Uno sciamano? Uno stregone? Un guerriero? Un personaggio inventato dalla fantasia di Castaneda? Un uomo di sapere; è forse questo l’appellativo più adatto per descrivere Don Juan. Ora in molti credono che la maggior parte di quello che scrisse Castaneda nei suoi libri, non solo fosse frutto della sua immaginazione ma fosse ben oltre quello che potrebbe definirsi possibile e anche solo immaginabile. Di conseguenza anche la figura del suo maestro era ed è, per queste persone, irreale. Un personaggio mitologico nato per dare corpo alle sue avventure e per fare in modo che si creasse un alone di mistero attorno ai suoi romanzi.
Dopo l’uscita del suo primo libro A scuola dallo stregone, si riversarono a Tijuana zona di confine col Messico, migliaia di giovani che si avventurarono in questa terra pregna dall’antica magia tolteca, alla ricerca di Don Juan. Bisogna considerare innanzitutto il periodo storico; erano gli anni ’70, in tutto il mondo dominava l’aria di rivoluzione contro il sistema precostituito e l’uso degli psichedelici iniziava a diffondersi tra tutti quelli che volevano aprire le porte della percezione. Una delle prime pietre miliari sull’argomento percezione alterata, fu scritta da Aldous Huxley in un piccolo saggio che uscì nel 1954 dove egli descrisse le sue esperienze con la mescalina ricavata dal Peyote. E’ quindi facile immaginare come tutte le persone già attratte da questo argomento o che già avevano fatto uso di sostanze psicotrope, fossero state catturate dal primo libro di Carlos Castaneda e che quindi volessero anche loro trovare un maestro che li guidasse verso i regni sconosciuti della percezione. Ovviamente nessuno di loro riuscì mai a trovare Don Juan. Ora non per questo ci si può sentire autorizzati ad escludere a priori che egli fosse vivo e che realmente abitasse in Messico. E’ molto più ovvio e sensato invece, riflettere sul fatto che nessuno sciamano degno di questo nome, si esporrebbe mai alla mercé di un’orda di gente, spesso anche fuori di testa, pronta a monopolizzare la vita e l’attenzione di un uomo di sapere.
Nel corso degli anni e con la crescente fama raggiunta, Carlos Castaneda fu costretto anche lui a dissimulare le sue tracce e soprattutto a coprire di mistero la sua vita, sparendo dalle scene e smettendo di mostrarsi in pubblico e questo per due motivi. Il primo era senz’altro il frutto dell’addestramento di un Nagual uomo, o comunque di un guerriero maschio al quale è negata la possibilità di andarsene in giro a fare conferenze e mostrarsi in pubblico e questo per un semplice motivo: l’addestramento tolteco sa perfettamente che sulla via del guerriero, un uomo deve cancellare la propria storia personale. Per riuscire in questo compito monumentale, uno stregone non può esporsi all’idea che gli altri hanno di lui, altrimenti questa stessa idea e questi pensieri, continueranno ad alimentare una personalità di cui egli si vuole liberare. Il secondo motivo era senz’altro di ordine più pratico e riguardava la necessità di proteggersi con l’arte dell’agguato, da folle di gente completamente fuori di testa che lo contattavano per i motivi più disparati e che, tra le tante cose, gli inviavano lettere contenenti feticci, pezzi di animali, amuleti e via dicendo. Se persino io, che non sono nessuno, vengo contattata da gente completamente matta e con livelli di presunzione ingestibili, figuriamoci cosa dovette subire il povero Castaneda, come prezzo per la sua notorietà. Non a caso richiedo un colloquio telefonico per accedere ai miei corsi e spesso rifiuto parecchie persone e il motivo è semplice: intraprendere la via del guerriero non è una scelta arbitraria, è il potere che decide. La maggior parte di quelli che si offrono volontari sono ‘zucche vuote‘, come diceva Don Juan, che alla prima difficoltà cadono come mosche.
Possiamo quindi asserire senza possibilità di sbagliarci, che tutta questa serie di concomitanze hanno contribuito a generare un’idea mitologica della figura di Don Juan Matus, piuttosto che una reale possibilità che egli fosse un uomo davvero esistito in carne ed ossa. C’è anche un altro fattore che a mio parere è determinante nel creare un’enorme confusione nelle persone che si avvicinano alla via del guerriero seguendo sciamani, o presunti tali, i quali sono i primi a dichiarare che; a parer loro gli insegnamenti di Don Juan riportati da Castaneda siano presumibilmente veri. Questo lasciar spazio ad una eventualità o probabilità che i racconti di Castaneda dicano il vero, presuppone da parte loro una incapacità di aver sviluppato il vedere stregonesco. Quindi per stessa ammissione di Don Juan non meritano il titolo di sciamani. Egli puntualizzò a Castaneda che qualunque uomo abbia sviluppato il vedere, liberando il veggente interiore, è di diritto uno sciamano. Uno stregone, a confronto, è un non nulla. Lo sciamanesimo tolteco o Nagualismo che dir si voglia, basa le fondamenta del processo di liberazione dell’essere umano dalla schiavitù della percezione, sull’assunto fondamentale per il quale l’unica cosa che conta è il recupero energetico. Questa energia in esubero, libera il punto di unione dalla morsa della presunzione la quale ha radice nella pressione della socializzazione e nell‘importanza personale. Di conseguenza i toltechi non basano il loro sistema percettivo su una serie di credenze come fanno le religioni precostituite, bensì sulla capacità di vedere quello stesso sistema con il quale erano entrati in contatto tramite il vedere per sfuggire alla gabbia della percezione. Va da sé che dire “penso che loro abbiano ragione“, “credo che tutto quello che abbia scritto Castaneda sia vero“, “secondo me Don Juan è veramente esistito“, per un guerriero che si rispetti non ha alcun senso. Lo ripeto: uno stregone passa l’intera vita a caccia di potere per riuscire a liberare il proprio veggente interiore così da poter vedere da solo l’energia, il bozzolo umano, il punto di unione e per poter cacciare con il doppio. Proprio per questo motivo gli antichi toltechi non erano interessati a creare scuole o movimenti spirituali, loro erano concentrati solo sul riuscire a portare avanti il loro lignaggio addestrando nuovi Nagual e nuovi guerrieri per aprire loro il varco verso la libertà, per arrivare al fuoco dal profondo; divenendo pura consapevolezza per entrare nella terza attenzione senza morire.
