Mangiare bene e con gusto senza l’ossessione di ingrassare, è un problema che moltissime persone hanno in conseguenza ad uno stile alimentare scorretto e privo delle nozioni fondamentali che nessuno insegna. Spesso i primi che non sanno davvero cosa consigliare ai loro pazienti sono proprio i medici e i nutrizionisti; alcuni dei quali ancora consigliano l’uso di dolcificanti e di aspartame! Da non credere… oppure ci sono quelli che riducono la quantità di carboidrati, aumentando sproporzionatamente quella delle proteine…. peccato che i poveri polli, allevati in batteria, sono pompati di ormoni e antibiotici…. le quantità di cibo contano fino ad un certo punto, quello che conta veramente è il picco glicemico dei cibi e la lavorazione chimica che l’industria alimentare usa nel processare ad esempio le farine bianche 0 e 00, le quali sono sbiancate chimicamente e deprivate del nucleo essenziale integrale, quindi delle fibre, necessarie per il tratto intestinale e per una sana digestione. Tutti i cereali che portate sulle vostre tavole, devono essere integrali! Anche perché vi ricordo che i grani antichi nascono tali cioè integrali, e altre farine molto buone e salutari, ma molto poco conosciute, andrebbero consumate quotidianamente alternandole al riso integrale o al riso basmati (unico riso bianco che non alza la glicemia). Farina di grano saraceno che naturalmente non contiene glutine, farina di segale; un cereale che regge le basse temperature e che quindi cresce prevalentemente al nord europa, farina di avena; squisita e splendidamente ricca di nutrienti preziosi al nostro organismo e via dicendo…. e poi, in ultima analisi ma è la cosa più importante: dovete tornare in cucina!
Vi lascio il link dell’articolo sulle qualità dell’avena e poi quello sui danni provocati dallo zucchero, in modo da avere già una panoramica più completa in merito a certi argomenti:
Avena Sativa: le grandi proprietà di una graminacea poco conosciuta anche come coadiuvante nelle diete dimagranti.
La verità sui danni provocati dallo zucchero.
I diabetici, spesso diventano tali, perché nel corso della vita hanno abusato di dolci e carboidrati farinacei di scarsa qualità, hanno magari consumato molti alcolici e hanno condotto una vita sedentaria. I celiaci sono diventati tali per lo stesso motivo; magari non per il consumo dell’alcol, ma dovete considerare che le farine bianche sono tossiche e ogni organismo reagisce differentemente ad un comune denominatore di natura tossica. Nella ricetta che sto per proporvi, questo problema è eliminato; le patate dolci o badate, non sono dei tuberi come le normali patate alle quali siamo abituati, bensì sono una via di mezzo tra la zucca e la carota. Sono dolcissime e non alzano l’indice glicemico. Sono quindi ideali per tutti e ancor di più per i diabetici. E’ un piatto vegetale, nutriente, dal sapore dolce quindi sedativo, che riempe lo stomaco e che può tranquillamente essere consumato a cena, proprio per il basso impatto glicemico e se volete potete accompagnarlo ad altra verdura di vostra scelta o al pesce.
Gli ingredienti sono i seguenti:
- patate dolci (2 se sono grandi, 3 se sono piccole) queste dosi valgono per 4 persone
- 2 uova
- farina di grano saraceno
- curry
- erba cipollina e paprika forte (queste ultime due spezie sono a vostra discrezione, potete sostituirle con quelle che più vi piacciono)
Procedimento:
Prendete le badate e lavate bene la buccia, poi immergetele nella pentola piena d’acqua e fatele bollire, devono essere belle lesse, in modo tale che una volta freddate possiate sbucciarle con facilità. Vi accorgerete che la buccia si solleverà semplicemente toccandola con le dita. Quindi, prima di estrarle dall’acqua bollente, infilzatele con lo spillone per dolci, quello che usate per controllare la cottura del ciambellone. Se sono morbide, dopo averle punzecchiate in più parti allora potete spegnere il fuoco e scolarle. Aspettate che si raffreddino e poi sbucciatele. Schiacciatele in un’ampia scodella con la forchetta e lavoratele aggiungendovi le due uova sbattute, il curry, l’erba cipollina e la paprika forte. Non dimenticate di aggiungere dell’ottimo olio extra vergine di oliva spremuto a freddo. Vi accorgerete di aver creato una poltiglia molto morbida; quindi per darle una maggiore consistenza aggiungete la farina di grano saraceno, che è notoriamente molto indurente. Quindi continuate a mescolare l’impasto e quando è di nuovo uniforme ma più compatto, potete rovesciare l’impasto in una teglia antiaderente e precedentemente unta. Infornate per circa 30 minuti a 180° e ogni tanto aprite il forno per controllare come procede la cottura. Aspettate che si freddi leggermente e poi rovesciate il tortino sul piatto da portata e…. Buon appetito!!! Il risultato è quello che vedete nella foto qui di seguito.
Fatemi sapere se vi è piaciuto!
Letizia Boccabella





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