
Ganoderma lucidum è il nome latino attribuito a questo splendido fungo medicinale che letteralmente significa dalla lucida scorza brillante. In Giappone viene chiamato Reishi mentre i cinesi lo chiamano Ling zhi. E’ noto nella tradizione popolare come conseguenza delle legende provenienti dall’antichità come fungo dei mille anni, perchè si credeva che il suo consumo quotidiano aiutasse a vivere molto più a lungo ed in salute. La leggenda narra che i sacerdoti taoisti usavano il Rishi nella preparazione di molti medicamenti per garantire energia, forza, longevità e addirittura eterna giovinezza a loro ed ai propri discepoli. L’utilizzo di questo fungo nella Medicina Tradizionale Cinese risale a più di 4.000 anni fà. Nel celebre trattato Il Classico sulle radici di erbe del contadino divino, tra 356 erbe curative il Rishi o Ganoderma veniva elencato al vertice della classifica ed inserito tra quelle che avevano proprietà superiori assieme al Panax Ginseng; benché vi sia da dire che quest’ultimo può essere rischioso in soggetti che abbiano una spiccata sensibilità per il cardiocircolatorio, pressione alta, aritmie o tachicardia; avendo un alta azione eroica sul cuore e sui vasi, mentre invece il Ganoderma ha un’azione decisamente più adattogena e si può quindi usare quotidianamente per lunghissimi periodi senza alcun rischio. Nei successivi trattati di Medicina Cinese venivano riportate le sue proprietà rinvigorenti direttamente connesse all’energia vitale agendo come riequlibrante e non come stimolante del Qi del cuore, sulle facoltà intellettive e sulla memoria. Il Rishi veniva usato anche per stimolare il Qi della testa e smaltire gli accumuli di fattori patogeni nella zona del torace. Era impiegato come tonificante della milza (Terra yin in M.T.C.) e di conseguenza la sua azione diveniva regolatrice dell’increzione insulinemica; ciò contribuiva a dare saggezza (qualità strettamente connessa ad un buon funzionamento dell’elemento Terra) e ad aumentare le facoltà mnemoniche. Ovviamente l’uso costante si diceva allungasse la vita fino a rendere simili agli otto immortali del Taoismo. Persino l’immagine di questo straordinario fungo veniva sfruttato in tutta la Cina attraverso le arti figurative come portafortuna e garante di lunga vita tanto è vero che era presente in tutte le residenze imperiali, veniva infatti incisa e dipinta sugli oggetti cerimoniali e ricamata sui vestiti dell’imperatore. Disegni, dipinti, arazzi o gioielli di giada ritraggono il reishi e questo fungo compare spesso nell’iconografia di Kuan Yin, la Dea della compassione e della guarigione. L’alleato che governa questo fungo è molto potente e pericoloso perchè prende la forma di una tigre feroce e di un serpente velenoso a seconda della tendenza della persona che lo raccoglie perchè uno dei compiti preposti a questi animali magici è quello di cacciare gli spiriti maligni.
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Il Reishi o Ganoderma cresce nelle zone boscose molto umide sui tronchi marci delle latifoglie soprattutto sulle querce e sui castagni ma anche sulle radici interrate, generalmente nella tarda primavera. Il suo cappello ha la forma di un rene o di un’ostrica costituito da creste sporgenti e concentriche. La sua superficie è laccata di un colore rosso acceso o porpora. Gli esemplari più vecchi tendono ad ingrigire ed in Cina essi venivano classificati proprio in base ai loro colori, i quali possono tendere dal rosso al bianco, al blu, al nero, al giallo fino al rosso porpora. Ovviamente a seconda del colore il fungo aveva un differente sapore e differenti proprietà benefiche. La varietà tradizionalmente considerata più efficace per la salute è quella rossa. Le carni di questo fungo sono legnose e quindi poco adatte alla cucina, benché più avanti vi consiglierò alcune strategie ottime per poterlo mangiare. Questa sua caratteristica legnosa è però garanzia di conservazione perché una vota raccolto il Reishi mantiene stabile le sue proprietà senza deteriorarsi anche per molti anni; può scurire il colore ma la forma resta identica.
