fibroma uterino

Il fibroma uterino è un tumore benigno che colpisce molte donne in età fertile specialmente durante la fascia di età che va dai 40 ai 50 anni. Le cause in realtà non sono note, si tende a prediligere l’ereditarietà genetica familiare o lo squilibrio ormonale, benché non se ne abbia la certezza patogenetica. Sicuramente l’obesità e il consumo eccessivo di zuccheri e farine raffinate bianche hanno una grossa fetta di responsibilità in quanto lo stile di vita e l’assunzione di sostanze che realmente sono tossiche tutti i giorni della nostra vita contribuiscono a facilitare l’insorgenza di svariate patologie e non solo del fibroma uterino. C’è da dire che molte donne scoprono per caso di averne uno in seguito ad una visita di controllo ginecologica fatta attraverso ecografia transvaginale, perchè spesso possono essere asintomatici. La presenza di sintomi o meno dipende dalla posizione particolare del mioma (altro nome usato per il fibroma), che nello specifico è una formazione benigna composta da cellule muscolari lisce miste a tessuto fibroso il quale è formato per la maggior parte di fibre di collagene che sono ovviamente le stesse che compongono la pelle, i tendini, le cartilagini, le ossa e i denti.

Per la Medicina Tradizionale Cinese invece le cause sono abbastanza note e sono da ricercare in uno squilibrio del Fegato; quindi dell’elemento Legno, benché chi ha una grande pratica clinica della MTC sa perfettamente che spesso, osservando le pazienti che manifestano questa patologia, accade di riscontrare che in base alla Legge patologica dei Cinque Elementi e nello specifico in quella che governa le relazioni morbose di Controinibizione, l’input di partenza della patologia è da ricercarsi in uno squilibrio energetico dell’elemento Terra milza/pancreas. Non a caso ho precedentemente menzionato come concausa del fibroma l’assunzione di troppi zuccheri, di farine bianche e dell’obesità, che sono tutte e tre di pertinenza di una disomeostasi a carico dell’elemento Terra. La donna Legno o quella che soffre di squilibri dell’elemento Legno è tipicamente affetta da mestruazioni dolorose e crampoidali perchè come ben sappiamo gli spasmi e i tic sono disordini della loggia Legno ed i meridiani del Fegato e della Vescica Biliare sono strettamente connessi con l’apparato genitale; per questo motivo possono comparire come conseguenza di tale disomeostasi sia problematiche di dismenorrea che di fibromi. Un’ altra interessante interpretazione di natura psicologico-emotiva connessa all’elemento Legno che ho potuto notare nelle pazienti affette da questa problematica, potrebbe essere quella della mancanza di realizzazione volitiva femminile; nel senso che come ben sappiamo la loggia Legno esprime la forza ideatrice e propulsiva dell’energia che si mette in moto in primavera dopo la stasi invernale, è il momento in cui tutto propende verso l’esterno per affermare di nuovo la vita che ricomincia ad espandersi, lo Yang che esce dal massimo dello Yin dell’inverno. Si potrebbe quindi evincere che se questa energia non viene debitamente espressa dalla donna e canalizzata in maniera corretta nell’ambito lavorativo o più semplicemente in quello più generico dell’espressione completa della sua vera natura e del suo potenziale, potrebbe portarla a manifestare specifici sintomi patogenetici come appunto quello del fibroma. Ricordo infatti che il Legno è il figlio dell’Acqua nella Legge di Generazione della MTC ed è come se quest’ultimo si ribellasse ad una costrizione eccessiva da parte di una madre che non vuole lasciarlo andare, che vuole esercitare su di lui un controllo eccessivo e così, l’energia intrappolata che non trova il suo corretto posto nel mondo e la sua realizzazione, aggredisce la madre Acqua e le procura il fibroma. L’energia che dovrebbe muoversi all’esterno ristagna all’interno e crea uno stato di ipertrofia, inizia ad occupare uno spazio maggiore all’interno (eccesso di Yin) perché non riesce a farlo come dovrebbe esternamente (Yang).

