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Tutte le più antiche tradizioni Spirituali del mondo erano perfettamente consapevoli che l’essere umano prima di essere un corpo solido era, ed è, un bozzolo energetico! Dal taoismo, ai Veda, allo sciamanesimo tolteco, al Kundalini yoga, alla Kabbalah, tutti sapevano con estrema certezza che l’equilibrio psico-fisico di una persona era direttamente connesso con la piena fioritura e fluidità dello scorrere dell’energia all’interno del proprio Doppio, cioè nel corpo etereo. E come facevano a saperlo? Perché erano veggenti! Cioè vedevano l’energia per quella che era, scevra dall’interpretazione frutto della mente e della fissità del punto di unione sul bozzolo della consapevolezza. Un parte dell’addestramento che Don Juan fa con Castaneda è quello di spiegargli prima verbalmente e poi con veri e propri fatti energetici, che tutto il genere umano è in primis una vera e propria massa energetica, la quale dà vita in un secondo momento, alla propria fisicità!

“Noi siamo esseri luminosi. Noi siamo dei percettori. Siamo una consapevolezza; non siamo oggetti, non siamo esseri solidi. Siamo senza limiti. Il mondo degli oggetti e della solidità è solo una maniera di rendere  appropriato il nostro passaggio sulla terra. E’ solo una descrizione creata per aiutarci. Noi, o piuttosto la nostra ragione, dimentica che la descrizione è solo una descrizione; e così imprigioniamo la totalità di noi stessi in un circolo vizioso, dal quale solo raramente usciamo finché siamo in vita”! (Carlos Castaneda – L’isola del Tonal)

I sette Chakra o ruote o cancelli sono posizionati sul nostro bozzolo energetico e sono connessi ai nostri organi ed ai nostri visceri, oltre che ad altre funzioni fisiologiche che il nostro organismo deve espletare in maniera corretta per essere e mantenersi in uno stato di omeostasi, cioè di fluidità e quindi di equilibrio e salute.  Viene da sè che oltre ad essere connessi a delle funzioni prettamente organiche, sono correlati anche a delle particolari emozioni, a degli aspetti psicologici e quindi anche a delle situazioni esistenziali. Scendendo ancora più a fondo in questo nuovo modo di vedere le cose, è ovvio che la relativa chiusura o blocco di un Chakra, è connesso ad un’emozione negativa che ha sedimentato nell’inconscio, frutto della nostra storia personale, la quale ha generato un conflitto, il quale ha creato quello che viene definito Karma negativo! I Chakra devono essere in equilibrio, troppo aperti o troppo chiusi non vanno bene; denotano entrambi un segno di squilibrio. E’ un pò come dire che un sangue che coagula troppo ed ha una tendenza trombofilica è scompensato esattamente come un sangue che non riesce a coagulare bene ed allora diviene emofilico. Con l’energia è la stessa cosa! Deve fluire in maniera corretta, equilibrata, senza eccessi di sorta, senza ristagni o dispersioni, altrimenti l’energia fuoriesce come un fiume o una cascata violenta che si immette in rivoli privi di argini e tende così a straripare. Andiamo quindi con ordine e analizziamoli uno ad uno per comprendere il loro significato:

Primo Chakra: Muladhara il chakra della radice.

