“L’ego è molto furbo, ogni volta che sei infelice ti ripete in continuazione che qualcun altro ne è la causa. È con questo trucco che si autoprotegge. Comunque tu verrai guidato dalla tua esperienza diretta, non da ciò che dico. Osserva la tua infelicità e cerca sempre di scoprirne la causa: la troverai sempre dentro di te“. Queste sono le parole del grande Osho, che sono identiche a quelle che Don juan diceva a Castaneda quando lo incitava a ricordarsi di una cosa fondamentale e cioè che era la sua importanza personale a renderlo schiavo della convinzione che lì fuori ci fosse qualcuno che potesse fargli qualcosa, qualcuno responsabile dei suoi deliri, qualcuno da incolpare per i suoi fallimenti. Ecco perché essere pieni di importanza personale ci porta automaticamente ad essere manipolabili perché chiunque arrivi e spinga un tastino facendo un pò di pressione su di noi, mette in gioco il nostro ego e così facendo otterrà da noi una reazione prevedibile, reazione che era esattamente quella che la persona aveva messo in conto che accadesse. Vi consiglio, prima di andare avanti con questo articolo, di leggere il seguente:
In poche parole, più siamo preda della nostra imporanza personale e più siamo schiavi dei quattro nemici naturali dell’uomo che sono: paura, chiarezza, potere e vecchiaia. I primi tre possono essere sconfitti, l’ultimo nemico lo si può solo ritardare. La maggior parte delle persone però arriva alla vecchiaia in un profondo stato di infelicità, di depressione e di rassegnazione e questo perché molti anni addietro hanno perso il contatto col Nagual, con lo Spirito, cosicché la loro vita è vuota e priva di energia ma zeppa di ego, di importanza personale. “Il mondo è tutto ciò che qui è racchiuso: vita, morte, persone e tutto quello che ci circonda. Il mondo è incomprensibile. Non lo capiremo mai e non penetreremo mai i suoi segreti. Dobbiamo di conseguenza prenderlo per quel che è: un mistero insondabile. (..) Lo Spirito del Guerriero non tende all’indulgenza o alla lamentela, non tende alla vittoria né alla sconfitta. Tende unicamente alla lotta, e ogni lotta è la sua ultima battaglia sulla terra. Ecco perché i risultati sono di scarsa importanza per lui. Nella sua ultima battaglia sulla terra, un guerriero lascia che il suo spirito fluisca libero e chiaro. E mentre combatte, consapevole dell’impeccabilità della sua volontà, un guerriero ride e ride”. (Una realtà separata – Carlos Castaneda)
Una persona la quale ha compreso in profondità che la vita e il mondo sono un mistero insondabile non può essere infelice, non può esserlo perché il suo spirito è forte e voglioso di imparare, di scoprire, di addentrarsi nella vita e nella percezione all’infinito, fino a che avrà l’ultimo grammo d’aria a disposizione per farlo. Un guerriero si alza ogni mattina con la voglia di sviscerare questo mistero pur sapendo che non ne verrà mai a capo e nel mentre si gode il viaggio! E’ come un bambino, si rallegra per ogni inezia perché ne vede la novità, né vede la bellezza, né vede la grandiosità. Se cade si rialza, come un neonato che gattona perché sta imparando a camminare, non piange, non si lamenta, semplicemente si rialza e ci riprova. Prova infinite volte finché non riesce. E’ una determinatezza innata, tutti la possediamo, semplicemente ad un certo punto crescendo, la pressione della socializzazione ci fa credere che per vivere dobbiamo equipararci al sistema, agli altri, al mondo; a quel mondo di cui tutti parlano ma che nessuno sa veramente cosa sia…. ricordatelo: il mondo è un mistero! Se le scelte che hai fatto sono state dettate dalla pressione della socializzazione, dal bisogno di appartenere al gruppo, dal bisogno di essere accettato, condiviso, compreso, apprezzato, sei inesorabilmente destinato ad essere infelice! Sei infelice perché hai smesso di ridere, hai smesso di prenderti in giro, sei diventato così serio e pesante da essere più ingombrante di un elefante in un negozio di cristalli! Sei infelice perché ti prendi così tanto sul serio da credere che ogni cosa che tu faccia abbia un’importanza capitale, mentre invece non conta assolutamente nulla quello che fai, ma conta come lo fai!
