All’inizio del percorso siamo portati dal nostro ego, cioè dalla nostra importanza personale, a voler convincere il resto del mondo che noi siamo dalla parte del giusto e loro, cioè la socializzazione, da quella del torto. Ed è così forte questa tendenza, questa spinta, che non solo facciamo fatica a frenarla, ma non ce ne rendiamo minimamente conto. Ora, la tradizione sciamanica tolteca, più di tutte le altre apparse sul nostro pianeta, differisce per dei fatti fondamentali che Don Juan rimarca sistematicamente a Castaneda e sui quali vale la pena soffermarsi. La summa di questa linea di principio e di insegnamento è quella secondo la quale: l’unico interesse dei veggenti toltechi è quello di trovare degli eredi per la loro discendenza e non di insegnare le loro pratiche a nessuno; questo perché loro non sono né Maestri spirituali né Guru. Detto questo mi sembra evidente l’abisso che esiste tra la loro concezione di percezione del mondo e di realtà con quella delle altre tradizioni spirituali le quali tendono a creare delle vere e proprie scuole di pensiero. Partiamo dall’esporre queste sette massime e spieghiamole in dettaglio:
- Il guerriero non si lascia deprimere dal fatto che gli altri uomini continuano ad avere una percezione del mondo limitata alla semplice pressione della socializzazione. Egli semplicemente ha fatto una scelta iniziale, più o meno consapevole questo è irrilevante ma l’ha fatta. Se ne assume tutte le responsabilità e per questo sa bene che la sua strada è particolare e non è appannaggio di tutti. Di questo non si rallegra, ma nemmeno crede che debba essere motivo di depressione. Ha lavorato sulla sua importanza personale ed è grazie a questo che ha compreso che, in fondo in fondo, anche l’esistenza della pressione della socializzazione ha natura di essere. Quindi non combatte questo fenomeno, lo accetta. Accetta i meandri della percezione proprio perché ci lavora sù tutti i giorni, costantemente e incessantemente e questo lo predispone a comprendere che, finché non si è fatta esperienza personale e diretta, di cosa sia realmente la percezione, non si può pretendere che l’essere umano capisca di cosa si stia parlando. Il guerriero va avanti per la sua strada senza bisogno del supporto degli altri perché ha imparato a rendersi sempre meno accessibile al mondo là fuori, questo per due motivi; il primo perché ha iniziato a cancellare la propria storia personale; il secondo perché ha imparato ad amare la propria solitudine. Il guerriero non è più come gli altri suoi compagni umani, egli non si lascia deprimere dall’ambiente esterno né tanto meno si lascia esaltare da esso, tratta tutti e due gli stati della percezione nella stessa maniera, ed è grazie a questa equanimità che nonostante tutto è in grado di avere a che fare con tutti, indistintamente dal fatto che gli siano simpatici o antipatici e in base a tale distinzione è sempre lui a scegliere cosa fare con il prossimo e quando farlo. Il guerriero sceglie, non si lascia scegliere.
- Il Guerriero sa che non deve svegliare chi ha intorno. Di fatto egli non è assolutamente interessato ad insegnare niente a nessuno, né tanto meno ad imporre il suo modo di vivere, né imporre alcunché a nessuno. Ognuno è il frutto della posizione del punto di unione e della sua rigidità-mobilità. Proprio perché il guerriero, lavorando in maniera indefessa su se stesso, ha compreso quanto l’umana esistenza sia effimera e quanto sia impossibile anche solo minimamente pensare di avere tutto il tempo del mondo, egli è concentrato su sé stesso. Non su gli altri, non sul mondo esterno, ma su sé stesso. Sa che la morte è sempre alla sua sinistra pronta a raggiungerlo e che quindi, il fattore tempo è un’entità manipolabile solo in conseguenza alla capacità di manipolare il proprio punto di unione e quindi la percezione. Egli vive in conformità a queste regole e non a quelle che la pressione della socializzazione vorrebbero per lui; di contro è altrettanto conscio che il resto degli esseri umani percepisce il tempo in maniera lineare e che quindi ne è schiavo perché non ha abbastanza energia. Ecco perché il guerriero non spende il suo tempo e la sua energia cercando di convincere gli altri, non si sognerebbe mai di farlo, egli casomai osserva spietatamente se stesso e il prossimo per trarre insegnamento di cosa non fare! Egli usa la sua rinnovata energia per rendere sempre più fluido il proprio punto di unione e per spostarlo in maniera cosciente e con volizione, con intento.
