Chi mi segue da tempo sa che ogni tanto nel mio blog inserisco una nuova ricetta adatta ai golosi ma sempre a basso indice glicemico, questo perché il cibo deve essere un’esperienza di gusto e nutrire in maniera sana ed equilibrata il nostro corpo. Questo implica che la cucina che crea un simile effetto deve avere delle basi nutrizionali di qualità e deve sempre rispettare una realtà di fondo: mai essere ossessionati dalle calorie ma sempre attenti all’impatto glicemico che i cibi hanno sul nostro organismo. Seguendo questa regola ferrea, possiamo scoprire un nuovo modo di mangiare che segue e rispetta il modo nel quale il nostro corpo funziona al meglio delle proprie prestazioni. Quindi, una cucina a basso indice glicemico è una cucina anti-infiammatoria che ci lascia soddisfatti e in salute.
Per procedere con questa ricetta munitevi dei seguenti ingredienti:
- farina di frumento biologica integrale 150 gr.
- farina di avena biologica 150 gr.
- caffè 4/8 tazzine
- cannella q.b.
- acqua (al massimo un bicchiere, il totale del liquido tra caffè e acqua deve essere di 330 gr.)
- olio extra vergine di oliva oppure olio di semi di arachide (un bicchiere)
- due uova
- una bustina di lievito per dolci
- eritritolo biologico 230 gr. (l’eritritolo ha un potere dolcificante di circa il 30% in meno del comune zucchero, quindi regolatevi a seconda del vostro gusto)
N.B.
La componente edulcorante di questo ciambellone è l’eritritolo; una sostanza che non contiene nessuna caloria ed ha un indice glicemico zero. Se ancora non la conoscete vi spiego di cosa si tratta. L’eritritolo è un poliolo a 4 atomi di carbonio presente in natura negli alimenti vegetali come la frutta, dal quale viene estratto attraverso processi intensivi di fermentazione batterica. Le etichette dei prodotti industriali che lo contengono riportano la seguente sigla di identificazione: E968. Il potere dolcificante dell’eritritolo è di circa il 70% rispetto al comune saccarosio, non ha nessun retrogusto amarognolo o sgradevole tipico dei dolcificanti di sintesi e può essere usato sia in preparazioni calde che fredde. Una delle sue migliori caratteristiche metaboliche è quella di non accumularsi nel lume intestinale, evitando così gli episodi di crampi addominali o diarrea. Viene immediatamente assorbito dalla mucosa intestinale per essere conseguentemente escreto per via renale impedendo così il classico accumulo di acqua nell’intestino. Alcuni studi scientifici sull’eritritolo hanno avallato il suo potere anti-ossidante, derivante dalla protezione che questa sostanza crea sulla parete delle cellule che costituiscono la mucosa intestinale. Va anche detto che l’eritritolo, ha una ridotta attività cariogena e per questo è stato inizialmente paragonato allo xilitolo e poi si è scoperto quanto il suo sapore, decisamente più simile al saccarosio, sia adatto per dolcificare i cibi senza alterarne il gusto. Qui di seguito vi lascio il link di un articolo apparso su PUBMED cosicché possiate consultarlo:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31204494/
La traduzione dell’anteprima dell’articolo è la seguente:
Lo xilitolo e l’eritritolo sono ampiamente utilizzati in una varietà di alimenti e prodotti per l’igiene orale come sostituti dello zucchero. Sebbene dagli anni ’60 siano stati condotti numerosi studi sui benefici per la salute dello xilitolo, l’eritritolo ha attirato l’attenzione dei ricercatori solo all’inizio degli anni ’90. Storicamente, i ricercatori si sono concentrati principalmente sugli effetti dello xilitolo e di altri alcoli di zucchero sulla salute orale e dentale, mentre gli effetti antidiabetici o anti iperglicemici sono stati rivelati solo di recente. Sebbene negli ultimi decenni siano state pubblicate alcune revisioni sui benefici per la salute degli alcoli di zucchero, nessuna di esse ha valutato da vicino il potenziale anti iperglicemico e i meccanismi sottostanti, in particolare con particolare attenzione allo xilitolo e all’eritritolo. L’attuale revisione analizza a fondo gli effetti antidiabetici e anti iperglicemici, nonché altri effetti metabolici dello xilitolo e dell’eritritolo utilizzando articoli pubblicati su PubMed dagli anni ’60, contenenti ricerche condotte su animali da esperimento e esseri umani. Questa revisione aiuterà i ricercatori ad accertare le controversie che circondano gli alcoli di zucchero, a indagare su ulteriori effetti benefici di essi e ad aiutare le industrie alimentari a esplorare le possibilità di utilizzare gli alcoli di zucchero come integratori antidiabetici negli alimenti e nei prodotti alimentari per diabetici.