Detto questo mi sembra che resti poco altro da dire, se non ché chiunque abbia sviluppato il vedere, sa bene che ognuno dei dodici libri scritti da Carlos Castaneda, non sono astrazioni ne escamotage letterari di uno scrittore dalla fervida immaginazione, bensì una vera e propria mappa, piena di istruzioni su come modificare la percezione attraverso lo spostamento del punto di unione a patto che se ne abbia l’energia libera per farlo. Più e più volte, Castaneda stesso ammise di non essere all’altezza del tipo di vita che Don Juan gli aveva insegnato a vivere e cioè la vita impeccabile di cui un guerriero ha bisogno per restare nell’isola del tonal. Solo chi ha avuto un vero maestro come Don Juan può capire lo stato d’animo di Castaneda, solo chi si è trovato di fronte ad un uomo veramente impeccabile può comprendere quanto sia duro eguagliare maestri di quella portata e vi garantisco per esperienza personale che non bastano le nostre sole forze per riuscire in una simile impresa. E’ necessario essere toccati e guidati dal potere, abbandonarsi ai suoi voleri benché questi stessi voleri possano cozzare con l’immagine residua del nostro sé che vorrebbe una vita completamente diversa. Se esiste un destino, come asseriva Don Juan, la forza di un guerriero è quella di abbandonarsi senza remore a quel destino che il potere ha scritto per lui, senza indugi e senza ripensamenti. A me ci sono voluti vent’anni per lasciare che questo destino si compiesse; ho tentato di sottrarmi ad esso per un’infinità di tempo ma alla fine l’agguato con il quale il potere mi ha ingannata, non mi ha più permesso scorciatoie.
Se desiderate leggere un piccolo estratto della prefazione potete trovarlo al seguente link:
L’ultima puntualizzazione che mi preme fare è la seguente; se non si è addentrati nel mondo del Nagualismo con tutto il nostro essere, bisognerebbe evitare di parlare e di sparare giudizi a caso, frutto di un punto di vista superficiale e presuntuoso. Credere di sapere non equivale ad aver fatto delle esperienze. I fatti energetici sono i soli che contano nel mondo di un guerriero; perché solo attraverso di essi si possono vivere cambiamenti della percezione dati dallo spostamento del punto di unione e come ribadiva Don Juan a Castaneda: l’unica cosa che conta nel mondo della stregoneria è lo spostamento del punto di unione. Quindi, esprimere giudizi provenienti dal luogo della razionalità, là dove il punto di unione è fisso e bloccato nella percezione comune dell’essere umano, lasciano il tempo che trovano. Per diventare dei veri guerrieri e poi degli sciamani bisogna essere dei temerari, degli impavidi attratti dal mistero pronti ad abbandonare ogni certezza per avventurarsi in un ignoto che vive costantemente ad un centimetro da noi, ma di cui non abbiamo né conoscenza, né accesso perché ci manca l’energia per farlo.
Se desiderate vedere il video di presentazione del libro vi lascio il link per l’accesso diretto qui di seguito.
Potete trovare il secondo libro sul Nagualismo in versione cartacea e in versione ebook, qui di seguito vi lascio l’articolo con un breve estratto della postfazione.
Nel prossimo articolo contenitore ho inserito tutte le live in podcast che ho rilasciato nei canali youtube di amici interessati all’argomento, in modo da rendervi più facile la ricerca. Buona visione.
Tra poco meno di un mese, entro la fine di Giugno 2024, uscirà il nuovo saggio sul Nagualismo, il terzo della trilogia. Vi consiglio, per chi non l’avesse già fatto, di leggere i precedenti per avere una comprensione dettagliata di alcuni argomenti molto importanti che altrimenti potrebbero risultarvi ostici. Nel mentre, chi volesse iniziare il percorso delle Via del guerriero, può farlo con i corsi in individuale, previo colloquio telefonico con me. Per quanto riguarda le dirette streaming che faccio sul canale Telegram, come sapete sono dal vivo e mai registrate, per questo motivo dovete sfruttare il momento presente. Vi lascio i link dei social qui di seguito.
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Letizia Boccabella
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