Qualunque sportivo professionista, oppure un dilettante fino all’appasionato, vorrebbe vedere le sue prestazioni fisiche migliorare non solo in base all’allenamento, bensì in conseguenza all’energia che il suo corpo gli mette a disposizione per superare i propri limiti. Questi limiti non sono, come spesso si pensa, solamente riconducibili all’età, alla tecnica o alle sole predisposizioni costituzionali. I fuoriclasse hanno qualcosa in più e quel quid è una riserva energetica, uno sprint che entra in azione quando i giochi sembrano ormai essere conclusi. Tutto il metabolismo umano, la respirazione e la capacità di generare ATP cioè energia biodisponibile per innescare tutti i processi metabolici ha luogo nella cellula; dopodiché tutto l’asse psico-neuro-endocrino-immunologico ne trae i benefici o gli svantaggi in caso di carenza respiratoria o energetica. Viene da sé che il primo step fondamentale per incrementare e mantenere a lungo nel tempo e in maniera sempre uguale a se stessa la capacità energetica e quindi la prestazione, anche e soprattutto in uno sport di endurance, è la corretta respirazione. Respirare bene significa prima di tutto vivere bene, riuscire a gestire il proprio mondo emotivo ed avere controllo sulla propria fisicità. Respirare male, al contrario, o con una respirazione corta che si ferma al petto significa vivere male, in preda all’ansia, senza nessun controllo sul proprio mondo emotivo e sul proprio corpo. Se siete un pò curiosi e volete vedere di persona gli unici esseri che respirano davvero bene, osservate un neonato nella culla e avrete una vera e propria folgorazione. Loro respirano con la pancia, tutto il loro addome si gonfia spropositatamente rispetto alle loro dimensioni fisiche per accogliere il prana contenuto nell’aria e crescere. Poi mettetevi davanti allo specchio e osservate come respirate voi… un vero e proprio disastro. Nella mia lunga esperienza professionale, ho potuto constatare che persino atleti professionisti non sapevano respirare correttamente; e questo è davvero un problema. Si inspira gonfiando l’addome ed immettendo l’aria facendola scendere fino al basso ventre e questo vale sia per gli uomini che per le donne. Si espira svuotando la pancia. Lo si fa sempre dal naso, mai dalla bocca e le spalle non si muovono minimamente, nemmeno il petto. La corretta respirazione è un processo che si reimpara portando costantemente l’attenzione su di essa in più momenti della giornata. Facendolo con costanza si riuscirà ad un certo punto a ritornare a respirare correttamente e solo dopo si potrà sfruttare la potenza del respiro per direzionarlo, in determinati punti del corpo, dove ci necessita di più la sua azione curativa o dove scegliamo di convogliarlo per sciogliere tensioni emotive che ci limitano psicologicamente e fisicamente.
Chamanismo tolteca: nuevo canal youtube
En este nuevo canal de YouTube podéis encontrar vídeos traducidos al español en los que hablo sobre el mundo del chamanismo tolteca o nagualismo.
Sciamanesimo tolteco: tutti i contenuti gratuiti
In questo articolo che lascerò privo di password, vi elencherò tutti i contenuti che ho rilasciato nel corso del tempo e che continuo a mettere a vostra disposizione, in modo da chiarirvi le idee sul mondo del Nagualismo. Sono elementi preziosi che vi suggerisco di non sottovalutare e di seguire con attenzione. Ovviamente non possono…
Sciamanesimo tolteco: l’albero per la tua bara e’ gia’ stato abbattuto, Torres racconta Castaneda
Il futuro è imprevedibile e inevitabile. Un giorno non sarai più qui, quindi te ne sarai già andata. Sai che probabilmente l’albero della tua bara è già stato abbattuto?” “Sia per il guerriero che per l’uomo comune l’urgenza di vivere è la stessa, perché nessuno dei due sa quando finiranno i propri passi. Per questo…
L’alimentazione è un altro fattore importantissimo per ampliare la resa energetica dell’organismo impedendo a quest’ultimo di avere dei cali durante la sessione di gara o più semplicemente durante gli allenamenti. Quello che veramente conta è sfruttare al massimo il potenziale energetico rilasciato da alcuni cibi; e vi garantisco che non è una questione di quantità ma di qualità, cioè di basso indice glicemico degli alimenti. Quest’ultimo consente all’organismo di sfruttare appieno i nutrienti dei cibi senza sfiancare l’increzione insulinemica da parte della milza pancreas. Tradotto in termini più semplici vuol dire che; se si mangiano cibi a basso indice glicemico la curva della glicemia resta sinuosoidale e non genera picchi. Ancor più semplicemente questo meccanismo si trasduce in energia biodisponibile e costante per un lasso di tempo maggiore. Quindi prima di una sessione importante di allenamento o ancor prima di una gara impegnativa, lo sportivo dovrebbe ingerire carboidrati rigorosamente integrali; ancor meglio se privi di glutine per non appesantire il gastroenterico e alla fine del piatto di pasta aggiungere una chicca energizzante che davvero in pochi conoscono. Una fetta o due di crackers di segale con una velatura di tahini e dell’ottimo miele di sicura provenienza e davvero biologico. Questa combinazione permette di assimilare tutti i nutrienti splendidi del miele impedendo a quest’ultimo di alzare violentemente il picco glicemico. Il tahini che è pura e semplice crema di sesamo, rallenta l’assorbimento degli zuccheri e li rende biodisponibili a lungo per il corpo. Tutto ciò si trasduce in energia che l’organismo sfrutta costantemente senza cali. Ovviamente, ci sono altre strategie che consiglio, ma questa è una di quelle che pochi conoscono e riveste un’importanza fondamentale.
