Fin dagli albori del tempo, l’essere umano si è sempre domandato quale sia il suo ruolo nel mondo e nell’universo, da dove proviene e se lassù ci sia un Dio che in qualche modo è consapevole della sua presenza e che lo guardi con occhio benevolo pronto a soccorrerlo in caso di bisogno. La lotta successiva è poi quella che esiste tra atei e credenti, a volte tra scienziati e uomini di fede, benché l’una non escluda l’esistenza dell’altra. Questo è il caso del grande medico Rick Strassman, il quale ha dedicato parte della sua carriera universitaria ad indagare il ruolo esistente tra patologie psichiatriche, uso di sostanze psichedeliche e ricongiungimento con il lato profondamente spirituale della vita dell’essere umano a prescindere dalla religione! La mia esperienza di terapeuta mi ha insegnato che non esiste una patologia che non affondi le sue radici in una emozione inconscia che funge da fattore scatenante e che, col passare del tempo questa emozione stratifica legandosi ad altre come per gli strati di una cipolla e questo meccanismo, nove volte su dieci è rinforzato dal distacco che il soggetto ha messo tra se e lo Spirito per una serie di contingenze personali, ambientali, culturali ed esistenziali, nonché di identità di genere. Gli sciamani delle più svariate tradizioni di tutto il mondo, attraverso i loro rituali, mirano sempre a ristabilire le connessioni tra i pezzi di anima (è così che loro la chiamano) rimasta agganciata a luoghi, persone o situazioni del passato del paziente, per fare in modo che essi si ricongiungano per ridare compattezza all’individuo e che attraverso tale processo egli possa guarire. In alcune culture viene chiamata “La caccia all’anima”; prevede uno specifico rituale guidato dallo sciamano stesso ed alcuni di loro, quasi tutti direi, usano piante psicotrope per favorire il processo ed il contatto con lo Spirito il quale da informazioni precise alla persona sulle azioni da compiere e sul nuovo percorso di vita da intraprendere per guarire. Le piante più usate sono naturalmente il Peyote, la Datura Stramonio o Yerba del Diablo e l‘Ayahuasca di cui potete trovare ampia descrizione in alcuni degli articoli già presenti all’interno del blog cliccando direttamente sui link qui di seguito:

Ayahuasca: la pianta il cui Spirito guarisce! (Parte Prima)

Ayahuasca: la pianta il cui Spirito guarisce! (Parte Seconda)

Datura Stramonio “La Yerba del diablo” pianta di potere.

Il grande contributo che Rick Strassman e il suo innegabile coraggio come pioniero nella cura delle patologie psichiatriche con la DMT, attraverso i suoi protocolli rigorosamente a sfondo medico e scientifico, ha voluto provare come l’induzione in vena della sostanza psicotropa che il nostro stesso corpo produce in dosi infinitesimali, possa essere di grande aiuto e di notevole supporto per la persona che nonostante abbia da sempre rifiutato un credo religioso o una via spirituale, dopo quelle esperienze abbiano radicalmente cambiato non solo il loro atteggiamento passando dallo scetticismo ad una maggiore apertura mentale, ma come addirittura alcuni di loro abbiano radicalmente cambiato vita! In realtà il vero tentativo di questo medico e lo scopo con il quale iniziò il suo protocollo non era certo quello di dimostrare che alti livelli di DMT presenti nel sangue creavano la fede religiosa o alti livelli di spiritualità bensì, quello di trovare una cura per patologie come la schizzofrenia in tutte le sue forme, da quella iniziale fino ad arrivare a quella cronica, attraverso la somministrazione controllata di droghe psichedeliche. Come tutte le sostanze esogene somministrate attraverso la trasformazione in chimici di sintesi, va ricordato che sono originariamente già prodotte per via endogena dal nostro corpo e solo là dove esiste una carenza a monte, si sviluppano di seguito patologie che interessano quella specifica via nella quale il neurotrasmettitore interessato cede ad un malfunzionamento che spesso avviene per carenza. Vediamo nello specifico come Strassman ci descrive il funzionamento della DMT endogena e come si leghi in maniera straordinaria alla serotonina. La DMT è strettamente legata alla serotonina, il neurotrasmettitore che gli psicadelici influenzano in modo così ampio. La farmacologia della DMT è simile a quella di altri noti psichedelici: influisce sui siti recettori della serotonina quasi allo stesso modo dell’LSD, della psilocibina e della mescalina. I recettori della serotonina sono diffusi attraverso il corpo e si possono trovare nei vasi sanguigni, nei muscoli, nelle ghiandole e nella pelle. Tuttavia il cervello è il luogo in cui la DMT dispiega i suoi effetti più interessanti. Qui, alcuni siti pieni di recettori della serotonina sensibili alla DMT sono coinvolti nei processi dell’umore, delle percezioni e del pensiero. Sebbene il cervello neghi l’accesso alla maggior parte delle droghe e delle sostanze chimiche, sembra avere una particolare passione per la DMT. Non si esagera quando si dice che il cervello ne ha un gran desiderio. (..) La barriera encefalica si estende persino per tenere lontani i carboidrati complessi e i grassi, che altri tessuti utilizzano per produrre energia. Il cervello invece, brucia solo le forme più pure di carburante: zuccheri semplici o glucosio. (..) Venticinque anni fa alcuni scienziati giapponesi, scoprirono che il cervello trasporta attivamente la DMT, attraverso la barriera ematoencefalica, all’interno dei suoi tessuti. Non conosco altre droghe psichedeliche che il cervello tratti con tale fervore. (..) Se la DMT fosse solo un irrilevante sottoprodotto del nostro metabolismo, perchè mai il cervello si darebbe così tanto da fare per portarla al proprio interno? Una volta che il corpo produce o introduce la DMT, alcuni enzimi la degradano nel giro di pochi secondi. Questi enzimi chiamati monoammino ossidasi (MAO), si trovano in alte concentrazioni  all’interno di sangue, fegato, stomaco, cervello e intestino. La presenza diffusa delle MAO è il motivo  per il quale gli effetti della DMT sono di così breve durata. Ogni volta e in qualsiasi parte sia presente, il corpo si assicura che venga consumata rapidamente. In un certo senso la DMT è il cibo per il cervello, ricevendo un trattamento simile a quello del glucosio, la sua preziosa fonte di energia. Fa parte di un sistema di alto turnover: la sostanza entra velocemente e altrettanto velocemente viene utilizzata. Il cervello trasporta attivamente la DMT attraverso il proprio sistema di difesa e altrettanto rapidamente la degrada. E’ come se la DMT fosse necessaria al mantenimento delle ordinarie funzioni cerebrali. Solo quando i livelli diventano troppo alti per le normali funzioni, iniziamo a vivere delle esperienze singolari.”