Le dimensioni, la forma e la posizione dei fibromi può variare di molto e di conseguenza variano anche i sintomi associati: quelli più profondi sono localizzati al di sotto dell’endometrio ovvero nella mucosa che riveste la pare interna dell’utero anche detti sottomucosi,  poi ci sono quelli presenti nella zona esterna detti sottosierosi, quelli che si sono formati a livello della struttura mesoblastica e cioè all’interno della parete stessa detti intramurali, e per finire quelli completamente esterni alla struttura uterina i quali sono connessi ad essa attraverso una sorta di lembo tissutale che vengono chiamati peduncolati, proprio grazie a questa sorta di peduncolo che li lega all’utero come un cordone.

  • I Fibromi sottomucosi benché di piccole dimensioni possono creare sintomi che si esplicano con cicli molto abbondanti, sicotici, emorragici e prolungati che ovviamente possono provocare anche anemia.
  • I Fibromi intramurali possono presentarsi al di sotto dell’endometrio e creare lo spiacevole inconveniente di mestrui abbondanti, e se crescono verso il collo dell’utero possono provocare anche dolore durante la penetrazione.
  • I fibromi sottosierosi che possono raggiungere anche dimensioni notevoli fino ai 10cm, se crescono sulla parete anteriore dell’utero possono andare a comprimere la vescica creando un bisogno maggiore di urinare e a volte anche dolore; se crescono nella parte posteriore possono andare a comprimere il retto causando dolori durante la defecazione o una sensazione di pesantezza nella zona come spesso avviene anche quando si hanno prolassi.
  • I Fibromi peduncolati quando presenti nella zona endodermica dell’utero (cioè nella zona interna) benché di piccole dimensioni possono creare grandi dolori perché l’utero si contrae nel tentativo di espellere il corpo estraneo che però è ovviamente attaccato all’utero tramite il peduncolo, quindi l’organismo ingaggia una lotta impari e nel farlo crea sintomi di forte dolore. Quando sono esterni all’utero come posizione, possono creare dolori addominali acuti se per qualche motivo di diversa natura, il peduncolo va in torsione.

Le cure naturali per il Fibroma usano rimedi che sono a base fitoterapica, benché i migliori siano i Gemmoderivati. Altri validissimi strumenti di cura sono a base omeopatica ma in questo articolo tratteremo dei gemmoderivati e nello specifico analizzaremo quali sono e su che Loggia Cinese agiscono:

