
Conosciuto scientificamente come Pleorotus ostreatus, chiamato dai Cinesi Ping gu che significa Fungo piatto e dalla tradizione popolare come Fungo ostrica o Orecchione; diffusissimo anche nel nostro stivale e facilmente reperibile persino nei supermercati. Il nome volgare è chiaramente un risultato dell’osservazione in quanto il suo cappello ricorda il guscio di un’ostrica. I suoi valori nutrizionali sono davvero impressionanti; 100 gr. di fungo generano 38 calorie e contengono dal 15 al 25% di proteine, solo 2,2 gr. di grassi, 6,5 gr, di carboidrati e 2,8 gr. di fibre. Per questo motivo durante la guerra mondiale in Germania venivano coltivati per sfamare la popolazione. Anche il Pleurotus cresce sui tronchi vivi e morti di latifoglie, di salici e di pioppi. Gli orientali lo usano da millenni sfruttandone il suo ottimo sapore e le sue carni corpose in cucina per la preparazione di zuppe oppure saltato in padella o anche farcito. La sua polpa bianca e compatta è decisamente molto gradita anche nella cucina italiana, dove a volte viene fritto, altre volte grigliato o panato, fatto in umido o sott’olio. In Medicina Tradizionale Cinese è usato come ottimo rimedio contro il freddo, per sbloccare il Qi rallentato dal freddo, come tonico per lo yang del rene e come fluidificante del sangue. In Cina anche oggi è specialmente usato come rilassante muscolare e tendineo (organotropismo della loggia Legno), contro le contratture, per tutti i tipi di dolori muscolari e per placare il mal di schiena.
Abbiamo già evidenziato come sia ricco di proteine, per contenuto pari a quelle dei legumi e soprattutto contiene tutti gli aminoacidi necessari al corpo tranne il Triptofano. Notevole anche il suo contenuto di Vitamine del gruppo B, tra cui la Tiamina B1, la Riboflavina B2, e la Niacina cioè la B3, oltre ad essere ricca di Vitamina D biodisponibile. Si distingue per il suo alto contenuto di acido folico, ottimo per contrastare l’anemia e di sali minerali tra cui: fosforo, ferro, magnesio, calcio, rame, manganese, potassio e zinco; le cui percentuali e la capacità di assorbimento da parte del corpo superano di molto quelli contenuti nelle carni bianche come maiale e pollo, considerato che sono privi di ormoni e chimici di sintesi. Il Pleurotus è anche ricco di fibre alimentari e povero di carboidrati e grassi saturi perchè quelli che contiene sono di tipo insaturo e sono ottimi per la salute del fegato e della circolazione sanguigna.
Prima di passare ad elencare tutte le qualità di questo buonissimo fungo, che oltre al suo impatto medicinale è squisito da consumare sulle nostre tavole e facilmente reperibile in tutti i supermercati, vorrei portare alla vostra attenzione un fatto straordinario. Il Pleorotus può essere usato a livello industriale per assorbire e digerire chiazze di petrolio eventualmente disperse in acqua e può letteralmente digerire interi contenitori di plastica! Come altri funghi medicinali, non sono potenti solo dal punto di vista medico ma anche da quello ambientale, perché posseggono la capacità di bonificare i terreni dai metalli pesanti e da altre scorie tossiche.
