
In questo particolare momento di crisi generale dato dal rapido contagio del Coronavirus, la cosa più importante che possiamo fare è aumentare le nostre difese immunitarie per allontanre il più possibile le probabilità di contagio, oltre che rispettare le normative imposte dal governo. Per fare ciò, dobbiamo usare delle sostanze mirate che agiscano su una specifica linea del sistema immunitario detta TH1 e potenziando la risposta del pattern TH1 ad essa collegato. Quando si innescano infezioni da parte di patogeni intracellulari, il sistema immunitario mette in atto un link di difesa specifico che tende a produrre l’interleuchina12 (IL12) attivando la maturazione dei linfociti del pattern TH1 in modo tale da ottenere una risposta cellulo-mediata. Se l’organismo si trova già in uno stato di immuno soppressione causato da problematiche precedenti, si ha un blocco della risposta delle IL12 la quale riveste un ruolo di tipo citotossico. Questa catena di attivazioni, in un organismo sano produce invece un innesco regolare della risposta citotossica assieme ad un incremento dell’attività dei macrofagi, dei linfociti TH1, dei linfociti CD8 e dei Natural Killer, i quali tutti assieme, generano la risposta di attacco e distruzione delle cellule infettate impedendo anche che il ciclo replicativo del Virus vada avanti. Il virus COVID-19 sembrerebbe in grado di sfuttare uno specifico enzima presente a livello alveolare: ACE2 – Enzima di conversione dell’angiotensina II, per entrare nelle cellule epiteliali provocando sintomi respiratori e la caratteristica infezione polmonare. Le ultime ricerche mediche hanno portato alla terapia farmacologica attuale la quale prevede l’impiego del Remdesevir, un antivirale della classe degli analoghi neuclotidici (antimetaboliti) e del Tocilizuab; anticorpo monoclonale antagonista del recettore dell’IL-6, attraverso il quale si tenta di mediare l’intensa risposta infiammatoria generata dall’attivazione di questa citochina.
L’Agraicus blazei Murrill è uno dei funghi più usati assieme al Ganoderma Reishi, per la sua capacità di influenzare la risposta TH-1 e si rende indispensabile per tutte le condizioni di immunosoppressione e infiammazione sistemica TH-2 mediata: tramite l’aumento dei livelli di IL-12 e INF-y. L’ABM aumenta notevolmente l’azione citotossica delle cellule Natural Killer fondamentali nel contrastare l’infezione virale.
Potente l’azione medicinale del Fungo della vita scoperta recentemente, l’ Agaricus blazei murrill proveniente dal Brasile annovera tra le sue qualità curative quella di regolatore del sistema immunitario, dei livelli della glicemia e del colesterolo. Prima di divenire famoso in tutto il mondo, gli abitanti del Brasile erano già da tempo a conoscenza delle sue grandi proprietà medicinali e per questo motivo lo avevano battezzato con i nomi di: Cogumelo do deus, Cogumelo do sol, Cogumelo de vida cioè Fungo di Dio, Fungo del Sol, Fungo della vita.
Benchè la fama dell’ Agaricus blazei murrill è divenuta tale nel mondo solo negli ultimi 50 anni, come sempre gli antichi erano già al corrente delle splendide proprietà terapeutiche della varietà Agaricus, infatti medici bizantini quali lo Pseudo Apuleio cita nei suoi appunti la capacità del fungo di curare le ulcere maligne della laringe. Attorno agli ’60 i ricercatori iniziarono a studiare in dettaglio il fungo quando si accorsero che gli abitanti del suo luogo di origine in Brasile, cibandosene regolarmente, vivevano più a lungo della media degli anziani della loro stessa età e soprattutto non soffrivano delle patologie geriatriche più comuni. Gli studi sembravano confermare che il motivo di tale longevità in salute era proprio l’assunzione sistemica dell’ Agaricus blazei murrill. La rivista Science fu la prima a pubblicare gli studi e da quel momento il fungo iniziò a godere della fama di cui tutti quanti noi siamo oggi testimoni, le difficoltà nacquero quando ci si accorse che era estremamente difficile fare in modo che il fungo crescesse lontano dal suo habitat naturale. Ci vollero più di dieci anni prima che gli studiosi giapponesi riuscirono a riprodurlo stabilmente in laboratorio e da allora le coltivazioni maggiori di ABM (Agaricus blazei murrill) sono quelle che provengono appunto dal Giappone e dal Brasile. L’ABM a differenza di qualunque altro fungo richiede un ambiente estremamente umido, soleggiato e con una temperatura costante che si aggira intorno ai 20°. Bisogna avere 12 kg di fungo fresco per ricavarne 1 kg che viene venduto sotto forma di fungo essiccato; per questo i costi sono discretamente alti. Vediamo adesso come l’ABM è utile per la nostra salute.
