Nel suo libro “Cacciare con il doppio“, Taisha Abelar riporta le sue strane esperienze con le piante nel giardino della casa del Nagual, dove venne addestrata dal seguito degli stregoni di Don Juan. Non riusciva a spiegarsi come mai alcuni alberi si trovassero prima nel lato destro della casa e poi nel lato sinistro. Inizialmente pensava fosse causa della sua poca attenzione, benché riportò lei stessa.. “avrei giurato che quelle piante fossero nel luogo opposto a dove si trovavano adesso“. E avrebbe giurato il vero, perché era effettivamente così. Nella casa di uno stregone tutto è magico e il rapporto che lui ha con le piante è molto diverso da quello che hanno le persone della strada con il mondo vegetale, del resto lo è anche con il mondo animale; ma di questo ho già trattato in articoli precedenti. Tutti gli esseri viventi hanno un collegamento con l’intento e le piante sono anch’esse direttamente connesse alla conoscenza silenziosa esattamente come gli animali. Siamo solo noi esseri umani che dall’alto della nostra presunzione abbiamo interrotto questa connessione perché abbiamo dato troppa importanza al nostro sé. Un sé che tra l’altro è molto ingombrante, pesante, bisognoso di continue conferme da parte degli altri e di accettazione incondizionata oltre che di appoggio. Se tutto questo ci viene a mancare ci troviamo smarriti e senza un filo di energia. Eppure tutta l’energia di cui abbiamo bisogno ce la fornisce il Nagual, lo spirito, se solo fossimo così consapevoli da riconoscerlo.

Potete ordinare il libro in tutte le librerie e lo trovate disponibile su tutti gli store online. Nell’articolo qui sopra potete leggere un piccolo estratto della prefazione.

La prima volta che sentii una pianta parlare ero nello studio del rettore dell’Università che lui adibiva anche a sala per fare la pratica clinica con i pazienti, cosicché noi alunni potessimo imparare direttamente dalle visite sul campo. Quel venerdì mattina entrai come tutti i venerdì assieme agli altri studenti quando, ad un certo punto, mi sentii tirare verso sinistra così forte da essere costretta a girarmi e il mio sguardo si posò su un bonsai che si stava seccando. In quel medesimo istante udii la voce della pianta nella mia mente che gridava: “Aiutami ti prego!“. Un istante dopo ero nella segreteria per raccomandarmi con la ragazza che si occupava dell’amministrazione di mettere 10 gocce di rescue remedy dei fiori di Bach dentro una bottiglia da 1 litro e mezzo d’acqua con la quale avrebbe dovuto annaffiare il bonsai. Le feci giurare che lo avrebbe fatto perché la pianta stava morendo. Lei acconsentì. Quando tornai il venerdì successivo per le visite, la pianta era tornata al suo splendore. Era verde e rigogliosa, tanto da non mostrare nessun segno di sofferenza.

Nel prossimo libro che uscirà a Ottobre 2022 sullo sciamanesimo, racconto molti episodi che ho avuto con le piante; come sia possibile vedere i loro cambiamenti di posto, il loro parlare, e il loro modo unico di esprimersi per trasmettere a chi è in grado di entrare nel silenzio interiore, il loro punto di vista. In un precedente articolo ho già accennato del mio albero di albicocco e del suo caratterino. Lui è, e si sente il re indiscusso del mio piccolo giardino; l’anno in cui viene potato non da frutti e questo avviene a stagioni alterne. L’anno in cui non subisce nessuna potatura, nonostante sia ormai vecchio per essere un albero da frutto, perché ha già 37 anni, produce circa 4 quintali di buonissime albicocche che mi impegnano nella raccolta quotidiana e nel fare marmellate che durano per i successivi due anni. Quest’anno a fine gennaio è stato potato. Così quando il giardiniere finì la sua opera e andò via decisi che era il momento adatto per fare due chiacchere con lui. Lo guardai e lo toccai all’altezza del tronco e da uno stato di silenzio interiore presi a parlargli ad alta voce come si fa con una persona. “Ascoltami bene, lo so che tu sei il re indiscusso di questo giardino e so anche che ti infastidisci quando vieni tagliato, che la prendi come un’offesa personale, ma devi capire che è necessario farlo, sia per te che per me. So che sei generoso perché mi regali tantissimi frutti ma quest’anno vorrei che tu mi facessi un po’ di albicocche. Non pretendo che tu me ne faccia quattro quintali come quando ti senti in splendida forma, me ne bastano un po’ in modo che le possa mangiare anche quest’anno“. Dopodiché dimenticai di averci parlato. Quest’anno, nella mia zona ha fatto freddino fino all’8 maggio, dopodiché è esploso un caldo fuori dal comune per la stagione primaverile e si è protratto fino ad oggi. All’incirca due settimane fa, alzando gli occhi al cielo e guardando l’albicocco, ho visto che iniziava a caricarsi di frutti nella parte alta della chioma, quella che riceve più sole. Da lì a poco, i frutti hanno iniziato a maturare e adesso li sto raccogliendo, li sto mangiando in abbondanza dandoli anche alla mia famiglia e ad un po’ dei miei amici e siccome sono troppi per essere consumati nell’immediato, ho iniziato a farci le marmellate. Che dire? Mi ha ascoltato. Don Juan, nell’ Arte di sognare, spiega a Castaneda che noi esseri umani non abbiamo amici nel mondo della natura, ci siamo inimicati tutti per il nostro comportamento distruttivo ed egocentrico, mirato sollo alla soddisfazione personale e all’ingordigia del consumismo. Uno stregone di contro, riesce ad avere rapporti con ogni specie animale e vegetale e questo perché ha imparato ad espandere il suo livello di consapevolezza entrando nel silenzio interiore, là dove ogni cosa diventa possibile. E’ il potere del silenzio che ci mette in contatto con la magia che è il nostro stato dell’essere naturale. Al di fuori di questo silenzio, quando siamo incentrati nella mente del Voladores, siamo degli zombie convinti di essere vivi, eppure la vita è un’altra cosa, ed essa inizia ad accaderci solo quando smettiamo di pensare. Il chiacchiericcio continuo dei pensieri crea il dialogo interno, crea la nostra importanza personale ed è quella che ci uccide.