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Esso è collegato a livello energetico in prossimità del perineo; che si trova nell’area compresa tra l’ano ed i genitali. A livello fisico gestisce la struttura osteo-muscolare, i denti, la pelle, le unghie, il sangue, le gambe e l’apparato locomotore in genere. E’ la connessione con la Terra, la stabilità, il radicamento, la fiducia in se stessi. La capacità di sopravvivenza ed in forma più estesa la sensazione di appartenenza al proprio lignaggio, alla propria famiglia, al luogo dove viviamo, al maschile, al paterno. Quando il Primo Chakra è ben aperto ed in equilibrio percepiamo una sensazione di sicurezza e stabilità, sentiamo che la vita stessa è la nostra casa ed emaniamo una qualità di forza e radicamento esattamente come potrebbe trasmetterci una quercia. Abbiamo una struttura osteo-muscolare ben sviluppata, siamo robusti, tonici e le nostre articolazioni sono sciolte e giovani a prescindere dall’età; siamo elastici! Quando invece il Primo Chakra è bloccato o chiuso o in squilibrio energetico si hanno i classici sintomi del nomadismo, si cambia costantemente casa o luogo di lavoro perché non ci si sente mai davvero soddisfatti di dove si vive o di quello che si fa perché non si è ancora scoperto il proprio Dharma, il proprio scopo di vita. Si percepisce di non avere delle vere e proprie radici e la sensazione è più quella di essere delle foglie al vento più che delle quercie possenti e in grado di sostenere e resistere a qualunque perturbazione esistenziale. Si hanno problemi con la figura paterna che non si è ancora ben integrata nel proprio livello di coscienza come il maschile che protegge e sostiene. Si ha un cattivo rapporto con i beni materiali, nel senso che si ha una tendenza a rifiutarli o ad essere troppo attaccati ad essi! Ci si sente degli stranieri in casa propria e si resta in un modo o nell’altro morbosamente attaccati al passato; molto spesso ad un passato di sofferenza! Fisicamente si sviluppano patologie legate all’osteopenia, i muscoli perdono di tono e vitalità, le giunture si irrigidiscono, i denti si cariano, le unghie divengono fragili e percepiamo una continua sensazione di stanchezza e di fragilità fisica ed esistenziale, proprio come succede quando si ha a che fare con un cristallo; ci sentiamo letteralmente mancare la terra sotto i piedi!

Secondo Chakra: Svadhisthana il Chakra splenico.