I principi attivi del Reishi Ganoderma: per quello che la scienza medica odierna ha potuto studiare di questo fungo fino ad oggi, ha in primis trovato all’incirca 400 composti bioattivi sull’organismo umano tra cui molti minerali come ferro, zinco, rame, magnesio, potassio, manganese, calcio e soprattutto il germanico. Quest’ultimo, in forma organica e ad alta biodisponibilità sembra essere l’elemento di maggiore interesse perchè è quello che più di tutti stimola il sistema immunitario e funziona come detossinante dai metalli pesanti. Tra le vitamine presenti nel fungo sono state rinvenute soprattutto quelle del grupp B ed in particolar modo la folina. La Folina o Vitamina M o Vitamina B9 o Folacina perchè prende il nome dal latino: folium (foglia), è l’acido folico cioè una vitamina idrosolubile del gruppo B necessaria per tutte le reazioni di sintesi, riparazione e metilazione del DNA e per il metabolismo dell’omocisteina (rimetilazione) e di altre importanti reazioni biochimiche, specialmente quando sono implicati intensi periodi di divisione cellulare come nel caso di crescita rapida. Per questo motivo sia i bambini sia gli adulti necessitano di acido folico per produrre normalmente i globuli rossi e prevenire svariate forme di anemia. Il Ganoderma in oltre contiene 17 amminoacidi (ricordo che quelli necessari al nostro organismo sono 20 ma esso ne sintetizza autonomamente solo 10 i restanti è costretto ad assorbirli attraverso l’alimentazione), polisaccaridi, steroli, sostanze antistaminiche, adenosina, triterpeni, acido lucidenico, acido ganodermico, acido genolucido e quasi 100 enzimi!
Proprietà ed effetti terapeutici del Ganoderma: la migliore qualità del Reishi è quella di essere un potente adattogeno, il che significa che è in grado di adattarsi spontaneamente alle esigenze dell’organismo fornendogli quello di cui ha più bisogno senza eccedere ma semplicemente riequilibrando là dove c’è bisogno. Di certo è in grado di stimolare l’organismo a contrastare l’invecchiamento e come tutti i funghi medicinali ha una grande azione sul sistema immunitario rinforzandone le difese; viene considerato a ragion veduta un antivirale ed un antitumorale, un cardiotonico (ricordo l’importanza della sopracitata folina che interviene sul metabolismo dell’omocisteina), un antiossidante e un antinfiammatorio. Il Reishi ha una straordinaria azione antivirale che si esplica aumentando la produzione di interferone endogeno, una proteina che blocca lo sviluppo e la proliferazione dei virus; sia di quelli influenzali sia nello specifico dell’ Herpes simplex. Un’altra delle sue grandi proprietà è quella di essere un antibatterico con un’efficacia sorprendente su uno dei batteri più resistenti e difficili da trattare come l’Escherichia coli, la quale è notoriamente causa di parecchi problemi gastroenterici e soprattutto intestinali. E’ fortemente attivo su tutti i ceppi di Streptococco tra cui il Beta emolitico responsabile di gravi problemi cardiaci tra cui la miocardite; sullo Stafilococco e sul Pneumococco il principale responsabile della polmonite di natura batterica di cui ultimamente si riscontrano numerosi casi su soggetti che frequentano spesso per lavoro ambienti dove l’areazione dei locali è poco salubre a causa della presenza dei filtri delle arie condizionate che non vengono debitamente puliti e nei quali questi batteri si annidano e proliferano. La grande azione regolatrice che il Ganoderma ha sul sistema immunitario consente di contrastare efficacemente le allergie e le patologie autoimmuni. Studi recenti ma che hanno ancora bisogno di ulteriori approfondimenti vedrebbero coinvolta un’altra azione del fungo come cortison-like garantendo quindi un profondo effetto antinfiammatorio.
Nella Medicina Tradizionale Cinese il Reishi veniva largamente impiegato nel trattamento dei tumori e di altre patologie cronico degenerative; sfruttando soprattutto la grande azione dei betaglucani e dei polisaccaridi. Il suo effetto sulla salute del sistema cardiocircolatorio è nota e oramai comprovata per la sua capacità di limitare l’aggregazione piastrinica riducendo il rischio di formazione di trombi e coaguli nelle vene, evitando ictus ed emboli. Ha uno spiccato tropismo a carico dei vasi sanguigni e delle pareti venose con un effetto tonico anti prolasso, è quindi da considerarsi un ottimo rimedio per le varici, e la stanchezza degli arti inferiori. Il grande contenuto di triterpeni del Ganoderma mostra un’alta efficacia nella riduzione della pressione arteriosa grazie ad un meccanismo che sfrutta l’azione inibente di alcuni enzimi i quali contrastano l’azione di quelli che invece sintetizzano un ormone vasocostrittore. Questo splendido fungo regola anche i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, prevenendo anche l’arteriosclerosi. In Cina viene da sempre usato per contrastare i malesseri dovuti all’altitudine ed oggi, in conseguenza a molti studi si sà che questa capacità è dovuta alla presenza del germanio, il quale ha la grande facoltà di migliorare l’ossigenazione del sangue e ovviamente di tutti i tessuti. La