La successiva domanda che viene naturale porsi è la seguente: perchè il nostro corpo produce la DMT e soprattutto perchè è proprio il cervello ad averne così tanta fame? La conclusione a cui è giunto il nostro scienziato è esattamente la stessa a cui sono giunti nei millenni di uso di piante ad alta azione psicotropa, gli sciamani: perchè è la molecola dello spirito! Una cosa che vale la pena sottolineare è la seguente e cioè che non si può e non si deve identificare lo Spirito in una molecola, bensì rendersi conto che essa è solo un trasportatore, un veicolo che ci permette di agganciare ad esso la nostra coscienza per compiere il viaggio. In oltre bisogna assolutamente ricordare che la DMT essendo naturalmente prodotta per via endogena dal nostro organismo, non richiede per forza l’assunzione esterna tramite droghe; bensì il suo potenziamento può avvenire per vie naturali come la respirazione profonda, la meditazione profonda, tecniche energetiche di vario tipo, i sogni lucidi, l’uso consapevole del doppio e l’ingestione di particolari cibi che contengono elevate quantità di uno specifico amminoacido chiamato Triptofano. In realtà durante la fase del sonno R.E.M. siamo sotto l’effetto maggiore di DMT prodotta dalla ghiandola pineale la cui acrofase si manifesta appunto tra le 3 e le 4 del mattino ed è proprio in questa fascia oraria che si producono maggiormente sogni lucidi. La maggiore sintesi di DMT endogena viene prodotta nel nostro corpo a partire dalla sintesi dell’amminoacido di cui sopra, la cui assunzione maggiore deriva dal consumo di carne, formaggio, vino e uova. Il percorso che lega varie sostanze chimiche prodotte dall’organismo è il seguente: il triptofano interagisce con la serotonina, l’unione di queste due molecole produce una concentrazione maggiore di melatonina la quale muta in una molecola chiamata pinolina, la quale a sua volta si trasforma in DMT. Quindi riassumendo: il triptofano è un amminoacido essenziale necessario a vari processi metabolici, la melatonina oramai sappiamo essere necessaria nello svolgimento di un corretto ritmo circadiano con funzioni rilassanti e facilitanti il sonno, la serotonina è un neurotrasmettitore presente sia nel cervello ma soprattutto nell’intestino che assieme alla dopamina e all’ossitocina formano i tre super-eroi del buon umore, vedi articolo:

Serotonina, ossitocina e dopamina: i supereroi della felicità!