  • Alnus Incana: organo tropismo per la Loggia Acqua in Medicina Tradizionale Cinese; genitali femminili (utero e mammelle), mucose genitali, apparato scheletrico. Le gemme di Ontano Bianco sono estremamente indicate per i fibromi uterini, per l’osteoporosi e per le epatopatie a tendenza cirrotica. Ricordo che un gemmoderivato non lavora mai solo su un unico aspetto, bensì su un insieme di organi, tessuti o apparati in azione sinergica andando a ricreare un’omeostasi profonda e generalizzata. Le indicazioni cliniche sono le seguenti: fibromi, miomi, fibromi uterini, osteoporosi, mastopatia fibrocistica, angiomi, verminosi intestinale, ptosi viscerale, prolasso dell’utero, vene varicose ed ulcere varicose, edemi degli arti inferiori, emorroidi, cirrosi epatica, neoformazioni cutanee, morbo di Crohn.
  • Fraxinus Excelsior: organotropismo per la Loggia Acqua e Legno; apparato osteoarticolare, vie biliari, vie urinarie, occhio retina, utero. Le gemme del Frassino hanno un’azione ad alto tropismo sulle vie urinarie e l’apparato osteoarticolare, grande rimedio del metabolismo purinico e lipidico, ottimo quindi per i gottosi, oltre ad avere un’azione diuretica e ipocolesterolemizzante. E’ un rimedio da usare come coadiuvante per quelle donne che oltre a soffrire di Fibromatosi dell’utero, hanno anche grandi problemi nelle turbe del ricambio e quindi presentano pannicolopatia diffusa assieme ad obesità con ritenzione idrica; oltre a presentare una sintomatologia connessa con la ptosi viscerale, prolasso uterino e anale.
  • Ribes Nigrum: organotropismo per la Loggia Acqua e Metallo; ghiandole surrenali, apparato osteoarticolare, vie genito urinarie, apparato respiratorio. L’azione anti-infiammatoria e anti-allergica del Ribes è conosciuta praticamente da tutti, agendo al livello delle ghiandole surrenali e comportandosi come un cortison-like. Non starò ad elencare tutte le patologie per le quali viene largamente usato tra cui le allergie, le patologie a carico della pelle e tutte gli stati infiammatori classici di molte malattie perchè esso trova impiego anche nel trattamento dell’adenoma prostatico, della prostatite cronica, delle cisti ovariche e del fibroma uterino in associazione con gli altri gemmoderivati di questo elenco a seconda del soggetto in esame e del fatto che sia costituzionalmente più Yang o Yin. Da usare con cautela nei soggetti che hanno la pressione alta e non somministrare mai dopo le 15:30 per la sua forte azione di tonico surrenalico.
  • Rubus Fructicosus: organotropismo per le Logge Metallo, Acqua e Fuoco; apparato respiratorio, osteoarticolare, circolatorio, utero, mucose, rene. I giovani getti di Rovo sono indicati nel trattamento dei fibromi quando questi si trovano su soggetti che hanno anche scompensi dell’apparato polmonare ed osteoarticolare e sempre in sinergia con altri rimedi principali come ad esempio il già citato Alnus Incana e il Rubus Idaeus che vedremo adesso.
  • Rubus Idaeus: organotropismo per la Loggia Acqua e la loggia Terra. I giovani getti di Lampone agiscono prevalentemente sull’asse ipofisi-ovarico, sui genitali femminili e sul sistema reticolo endoteliale. E’ il rimedio principe per tutte le patologie della sfera femminile, il suo target è rivolto principalmente ad utero e ovaie. Dalla pubertà alla menopausa e anche dopo, il gemmoderivato di Rubus Idaeus non deve mancare mai nelle case delle donne perchè questo splendido rimedio agisce su tutta una serie di patologie che si ripercuotono sull’apparato ginecologico e vediamo nello specifico quali: ipogonadismo della pubertà femminile, amenorrea e pelosità, amenorrea di tutte le età e oligomenorrea, dismenorrea della donna giovane e di quella in premenopausa, sindrome iper-follicolinica pre-mestruale la quale concorre a dare sintomi di mastodinia, ritenzione idrica, acne. Sterilità femminile, aborto abituale e minacce di aborto, menorragie della premenopausa da iperplasia endometriale, cisti ovariche e micropolicistosi dell’ovaio, fibroma uterino, mastopatia fibrocistica, turbe neurovegetative pre-mestruali, turbe della libido, frigidità, vaginiti, senescenza femminile, litiasi urinaria.
  • Sequoia gigantea: organotropismo per la Loggia Acqua; azione principale sul sistema nervoso centrale, sull’apparato osteoarticolare, sulla prostata e sull’utero. I giovani getti della Sequoia gigante sono un ottimo rivitalizzante, antisenescente e tonico. Sono adatti in special modo nella cura dell’adenoma prostatico, nell’ipertrofia prostatica, nei fibromi uterini; in tutti quei soggetti che per costituzione o per età tendono all’ipotonia e allo scarso tono energetico, sono infatti adatti per menopausa e andropausa e per i loro effetti di senescenza.
  • Vaccinum Vitis Idaea: spiccato organotropismo per le Logge Acqua e Fuoco con azione prevalente su intestino, vie genito urinarie, apparato osteoarticolare, vasi arteriosi e genitali. E’ un rimedio con un’azione molto profonda perché lavora sugli stati di ialinosi sia arteriosa che connettivale, sia per la ialinosi post infiammatoria che quella ovarica nella post-menopausa è quindi adatto anche per fibromi uterini e adenomi tiroidei. Ottimo nella sindrome da colon irritabile e colite spastica oltre che per il meteorismo intestinale e la disbiosi, per le cistiti acute e le cistiti recidivanti, per diarrea e stipsi. Trova un largo ed efficace impiego per la colibacillosi intestinale, urinaria ed entero-renale; per la senescenza ormonale, i disturbi della pre-menopausa e della post-menopausa.