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Esso è collegato all’elemento acqua ed a tutte le sue caratteristiche, quindi rappresenta oltre agli umori corporei, la fluidità e la capacità di restare aperti al cambiamento senza irrigidirsi in delle posizioni preconcette, senza congelarsi! Il Secondo Chakra è la sede dell’energia atavica che i nostri genitori ci hanno donato al momento del concepimento e per i cinesi questo viene chiamato il Jin del Cielo Anteriore. Il quantitativo dell’energia vitale biodisponibile alla vita e alla nostra evoluzione ci viene passato in dono e sarà quello in cui è già ascritto il nostro percorso; riuscire a realizzarlo sarà poi un altro paio di maniche e dipenderà da noi e dall’uso che facciamo di quella energia. Essa viene contenuta e gestita dallo yang del rene. Depauperarla anzitempo con uno stile di vita scorreto e con una eccessiva prodigalità sessuale porta l’uomo a consumarla attraverso lo sperpero del seme e la donna a mantenere energeticamente ogni suo singolo partner sessuale per la vita; a meno che essa non metta in pratica delle tecniche specifiche per recuperare questa energia tra le quali è giustamente annoverata la ricapitolazione: un’antichissima tecnica appartenente alla tradizione Sciamanica Tolteca. Tutte le antiche tradizioni Spirituali del pianeta riportano l’accento sulla necessità di conservare e ridistribuire l’energia con la quale siamo nati; questo perché è impossibile fornirsi di essa dall’esterno, dobbiamo imparare a gestire, recuperare e non disperdere quella che abbiamo ricevuto al momento del concepimento anche perché l’energia sessuale è libido-aggressività, cioè quell’energia che non solo ci permette di vivere ma che ci permette di evolverci e di ampliare i limiti della percezione! Senza energia non è possibile fare niente, figuriamoci poi sviluppare un intento inflessibile ed una adeguata volontà che sono le basi del cambiamento e dell’evoluzione! La corrispondenza fisiologica del Secondo Chakra con organi e tessuti è la seguente: intestino tenue, intestino crasso compreso sigma e colon retto, organi genitali, gonadi, ovaie e testicoli, ormoni della corteccia surrenale, vescica urinaria, reni, utero e prostata. Corrisponde anche al ritmo circadiano; che è quello che si sballa durante il Jet lag e in tutti quei soggetti che soffrono di stress cronico, i quali scambiano il giorno con la notte oppure quelli che soffrono di insonnia. Quando la persona ha questo chakra in equilibrio energetico è dotata di un’ottima gestione della propria energia, non cede agli eccessi e riesce a condurre uno stile di vita che non la stressa esageratamente; e se incontra degli ostacoli oppure ha delle perturbazioni emotive, riesce a riprendersi in tempi brevi. Vive serenamente il proprio mondo emotivo perché sa gestirlo, è un soggetto creativo e intraprendente, ha una bella carica erotica ma vive con equilibrio anche la sfera sessuale, dandogli il giusto valore e soprattutto non esagera in comportamenti di tipo lascivo! C’è un’altra caratteristica che i Cinesi sapevano ben interpretare a primo acchitto nel vedere un soggetto per sapere lo stato dello Yang del Rene della persona: osservavano i suoi capelli! In Medicina Cinese infatti si sà che una capigliatura molto folta con il capello spesso e con una ricrescita rapida è il sinonimo per eccellenza di un ottimo stato dell’energia vitale! Quando invece il Secondo Chakra è chiuso o bloccato si verificano spesso alternanze non modulate del tono dell’umore che possono portare a relative patologie quali: attacchi di panico, forte ciclotimia, patologie dell’umore come accade nei soggetti border line oppure bipolari, disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, esaurimento psico-fisico dato dall’esaurimento dello yang del rene. Tutti i tipi di patologie connesse agli organi sopra elencati, chiusura sessuale data da un trauma subito in precedenza che viene spesso identificato in un abuso sessuale e conflitti derivanti dalla sfera lavorativa dove si sono subiti molti torti, diffamazioni, ingiustizie e dove viene impedita l’affermazione professionale del soggetto! Tutte le patologie come cisti ovariche, fibromi, endometriosi, problemi di dismenorrea o amenorrea, prostatiti, calcoli renali, renella, stenosi del canale dell’uretra ecc.. derivano da una chiusura di questo chakra! Quando invece il Secondo Chakra è in squilibrio perché troppo aperto, nella stragrande maggioranza dei casi il soggetto ha una forte carica erotica mal gestita, si tuffa in relazioni sessuali di ogni tipo senza darvi un seguito, diviene dipendente dal cibo, dalle droghe, dall’alcool e da altri tipi di comportamento che divengono ossessivo compulsivi.

Terzo Chakra: Manipura il Chakra del Plesso Solare.

