Disuguale metodico mio

Come scritto nell’articolo precedente, il segno Disuguale metodicamente necessita di un ampio spazio a sé per la profondità di quello che esprime e perchè è davvero il capolavoro con il quale Girolamo Moretti è riuscito a coniare nel suo insieme quello che si può definire il pulsare del ritmo. Per disugualianza metodica s’intende: “… ogni ritmica modulazione del grado di un segno. Secondo il principio enunciato da Moretti, entrano nel concetto di disugualianza metodica tutte le scritture che non sono uguali o disordinate. (..) il termine scritture usato da Moretti potrebbe essere sostituito con quello di segni; sono infatti le disarmoniche variazioni del grado dei segni che rendono disordinate le scritture“. (L’indagine grafologica e il metodo morettiano- Nazzareno Palaferri- Cap.10 Paragrafo 6 pag. 202). C’è da sottolineare che, quando si parla di scritture uguali, s’intende l’ugualianza di tutti o quasi i segni che la costituiscono; dall’ugualianza delle forme letterali, all’altezza e larghezza di queste, dalla direzione degli assi ecc… quando invece si parla di scritture disordinate si evince la mancanza totale o quasi di un metodo con il quale i segni si ripetono ad intervalli di tempo ben prestabiliti e ciò avviene in presenza di scatti improvvisi che mancano di collegamento con i segni che stanno prima e dopo. Un altro fattore di vitale importanza, sul quale vale la pena di soffermarsi, per comprendere meglio il valore del Disuguale metodico e la differenza con quello non metodico; è l’affermazione che Moretti fà dicendo che ambedue sono della stessa identica natura, sono diverse modalità dello stesso fenomeno. Essi sono entrambi espressione del variare del pulsare del ritmo solo che il primo è sinonimo di genialità, la quale a sua volta può essere armoniosa ed integrata; risultato delle funzioni con cui opera la mente, scoperte da Jung e quelle coniate da Moretti, che in realtà vi corrispondono. Oppure possono essere meno integrate quando il Disuguale metodico diventa non metodico, così da evidenziare segni come contorta, eccessiva presenza di Intozzata di secondo modo, stentata, impaziente, ricci della mitomania ecc…. i quali tutti assieme ci parlano del secondo caso nel quale divenendo il ritmo non metodico, esso perde delle famose qualità proprie di quest’ultimo descritte sia da Platone, da Klages, da Lurija e infine non certo per ultimo da Moretti stesso. Bisogna ricordare che Moretti ha scoperto principalmente tre tipi di disuguaglianze metodiche: la prima e la più importante la quale comprende tutti i tratti della personalità è Il Disuguale Metodico del Calibro; poi abbiamo il Disuguale Metodico dell’Inclinazione (Sinuosa) e per ultimo abbiamo il segno Scattante Disuguale Metodicamente. Iniziamo dal primo quello del Calibro, che ha come elementi costitutivi del segno: la dimensione delle singole lettere che varia armonicamente e ad intervalli che si ripetono in modo metodico. Moretti a ragione, vede questo segno come sostanziale e facente parte del carattere dell’attesa per i tempi esigiti dai processi associativi e coordinatori del pensiero. Più sono piccole e molteplici le variazioni metodiche del calibro ripetendosi in maniera alternata, più diviene autentico ed elevato il valore del segno. L’armonia prodotta da questo fenomeno rende onore al genio di Moretti che, con la sua scoperta che possiamo considerare non solo di natura psicologica, ma anche scientifica, ha letteralmente anticipato quelle che ad oggi sono le scoperte più recenti della fisica secondo le quali lo stesso Universo emerge e continua a vivere sul filo del rasoio tra caos ed ordine. Gli stessi recenti studi nel campo della medicina riguardanti il buon funzionamento del cuore, hanno compreso che questo splendido organo per lavorare al meglio non può battere come un metronomo, bensì gli intervalli tra una pulsazione e l’altra devono variare continuamente; è necessaria quindi quella dose di disordine che rende ordinato un cuore sano. Sembrerebbe un gioco di parole ma le cose stanno realmente così. Si evince da ciò che nessun ritmo in natura può essere definito puro. La scrittura è quindi da considerarsi come la registrazione di un pluriritmo il quale necessariamente ha in sé qualche lieve turba che nel complesso però crea omeostasi. Moretti ha aggiunto poi, al disuguale metodico del calibro un’ulteriore suddivisione, che approfondisce ancora di più le particolarità del tipo di mente e dei processi mentali che governano i soggetti che lo esprimono nelle loro grafie; il primo è chiamato Disuguale metodico di I° Tipo, il secondo; Disuguale metodico di II° Tipo. Nel primo caso le disugualianze all’interno dei range di minima e di massima nei quali si esegue il calcolo sono di rilevanza minima e corrispondono ad un tipo di mente più astratta, se vogliamo filosofica e/o teorica, i soggetti che ne sono dotati tendono ad essere esageratamente discorsivi ed anche calcolatori se ce ne fosse bisogno ma non riescono a raggiungere i livelli di organizzazione pragmatica che caratterizzano il II° tipo di disuguale metodico. Le personalità che appartengono invece a quest’ultimo modo, sono dotati di maggiore iniziativa specialmente se ritroviamo all’interno dello scritto il segno Dinamica, e di maggiori capacità organizzative e di una volontà che sottende al raggiungimento degli scopi prefissi a prescindere dalle difficoltà esteriori, che per loro divengono quasi un incentivo a non mollare la presa, contrariamente a quelli del I tipo.