Per poter accedere al corso è necessario il colloquio telefonico al 320.0654171. Il resto delle informazioni le trovate all’interno dell’articolo qui sopra. Una settimana prima dell’intensivo è necessario astenersi da qualunque tipo di rapporto sessuale, dal consumo di alcolici, carne, farine bianche 0 e 00, zucchero e sale. Noi guerrieri siamo molto avari con la nostra energia, facciamo di tutto per recuperarla dal nostro vissuto e non la dissipiamo con azioni prive di potere e con abitudini alimentari che ci deprivano di nutrimento.

L’altra primavera in una domenica di sole, andai a trovare un mio amico che ha una bella tenuta a pochi passi dal mare. Avevamo deciso di mangiare una pizza di fuori in giardino e poi andare in spiaggia a fare una lunga camminata di quelle che piacciono a noi. Mentre consumavamo il pasto, lui mi disse che lo splendido salice sotto il quale eravamo seduti, si stava seccando e non era riuscito a fare nulla per farlo riprendere. Così decisi di vedere le condizioni del suo bozzolo. Effettivamente, il povero albero non se la passava bene, aveva due grandi buchi nel bozzolo dai quali stava perdendo una quantità di energia notevole. Dissi al mio amico il risultato del mio vedere e anche il perché di quello che era successo al suo salice. L’albero aveva assorbito tutte le negatività che lui e la sua ex moglie producevano con le infinite discussioni e gelosie che lei provava nei confronti dell’attuale compagna del mio amico, a cui aveva vietato l’accesso alla tenuta. Ovviamente, siccome anche l’ex moglie viveva lì e accampava diritti su tutto, la sua negazione categorica produceva ripercussioni anche nel rapporto che lui aveva con l’attuale compagna. Insomma, il risultato di questo becero atteggiamento era che l’albero si stava comportando come un parafulmine e stava assorbendo tutto quell’odio e quel livore che sembrava autoalimentarsi senza soluzione di continuità, giorno dopo giorno. Così intentai che quei due buchi si richiudessero, poi diedi una boccetta dei miei rimedi al mio amico e gli spiegai come usarli. Doveva metterli per 1/4 della boccetta in un litro e mezzo d’acqua, e poi annaffiare il salice con quell’acqua, ripetendo la procedura per i successivi quattro giorni. Devo dire che lo sgridai anche perché nonostante lui si ritenesse una persona dalla grande spiritualità e avesse anche seguito il corso di I Livello con me, era lontano anni luce dal comportarsi da guerriero. Non aveva ricapitolato abbastanza il suo rapporto con la ex moglie e con la sua attuale compagna, altrimenti tutti quei nodi malsani che erano ancora in piedi, si sarebbero sciolti e la sua situazione esistenziale sarebbe migliorata di gran lunga rispetto a quella tediosa sensazione di sentirsi sempre tra due fuochi, che ancora lo rendevano debole e inconsciamente partecipe di eventi ripetitivi. Comunque alla fine della fiera, la sera tornai a casa. Il giorno seguente, i due ragazzi che erano ospiti del mio amico e che assistettero a tutta la scena del salice e si presero carico di annaffiarlo secondo le mie istruzioni, mi chiamarono con voce quasi incredula dicendomi: “Non sai cosa è successo? Questa mattina ci siamo svegliati e siamo usciti fuori e siamo rimasti allibiti… il salice è di nuovo verde! Si è ripreso!“. In realtà quel giorno successe anche un’altra cosa. Il mio amico voleva invitare a pranzare con noi anche la sua compagna approfittando dell’assenza da casa della sua ex moglie, ma aveva paura che lei potesse tornare anzi tempo e trovarci tutti lì per poi alzare una discussione infinita che lui non avrebbe tollerato. Allorché io lo rassicurai e gli dissi: “Possibile che tu non abbia ancora capito come si usa l’intento? Bene lo farò io per te“. Passammo una bella giornata tutti e cinque assieme; la giovane coppia ospite, il mio amico con la sua fidanzata ed io. Appena me ne andai, dopo nemmeno tre minuti che ero uscita dal cancello della tenuta e che anche la compagna del mio amico se ne era andata, ricevetti un messaggio vocale del giovane ragazzo che mi diceva: “La sua ex è appena entrata a casa! Tutto secondo il tuo intento… incredibile“. Cosa c’è di tanto incredibile? E’ il potere, funziona così…

