

Tutta la mia opera e nello specifico, ancor di più questo ultimo libro, è nato ed è stato guidato nella stesura dal Popolo del Serpente Piumato. A loro chiedo protezione per tutti i guerrieri che lottano assieme a me per sconfiggere il Voladores e a tutti quelli che lo leggeranno chiedo di donare una parte infinitesimale della loro energia a questo antichissimo popolo di guerrieri toltechi che hanno rinunciato alla libertà di spiccare il volo nell’ignoto, per aiutare la specie umana e salvarla dal predatore. E’ stato l’Intento stesso a mettere a protezione del nostro mondo questa razza aliena proveniente dalle profondità dell’Universo, per mettere un grande ostacolo alla nostra evoluzione. Vi ricordo che se non si perde la forma umana e di conseguenza non si sconfigge il Voladores, inducendolo a scappare, a nulla saranno valsi i nostri sforzi di manovrare il punto di unione e la percezione. Potremmo anche divenire dei grandi stregoni come gli antichi veggenti toltechi, ma in realtà rimarremmo preda delle nostre debolezze e pieni dei nostri sé inalterati. Schiavi di una mente che non è la nostra, pieni di debolezze e lontanissimi dalla sobrietà e dall’impeccabilità.

Qui di seguito vi lascio l’ultimo link dove potete visionare il progetto che stiamo portando avanti per la diffusione dello sciamanesimo tolteco nel mondo. Per far sì che ciò avvenga ci servono le vostre piccole donazioni, in modo da poter tradurre i libri prima in Inglese e poi in Spagnolo. Realizzare anche gli audiolibri letti dalla voce di una professionista come Rosanna Lia, che sono molto utili per tutte quelle persone che hanno difficoltà visive e per quelle che passano molto tempo nel traffico in macchina o con i mezzi pubblici, e hanno così la possibilità di ascoltare nuovamente il testo che magari hanno già letto in precedenza. Bastano 10 sterline che al cambio equivalgono a nemmeno 12 euro. Un piccolo gesto da parte di ognuno di voi, può fare la differenza; specialmente se apprezzate tutto il lavoro gratuito di divulgazione che faccio da anni. Vi basterà un semplice click e con estrema trasparenza potrete avere tutti i dettagli. Vi ringrazio anticipatamente e spero che questo libro che sta per uscire sia un nuovo punto focale nella ricerca della libertà percettiva. Siamo esseri magici, nasciamo come tali e abbiamo il diritto di tornare alla nostra natura più vera. Che l’Intento vi guidi in questa Via, vi sostenga e vi apra la strada, ricordatevi di chiedere l’aiuto del Popolo del Serpente Piumato.

®Letizia Boccabella

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12 risposte a “Nagualismo ricapitolazione e allineamento Aprire il varco all’intento: il libro”

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