
Negli articoli precedenti abbiamo visto le proprietà terapeutiche di molti funghi e di come, molti di essi siano largamente apprezzati anche in cucina. Oggi parleremo dei funghi nostrani, quelli che troviamo nel nostro sottobosco, nei supermercati e di cui facciamo già largamente uso a tavola senza sapere quanto bene stiamo facendo al nostro organismo e quanto possiamo migliorare la nostra salute sfruttando una cucina consapevole. Iniziamo menzionando il Pleorotus ostreatus di cui vi lascio immediatamente il link, in modo che possiate accedere al relativo articolo senza problemi e anche una foto scattata al supermercato in modo che sappiate riconoscerlo tra gli scaffali:

Subito dopo abbiamo il cugino nostrano del mitico fungo che cresce al sole in Brasile: l’Agaricus blazei Murrill, che invece si chiama Agaricus blazei bisporus e che tutti o quasi abbiamo consumato, oppure consumeremo prima o poi nella vita, in gustosi piatti locali i quali sono generalmente serviti assieme ad un buon primo, oppure con la carne, il pesce o assieme alle patate. Dell’ Agaricus blazei bisporus l’immagine è quella che vedete in testa all’articolo; esso in realtà è il vero e proprio comunissimo champignon. Si presenta con cappello bruno, fibrilloso e ricoperto di scaglie con gambo ingrossato alla base. Ce ne sono di svariati tipi, da quelli più piccoli a quelli più grandi e rientrano anche nella denominazione di Agaricus campestris; cioè prataiolo minore. È il più diffuso. La sua mutabilità ha fatto sì che se ne differenziassero varie forme o varietà. I funghi champignon contengono pochissime calorie, circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto. Hanno un buon quantitativo di fibra alimentare e sono tra gli alimenti più ricchi di proteine; non possono essere considerati dei vegetali perché i funghi sono davvero una cosa a sé stante e la natura ce li mette a disposizione in quantità e in qualità notevoli, basta conoscerli e saperli usare. Sono poveri di grassi e vantano un ottimo contenuto di minerali, soprattutto potassio, zinco, selenio e fosforo. Per quanto riguarda le vitamine, apportano soprattutto vitamine del gruppo B e vitamina D. Grazie alle loro qualità, e all’elevata presenza di fibre, i funghi champignon favoriscono il regolare funzionamento dell’ intestino e aiutano il metabolismo di zuccheri e grassi, sono così degli ottimi sostegni nelle diete dimagranti e per le persone che soffrono di squilibri del picco glicemico e di diabete, oltretutto non contengono nessuna traccia di colesterolo cattivo. Sono dotati di un buon indice di sazietà e sono facilmente digeribili. Essi contengono chitina, una sostanza che aiuta a rafforzare il sistema immunitario (come del resto fanno tutti i funghi medicinali) e favorisce la prevenzione dalle allergie, agendo come riequilibratrice delle funzioni epatiche tra le quali l’eccessivo rilascio di istamina classicamente presente nelle allergie sia stagionali sia alimentari. Gli Champignon contengono inoltre, lovastatina, che aiuta nella prevenzione del colesterolo alto. Niente estratti o trasformazioni, ma il fungo intero cotto o ancora meglio crudo, da gustare in vari modi come per esempio nelle marinate, oltre a donarvi una pietanza squisita vi regala i suoi preziosi nutrienti, tutti biodisponibili e non alterati dalla cottura. Sarebbe questo infatti il miglior modo di assumerli quotidianamente. Il comune Champignon è un agente chemiopreventivo sui tumori, come ogni buon fungo medicinale che si rispetti e sembra che in particolare protegga dalla crescita del tumore alla prostata e anche alla mammella; rallentando la progressione di queste patologie, attraverso un’azione di riequilibratore ormonale. In generale, potenzia l’azione delle cellule immunitarie anche contro l’aggressione dei virus. Esistono funghi più potenti da questo punto di vista, ma anche lo Champignon dà il suo contributo. Anche un intestino pigro e i reni ringraziano per la sua azione riequilibrante. Nell’intestino aiuta i batteri buoni, i bifidobatteri, e si rivela utile nei problemi di costipazione. In genere, ha un’azione detossificante e viene persino utilizzato quando ci sono problemi di alito cattivo: il fungo neutralizza i composti odorosi, specialmente se l’alitosi è il frutto di uno squilibrio del fegato. Nel caso in cui ci sia un’infezione da Helicobacter pylori, il bisporus è una buona scelta alimentare perché aiutando il fegato e l’intestino aiuta anche la regolarizzazione dell’acidosi delle mucose dello stomaco. A livello renale rallenta l’evoluzione dell’insufficienza di quest’organo, e contribuisce a tenere sotto controllo i valori ematici squilibrati conseguenza del danno d’organo. In più, può essere consigliato se ci sono problemi di gotta perché riduce l’iperuricemia e i forti dolori associati a questa patologia che in molti casi è anche una conseguenza del protocollo sanitario obbligatorio per i cardiopatici. In generale, se questo fungo entra regolarmente nella dieta, anche solo per il suo gusto, possiamo contare su una serie di benefici ad ampio spettro. Per i grandi consumatori di carne che vanno naturalmente incontro a problemi del metabolismo e di altrettanti squilibri ricollegabili all’ acidosi tissutale di qualunque distretto dell’organismo, è sempre consigliabile associare nel pasto, grandi quantità di vegetali e di funghi medicinali. Insomma, sulle nostre tavole, i funghi non dovrebbero mai mancare! Tra i principali benefici attribuiti ai funghi troviamo la loro capacità di contrastare e prevenire l’invecchiamento per via del loro contenuto di antiossidanti, la capacità di prevenire le malattie cardiovascolari e di arginare gli accumuli di colesterolo nelle arterie. Ciò è valido per qualunque tipo di fungo voi vogliate usare per le vostre ricette.