Nel mio ultimo libro pubblicato a Febbraio 2020 su Amazon, disponibile in versione e-book e cartacea: “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica“, tratto in maniera approfondita tre patologie molto diffuse: il fibroma uterino, le cisti e tutti gli squilibri tiroidei compreso la tiroidite di Hashimoto, con un approccio olistico, approfondendone le cause e le concause emotivo-psicologiche e riportando alcuni schemi di cura che comprendono i gemmoterapici e ovviamente i funghi medicinali.

Tutti i funghi medicinali hanno una grande azione terapeutica sull’ elemento Legno e sull’elemento Terra, come su tutto il resto del gastro-enterico. In oltre alcuni prediligono uno specifico organotropismo sulla Loggia Acqua, che in questa patologia è ovviamente in squilibrio e sull’asse principale cioè quello Acqua-Fuoco, che secondo la MTC è quello fondamentale per l’equilibrio psico-fisico. E’ ovvio che a seconda della persona che mostra uno o più particolari patologie o sensibilità di terreno in base alla costituzione ed allo stile di vita, sarà necessario somministrare uno o più rimedi i quali saranno specificatamente adatti per la paziente e questo può avvenire solo previo visita specifica. Nel libro ho volutamente elencato quali sono i rimedi di micoterapia specifici per le tre patologie di cui sopra facendo delle connessioni inerenti alle Logge principali che sono in squilibrio, correlandole anche e soprattutto allo squilibrio emotivo che gestisce le cause molto spesso inconsce sulle quali la paziente ha necessariamente bisogno di lavorare. Ecco perché nella prima parte del testo ho dato molto spazio a descrivere l’aspetto psico-comportamentale delle Logge, proprio per dare modo alle persone di indentificarsi con facilità nella propria Loggia di appartenenza ed approfondire, quanto meno all’inizio, la parte più globale dell’essere umano. I Cinesi infatti non facevano differenza tra la primavera, il vento, l’elemento legno o il fegato; loro usavano questi termini indistintamente perché nella loro cosmogonia tutto si manifestava nell’universo così come lo faceva nell’uomo. Detto questo si comprende facilmente come una siddetta apertura di visione e di mentalità li portasse a vedere realmente l’Uno nel particolare. In questo articolo vi riporterò solo la lista dei funghi medicinali ottimi a recuperare l’equilibrio fisico ed energetico per questa specifica patologia, i quali sono: l’Agaricus blazei Murrill – il Coprinus – il Coriolus – il Reishi ganoderma – il Maitake o Grifola frondosa – il Pleurotus e lo Shiitake. All’interno del blog, trovate molti articoli specifici su ognuno di questi funghi medicinali, nel libro sono ovviamente trattati in maniera più approfondita.

Concludo dicendo che l’esperienza mi ha insegnato che per guarire da patologie così profonde, come anche da altri tipi di malattie che potrebbero sembrare apparentemente meno croniche, bisogna rimuovere l’emozione negativa che si è instaurata nell’inconscio determinando la causa primaria della disomeostasi e sostituirla con una frase potenziante che aiuti l’inconscio a rimodellare se stesso per fare quello che viene chiamato un cambio di prospettiva, di visione delle cose; una shifting perception. Quest’ultima unita alla cura personalizzata che prende vita dalla seduta, aiuta il corpo della donna a regredire, nel senso che la patologia inizia a smontarsi, tornando verso uno stato di omeostasi. Il tempo necessario sarà determinato dall’inconscio e da quanto la paziente riuscirà a portare avanti la cura con determinazione e metodo.

Kinesiologia applicata: una splendida tecnica per parlare con l’inconscio e ricreare lo stato di salute e benessere.

Se sei interessato a comprendere meglio questa splendida tecnica che uso oramai da sempre, per parlare con l’inconscio, e comprenderne meglio i suoi benefici e la rapidità con la quale essa permette di andare al nucleo dell’emozione che ha creato la patologia, puoi leggere l’articolo apposito di cui ho messo il link qui sopra. Ti auguro di entrare in contatto con te stesso e di riscoprire la parte più vera di te. Buon viaggio.

Letizia Boccabella

 

 

Una replica a “Il Fibroma uterino in Medicina Tradizionale Cinese e in micoterapia: cos’è, quali sono i sintomi ed i rimedi naturali per curarlo.”

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