Proprietà e sostanze contenute nell’ABM: rispetto ad altri funghi medicinali, l’Agaricus blazei murrill contiene una maggiore concentrazione di betaglucani, le sostanze a cui sono dovute molte delle proprietà curative dei rimedi micoterapici e di cui ho abbondantemente spiegato le caratteristiche negli articoli precedenti riguardanti i funghi:
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/09/13/ganoderma-lucidum-o-reishi-o-ling-zhi-il-fungo-di-lunga-vita/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/12/10/auricularia-auricula-judae-o-kikurage-o-pin-yin-il-fungo-che-previene-infarto-ed-ictus/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/10/30/hericium-erinaceus-e-medicina-tradizionale-cinese-il-fungo-che-cura-lo-stomaco-e-lintestino/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/11/14/__trashed/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/11/29/pleurotus-ostreatus-fungo-ostrica-o-ping-gu-il-fungo-che-fluidifica-il-sangue-riduce-il-colesterolo-e-combatte-il-freddo/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/11/19/shiitake-o-lentinus-edodes-il-fungo-che-combatte-virus-e-batteri/
- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/12/10/auricularia-auricula-judae-o-kikurage-o-pin-yin-il-fungo-che-previene-infarto-ed-ictus/
L’ABM è ricco anche di magnesio, potassio e fosforo oltre che di proteine ed enzimi biodisponibili che restano tali anche dopo una corretta essiccazione; è per questo motivo che è fondamentale la cura con la quale si produce, il terreno sul quale viene coltivato e la reale assenza di sostanze tossiche quali metalli pesanti come cadmio, mercurio e piombo che i funghi tendono ad assorbire in grande quantità dall’ambiente e dal terreno. La certificazione biologica è quindi strettamente necessaria e lo è ancora di più rispetto ad altri fitocomplessi e/o gemmoderivati che usano le piante e che sono in commercio purtroppo senza essere muniti di certificazione.
L’azione dell’ ABM sul sistema immunitario: le sostanze presenti in questo fungo hanno dimostrato di possedere larga azione soprattutto sui macrofagi e sui Natural Killer: i primi noti anche come istociti svolgono un ruolo molto importante nelle risposte immunitarie naturali e specifiche. La loro funzione principale è la fagocitosi cioè la capacità di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, compresi i microrganismi, e di distruggerle. Secernono inoltre le citochine coinvolte nell’ attività proinfiammatoria e presentano l’ antigene legato ai linfoci T-CD4. I Natural Killer invece appartengono ad una classe di cellule citotossiche particolarmente importanti nel riconoscimento e distruzione delle cellule tumorali o infette da virus con un meccanismo d’azione che viene definito naturale poiché riconoscono il target aspecificamente provocando così la lisi o l’apoptosi delle cellule bersaglio. L’ABM è ricco anche di fibre prebiotiche le quali nutrono la microflora intestinale che a sua volta serve per contrastare i batteri che possono acquisire alta carica virulenta e i microrganismi nocivi che possono giungere all’intestino anche e soprattutto attraverso cibo spazzatura o in seguito ad un consumo eccessivo di zucchero il quale attraverso il brusco innalzamento del picco glicemico diviene il primo responsabile dell’infiammazione cronica. In merito all’elevata tossicità dello zucchero potete consultare il seguente articolo:
L’Agaricus è anche ricco di ergosterolo cioè di provitamina D2 anch’essa un potente agente contro i virus e contro i tumori. L’ergosterolo è uno sterolo precursore della vitamina D perchè responsabile di convertire i raggi ultravioletti in vitamina D, oltre ad essere un componente fondamentale della membrana cellulare. L’ABM è ricco di acido linoleico e palmitoleico, di vitamina E e di vitamine del gruppo B oltre che di minerali quali ferro, calcio, magnesio e potassio; contiene anche enzimi e fibre, acidi nucleici e amminoacidi essenziali. In oltre questo fungo contiene quasi tutti i principali enzimi depurativi e antiossidanti presenti anche nel nostro fegato quali superossido dismutasi, glutatione perossidasi e glutatione catalasi.