e la pinolina presente appunto nella ghiandola pineale è coinvolta nel metabolismo della melatonina. L’attività biologica di questa molecola è oltretutto assai interessante e oggetto di altri studi per il suo potenziale come radicale libero antiossidante capace di avere attività simile alla funzione della melatonina. Abbiamo visto come quest’ultima  non possiede attività psichedelica ma solo rilassante, e come sia prodotta dalla ghiandola pineale la quale produce anche DMT; allora quali sono i casi in cui la pineale sceglie di produrre DMT invece che melatonina? Esperienze di pre-morte, gravi incidenti, improvvisi stati di shock o paure intense, stress fisico a causa di surmenage lavorativo con impiego e rilascio di alte quantità di energia dai muscoli, meditazione profonda e altre tecniche sopra menzionate, uso cosciente del doppio e capacità di generare sogni lucidi sotto il controllo dell’intento. In tutti gli altri casi la ghiandola pineale è così ben protetta nel suo alloggio attraverso eccellenti sistemi di difesa da rendere così inaccessibile l’alterazione della produzione di DMT tanto quanto quella della produzione diurna di melatonina. Quello che i ricercatori odierni hanno confermato attraverso i loro protocolli, gli sciamani e lo sciamanesimo lo conoscevano già da millenni: questa capacità che la pineale aveva di liberare sostanze come la melatonina di giorno in conseguenza ad intensissima attività fisica, veniva da loro usata come una tecnica base per contribuire alla facilità di cadere nel sonno profondo e sviluppare l’attitudine di fare sogni lucidi ed usarli come una botola per accedere agli altri mondi! In poche parole i ricercatori sono giunti alla conclusione che la ghiandola pineale conserva gelosamente tutta una serie di meccanismi i quali servono ad impedire rilasci impropri di DMT in situazioni normali compresa la presenza di un’ulteriore piccola proteina contenuta ad alti quantitativi esattamente dentro la pineale che impedisce l’attività degli enzimi che rilasciano e favoriscono la DMT. Sempre gli stessi sciamani, sanno da millenni che alcuni step fondamentali al raggiungimento di stadi di percezione profonda e diversa da quella dell’usuale coscienza della veglia, implicano un radicale cambiamento nelle abitudini di vita e nella volontà inflessibile di conquistare alcuni risultati negati al resto dei propri simili. Concludo riportando le parole di Strassman che collegano le esperienze spirituali con il rilascio di DMT: “Tutte le discipline spirituali fanno dei resoconti assolutamente psichedelici delle esperienze trasformative il cui conseguimento è l’obiettivo della loro pratica. Luce bianca accecante, incontri con entità demoniache e angeliche, emozioni estatiche, senso di eternità, suoni paradisiaci, sensazione di essere morti e poi rinati, contatto con una presenza amorevole e potente che sottostà a tutta la realtà: queste esperienze trascendono ogni definizione. Inoltre sono tipiche di una completa esperienza psichedelica da DMT. (..) Diversi studi hanno riportato come i meditatori esperti producano un modello di onde celebrali più lento e più simmetrico rispetto a quello che contraddistingue gli stati di consapevolezza ordinaria. Più profonda è la meditazione, più lente e forti sono le onde. Altre pratiche integrano queste pratiche focalizzate sull’attenzione con metodi quali il canto, utilizzando parole che derivano da lingue antiche con proprietà spirituali presumibilmente uniche, possono causare profondi effetti psicologici. (..) Tale fenomeno delle onde, producendo una particolare nota o suono, associato alla loro frequenza, stabilisce campi di influenza ampi e diffusi. Gli oggetti all’interno di questi campi vibrano simpateticamente, o alla stessa frequenza, un fenomeno chiamato risonanza. Un effetto dei potenti effetti della risonanza è quando una determinata nota manda in frantumi un bicchiere di vetro nonostante il suono non sia particolarmente forte. In maniera simile, le tecniche di meditazione che si avvalgono del suono, della vista o della mente possono creare modelli di onda di cui i campi generano risonanza nel cervello. (…) Possiamo percepire la nostra mente e il nostro corpo entrare in risonanza con questi esercizi spirituali. Certamente anche la ghiandola pineale risuona alle stesse frequenze. Un processo di risonanza può avvenire nella pineale in maniera simile all’esempio del bicchiere di vetro, sebbene non proprio in maniera così distruttiva. La pineale inizia a vibrare e frequenze che indeboliscono le sue molteplici barriere contro la formazione di DMT: la barriere cellulare della pineale, i livelli di enzimi e le quantità di anti DMT. Il risultato finale è un’ondata psichedelica della molecola dello spirito prodotta dalla ghiandola pineale, che dà luogo a stati soggettivi di consapevolezza mistica”.

Corso intensivo di Sciamanesimo tolteco in presenza: Influenzare il tessuto della realtà, 4 e 5 dicembre 2021 Formello Roma

 

Per iscriversi al corso è necessario il colloquio telefonico al 320.0654171.

Letizia Boccabella

 

 

 

 

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