La luce solare è la prima e più importante fonte di energia di tutto il nostro pianeta, per gli esseri umani, per gli animali e per le piante. Senza di essa la vita sul nostro pianeta non sarebbe possibile. La demonizzazione che negli ultimi anni, l’esposizione al sole ha subito, è fonte di grandi errori per la salute dell’essere umano. Come diceva il grande Paracelso, la differenza sta nella dose che assumiamo di qualunque rimedio e ci tengo a precisare che quelli che hanno un’azione maggiormente curativa, sono spesso veleni mortali se assunti in dosi massicce o ponderali, altresì presi in dosi infinitesimali e quindi omeopatiche, sono dei veri e propri salvavita. In realtà noi sappiamo per istinto qual’è la dose di luce solare che ci occorre per star bene e nell’esporci al sole e facendolo gradatamente, l’organismo sviluppa in maniera fisiologica, la giusta protezione necessaria per adeguarsi a tale esposizione. Ormai è confermato da moltissimi studi scientifici del settore che chi si espone alla luce del sole vive più a lungo. Questo risultato non è dato solo da tutti i fattori positivi che adesso andrò a spiegarvi, ma da uno principale e direi primario sopra a tutti e cioè che; l’essere umano può nutrirsi dell’energia solare per rigenerare l’intero asse energetico del corpo e quindi delle cellule stesse. Noi esseri umani siamo prima di tutto un campo elettromagnetico, un bozzolo energetico che per rimanere in salute per molti anni ha bisogno di ridistribuire la propria energia verso gli organi interni. Se passiamo troppo tempo al chiuso esposti alla luce artificiale, l’energia del nostro campo elettromagetico defluisce verso i bordi dello stesso, sottraendo energia vitale agli organi interni. Questo processo è realmente da considerarsi l’inizio dell’invecchiamento.

L’essere umano, oltre ad avere i recettori solari sulla retina, è dotato di recettori per la luce all’interno del cervello in una porzione profondissima di quest’ultimo, oltre ad averne altri su tutta la pelle (la quale ricordo essere un vero e proprio organo di senso, il più esteso di tutto il corpo), oltre che sulle pareti arteriose. Questi recettori governano gli input energetici provenienti dall’esterno e attraverso di essi stabiliscono il nostro ritmo circadiano. Questo meccanismo garantisce persino alle ossa di essere sensibili alla luce solare. Per questo motivo la testa va esposta al sole così come tutto il resto della pelle; più si è scoperti è meglio è! Quando i recettori del corpo captano la luce solare la prima cosa che fanno è iniziare a produrre la dopamina; uno dei tre neuropeptidi deputati al benessere, alla forza fisica, all’energia e alla sensazione di poter affrontare qualunque ostacolo della vita senza restarne sopraffatti. La dopamina viene prodotta anche al livello del bulbo oculare di cui regola l’allungamento dello stesso; per questo motivo nei soggetti che non si espongono abbastanza alla luce senza gli occhiali da sole, sviluppano miopia. Questa patologia è proprio la conseguenza del non avere la quantità di dopamina necessaria per l’allungamento del bulbo oculare. Correggere la miopia con gli occhiali è sbagliatissimo, perché vuol dire aumentare la cronicizzazione di questa patologia perché il bulbo oculare si impigrisce sempre di più e sempre più velocemente. La corretta azione da seguire è quella di aumentare il numero di ore di esposizione alla luce. In realtà è la luce violetta dello spettro solare quella che regola la produzione di dopamina ed è per questo motivo che stanno studiando nuovi tipi di lenti che facciano passare lo spettro dei raggi violetti. E’ ovvio che guardare direttamente il sole è dannoso, lo si può fare solo all’inizio dell’alba e alla fine del tramonto e solo per una manciata di secondi. Per il resto bisogna nutrirsi della luce indirettamente, cioè usando il meno possibile gli occhiali da sole, a meno che, si sia alla guida.

I recettori per la luce solare sono diversi dai recettori termici, cioè quelli deputati alla captazione del calore. Per esempio esponendo la testa al sole, noi siamo coscienti della sensazione di calore che ci arriva, ma quello di cui non siamo consapevoli è quello che accade all’interno del nostro cervello. Oltre alla dopamina, l’altro grande neurotrasmettitore che viene stimolato è la serotonina. Quest’ultima è per eccellenza il neurotrasmettitore che regola la nostra sensazione di benessere, di allegria, di voglia di vivere e concorre assieme all’ossitocina e alla dopamina a regolare tutta l’omeostasi del nostro organismo. Per omeostasi si intende la capacità di un corpo dopo essere stato perturbato da una noxa patogena di natura endogena o esogena, di tornare allo stato di iniziale. Il tutto si trasduce in salute. Chi fosse interessato ad approfondire il ruolo che giocano questi tre neuro trasmettitori all’interno della fisiologia umana, può leggere il seguente articolo:

Serotonina, ossitocina e dopamina: i supereroi della felicità!