L’azione dell’ABM nella prevenzione tumorale: grazie a tutte le sostanze citate fino ad ora ed ai loro meccanismi d’azione sul sistema immunitario, la prevenzione contro l’insorgenza dei tumori dovuti a fattori d’inqunamento ambientale, vede il fungo brasiliano ai primi posti tra le sostanze offerte dalla natura come immunomodulanti ed immunostimolanti. Come per molte altre sostanze del mondo vegetale la specifica azione sull’apoptosi cellulare delle sole cellule mutanti è la specialità dell’Agaricus, grazie anche alla capacità di aumentare la produzione di interferone e di interleuchine. L’altra grande azione di questo fungo è quella di moltiplicare la formazione dei Natural Killer i nostri grandi guerrieri alleati nella distruzione delle neoplasie. Come per molti altri funghi medicinali già citati nei miei precedenti articoli, la loro assunzione diviene un valido aiuto per supportare le cure tradizionali contro i tumori allo stomaco, al colon-retto, al fegato, al pancreas e alle vie biliari. L’ABM aiuta anche a ridurre gli effetti collaterali di radio e chemioterapia anche perchè promuove le difese immunitarie che vengono letteralmente abbattute dalle cure tradizionali.
Altri effetti positivi per la salute: grazie al notevole apporto di betaglucani i ricercatori hanno visto che l’ABM è particolarmente efficace contro il batterio Streptococcus pneumoniae; che ad oggi sembra essere il maggiore responsabile della polmonite nella popolazione adulta. L’Agaricus è stato usato con notevole successo anche nel trattamento dell’epatite cronica riuscendo a normalizzare l’attività e la funzionalità epatica benché non sia riuscito a neutralizzare completamente la carica virale. E’ quindi un ottimo epatoprotettore perchè lo sostiene nella sua azione depurativa dalle sostanze tossiche. Riduce il colesterolo e la glicemia: regolarizzando i valori di colesterolo nel sangue e riducendo il picco glicemico, l‘Agaricus automaticamente riduce i rischi di infiammazione cronica e la formazione di placche aterosclerotiche oltre all’eccessiva ossidazione e protegge da tutti i danni che ne derivano. Il suo aiuto è specifico anche nel limitare la produzione eccessiva di radicali liberi, e questo mecanismo comporta un rallentamento del processo di invecchiamento. L’elevato contenuto di fibre del fungo lavora per ritardare l’assorbimento intestinale degli zuccheri e quindi assieme alla modulazione del picco glicemico diviene un valido sostegno per i malati di diabete di tipo 2, per gli obesi e per quelli che hanno un livello di colesterolo totale troppo alto e di HDL basso.