Nota sugli ingredienti usati:
Quando usate la farina di frumento imparate ad impiegare nelle vostre preparazioni solo quella completamente integrale e biologica, così ridurrete drasticamente l’impatto del carico glicemico. In più vi ricordo che la farina 0 e 00 è sbiancata chimicamente e deprivata del naturale nucleo interno integrale, di conseguenza è altamente tossica per il nostro organismo. A parità di calorie il pane bianco e il pane integrale hanno un assorbimento completamente diverso a livello intestinale e così nel primo caso, mangiando il primo non solo ingrasserete ma avrete a lungo andare sgradevoli problemi alle articolazioni con base infiammatoria, ritenzione idrica e stress metabolico e molto spesso, consumando troppi cibi bianchi andrete incontro a celiachia. La farina di avena è un ottimo sostituto per tutte le vostre preparazioni se non volete usare il frumento, oppure potete mischiarlo in proporzione pressoché simile. L’avena contiene glutine ma ha una serie di proprietà antinfiammatorie e anti spasmofile eccezionali per riequilibrare il nostro organismo. Vi lascio qui di seguito l’articolo specifico.
Avena Sativa: le grandi proprietà di una graminacea poco conosciuta anche come coadiuvante nelle diete dimagranti.
Qui di seguito vi lascio un’altra ricetta molto gustosa, sempre senza zucchero e a basso impatto glicemico, per fare i biscotti a base di farina di avena.
Per quanto riguarda la cannella dovete sapere che oltre al suo splendido sapore, essa ha delle importantissime qualità prima tra tutte quella di ridurre il picco glicemico. Non a caso la uso in tutte le mie preparazioni. Le uova che usate vi raccomando di prenderle da galline felici; ovvero da galline che siano libere di scorrazzare in ampi spazi e che si cibino di verdure avanzate giornalmente dalle frutterie. Non comprate quelle del supermercato che riportano la dicitura “allevate a terra“, perché non cambia nulla. Quelle povere bestie sono comunque stipate e ammassate le une alle altre senza soluzione di continuità. Andate dai contadini, visitate di persona i posti dove vengono allevati gli animali e controllate cosa mangiano; so che è un impegno ma a mio parare vale davvero la pena. Per quanto riguarda l’olio da usare se scegliete quello di oliva deve essere quello extra vergine spremuto a freddo e se usate quello di semi il mio consiglio è di usare quello di arachidi che ha un punto di fumo a 200 gradi. L’olio di girasole spremuto a freddo ha un punto di fumo molto basso per questo andrebbe usato solo per condire pietanze fredde. L’olio di mais ha un punto di fumo molto più alto ma lo sconsiglio sempre per due ovvi motivi: il primo è che il mais è tutto transgenico, il secondo è che alza prepotentemente il picco glicemico, di conseguenza avreste rovinato tutto il lavoro di questo splendido e gustoso ciambellone.
Preparazione:
Mettete in una terrina le uova, l’eritritolo, il caffè freddo, l’acqua, la cannella e l’olio e frullate tutti i componenti fino a che si sono ben amalgamati. Dopodiché inserite le due farine e continuate ad amalgamare tutto il composto stando ben attenti a che non si formino dei grumi. Quando siete pronti per infornare aggiungete il lievito avendo anche qui l’accortezza di amalgamarlo in maniera omogenea per tutto l’impasto. Versate nello stampo pre oliato e infarinato e inserite in forno statico pre riscaldato ad una temperatura di 160° per 1 ora e un quarto. Il segreto è questo. Come da suggerimento del mio caro amico pasticcere, quando si usa la farina integrale che è naturalmente più pesante della farina 0 e 00, bisogna garantire alle uova tutto il tempo di far gonfiare bene l’impasto; altrimenti rischiate che l’esterno del ciambellone risulti cotto e l’interno ancora troppo umido e appiccicoso. Così quando aprirete il forno per infilare lo spillone e assicurarvi che l’impasto sia ben cotto, non avrete nessun problema con la lievitazione. Non vi aspettate che il ciambellone venga gonfio come quando usate le farine chimiche, ciò non può accadere per i motivi di cui sopra, ma l’importante è che sia ben cotto e asciutto al suo interno. Un altro accorgimento: regolate la quantità di acqua a seconda di quante tazzine avete usato. L’importante è che il totale del liquido sia all’incirca di 330 gr. Adesso non vi resta che gustarlo… e buon appetito!
Varianti sul gusto:
Una volta sperimentato questo ciambellone al caffè, potete provare le seguenti varianti: usare solo l’acqua, oppure la spremuta di arancia mantenendo le stesse proporzioni di liquido. Usare la purea di lamponi o frutti rossi, oppure tisane al melograno e frutti rossi, oppure direttamente una spremuta di melagrana. Se vi piace potete aggiungere le nocciole tritate e i semi di sesamo che tra l’altro contengono un’elevatissima quantità di calcio biodisponibile per l’organismo e di facile assorbimento.
®Letizia Boccabella
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