- Il guerriero non contrappone mai il suo essere a quello degli altri facendo una divisione del tipo: io consapevole – voi inconsapevoli. La consapevolezza del guerriero nasce dal fatto intrinseco all’evoluzione che nessuno è mai arrivato da nessuna parte e che quindi il bisogno di ergersi al di sopra degli altri è solo ego, è solo importanza personale. La sua lotta è proprio questa, è la lotta contro le macerie della presunzione che lo porteranno all’autodistruzione se non fa di tutto per tenerla sotto controllo, per limarla, per osservarla senza permettergli di divenire il mostro dalle mille teste che ha sempre una spanna di vantaggio su di sé; bada bene su se stesso, non sugli altri. La lucidità di pensiero del guerriero nasce dal fatto che egli non si schiera mai con qualcosa o contro qualcosa, con qualcuno o contro qualcuno, la sua unica preoccupazione è di schierarsi con il Nagual, con lo Spirito. Egli sa che tutta la sua vita, la sua riuscita, la sua capacità di percepire tutto ciò che è umanamente percepibile e di ampliare il proprio livello di coscienza e quindi il proprio potere personale, dipendono tutti dal suo anello di contatto col Nagual. Quindi si impegna giorno dopo giorno a forgiare il suo intento per tenere il più possibile pulito quell’anello di contatto. Tutto il resto per lui ha importanza zero, e più passa il tempo e più l’importanza che il mondo esterno riveste per gli altri, ai suoi occhi perde sempre più di valore. Al contrario il guerriero fa una cosa che quasi nessuno fà, tratta il mondo e l’essere umano esattamente per quello che è; e cioè un mistero. Ha smesso di dare cose e persone per scontate e quindi non da per scontato nemmeno quello che lo circonda anzi! Il suo impegno consiste giorno per giorno nel tentare di svelare quel mistero, accettando che non potrà mai riuscirci. Ed è da questa apparente dicotomia che trae la sua forza, proprio perché ha capito che tutta l’esistenza è un mistero egli si lascia trasportare leggero da quel mistero e se lo gode al cento per cento, fino in fondo e anche oltre.
- Il guerriero non sottovaluta mai l’uomo comune e non guarda nessuno dall’alto al basso. Questo atteggiamento deriva da un’equanimità che prende vita dall’impeccabilità con cui il guerriero manda avanti le sue azioni e la sua vita. Egli non è schiavo di nessuno e non rende schiavo nessuno, non tollera nemmeno l’idea che ci sia qualcuno che possa fargli da zerbino o che nel contempo egli possa comandare o bacchettare per i suoi errori. D’altra parte, lui stesso ha sviluppato il carattere dell’inarrestabilità e non si sottomette a nessuno. Il guerriero ha un solo padrone; ed è lo Spirito, il Nagual. Egli ha vinto la paura, il primo nemico sulla strada della conoscenza e come tale non ha più paura dei suoi simili, non è più manipolabile e non può essere soggiogato. La sua unica paura è quella di perdere il contatto col Nagual, e tutto quello che fa nella sua vita è direzionato a mantenerne vivo il contatto. Così egli sfrutta questa sua unica paura, che è diventata la forza principale della sua vita e sfrutta questa forza che lo spinge ad imparare senza mai fermarsi, senza mai dare nulla per scontato, senza mai fargli credere di essere arrivato da qualche parte. Durante la sua vita il guerriero, come parte integrante del suo addestramento ha imparato a vedere, e facendolo ha scoperto una grande verità e cioè che tutti gli esseri viventi lottano per morire; è la consapevolezza a fermare la morte. Di fronte ad una così grande realtà, tutto il resto perde di importanza, scompare automaticamente senza lasciare traccia. Di fronte all’immenso valore che la morte ha come contrapposto naturale della vita, il guerriero perde qualunque fantasia di grandezza perché sa di non avere tempo, sa che prima o poi dovrà morire, sa che il quarto nemico sulla strada della conoscenza e cioè la vecchiaia può essere solo rimandata, ma mai sconfitta del tutto. Ecco che ogni altra banalità su chi è meglio di chi, cessa di esistere, perde di valore e muore agli occhi del guerriero che ha compiuto una scelta e dalla quale non può più tornare indietro nemmeno volendo. Egli è già morto a se stesso parecchio tempo fà, non è più lo stesso uomo che era quando ha intrapreso la via, per questo accetta il suo destino per quanto ineluttabile possa essere, va avanti nonostante i fallimenti e li prende per quelli che sono: meri insegnamenti sulla strada del guerriero, niente di personale.