Gli stessi ormoni sessuali subiscono una forte increzione quando ci esponiamo per lunghi periodi al sole; ecco perché l’estate è il picco dell’acrofase di testosterone e di estrogeni che vede le sue prime impennate con l’inizio della primavera. Ed ecco perché le popolazioni che vivono al caldo e al sole per molti mesi all’anno sono quelle più prolifere e anche quelle più felici, quelle che ballano di più e quelle che soffrono di meno di depressione. Va anche detto che, quando la luce solare colpisce i recettori deputati alla captazione della luce sulla pelle, queste cellule avviano la produzione della melanina. Quest’ultima oltre ad essere responsabile dell’abbronzatura è quella che ci protegge maggiormente dai danni solari ed inoltre prima che si avvii la produzione di melanina si innesca la produzione di un pro-ormone di quest’ultima, il quale è un precursore delle betaendorfine, che sono altre importantissime molecole coinvolte nello stato di benessere. Le betaendorfine si comportano come antidolorifici endogeni e come tutte le droghe prodotte dal nostro corpo, il quale ricordo essere veramente una fabbrica di droghe, producono dipendenza. Tradotto in termini semplici, ci renderemo conto che, più ci esponiamo al sole e più sentiremo il bisogno di stare al sole per stare bene! Molti non sanno che se impariamo a nutrirci di luce solare incrementeremo anche la produzione di melatonina, un altro ormone endogeno secreto dalla ghiandola pineale, il quale controlla letteralmente la nostra capacità di dormire bene, di un sonno profondo e ristoratore. La melatonina regola il ritmo circadiano, di conseguenza maggiore e più intensa è l’esposizione alla luce durante il giorno e maggiore sarà la produzione di melatonina di notte. Se noi invertiamo questo ritmo naturale, stando chiusi in ufficio tutto il giorno esposti a luce artificiale e poi la sera, restiamo in casa a guardare la televisione al buio senza lasciare accesa nessun’altra luce debole, gialla e calda nella stanza, blocchiamo la produzione regolare di melatonina. Gli schermi dei pc e del televisore emettono una frequenza dannosissima per i nostri occhi; la luce blu, la quale blocca completamente la secrezione della melatonina. Non a caso uno dei maggiori drammi della società civilizzata di oggi è tutta la serie di disturbi rilegati al sonno. Non a caso, nelle ultime terapie antitumorali, viene sempre prescritta la melatonina. Se il corpo umano non è in grado di ristorarsi e rigenerarsi durante la notte attivando il sistema parasimpatico, di giorno andremo incontro ad un elevato stress prodotto da un’ipersimpaticotonia che lede tutta la produzione ormonale dell’organismo, portandolo verso il più conclamato scompenso di cui soffre il 95% della popolazione occidentale, il quale si trasduce in ansia. Esistono in commercio degli occhiali che ci difendono dall’emissione di luce blu da parte degli schermi dei pc, dei cellulari e via discorrendo, che tutti quelli che lavorano molte ore al computer dovrebbero utilizzare per impedire la morte dei fotorecettori che, per quanto sappiamo ad oggi, non sono in grado di riprodursi.