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Il Terzo Chakra è posizionato sullo sterno, tra il diaframma e l’ombellico e corrisponde all’elemento fuoco; non solo al fuoco come energia solare ma allo stesso fuco gastrico che occorre per digerire bene tutti i cibi e ovviamente anche le emozioni. Gli organi e i visceri che gli corrispondono sono la milza-pancreas, il fegato e la vescica biliare (cistifellea), stomaco e plesso celiaco. Le persone definite di pancia, sono quelle che avvertono le sensazioni e le cose prima che accadano a livello della bocca dello stomaco. Tutte le forti emozioni passano per questo punto, che tra le tante cose è direttamente collegato con il cervelletto, ovvero il cervello del rettile, quello deputato alla sopravvivenza. Un Terzo Chakra in equilibrio è sempre sinonimo di ottimismo e di calore fisico e calore umano; le persone che lo hanno equilibrato e ben aperto si riconoscono lontano un chilometro perché sono gioviali, solari e ridono di frequente, tendono ad avere fiducia in loro stessi, nella vita e nel futuro! Si sentono fortunate e di fatto lo sono, perché danno il giusto valore ad ogni cosa e non drammatizzano gli eventi, anzi! La loro forza è quella di andare avanti per la loro strada consci del fatto che le cose si aggiusteranno da sole, se gli si lascia il tempo di farlo. Non temono assolutamente il giudizio altrui, non gli interessa se gli altri sono in accordo o in disaccordo con quello che pensano e sono capaci di rispettare gli altri, facendo in modo in primis di rispettare se stessi e di conseguenza si fanno rispettare dagli altri! Amano condividere, amano la convivialità, il buon cibo e le tavole imbandite per festeggiare con gli amici e le persone care. Sono persone che hanno un buon appetito ma non sono schiavi del cibo, sanno autoregolarsi e se un giorno cedono all’abbuffata, il seguente sanno stare in astinenza o quasi, così da non sovraccaricare mai il loro gastroenterico. Il primo sintomo di un Terzo Chakra bloccato è quasi sempre da riconnettersi ad una stasi della milza-pancreas con relativi problemi alimentari: sia l’anoressia che la bulimia sono patologie che appartengono ad un forte squilibrio di questo chakra, come anche la celiachia e tutte le intolleranze alimentari o i problemi digestivi. Dalla steatosi epatica ovvero il fegato grasso, i calcoli alla cistifellea, le ulcere gastriche, le gastriti, il reflusso gastro-esofageo, il diabete, le pancreatiti e i catarri che si accumulano in eccesso negli organi come conseguenza di una stasi della milza, sono tutte affezzioni di un Terzo Chakra debole. Anche i problemi alla vista; dalla miopia, la presbiopia, la cataratta, il distacco della retina, la cecità sono squilibri del Terzo Chakra e più precisamente del fegato; da non confondere con la miopia spirituale e la mancanza di visione oltre il velo della realtà apparente, che è da ricollegare invece ad uno squilibrio del Sesto Chakra. Persino la tendenza a sviluppare gli orzaioli e i calazi sono problematiche ascrivibili ad un cattivo funzionamento del fegato, che spesso è sovraccarico. Accade molto spesso che quando si assiste ad un deficit del Primo Chakra e del Terzo Chakra si abbiano problemi recidivanti ai muscoli e ai tendini, perché quando la struttura ossea non è ben sostenuta da un adeguato tono muscolare le cose si concatenano e si complicano. A livello comportamentale ci troviamo di fronte ad un soggetto molto timido, chiuso, introverso, pessimista, fobico, con una mente ossessiva, elucubrante, profondamente schiavo del giudizio dell’ambiente ed incapace di farsi rispettare nei dovuti modi. E’ la classica personalità che soffre di senso di minus valenza; che trattiene la rabbia per non discutere e non litigare perché non è in grado di sostenere il confronto. Quando invece il Terzo Chakra è troppo aperto, troppo predominante rispetto agli altri, ci troviamo di fronte ai classici collerici; a quei soggetti rabbiosi ed impositivi che non accettano mai un vero e proprio confronto, vogliono sempre avere ragione e sono in realtà chiusi mentalmente agli stimoli dell’ambiente, anche se sembra il contrario. Sono personalità ipertrofiche che hanno sviluppato questa tendenza eccessivamente yang, perché in realtà, il loro inconscio è comunque insicuro e debole; il loro atteggiamento di prepotenza è quindi una maschera compensatoria!

Nel prossimo articolo troverete i restanti Chakra e le loro relative connessioni.  Nel mentre potete vedere i video in pillole che ho realizzato nel mio canale youtube sui primi tre chakra, e iscrivervi per venire avvisati ogni volta che sono in diretta streaming. Namaste.

Letizia Boccabella

2 risposte a “I 7 Chakra in equilibrio e in squilibrio; e le relative patologie connesse. (Prima parte)”

  1. Molto semplice e ben fatta la spiegazione sulla connessione dei punti energetici e gli organi implicati del corpo

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