Nel complesso si può definire la Disugualianza metodica come il segno che arricchisce la personalità di sensibilità, di ricettività, di potere elaborativo ed associativo della mente, donando originalità sia espressiva, sia di pensiero sia di iniziativa e gradi alti di personalità, i quali emergono quando si trovano all’interno dello stesso scritto più tipi di disuguale metodico, come quello del calibro, quello dell’inclinazione o anche scattante. In poche parole per usare le parole di Palaferri:”.. in questo modo è l’intera categoria della Disugualianza in genere che aumenta di grado, cioè il profilo dinamico e creativo dell’intera personalità, non il grado del singolo disuguale metodico“. (Ivi pag. 216) Ci troviamo quindi di fronte a quello che possiamo definire una ricchezza di ritmo. Moretti vede in questa ricchezza di ritmo una peculiare capacità della mente umana che sottende alla genialità. E’ però oggi comprovato che il genio necessita poi di anni di duro lavoro per rendere le sue intuizioni fruibili in un metodo e che quindi la sola e semplice folgorazione di un istante non basta per essere ritenuti tali; oltretutto spesso è il lavoro di equipe che dona la possibilità di creare un qualcosa di veramente valido per la società in qualunque ramo del sapere, sia che esso si esplichi a livello scientifico sia che lo faccia a livello artistico. Una nota importante da evidenziare è quella che caratterizza a tutto tondo la ricchezza del ritmo ed è l’ inequivocabile corrispondenza con le alte frequenze di cui dispone un soggetto che nella scrittura presenta tale segno; il quale si trasduce in elevate capacità di apprendimento che sono il frutto delle alte frequenze di ricezione e di decodifica delle informazioni che provengono dall’ambiente esterno; per dirla con le parole del grande Carl Gustav Jung ci troviamo di fronte ad una personalità dotata di forte Intuito. Quest’ultimo fa parte di una delle quattro funzioni con cui la mente umana elabora gli input sia interni che esterni, ma per essere realmente fruttuosa per se stessi e per il prossimo deve essere sviluppata armonicamente con le altre tre funzioni dell’apparato psichico, le quali sono la sensazione; che si trova all’opposto dell’intuizione e che si occupa della percezione  e dell’adesione alla realtà e ai cinque sensi ed entrambe fanno parte della coppia irrazionale con la quale la mente si orienta nel mondo ed è anche la prima che si sviluppa nel bambino. Abbiamo poi la funzione sentimento la quale ci parla della sintonia affettiva e partecipativa con la realtà e con gli altri esseri umani, capace di empatia e di grande apertura nei confronti delle sofferenze e delle problematiche di ogni altro individuo della specie o di qualsivoglia forma di vita, è la capacità di soccorrere là dove ce ne sia bisogno senza pensare ad un tornaconto economico o di immagine. Fa parte della coppia razionale, la quale compare per ultima ed è all’opposto del sentimento: la funzione pensiero. Quest’ultima ci parla del potere discriminativo e orientativo della coscienza intesa come mente superiore o neo cortex, e del comportamento pratico.  Queste due coppie di funzioni che sono la prima irrazionale e la seconda razionale, devono essere parimenti sviluppate ed integrate le une con le altre, benché in ogni soggetto ce ne sia sempre una a prevalere la quale diviene la corsia preferenziale di espressione della personalità, ma nel vero genio, la funzione intuito è quella che ha un guizzo in più rispetto alle altre, fermo restando che senza equilibrio non vi è una vera genialità. Per questo Jung insiste sull’importanza dello sviluppo di un’altra funzione che diviene la sintesi delle quattro precedentemente descritte e che egli chiamò: Funzione Trascendente! Con questa definizione egli intendeva la capacità di tascendere la visione limitata delle cose per accedere ad una più ampia, intuitiva ed integrata, frutto del ritmo elevato delle fequenze di risonanza dei nostri apparati psichici, senza perdersi nei rivoli dei dogmi preconfezionati ed allo stesso tempo senza rimanere vittime di voli pindalici conseguenza dell’eccessivo distacco dalla realtà! Bisogna ricordare arrivati a questo punto che noi esseri umani siamo ritmo! Ho già spiegato nell’articolo precedente cosa sia il ritmo per un organismo vivente e come questo rappresenti le basi della salute, oltremodo tengo qui a precisare che non solo la nostra mente ma tutte le nostre cellule e il nostro DNA funzionano come circuiti riverberanti in perenne oscillazione di fase, ognuno con il proprio ritmo e più questo ritmo è puro e maggiore sarà la capacità del soggetto di muoversi a velocità elevata, non solo fisicamente, bensì emotivamente e psicologicamente, acquisendo nuove facoltà con prontezza di riflessi e di metabolizzazione delle informazioni. Ecco perchè Moretti associa ad un alto disuguale metodico del calibro alte facoltà intellettive. Va ricordato a chiosa del discorso sul ritmo, che il DNA contenuto in ogni cellula dell’organismo umano stabilisce la comunicazione tra un’elica e l’altra attraverso le proteine. Dal punto di vista elettronico, il circuito di comunicazione tra le due eliche si chiama ciruito oscillante; l’oscillazione di questo circuito permette l’emissione di onde elettromagnetiche, ma nell’istante in cui è permessa l’emissione di onde vuol dire che è altrettanto permessa la ricezione di queste onde. In soldoni vuol dire che tutto il nostro corpo è un campo elettromagnetico il quale funziona come un’antenna in grado di emettere e ricevere segnali elettromagnetici. Quindi più la frequenza di emissione e ricezione è alta (disuguale metodico) più è alta la capacità del soggetto di afferrare le frequenze provenienti da altri piani di realtà già presenti ma accessibili solo a determinate condizioni di risonanza di fase con questi piani, la quale viene appunto chiamata Intuizione.