- Il guerriero non giudica nessuno perché sa che la strada della consapevolezza non ha mai fine e che nessuno, lui per primo, arriva mai da nessuna parte. Chi crede di aver raggiunto qualche tappa fondamentale che lo possa mettere ad un livello superiore nella scala dell’evoluzione della coscienza, è il più grande presuntuoso ed inconsapevole che possa esistere. Semplicemente non ha raggiunto nulla ed è pieno di importanza personale fino all’orlo, il che vuol dire che non ha nessun potere personale. Il guerriero mira invece, ad avere sempre più potere personale che vuol dire sempre maggiore consapevolezza e per farlo, egli, pensa solo ed esclusivamente a se stesso. Gli altri non esistono, nel senso che non bada ai meriti o al diniego che affligge il resto dell’umanità in base a ciòche è giusto fare o non fare; questo perché lui sa perfettamente che quello che ognuno può fare dipende solo da due cose, dall’energia di cui dispone e dal livello di coscienza del momento. Differentemente da ciò, entra in gioca una sottilissima e mortale presa in giro: il delirio dell’ego di sentirsi superiori a qualcuno, è da qui che nasce il giudizio. Il guerriero sa anche che nel momento in cui smette di giudicare i suoi simili, cessa il giudizio di questi ultimi verso di lui, ma, ironia della sorte, a quel punto il guerriero è già completamente immune dal pensiero del prossimo, dalla stereotipia di massa della pressione della socializzazione. Non nutre la benché minima intenzione di convertire nessuno né tanto meno di convincere qualcuno della sua scelta di vita, lui ha semplicemente trovato il suo scopo e lo ha abbracciato in todo, tutto il resto ai suoi occhi ha perso di valore e così è diventato intoccabile perché ha aperto le porte del suo cuore al Nagual, cosicché percorrendo le vie che la vita gli presenta con il suo unico e vero amico, lo Spirito, niente altro potrà convincerlo che esiste qualcosa che possa rivestire un’importanza maggiore.
- Il guerriero è sempre se stesso, nel bene e nel male e permette agli altri di essere se stessi. Nessuna forzatura, nessun controllo, nessuna pressione. Ognuno di questi tre atteggiamenti sono per il guerriero una mera e inutile perdita di tempo e una evidenza di quanta presunzione possa albergare nell’essere umano. La storia dell’uomo è costellata di guerre e genocidi compiuti in nome della religione, quando invece la vera intenzione che vi si nascondeva dietro era la totale sottomissione e il conseguente lavaggio del cervello per far sì che si abbracciasse una nuova dottrina, una nuova forma pensiero, cioè l’ennesima schiavitù. Se qualcuno fa pressione su di te, se qualcuno ti forza a fare qualcosa che non vuoi fare, se qualcuno mira a cambiarti per poterti controllare e spesso, tutto ciò avviene in maniera subdola, attraverso una manipolazione costante, vuol dire che ti sta uccidendo! Il guerriero anela alla libertà, l’esatto opposto della schiavitù. Mentre dedica la sua intera vita a questa splendida ricera si riempe gli occhi di gioia assistendo al potere della creazione di cui è testimone e se la ride! Ride di gusto, si prende in giro, è autoironico e leggero. Il guerriero è una piuma che volteggia nell’aria sfruttandone le correnti, come fa un uccello e plana sulle ali dell’intento che lo rendono spensierato, allegro, e divertito. Più va avanti e più si diverte nel riconoscere quanto fossero state ridicole le sue preoccupazioni, i suoi drammi, le sue angosce e quanto, tutti questi miseri stati dell’essere lo ingabbiavano rendendolo pesante e ingombrante! Egli mira alla totale impeccabilità ed è questa impeccabilità che lo rende leggero. Nel Secondo anello del potere, Don Juan disse a Castaneda: tutti possiedono abbastanza potere personale per qualcosa. Per il guerriero il trucco sta nel distaccare il potere personale dalla debolezza e indirizzarlo verso scopi da guerriero. Nello stesso libro egli aggiunge: la via del guerriero offre a un uomo una vita nuova, e questa vita deve essere totalmente nuova. Egli non può portare in essa i suoi vecchi errori.