La luce solare ha anche la grandissima capacità di fornire al corpo attraverso gli elettroni di cui è dotata, la produzione di antiossidanti necessari alla nostra salute come ad esempio il Coenzima Q10. Quest’ultimo in forma ossidata può essere ridotto in ubiquinolo grazie agli elettroni forniti dalla luce solare i quali vengono captati dalla clorofilla presente nel nostro organismo; dando vita ad una specie di fotosintesi clorofilliana a patto che, nel nostro organismo, sia presente una giusta quantità di clorofilla. Ciò è possibile solo se mangiamo verdure ricche di quest’ultima. La clorofilla entra in circolo quando ad ogni pasto consumiamo verdure, cattura i fotoni che entrano nell’organismo attraverso la pelle e convoglia gli elettroni nei mitocondri all’interno della cellula per la produzione di ATP, cioè di energia e permette la riduzione in forma ossidata del Coenzima Q10 in ubiquinolo. I mitocondri sono le nostre centraline energetiche, all’interno di esse avviene la trasformazione di grassi e di glucosio in ATP; ovvero in energia. Il Coenzima Q10 svolge questo ruolo per una sua caratteristica fondamentale: la capacità di accettare e donare elettroni. A seconda del numero di elettroni presenti nelle cellule in diversi stati di ossidazione: si ottiene una forma completamente ossidata che si chiama appunto ubiquinone o coenzima Q10. La forma completamente ridotta (che ha due elettroni, due protoni e due atomi di idrogeno in più) si chiama ubiquinolo. Questo movimento di elettroni in uscita e in entrata fra ubiquinone e ubiquinolo si verifica continuamente nei mitocondri e partecipa alla trasformazione del cibo in energia. Possiamo quindi intuire quanto sia importante avere adeguate concentrazioni di coenzima Q10 nei tessuti affinché le cellule possano funzionare al meglio, specialmente quelle ad alto consumo energetico come il cervello, il cuore, i muscoli e il fegato. Ovviamente se ne deduce che il consumo di verdure ad alto contenuto di clorofilla è fondamentale per questo processo e che quindi, tali vegetali vanno integrati con le altre pietanze ad ogni pasto; specialmente quando si consuma carne, la quale indurendo la membrana cellulare, impedisce all’insulina il carrier del glucosio, di entrare al suo interno per apportare il giusto quantitativo di glucosio necessario all’ottimale funzionamento della cellula stessa. Va in oltre sottolineato che noi esseri umani siamo predatori diurni e non notturni; quindi i nostri enzimi sono predisposti ad attivarsi al meglio del loro regime di giorno, così da consumare il cibo e trasformarlo in ATP e quindi mangiare molto la sera è un errore gravissimo se consideriamo che un pasto particolarmente ricco a cena e scarso a pranzo o peggio ancora a colazione è un’abitudine altamente deleteria per l’organismo. Lo stile alimentare corretto è quello di consumare una ricca e abbondante colazione, un pranzo giusto e una cena scarsa. A meno che non ci siano problematiche legate alla costituzione di base o ad altre patologie già conclamate come il diabete, è sempre meglio consumare carboidrati sani come quelli integrali e a basso impatto glicemico come il riso integrale, la sera. Questo perché sono più digeribili, favoriscono il sonno e non richiedono di quattro ore per la digestione come avviene per le pietanze a base di carne.

In ultima analisi, esporsi alla luce solare di giorno per molto tempo, favorisce la produzione e la modulazione dei GABA; che sono per eccellenza i neurotasmettitori che concorrono a produrre un aquietamento del sistema nervoso e una percentuale di maggiore attività del sistema parasimpatico rispetto al simpatico. Quest’ultimo è deputato ad accellerare le frequenze di tutto il corpo dal cuore alla contrazione muscolare, alla respirazione, al pensiero e al livello dell’emotività che riceve un’impennata verso stati di irrequietezza, mancanza di concentrazione e di lucidità, tendenza all’aggressività ed a forme maniacali e ossessivo compulsive. Lo sport all’aria aperta oltre alla vita all’aria aperta, creano una virata importante dall’eccesso di simpaticotonia di cui tutto il genere umano occidentale ad oggi sembra soffrire, verso una sana impennata del parasimpatico, creando una modulazione sinuosoidale di questi due sistemi in favore dell’equilibrio psicofisico. Rinchiudersi in sala pesi è un insulto alla salute del corpo, fare yoga in uno scantinato o in una palestra ha effetti positivi al 5% rispetto a quelli che potrebbe avere se praticato all’aria aperta, in un prato, in un bosco o sulla spiaggia. Tutte le forme di sport praticabili all’esterno sono le migliori; dalla corsa, al ciclismo, al tracking, alla scalata, agli sport d’acqua tra cui non può ovviamente mancare il SUP. Su quest’ultimo ho recentemente scritto un articolo completo da molti punti di vista per far comprendere come praticarlo possa aprirvi nuovi orizzonti verso il benessere psicofisico. Vi lascio il link per la consultazione:

La fisica del SUP. Tutti i benefici di cui si può godere praticando uno sport adatto ad ogni età. Il SUP dal punto di vista olistico

Consumare abitualmente sulle vostre tavole funghi medicinali assieme ad altre verdure e cereali integrali oltre al pesce azzurro, aumenterà in maniera smodata la capacità da parte dell’organismo di attivare le sue riserve antiossidanti, la clorofilla, le difese immunitarie e le prestazioni atletiche. Se volete comprendere meglio come questi portenti del mondo vegetale, benché siano considerati non proprio dei vegetali ma una specie a sé stante, possano aumentare il vostro benessere a tutto tondo, potete leggere il mio ultimo libro “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica”, disponibile su amazon in versione cartacea e in versione e-book.

Letizia Boccabella