Come sottolineato all’inizio dell’articolo, vi sono altri due tipi di Disuguaglianza Metodica; cioè quella dell’ Inclinazione e quella di Scattante Disuguale Metodicamente. Esse possono entrambe comparire in uno scritto assieme a quella del calibro, oppure essere parzialmente presenti oppure in ultima analisi, non esserci. Il fatto che questi tre segni compaiano concomitanti, fa si che la loro integrazione doni all’intera personalità un potere introspettivo, volitivo, dinamico, intellettuale e psicologico decisamente fuori dal normale e degno di nota perchè crea a tutto tondo una personalità ricca e geniale, pregna di strumenti per divenire un grosso punto di riferimento per il prossimo, sia nel sociale che nei svariati campi delle scienze e delle arti! Questi due segni meritano altri articoli specifici in quanto sono complessi e molto importanti per finire di spiegare le disuguaglianze metodiche. Verranno quindi affrontati separatamente: Sinuosa che è un segno letteralmente a sé stante il quale prende vita dal Disuguale Metodico dell’Inclinazione, che ci parla dell’intuito psicologico e Scattante Disuguale Metodicamente che ci racconta della spontaneità della personalità e della musicalità di essa; usando un pò una licenza poetica nell’accennarlo perchè Moretti vedeva in questo segno il genio musicale puro!

Letizia Boccabella

Una replica a “Il Disuguale Metodico: il capolavoro della grafologia morettiana, il pulsare del ritmo.”

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