Ed ecco uno dei funghi più conosciuto e apprezzato in cucina: il fungo porcino. Anch’esso come il Bisporus, apporta una quantità di proteine piuttosto elevata rispetto al peso totale del micete. Oltre alla quantità, anche la qualità delle proteine contenute nei funghi è alta: essi infatti contengono la gran parte degli aminoacidi essenziali di cui necessita un individuo adulto. Una delle cose più interessanti è che tra i suoi nutrienti, troviamo elevate quantità di triptofano; il quale è un aminoacido precursore della serotonina. Quest’ultima è un neurotrasmettitore che svolge numerose funzioni che vanno dalla regolazione del tono dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità fino a interagire anche con la regolazione dei segnali inviati dalla grelina la quale manda l’input per il senso di sazietà. Se siete interessati ad approfondire la funzione dei neurotrasmettitori; ossitocina, dopamina e serotonina i quali sono tutti e tre coinvolti nel mantenimento del livello di omeostasi, potete consultare il seguente articolo:
Un’altra grande caratteristica dei funghi in generale e anche dei nostri porcini è quella di contenere selenio, un minerale importante per il nostro organismo. Esso svolge un ruolo importante in alcuni processi metabolici, in particolare nei processi volti a eliminare i radicali liberi, azione meglio conosciuta come antiossidante. Questa caratteristica aiuta nella prevenzione della formazione delle placche aterosclerotiche oltre che nell’invecchiamento cellulare più in generale. Come tutti gli ortaggi, anche i funghi porcini forniscono una buona quantità di potassio (235 mg/ 100 g) ma mediamente elevato è anche l’apporto di sodio (52 mg/ 100 g) che li rende difatti piuttosto saporiti. Ottimo è anche l’apporto di fosforo (142 mg/ 100 g pari a circa 20% della Dose Giornaliera Raccomandata RDA) che tra le sue azioni comprende anche quella di aumentare l’assorbimento intestinale di calcio (22 mg/ 100 g pari al 2% dell’RDA). Infine il ferro (1,2 mg/ 100 g, pari al 15% dell’RDA), minerale coinvolto nella formazione delle molecole che trasportano ossigeno (emoglobina e mioglobina). È bene ricordare che il ferro presente nei vegetali è sempre poco disponibile per l’organismo ma la sua disponibilità aumenta in presenza di vitamina C (succo di limone o arancia). Tutti questi minerali, insieme alle vitamine del gruppo B, che sono quelle maggiormente fornite dai funghi porcini (a parte la vitamina B12 che è di origine esclusivamente animale), conferiscono ai funghi porcini una grande capacità nel rafforzare le difese immunitarie. Tutti quelli che hanno letto i miei precedenti articoli sui funghi medicinali sanno bene che essi sono dei veri e proprio alleati di prim’ordine nel potenziare il funzionamento del sistema immunitario umano; i funghi sono inoltre ritenuti un vero e proprio antibiotico naturale che aiuta l’organismo ad eliminare gli agenti patogeni provenienti dall’esterno. Ricordo infine che tutti i funghi medicinali compresi quelli presi in esame in questo articolo e che consumiamo largamente sulle nostre tavole, stimolano la funzionalità epatica e alcune specie vengono impiegate per disintossicare il fegato e come veri e propri epatoprotettori. Potete leggere gli altri articoli sui funghi medicinali all’interno del mio blog, oppure approfondire l’argomento con tutte le descrizioni sulle qualità dei funghi medicinali come valido sostegno per la salute, all’interno del mio ultimo libro.
Vi ricordo che il testo è disponibile su Amazon in versione e-book Kindle oppure in versione cartacea, ed è ricco di informazioni sul potere curativo dei funghi, sull’alimentazione usata a scopo curativo e salutista, sui danni provocati dallo zucchero e molto altro. Se siete interessati ad avere un breve cenno del suo contenuto potete leggerne i dettagli nell’articolo di presentazione al seguente link:
Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica
Letizia Boccabella
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