Veniamo adesso al potere dei funghi medicinali e cerchiamo di comprendere come alcuni di questi siano dei veri e propri tonici energetici i quali sono in grado di incrementare prepotentemente le prestazioni atletiche e di come essi agiscano sul sistema cardiocircolatorio aiutando il cuore e tutti i muscoli ad aumentare non solo la resistenza fisica ma l’irrorazione sanguigna dei tessuti attraverso una maggiore respirazione cellulare e fornendo un’ulteriore resistenza alle temperature di picco; sia quelle molto alte che quelle molto basse. Facendo una scaletta dei quattro funghi medicinali più importanti per aumentare le prestazioni di una atleta troviamo sicuramente al primo posto il Cordyceps sinensis. Trovate tutte le specifiche in merito ai suoi benefici al seguente linK:
Cordyceps sinensis: il fungo bruco fonte di giovinezza . Organotropismo e relazioni con la Medicina Cinese
Gli antichi allevatori dell’Himalaya scoprirono le preziose virtù di questo fungo quando videro come gli animali che se ne cibavano, divenivano estremamente vitali e di nuovo in grado di riprodursi. La fama del cordyceps non tardò a fare il giro di tutto l’altopiano fino a giungere in Cina dove venne severamente proibito il consumo se non allo stretto entourage imperiale. Chiunque trovasse il fungo era obbligato a consegnarlo alle guardie del sovrano. Si narra di una singolare ricetta culinaria che i cuochi misero appunto per nutrire il vigore del loro Signore che è rimasta ancora intatta ai nostri tempi e che viene consumata ancora oggi dalle persone anziane e da quelle debilitate. Si inseriscono 5 gr. di fungo nello stomaco di un’anatra pronta per la cottura, durante quest’ultima il fungo rilascia le sostanze medicinali nelle carni dell’animale che viene mangiato durante i giorni successivi, dopo aver estratto il fungo. Il cordyceps sinensis è stato per molto tempo la ricchezza indiscussa del Tibet, ma dopo aver suscitato l’attenzione di troppi cercatori provenienti da tutta l’Asia, ha rischiato l’estinzione! Per questo motivo, ad oggi è considerata una specie protetta, è vietata l’importazione e si coltiva in laboratorio per essere usata a scopo medicinale in tutto il mondo e per essere studiata sempre meglio. L’indagine scientifica è dagli ultimi anni in stato di fervore per le caratteristiche notevolmente poliedriche di questo fungo, ed in oltre la ricerca è stata attratta anche da un’altra varietà del micete; il Cordyceps subsessilis per la forte concentrazione al suo interno di una sostanza ad azione immunodpressiva nota con il nome di ciclosporina, la quale viene utilizzata per evitare la crisi di rigetto nei pazienti che hanno subito il trapianto d’organo.
Al secondo posto troviamo il Ganoderma Lucidum Reishi, di cui trovate tutte le splendide proprietà e la sua azione come tonico nel seguente articolo:
Ganoderma Lucidum o Reishi o Ling zhi: il fungo di lunga vita.
