
La droga, cioè il principio attivo dell’ anice stellato è costituito dai frutti della pianta il cui nome botanico è Illicium verum, ha un’altezza compresa tra i 4 e i 6 metri ed è una sempreverde molto simile alla Magnolia. E’ originario della Cina meridionale ed è largamente coltivato nelle Filippine. I frutti si raccolgono quando sono ancora verdi prima della completa maturazione e non prima che l’albero abbia raggiunto i 10 anni di età. Si fanno seccare al sole fino a quando non raggiungono un colore bruno-rossastro. Non viene mai utilizzato puro così come da raccolta ma sempre e solo dopo essere stato opportunamente trasformato. Ha un sapore dolciastro molto simile a quello della liquirizia e quindi gradevole e di ottimo utilizzo in cucina o per creare liquori, ma senza avere un’azione di iper tono sulla circolazione sanguigna (la liquirizia alza la pressione l’anice stellato no).
Una delle sue buone proprietà è quella di riuscire a combattere una gamma diversa di virus tra cui quello dell’Herpes, impedendone la replicazione e la riproduzione. Per questo motivo il suo alto contenuto di acido shikimico viene usato in chimica farmaceutica per creare prodotti allopatici che combattono i virus dell’influenza. (vi avevo già detto che i farmaci devono la loro esistenza alle piante ed ai loro splendidi principi attivi).
L’olio essenziale che viene estratto dall’anice stellato si chiama anetolo ed è proprio lui a conferire il sapore di cui sopra, tanto somigliante alla liquirizia. Questo principio attivo ha un’azione potente su alcuni batteri come l’Escherichia coli e lo Staphylococcus aureus, i quali tendono a colpire il gastroenterico causando sintomi di vomito e diarrea. Oltretutto l’anetolo ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti oltre ad essere un potente diuretico.
Una sola goccia di olio essenziale di anice stellato, aggiunto sopra un pezzo di pane con del miele e mai assunto solo con acqua, allevia i crampi addominali, i sintomi da indigestione, il gonfiore addominale, la nausea e il vomito. Se si vuole sfruttare le sue proprietà di carminativo, basta aggiungerne una goccia in uno sciroppo per la tosse omeopatico e vedrete come si calmerà in poco tempo il bronco spasmo. Per riassumere possiamo fare un elenco delle sue principali indicazioni terapeutiche:
- Carminativo, calmante della tosse,
- Disinfettante intestinale, combatte meteorismo, flatulenza ed aerofagia,
- Dispepsia (difficoltà digestiva) putrefattiva e/o fermentativa,
- Dolori gastrici o intestinali,
- Emicranie digestive e gastralgie nervose,
E’ interessante comprendere un fattore essenziale in merito a tutte le patologie che compromettono il gastroenterico e coinvolgono la digestione (ma non solo quelle ovviamente). Bisogna fare prima un passo indietro di più di 2000 anni per ricordarci le famose parole del grande medico Platone (Atene 428-347 a.C.) “…non si dovrebbe intraprendere la cura di una parte senza tenere conto del tutto. Non dovrebbe essere fatto alcun tentativo di curare il corpo disgiunto dall’anima e per ottenere la salute della testa e del corpo, è necessario cominciare curando la mente…. Perché è questo il grande errore dei nostri giorni nella cura del corpo umano che i medici per primi fanno separando l’anima dal corpo”.
Ecco, rendetevi conto che, se già più di 2000 anni fa, Platone criticava i suoi colleghi contemporanei per il fatto di rendere meccanicista un’arte regia come la medicina, figuriamoci cosa avrebbe detto oggi, se avesse potuto viaggiare nel tempo e vedere con i suoi occhi il delirio in cui barcolla la nostra società. Fortunatamente c’è tutta una branca della medicina alternativa che si sta diffondendo sempre di più e si sta integrando, anche se a fatica, con l’allopatia unendosi nella cura di gravi patologie cronico degenerative come i tumori, le malattie cardiovascolari, la Sla e tutta una serie di altri squilibri di natura anche più lieve, per diminuire il consumo di antibiotici e Fans, i quali si è oramai visto essere molto dannosi per il corpo, specialmente se usati in maniera superficiale e con troppa frequenza.
