In questo corso di II Livello di sciamanesimo tolteco viene insegnato a comandare lo Spirito, il che significa comandare l’Intento e ad iniziare a mettere in pratica l’arte dell’agguato. Come ho spiegato più volte l’intento non è l’intenzione che noi esseri umani conosciamo e che siamo abituati ad usare nella vita quotidiana. L’intento è una vera e propria forza universale che permea il tutto, ed altro non è che l’espressione del Nagual. Ad ogni essere umano che sappia come fare, è concesso utilizzare una piccola parte di questa forza per influenzare il tessuto della realtà, a patto di avere abbastanza energia per farlo. Questa energia, diventa disponibile solo dopo avere ricapitolato una parte della propria vita e facendolo, si riesce a guadagnare spazio nel proprio inventario, termine usato dagli antichi stregoni per identificare il cumulo di credenze che ci permette di fare o non fare qualunque cosa. Per avere spazio di manovra e agire al di là della percezione comune, bisogna liberarsi di tutta una serie di credenze che la pressione della socializzazione e quindi la mente del Voladores ci ha instillato come certezze dalle quali non si scappa. Quando si è liberato abbastanza spazio nel nostro personale inventario, allora si inizia ad avere più energia e non si è più completamente manipolati dal Voladores. Questo implica una rinnovata capacità di percepire e una maggiore capacità di manipolare il tessuto della realtà.

Iniziamo con la testimonianza di intento di Donatella. Ascoltiamo cosa succede quando non si è ancora del tutto padroni dell’uso della conoscenza silenziosa e così non si è in grado di mantenere un intento inflessibile per il raggiungimento del nostro scopo e si finisce per autoboicottarsi:

La seconda testimonianza che ci porta Donatella è quella inerente all’azione del Voladores sulla sua mente. Quello che vola, come ho già spiegato nei precedenti articoli, è un essere inorganico, un predatore alieno che ci ha prestato la sua mente, all’insaputa di noi esseri umani; e fintanto che non diventiamo consapevoli della sua azione nefasta e manipolatrice, ci portiamo  appresso le conseguenze del sopravvivere esattamente come fa un predatore. Questo implica che sopravviviamo invece di vivere e lo facciamo essendo costantemente preda della paura. Paura della sopravvivenza, paura di non trovare cibo, paura che gli altri esseri umani possano lederci, paura del giudizio altrui, paura di  tramutarci in vittime; questo perché un predatore è sempre, a sua volta preda di qualcuno più forte di lui. Se siete interessati a capire di più sull’esistenza dei Voladores, vi lascio i link per leggere gli articoli specifici su questo argomento:

https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2020/07/06/sciamanesimo-tolteco-liberarsi-dalla-morsa-del-voladores-la-mente-che-crediamo-la-nostra-e-quella-di-una-installazione-aliena/

Sciamanesimo Tolteco: l’unico modo di pensare con chiarezza è non pensare affatto. I Voladores ci hanno dato la loro mente

Sciamanesimo Tolteco: nato e cresciuto in gabbia l’essere umano è stato depredato del suo potere magico

Adesso sentiamo la testimonianza di Donatella:

Chiara ci racconta la sua ennesima esperienza con l’intento e di come sia riuscita a metterlo in pratica, una volta stufa di aspettare i normali tempi del mondo della vita di tutti i giorni. Vi ricordo che l’intento, questa sterminata forza che domina tutto l’universo non è altro che il Nagual. Ascoltiamola:

La successiva testimonianza di Chiara riguarda sia l’intento che le sincronicità. Anche di queste ultime ho parlato molte volte sia nei miei articoli che nel mio primo libro “Il Tao dei miracoli. Come rendere possibile l’impossibile“, edito da Amazon in versione cartacea e in versione e-book. Le sincronicità sono ritenute dagli stregoni toltechi come presagi del Nagual, come chiare indicazioni che lo spirito ci mostra per andare nella giusta direzione e che, se abbiamo un elevato livello energetico, possiamo subito identificare come tali, comprenderle e poi seguirle. Vi lascio il link del libro e poi la testimonianza audio di Chiara.