La leggenda narra che i sacerdoti taoisti usavano il Rishi nella preparazione di molti medicamenti per garantire energia, forza, longevità e addirittura eterna giovinezza a loro ed ai propri discepoli. L’utilizzo di questo fungo nella Medicina Tradizionale Cinese risale a più di 4.000 anni fà. Nel celebre trattato Il Classico sulle radici di erbe del contadino divino, tra 356 erbe curative il Rishi o Ganoderma veniva elencato al vertice della classifica ed inserito tra quelle che avevano proprietà superiori assieme al Panax Ginseng; benché vi sia da dire che quest’ultimo può essere rischioso in soggetti che abbiano una spiccata sensibilità per il cardiocircolatorio, pressione alta, aritmie o tachicardia; avendo un alta azione eroica sul cuore e sui vasi, mentre invece il Ganoderma ha un’azione decisamente più adattogena e si può quindi usare quotidianamente per lunghissimi periodi senza alcun rischio. Nei successivi trattati di Medicina Cinese venivano riportate le sue proprietà rinvigorenti direttamente connesse all’energia vitale agendo come riequlibrante e non come stimolante del Qi del cuore, sulle facoltà intellettive e sulla memoria. Il Rishi veniva usato anche per stimolare il Qi della testa e smaltire gli accumuli di fattori patogeni nella zona del torace. Era impiegato come tonificante della milza (Terra yin in M.T.C.) e di conseguenza la sua azione diveniva regolatrice dell’increzione insulinemica; ciò contribuiva a dare saggezza (qualità strettamente connessa ad un buon funzionamento dell’elemento Terra) e ad aumentare le facoltà mnemoniche. Ovviamente l’uso costante si diceva allungasse la vita fino a rendere simili agli otto immortali del Taoismo.
Il terzo dei funghi medicinali nella nostra classifica è sicuramente l’Auricularia auricula judae di cui trovate l’articolo completo al seguente link:
Auricularia auricula judae o Kikurage o Pin yin: il fungo che previene infarto ed ictus.
Mangiare l’Auricularia era come prendere l’aspirina! Come ogni scoperta che si rispetti nella scienza occidentale e sottolineo occidentale, perchè il metodo di acquisizione delle informazioni per gli orientali è totalmente diverso, nacque in maniera del tutto accidentale quando un medico negli anni ’70 consumatore abitudinale di cibo nei ristoranti cinesi in America, si rese conto che, mangiando un piatto contenente il fungo, ebbe gli stessi effetti procurati dall’aspirina. Nella Medicina Tradizionale Cinese questo micete era usato prevalentemente per la cura delle emorroidi e non solo, veniva consigliato per trattare le patologie del gastro-enterico e per i suoi grandi effetti come tonico dello yang del rene, capace di dare forza e vigore a tutto l’orgnismo, aumentando il livello di omeostasi e diminuendo quello dell’entropia. Un altro effetto bersaglio del fungo era la capacità di prevenire l’angina pectoris; e per la medicina cinese il Pin Yin aveva la capacità di lavorare sui meridiani di fegato, polmoni, stomaco e intestino riequilibrandone il Qi.
All’ultimo posto della nostra classifica non certo per importanza ma per logistica, troviamo un altro fungo medicinale dalle eccellenti qualità; l’Hericium erinaceus di cui trovate l’articolo completo al seguente link:
Hericium erinaceus e medicina tradizionale cinese: il fungo che cura lo stomaco e l’intestino.
All’interno dell’Hericium ricordo che sono presenti 19 amminoacidi di cui 8 essenziali al corpo umano per veicolare importanti reazioni enzimatiche; è notevole anche l’alto contenuto di sali minerali come potassio, fosfati e tracce di oligoelementi molto utili come ferro, calcio, zinco, selenio e germanio. Le grandi proprietà di quest’ultimo oligoelemento che all’interno dell’Hericium come del Ganoderma è altamente biodisponibile per il corpo, è dotato di innumerevoli proprietà tra cui quella di essere un antitumorale e di aumentare in maniera considerevole l’ossigenazione cellulare. Per questo motivo innalza l’energia dell’organismo a livelli decisamente superiori rispetto a molte altre sostanze; basta infatti provarlo per comprendere sulla propria pelle l’azione tonificante e riequlibrante dell’intero sistema biologico che è il nostro corpo. Il selenio funge da potente antiossidante proteggendo le cellule dall’invecchiamento e dai danni dell’inquinamento ambientale compresi quelli procurati da un eccesso di esposizione ai raggi ultravioletti.
Per conoscere tutto il vero potenziale dei funghi medicinali e di come poterlo impiegare per curarci e nella prevenzione quindi anche sulle nostre tavole, potete leggere il mio ultimo libro edito da amazon in versione cartacea o e-book: “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica“.
In conclusione ricordo che ogni persona è un evento unico e irripetibile e come tale ha bisogno di una specifica consulenza per sapere quale sia l’alimentazione più corretta da seguire, in base al suo elemento cinese di appartenenza o più propriamente alla loggia dominante, e quale sia il fungo più adatto o i funghi più consoni alla sua persona. Ovviamente in un articolo posso dare solo consigli generici, che però già possono aiutare molto a capire cosa fare e cosa non fare per stare meglio e rendere di più. Termino ricordando che l’unica cosa che abbiamo è l’energia, senza di essa ci è preclusa qualunque attività che ci renda felici e che ci faccia star bene.
Letizia Boccabella




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