Le sue proprietà benefiche si esplicano prevalentemente sul profilo lipidico del sangue; ciò è dovuto al suo alto contenuto di fibre e di Lovastatina la quale va ad influenzare la produzione di colesterolo buono (HDL). Quasi tutti i funghi medicinali hanno un’alta azione eroica sul fegato e potenziano le difese immunitarie, per chi fosse interessato ai precedenti articoli può leggerli cliccando direttamente sui seguenti link:
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- https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2018/11/14/__trashed/
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Il Pleorotus è decisamente utile nella prevenzione e nel trattamento di molte patologie perchè tra i suoi target troviamo svariate azioni elettive tra cui: proteggere il fegato, regolare il livello di colesterolo, combattere i problemi renali, ridurre notevolmente il rischio di diabete e di ipertensione e quindi di malattie cardiache, combattere la stanchezza cronica e contrastare le infezioni. Il contenuto di questo fungo così delizioso e comune riesce a sviluppare effetti immunomodulanti, antibatterici, antivirali e antinfiammatori grazie all’alto contenuto in betaglucani, fibre alimentari, lovastatina, acido palmitico e linoleico, vitamine del gruppo B e grazie a tutte le sostanze presenti in grado di contrastare l’effetto dei radicali liberi e che quindi hanno proprietà antiossidanti. C’è da dire che le molte fibre contenute all’interno del Pleorotus ostreatus benché non vengano assorbite completamente dall’organismo fungono comunque da regolatori dell’attività intestinale, comportandosi come dei veri e propri prebiotici e favorendo così la crescita dei lactobatteri e di tutta la flora intestinale che garantisce non solo una sana peristalsi ma una sana attività modulatrice del sistema immunitario. Le fibre riescono comunque a svolgere un altro tipo di azione che è quella rivolta a regolare il picco glicemico, il colesterolo e l’equilibrio acido-basico del corpo; per questo motivo sono ottimi aiutanti nelle patologie diabetiche, nella sindrome metabolica, nell’acidosi tissutale e nell’obesità. Il meccanismo attraverso il quale espletano questo ruolo è quello di ridurre l’assorbimento e l’assimilazione di grassi e zuccheri attravero le pareti intestinali. Scendendo in dettaglio va ricordato che tutti i farmaci di sintesi denominati Statine, provengono dall’isolamento di una specifica molecola naturale contenuta nel micelo del fungo Pleurotus e in alcune altre parti adulte dello stesso, che si chiama Lavostatina; scoperta nel 1970. Quest’ultima, assieme agli altri nutrienti presenti nel fungo svolge un’azione sistemica aiutando l’organismo a livello più profondo e senza le controindicazioni classiche delle statine chimiche, a regolare la sintesi delle lipoproteine LDL (colesterolo cattivo), riequilibrandone i valori ed aumentando la percentuale di HDL cioè del colesterolo buono. L’altro effetto notevole delle lavostatine naturali è quello di aumentare l’eliminazione del colesterolo cattivo attraverso gli acidi biliari. Ricerche e studi di laboratorio oramai consolidate e che vengono portate avanti da anni su cavie ma anche su soggetti sani e non, hanno mostrato percentuali considerevolmente ridotte di colesterolo nel sangue, nel fegato, nel cuore e nell’aorta; come diretta conseguenza vi è stata una riduzione dei danni alle coronarie con una minore presenza di ateromi e di placche sulle arterie. La ricca presenza nel Pleorotus di vitamine del gruppo B, aiuta l’organismo a migliorare e stimolare il corretto funzionamento del sistema nervoso, oltre che viene facilitato l’assorbimento dei nutrienti per i quali ne beneficiano direttamente la salute e l’integrità di pelle e capelli oltre che di occhi e fegato, nonchè l’utilizzo e la stimolazione della produzione di energia biodisponibile da parte della cellula diminuendo il picco glicemico ed aiutando la corretta conversione dei carboidrati in glucosio.
L’alto contenuto di vitamina C del Pleorotus cioè l’acido ascorbisco aiuta e previene l’invecchiamento, ha un’alta azione eroica sulla pelle, protegge la circolazione sanguigna, disintossica l’oganismo e potenzia il corredo immunitario aumentandone le difese. Inoltre la vitamina C si comporta come veicolante per l’assorbimento di tutte le altre vitamine e gli altri nutrienti, in special modo favorisce l’assunzione della vitamina A ed E, dell’acido folico e della tiamina. Il Pleorotus contiene anche alti livelli di vitamina PP cioè di acido nicotinico il quale stimola la produzione di enzimi antiossidanti producendo un effetto di protezione dai danni dei radicali liberi ed in particolare proteggono il fegato.
In Medicina Tradizionale Cinese le Logge target sulle quali il fungo ha un effetto modulante e curativo sono: la loggia Legno, la loggia Terra e la loggia Fuoco. Nel primo caso sono interessati sia il fegato che la vescica biliare quindi sia la parte yin che quella yang, nel secondo caso l’azione prevalente è quella che il Pleorotus compie sullo zang della milza/pancres e nel terzo caso; l’organotropismo principale è quello di lavorare su entrambi gli aspetti sia yin che yang, quindi sul cuore e sulla circolazione oltre che sull’omeostasi del tessuto venoso ed arterioso e sull’intestino tenue. Tutti i funghi ad azione medicinale lavorano potenziando lo yang del rene ed agiscono quindi sulla loggia Acqua.
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Letizia Boccabella




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