 

 

Passiamo adesso all’arte dell’agguato. Essa è un insieme di principi messi a punto dagli antichi stregoni toltechi per tendere degli agguati alla propria consapevolezza e distaccarsi piano piano dall’identificazione col proprio sé, in modo da essere in grado di impersonificare qualunque ruolo il momento richieda. I quattro capisaldi dell’arte dell’agguato sono: la spietatezza, l’astuzia, la pazienza e la gentilezza. La spietatezza è l’arte del distacco dalle emozioni e dalla propria importanza personale, cioè la capacità di renderci privi di autocommiserazione e/o autoindulgenza; l’astuzia è la capacità di cogliere l’attimo senza nessuna esitazione, la pazienza è l’arte di saper aspettare che si verifichino tempo, luogo e circostanze senza consumarsi nell’attesa. La gentilezza è l’arte di indurre il prossimo a seguirci con baldanza e fervore. Se volete comprendere ancor meglio questa meravigliosa arte tolteca fondamentale al ricongiungimento con il Nagual potete leggere i seguenti articoli:

https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2020/01/06/sciamanesimo-tolteco-i-7-principi-dellarte-dellagguato/

Ascoltiamo come Chiara ha messo in pratica in modi diversi l’arte dell’agguato:

Adesso ascoltiamo la testimonianza di Maria Carmela in merito agli intenti che ha raggiunto e a come il Voladores la induca a reiterare sempre lo stesso atteggiamento, come sia ancora in parte schiava di una forma mentis che ovviamente non le appartiene ma che ha fatto sua, come il resto di tutti gli esseri umani. La differenza inizia quando ci si accorge che la mente che crediamo sia la nostra è solo un’ imposizione esterna. Solo allora, quando ci distacchiamo, possiamo iniziare a fare qualcosa per combatterla.

Anche Rita ci lascia la sua testimonianza in merito agli intenti raggiunti e alla parte della mente del Voladores che ha riconosciuto come sua, gli atteggiamenti che continua a reiterare e di cui, almeno per adesso inizia ad essere consapevole. Ovviamente ci vuole molto tempo e un intento inflessibile per riuscire a prendere distacco dalla nostra importanza personale, per liberarcene, per sostituirla con la consapevolezza e quindi con il potere personale…. ma una cosa è certa, bisogna iniziare e non lasciarsi prendere dalla sconfitta, dall’autoindulgenza e dall’autocommiserazione. Quando siamo piccoli, iniziamo a gattonare e cadiamo mille volte, ma non ci lasciamo mai abbattere; ci rialziamo e riproviamo fino a quando non raggiungiamo la stazione eretta. La stessa attitudine va conservata per ricongiungersi al Nagual. Questo atteggiamento si chiama Intento inflessibile.

Ricordo a tutti che siete ancora in tempo per iscrivervi al corso di I Livello di sciamanesimo tolteco che inizierà martedì 15 settembre 2020 e durerà sei mesi. Nel link qui di seguito trovate tutte le informazioni che vi occorrono; per le ulteriori domande potete contattarmi in privato.

https://letiziaboccabellanaturopata.wordpress.com/2020/04/27/corso-di-i-livello-di-sciamanesimo-tolteco-influenzare-il-tessuto-della-realta/?fbclid=IwAR1WbLDTHKedDwIuDFjrfQdh3iie9fPh0DbvpSuaRu_JRK7Y-18vUJXQ9DA

Influenzare il tessuto della realtà corso

Una volta intrapresa la via sciamanica, se il vostro intento inflessibile si svilupperà oltre una certa soglia, non potrete più tornare indietro e vivere una vita normale… di fatto questo è il mio miglior augurio.

Letizia Boccabella

 

Lascia un commento