“Solo l’idea della morte dà ad un guerriero il distacco necessario a consentirgli di abbandonarsi. Sa che la morte lo aspetta e che non gli darà il tempo di aggrapparsi ad alcunché; per questo sperimenta, senza desiderarla, ogni cosa. (…) Un guerriero vive agendo, non pensando di agire e neppure pensando a quello che penserà quando avrà finito di agire”. Don Juan non lasciava a Castaneda mezzo centimetro cubo di possibilità per raccontarsi frottole, sapendo che il repertorio del suo discepolo era pieno di scuse e di lamentele. Del resto tutti quanti noi siamo come Castaneda; inetti, testardi e presuntuosi, talmente presuntuosi da lasciarci andare costantemente alla lamentela e all’autoindulgenza nel rapportarci al mondo e raccontandoci che esso è brutto e cattivo! Così possiamo continuare a recitare il ruolo della vittima e prendercela con qualcuno là fuori a cui dare la colpa dei nostri fallimenti, delle macerie di cui è zeppa la nostra vita. Se sei infelice sei tremendamente presuntuoso. Prima comprenderai questa lampante verità e meglio sarà per te. I depressi sono in assoluto i personaggi più presuntuosi che esistano; non riesci a vedere come sia possibile’? Beh allora vuol dire che ti piace indulgere nei meccanismi sinistri del tuo dialogo interno che ti portano a recriminare su tutto e su tutti e poi? Poi finisce che se ti è rimasto mezzo grammo di onestà interiore, dovresti dirmi perché gli altri dovrebbero spendere anche un solo istante del loro tempo con uno come te! La verità è che tu sei infelice perché vuoi essere infelice, perché un giorno del tuo lontano passato, della tua storia personale, tu hai imparato ad attirare l’ attenzione degli altri lamentandoti, e così, appreso quello schema, non fai altro che ripeterlo all’infinito. Ti comporti come un criceto che gira nella ruota della sua gabbia, convinto di aver percorso chilometri di strada in giro per il mondo, libero di decidere dove andare e anche convinto di percorrere strade nuove mai battute prima. La verità è che sei infelice perché non fai nulla per cambiare, non ti muovi mai, resti immobile nelle tue convinzioni e sei refrattario a sperimentare qualcosa di nuovo, qualcosa che ti destabilizza, che ti mette paura, che non conosci… e se resti immobile accadrà solo una cosa; contrariamente a quello che pensi, perderai un quintale di energia, cederai al lassismo e all’apatia e diventerai un vecchio stanco, pieno di rimorsi e di rimpianti. L’energia si innesca nel movimento, nel fare, non nell’indulgere e nel tentennare. Ecco perché le persone attive, quelle volitive, quelle dinamiche, sono quelle che in assoluto hanno più energia di tutte; perché si ricaricano nel movimento, nell’azione, nel fare! Sono quelle che quando hanno preso una decisione si organizzano immediatamente per portarla a compimento, non stanno lì ad aspettare che qualcuno gli dica che possono farlo, lo fanno e basta perché lo hanno deciso; e nel comportarsi così acquistano una marea di potere personale, un potere sconosciuto ai più. La verità è che sei infelice perché pensi di avere tutto il tempo del mondo, dai la vita e le persone per scontate, cosicché procastini, rimandi, non ti impegni abbastanza a trattare il tempo per quello che è, e cioè qualcosa di sacro che nessuno mai potrà ridarti indietro. Vivi tutta la tua vita come se non dovessi mai morire e questo ti rende vacuo, inetto, inadatto a compiere delle scelte che abbiano un valore reale, che possano renderti davvero felice. E se un giorno ti sveglierai da questa allucinazione, ti renderai conto di quanto tempo hai perso perché l’ineluttabilità della morte è sempre presente, è alla tua sinistra e ti rincorre dal giorno in cui sei nato e arriverà il momento in cui ti afferrerà; e di questo puoi essere certo perché è l’unica sicurezza della nostra vita di esseri umani. Ecco perché Don Juan aggiunge: “Ogni frammento di sapere che diventa potere ha nella morte la sua forza primaria. La morte apporta il tocco supremo, e tutto ciò che è toccato da essa si trasforma in potere. (..) Un guerriero pensa alla propria morte quando le cose si fanno nebulose. L’idea della morte è la sola in grado di temprare il nostro spirito. (..) La maniera più efficace di vivere è vivere da guerriero. Un guerriero può preoccuparsi e riflettere prima di prendere una decisione, ma una volta che l’ha presa, va per la sua strada, libero da timori e preoccupazioni; sono mille le decisioni che ancora lo attendono. Questa è la via del guerriero”.
Sei infelice perché sei superficiale, perché vivi senza mai porti le domande giuste, senza mai cambiare punto di vista. Le persone allegre non sono superficiali anzi! Tutt’altro. Sono leggere proprio perché hanno scavato così a fondo dentro loro stesse da essere riemerse dalle loro macerie ed aver compreso che la chiave della gioia risiede nella leggerezza, nell’impalpabilità, nella fluidità e nella libertà di sperimentare tutto ciò che è umanamente possibile percepire e anche oltre. “Sentirsi importanti rende pesanti, goffi e vani. Per essere un guerriero un uomo deve essere leggero e fluido”, dice ancora un volta Don Juan a Castaneda. Poi, in A scuola dallo stregone, Castaneda chiede al suo Maestro, se lui si comportasse nel medesimo modo con tutti, se insegnava a tutti la Via del Guerriero. La risposta di Don Juan fu ineluttabile: “Non con tutti, perché non tutti vengono da me, e soprattutto io non sono interessato a tutti. Provavo e provo interesse per te, e per te solo. Il mio Maestro il Nagual Julian, mi ingannò in modo analogo, facendo leva sulla mia sensualità e sulla mia avidità. Mi promise tutte le belle donne che lo circondavano e oro in abbondanza. Mi promise una fortuna e io abboccai. E’ da tempo immemore che gli sciamani della mia stirpe sono ingannati in questa maniera. Noi non siamo maestri né Guru, non ci importa un bel niente di insegnare il nostro sapere. Vogliamo degli eredi per questo sapere, non persone che provano per esso un vago interesse, spinte da motivazioni razionali”. Se hai voglia di iniziare un percorso che ti trasformerà e dal quale non potrai più tornare indietro, dal quale ti senti attratto a livello viscerale, di pancia, allora questo è il corso per te. Altrimenti lascia stare, di persone che credono di sapere già tutto ne è pieno il mondo e come ti ho detto prima sono razionalmente infelici!

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Sei già infelice, è uno stato che conosci molto bene, che sperimenti da tempo, quindi se non sei completamente preda dei tuoi deliri, c’è una sola cosa che devi fare: dare uno scossone allo strato del tuo mondo, alzarti e conquistare la tua nuova vita!
Letizia Boccabella









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