Il corso di I Livello di sciamanesimo tolteco Influenzare il tessuto della realtà inizia nuovamente per la sua 7^ Edizione mercoledì 14 settembre. Trovate tutte le informazioni nell’articolo, per procedere con l’ iscrizione è necessario il colloquio telefonico al 320.0654171.

Le piante di potere come anche gli animali di potere sono quelli che hanno un doppio. Le piante di potere sono quelle, secondo gli stregoni toltechi, che hanno la capacità di dare un vero e proprio calcio al punto di unione, come diceva Don Juan, un calcio ancora più forte di quello dato dal sognare. Ogni stregone ha come alleato e come guida una pianta di potere; per me è stata da sempre l’Ayahuasca. Quando entrai in contatto con il suo spirito guida avevo poco più di vent’anni e qui in Italia nessuno sapeva ancora della sua esistenza. Ho scritto molti articoli sulla potenza di questo infuso di piante allucinogene, mi rattrista solo il fatto che adesso sia diventata, nel nostro paese, uno stratagemma ad uso commerciale. Purtroppo come ogni cosa che ha potere, quando arriva nelle mani sbagliate di persone che pensano solo al lucro, diviene uno spunto per far soldi e in pochi ne fanno davvero l’uso corretto che andrebbe fatto.

Al termine di questo articolo vorrei ricordare quanto il mondo di oggetti che noi percepiamo come tali e come separati gli uni dagli altri, sono solo l’illusione creata dall’esistenza di un sé personale e dal processo di socializzazione. Quando si riesce a bloccare il dialogo interno e si entra nel silenzio per accedere alla conoscenza silenziosa, il mondo come lo conosciamo scompare e così anche il nostro corpo. Da questo nuovo stato percettivo siamo in grado di relazionarci alle altre forme viventi in maniera completamente diversa, sintonizzandoci con loro in un tutt’uno armonico. A tal proposito voglio riportare le parole che Don Juan espresse durante parte del suo addestramento a Taisha Abelar nel manoscritto inedito: “Cacciare con il doppio”.

Non è il nostro corpo che ci rende gli stessi giorno dopo giorno. Il nostro corpo è in continua degenerazione, e presto morirà. Considera il tuo corpo come te stessa e anche tu degenererai e morirai. Considera te stessa come uno spirito che vaga nel regno dell’immutabile. Considerati tutt’uno con l’oscurità misteriosa che non aumenta né diminuisce mai. Considerati in questi modi e il tuo potenziale sarà illimitato. Don Juan spiegò che mentre i corpi e le azioni sono in costante flusso, il regno dell’oscurità misteriosa resta costante, perché non possiamo aggiungere nulla e non possiamo togliere nulla. Per tanto per avere una continuità autentica, che in essenza non è affatto continuità, dobbiamo collegarci allo strato che sta oltre il mondo dell’apparenza. Il nostro corpo deve diventare così astratto, che diventiamo consapevoli di non-essere. (..) Ribadì che è sbagliato considerare i nostri atti come nostri, o considerarci responsabili e al comando. (..) Usa il tuo respiro e la tua energia per perpetuare la persona sociale che chiami Taisha e la tua vera natura rimarrà nascosta per sempre. Perché il sé, o l’immagine sociale e culturale di noi stessi, che sviluppiamo caricandola con la nostra forza vitale, è un falso bersaglio. E’ solo un modo per parlare e per pensare, e non è affatto chi siamo veramente. (..) Coloro che accettano e seguono umilmente i comandi dell’Aquila restano sani e forti; coloro che la combattono esauriscono le loro energie e vanno incontro a morte prematura“.

©Letizia Boccabella

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