Medicina Tradizionale Cinese impiega il Reishi da millenni per curare i problemi del fegato e ancor di più per quelli causati da origini infiammatorie. Le altre qualità imputabili al Ganoderma sono davvero eccezzionali; se pensate che è capace di migliorare l’ossigenazione del sangue e dei tessuti verrà da sé comprendere come aumenti la vitalità dell’organismo ed in conseguenza a questo, nell’antichità veniva tenuto in grande considerazione anche per le sue ragguardevoli doti di afrodisiaco e di potenziatore dello Yang del rene, necessario ad un forte appetito sessuale ed anche ad una grande resistenza nell’atto soprattutto per gli uomini; benché in maniera molto naturale riuscisse a stimolare anche la libido femminile agendo sull’innalzamento del testosterone (responsabile del desiderio sessuale). L’altra diretta conseguenza della tonificazione adattogena dello yang del rene è quella di essere un rimedio davvero formidabile per la senilità. Gli anziani sono quelli che in assoluto ne traggono maggiore beneficio perchè oltre a fornire nuova vitalità la sua azione ha un forte tropismo sulle capacità cognitive limitando la perdita di memoria e rendendo più vigili, attivi e lucidi. L’azione positiva del Ganoderma sul sistema nervoso è utile come equilibrante e come calmante per gli eccessi di nervosismo e di tetanizzazione con conseguente stato di spasmofilia. I monaci taoisti lo usavano infatti come preparazione alla meditazione proprio in conseguenza alle sue capacità calmanti e lo avevano soprannominato fungo della potenza spirituale. Le qualità adattogene del Reishi aiutano tutto l’organismo a funzionare in maniera armoniosa e a ridare energia là dove vi era una stasi, impiegando nella giusta maniera le riserve energetiche dell’organismo senza depauperarlo o stressarlo, ecco perchè se n’è fatta fin dall’antichità l’icona della lunga vita pregna di forza e veicolo rinvigorente per tutte le facoltà mentali.
In sintesi: il Ganoderma può essere usato sia a scopo preventivo che curativo, come analgesico, antiallergico, antinfiammatorio, stimolante del sistema immunitario, antivirale e antiossidante. Riduce la pressione alta ed equilibra quella bassa evitando il calo estivo, riduce il colesterolo cattivo (LDL), aiuta a combattere le formazioni neoplasiche, sostiene la circolazione sanguigna ed è un anti-anemico, è antidepressivo e rilassante. Serve a combattere i batteri, le malattie da raffreddamento ed è mucolitico.
Suggerimenti per l’assunzione: io cerco di sfruttare i benefici effetti di questo fungo al massimo delle sue potenzialità e non ne spreco nemmeno un pezzetto, per questo motivo lo uso a listarelle. Lo trovo in commercio importato da una ditta Italiana e lo potete ordinare in farmacia, per ovvi motivi pubblicitari non posso menzionare la casa nell’articolo ma se volete contattarmi in privato sarò lieta di farlo. Prendete un pezzo o una listarella, mettetela in un contenitore pieno di acqua fredda, accendete il gas, portate a ebollizione e una volta raggiunto questo stato mantenetelo tale per 10 minuti. Dopodiché spegnete il fuoco e tenetelo coperto in infusione per 20-30 minuti e se la stagione è calda, aspettate che l’acqua si raffreddi lasciando il Ganoderma all’interno. Se invece preferite lo stesso bere l’infuso caldo, lasciate il fungo dentro il contenitore e versate il liquido in una tazza. Vi consiglio di berlo assoluto, ma se proprio non potete fare a meno del dolce aggiungete solo una esigua puntina di miele; in fondo non sa di un granchè. La volta successiva riutilizzate lo stesso pezzo del fungo eseguendo il medesimo procedimento e potete farlo fino ad un massimo di tre volte; alla fine invece di buttare il Ganoderma potete utilizzarlo in cucina nel seguente modo: tagliatelo a fettine sottili e cuocetelo assieme alle verdure in padella oppure se fate il brodo o il minestrone unitelo ad esso. Non vi accorgerete di mangiarlo perchè il sapore è praticamente neutro e i pezzettini che avrete fatto saranno piccolissimi, ma nulla di questo splendido fungo medicinale andrà sprecato! Vi assicuro che vedrete i risultati in pochissimo tempo. Un altro utilizzo formidabile che si può fare in cucina del Reishi è quello di preparare con esso un olio che userete sia per cuocere i cibi sia per condire le pietanze a freddo, vi consiglio quindi di prendere 500 ml di olio extra vergine di oliva biologico e spremuto a freddo e di unirvi 40 gr. di Ganoderma che lascerete macerare per un mese e che avrete cura di agitare una volta al giorno. Iniziate ad usarlo dopo i primi 30 giorni ma non lo levate dalla bottiglia fino a che non avrete finito tutto l’olio cosicché la macerazione prosegua il più possibile.
Uso cosmetico: eccezionale il Reishi anche per mantenere una pelle tonica, luminosa e giovanile. Anche in questo caso potete creare un olio da massaggiare per uso topico seguendo lo stesso procedimento che avete messo in atto per quello alimentare con la differenza che stavolta userete un olio di mandorle dolci biologico e il gioco è fatto!
Letizia Boccabella




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