Per tutti quelli che desiderano ampliare le proprie conoscenze sulla Medicina Tradizionale Cinese e sull’utilizzo dei funghi medicinali come prevenzione e come cura per una serie di patologie e soprattutto per mantenere vigile e in salute il proprio sistema immunitario, oltre che apprenderne l’uso in cucina, può acquistare il mio ultimo libro edito da Amazon: “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica“, cliccando al seguente link:
Adesso vediamo in sintesi tutti i benefici di questo splendido rimedio della natura che, come tutti gli altri funghi medicinali, ha sempre un’azione riequilibrante sul gastroenterico, sulla psiche e sul sistema immunitario:
- a livello della psiche l’ ABM riequilibria le conseguenze negative dello stress sia nella parte organica che in quella emotivo-psicologica ed aiuta a riprendersi dalla stanchezza e dalla prostazione;
- a livello metabolico ed endocrino l’ABM è utilissimo per il diabete di tipo I e di tipo II nella senilità, è ottimo per la sindrome metabolica proprio come la triade Ganoderma, Maitake e Shiitake, quindi agisce sull’insulino resistenza e sull’ipercolesterolemia con bassi livelli di HDL, aiuta i surreni, il testosterone e il cortisolo a riequilibrare il loro funzionamento e la loro risposta endogena;
- cura il gastroenterico qundi le problematiche digestive, aiuta a curare l’epatite B, l’epatite tossica e la cirrosi epatica;
- abbassa i valori della pressione arteriosa sia senile che da stress;
- ottimo per asma e per le bronchiti ricorrenti;
- aiuta il sistema immunitario se in stato di deficit e lo riequilira, ottimo nei casi di convalescenza, per le frequenti ricadute a livello infettivo, per le allergie, gli eczemi, l’asma allergico, la sindrome da fatica cronica e per svariati tipi di cancro quali quello epatico, cutaneo, mammario, prostatico, ovarico, uterocervicale, colecistico, polmonare. Nei casi di leucemia, per il linfoma di Hodgkin e per le conseguenze negative dovute alle radiazioni.
Vi lascio il link di questo interessantissimo articolo apparso su PubMed, dove si evince come l’estratto in acqua calda di Agaricus Blazei Murrill, sia ottimo per portare all’apoptosi le cellule cancerogene di uno dei tumori più aggressivi che esistano: il tumore al pancreas.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30514293/
Qui di seguito il copia incolla dell’estratto dell’articolo:
Background: Pancreatic cancer is one of the most aggressive human malignancies. The development of a novel drug to treat pancreatic cancer is imperative, and it is thought that complementary and alternative medicine (CAM) could yield such a candidate. Agaricus blazei Murrill is a CAM that has been tested as an anticancer drug, but its efficacy against pancreatic cancer is poorly understood. To study the potential of A. blazei in the treatment of pancreatic cancer, we examined the effects of its hot water extract on the proliferation and global gene expression profile of human pancreatic cancer cells.
Methods: Three distinct human pancreatic cancer cell lines, MIAPaCa-2, PCI-35, and PK-8, and the immortalized human pancreatic duct-epithelial cell line, HPDE, were employed. The cells were incubated with the appropriate growth medium supplemented with the hot water extract of A. blazei at final concentrations of 0.005, 0.015%, or 0.045%, and cellular proliferation was assessed for five consecutive days using an MTT assay. Apoptosis was examined by using flow cytometry and the terminal deoxynucleotidyl transferase dUTP nick-end labeling (TUNEL) assay. Caspase-dependent apoptosis was assayed using immunoblotting. Global gene expression profiles were examined using a whole human genome 44 K microarray, and the microarray results were validated by using real-time reverse transcription PCR.
Results: The hot water extract of A. blazei significantly inhibited the proliferation of cultured pancreatic cancer cells through the induction of G0/G1 cell cycle arrest and caspase-dependent apoptosis; the effect was the smallest in HPDE cells. Furthermore, significant alterations in the global gene expression profiles of pancreatic cancer cells occurred following treatment with the hot water extract of A. blazei. Genes associated with kinetochore function, spindle formation, and centromere maintenance were particularly affected, as well as cyclins and cyclin-dependent kinases that are essential for cell cycle progression. In addition, proapoptotic genes were upregulated.
Conclusions: The hot water extract of A. blazei may be useful for the treatment of pancreatic cancer and is a potential candidate for the isolation of novel, active compounds specific for mitotic spindle dysfunction.
Letizia Boccabella




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