Ma torniamo al nostro Anice stellato…. Ci è oramai chiaro che sia da considerare un ottimo rimedio per la digestione. Prima però di assumere qualunque sostanza per qualsivoglia scompenso bisognerebbe porsi delle domande: “Cos’è che non ho digerito? Perché continuo a ripensare ai torti subiti da quella persona o da quella situazione? Cos’è che ho vissuto come un pugno nello stomaco?”. L’emozione che non riusciamo ad elaborare e l’ansia del futuro colpiscono i centri del plesso gastrico e impediscono allo stomaco di fare il suo coretto lavoro. Teniamo sempre presente che qualsivoglia emozione non elaborata o mal gestita resta all’interno del nostro corpo come una mina vagante, pronta ad attivarsi nei momenti di stress o deficit energetico o in particolari condizioni dell’anno, del mese o del giorno, secondo un ritmo naturale ben conosciuto per esempio dalla medicina cinese.

La cronobiologia, scienza largamente usata dalla medicina tradizionale cinese già millenni fà, trova largo impiego anche ai giorni nostri per comprendere squilibri interni che il corpo manifesta attraverso segnali di disagio durante le ore del giorno. Sapere ad esempio che dalle 7:00 alle 9:00 del mattino l’organo che si trova nella sua massina increzione è lo stomaco e dalle 9:00 alle 11:00 la milza/pancreas, ci aiuta a capire come comportarci per non aggravare questa loggia sovraccaricandola troppo con cibi dolci, zuccheri raffinati o carboidrati farinacei. Vi ricordo infatti che l’elemento Terra (stomaco- milza/pancreas) viene tonificato da piccole quantità del sapore dolce, ma subisce uno scompenso se si eccede con esso. Durante queste quattro ore è quindi raccomandata l’assunzione di cibi che non alzino eccessivamente il picco insulinemico, in modo da non creare a lungo andare scompensi a livello digestivo come, eccessi o deficit di produzione di acido cloridico da parte dello stomaco (gastrite), eccesso di adiposità viscerale, cali energetici, intasamento del sistema linfatico, mal di testa, sonnolenza post prandiale e via dicendo…
Si può quindi usare questa conoscenza per integrare in maniera astuta una bella tisana mattutina, al posto magari del caffè latte o del cappuccino da bar, che sconsiglio vivamente a tutti se non volete che il vostro corpo si intossichi senza rimedio, per non parlare poi di quello che accade se vi aggiungete il cornetto!! Le tisane, quelle vere ovviamente, cioè quelle che vi fate fare in erboristeria con le piante e non quelle liofilizzate o che trovate al supermercato che non hanno più nemmeno l’ombra del principio attivo, hanno un alto potere curativo! Ad esempio, se vi fate fare una tisana per aiutare il gastro enterico nel suo lavoro, potete scegliere l’anice stellato come correttore di sapore, oltre che per il suo splendido effetto carminativo. Ovviamente questa stessa tisana, potete utilizzarla anche dopo i pasti principali come digestivo. Vi lascio qui di seguito un esempio, in modo tale che possiate andare dal vostro erborista di fiducia, e farvela preparare.
- 30% di tarassaco
- 20% di bardana
- 20% di betula
- 20% di pilosella
- 10% di anice stellato
Quando prima vi dicevo che si usa l’anice stellato come correttore di sapore, non lo dicevo certo a caso! Sappiate che tutte le piante i cui principi attivi vengono usati per la cura e il riequilibrio della digestione, hanno un sapore spiccatamente amaro. Ecco perchè necessitano di essere corrette per poter rendere il gusto più gradevole. Questo risultato si ottiene però solo con l’utilizzo di altre piante che appunto correggono questo inconveniente e non certo attraverso edulcoranti chimici e nemmeno con il miele! Potete usare solo un piccolissimo escamotage, anche se io sono una vera e propria purista della tisana e quindi non la altero con nulla, per voi però faccio una piccola eccezzione! Coltivate nel vostro giardino oppure mettete sul vostro balcone, un bel vaso che contenga la pianta della Stevia. Le sue foglie hanno un potere edulcorante spettacolare, quindi potete staccarle fresche dalla pianta, oppure aspettare che si secchino e raccoglierle in dei vasetti di vetro, per farvi la vostra personale scorta invernale, quando la pianta entrerà nel suo stato di letargo invernale. Aggiungete quindi alla tisana una foglia o due a seconda del gusto, vi raccomando però di usarne una, se la foglia è fresca e al massimo due se la foglia è secca. Quindi procedede nella degustazione! Vi sconsiglio vivamente il consumo della Stevia che trovate in commercio nei supermercati, perchè essendo lavorata chimicamente, capirete da soli che il suo principio attivo viene alterato e soprattutto non mi sento di raccomandarla a persone che hanno problemi di glicemia, contrariamente all’uso della pianta fresca.”
Letizia Boccabella




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