- L’unico scopo del guerriero è quello di mantenere una costante vigilanza che nasce da un intento inflessibile e dal potere personale, benché il resto dei suoi compagni uomini siano immersi nel sogno che risulta dalla fissità del punto di unione e dalla conseguente schiavitù di un unico modo di percepire. Come fai a convincere l’essere umano che vive in preda al delirio di un’unica percezione che il mondo e la realtà che sarebbero pronti a difendere con le unghie e con i denti, sono il semplice risultato della fissità del punto di unione? Semplice, non lo fai! Ripeto: il guerriero non è interessato a convincere nessuno, egli è piuttosto interessato a mantenere alta la vigilanza di per sé, in modo da rendere sempre più fluido il suo punto di unione, cosicché si allarghi il campo di ciò che gli è concesso percepire. Dico concesso perché è ovvio che tale percezione ampliata, non sia il frutto dei suoi sforzi, bensì della concessione che proviene dal Nagual. Ecco perché il guerriero si preoccupa solo ed esclusivamente di mantenere vivo, lindo e pinto il suo anello di collegamento col Nagual. Egli è sempre più vigile e quindi sempre più consapevole che tutto quello che può fare lo fà per sola ed unica gentile concessione del potere. Del resto lo Spirito ha i suoi piani e che ci piaccia o no, le fila di noi attori del dramma della vita li tiene lui. Di contro però ci offre una grande chance, ci permette di usufruire di una parte del suo potere e cioè dell’Intento che è una forza universale, la forza che crea tutti i mondi e tutti gli universi, e nel farlo dispiega questa forza verso un potenziale d’azione letteralmente sconosciuto a chi non dispone del sostegno del Nagual. Il guerriero infatti ha un’emanazione che differisce completamente dai suoi simili che sono ancora trascinati nel dramma della vita, egli emana una forza particolare, misteriosa che non ha nulla a che vedere con l’importanza personale, col potere materiale, con l’avidità, col bisogno di approvazione ecc… la sua emanazione è una frequenza misteriosa che nasce dalla presenza costante del Nagual dentro di sé e nella sua vita e ancor di più, l’espressione del Nagual la si intravede dai suoi occhi. I suoi occhi hanno una scintilla unica, talmente forte da inchiodarti e impedirti persino di parlare, se questo è il suo intento. Gli occhi di un guerriero ti scavano dentro e ti leggono dentro, al suo cospetto sei nudo, privo di difese, inerme; e questo perché il guerriero ha incarnato in sé il potere del Nagual. E’ quest’ultimo che ti legge dentro, che ti mette a nudo, che abbatte le tue difese; il guerriero è solo un veicolo dello Spirito. Come tale egli sa di essere uno strumento e in conseguenza a tale consapevolezza si lascia usare dallo Spirito senza interferire, cosicché mette da parte la sua importanza personale e si gode il viaggio con una tale intensità che nessun altro essere umano conosce.

Se le parole che hai appena letto hanno scaturito e risvegliato qualcosa dentro di te, è arrivato il momento di passare all’azione. E’ solo nell’azione che l’energia si mette in moto ed è così possibile apportare dei reali cambiamenti nella tua vita. Limitarsi alla mera lettura, aspettando che arrivi qualcuno dall’esterno a fare qualcosa per te, è una allucinazione che fa parte del vecchio paradigma secondo il quale molte persone aspettano ancora qualcosa o qualcuno che li salverà. Lì fuori non esiste niente! Solo comprendendo questa verità di importanza capitale, arriverai ad arrenderti al fatto che il solo ed unico salvatore di te stesso sei tu! I dettagli li puoi trovare al seguente link:
Letizia Boccabella




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