mantra che proteggono

I Mantra sono delle vere e proprie correnti sonore, le quali agiscono su tutto l’asse mente-corpo-spirito, aiutando la purificazione dell’inconscio da schemi ripetitivi, anche chiamati Karma. Mantra è una parola sanscrita composta dalle radici man (da manas, mente, intelletto) e tra (da traya, proteggere); un mantra dunque è sostanzialmente una formula sacra che protegge la mente del praticante. I Mantra possono agire su organi e visceri aiutandoli a ripristinare l’equilibrio perduto, considerato che ogni organo ha un suono associato che si lega ai suoni della natura e dell’universo stesso, l’emozione essendo anch’essa una vibrazione fa da ponte. Se quest’ultima è in disequilibrio energetico, il mantra, l’aiuta a risintonizzarsi sulla corretta frequenza in modo da passare dall’emozione negativa a quella positiva. C’è da dire che, siccome l’essere umano è prima di tutto un bozzolo energetico, e solo poi un’entità fisico-organica, tutto ciò che avviene all’interno del corpo: dalla mente, passando per le emozioni, fino ad arrivare al fisico è un risultato secondario. Ogni squilibrio è prima di tutto uno squilibrio del nostro doppio. La potenza dei mantra è proprio quella di agire a livello energetico, quindi del doppio, così da ricreare il flusso corretto e sbloccare l’energia stagnante nei Chakra e lungo i meridiani di agopuntura. Il suono è innanzitutto suono primordiale; il quale è un mantra specifico e del tutto personale che nella tradizione del Vedanta, viene assegnato ad ogni discepolo che lo richieda. Esso è la risultante di calcoli specifici che vengono fatti sulla base della propria data di nascita ed è un mantra definito: interno. Con questa specifica si vuole intendere un suono il quale, per il resto della vita, da quando ci viene donato, va recitato mentalmente. In realtà più che recitato, viene ascoltato. Al momento del passaggio dal Maestro al discepolo, il suono primordiale, viene recitato una sola volta ad alta voce, poi viene sussurrato ed infine recitato mentalmente in silenzio. Dopodiché accompagnerà la vita della persona, fino alla fine dei suoi giorni, nell’ascolto silenzioso. Il suono primordiale della creazione, è invece l’OM. La sillaba sacra OM, come è noto, compare all’interno del corpus teologico delle due più grandi religioni indiane, l’induismo e il buddhismo; è presente inoltre nel jainismo e ha un ruolo di grande importanza anche nella tradizione dello Yoga. Il significato di OM non è univoco, esistono molte interpretazioni a seconda del contesto nel quale esso compare ma, in generale, questa sillaba si riferisce al principio divino che, in accordo a queste scuole, dimora in ogni essere senziente. OM deriva dalla contrazione delle sillabe A – U – M, che per gli induisti corrisponde (tra le varie accezioni possibili) ai tre stati di coscienza connessi all’esperienza umana (sonno, sogno e la veglia); vi è anche un quarto stato, totalmente trascendente, che rappresenta l’unità sostanziale dei primi tre. Per i buddhisti invece le tre sillabe corrispondono all’essenza di corpo, parola e mente della divinità. In entrambe le tradizioni la sillaba OM compare molto spesso come solenne affermazione all’inizio di un mantra. Nella cosmogonia induista OM è indicata anche come la vibrazione fondamentale che ha prodotto il passaggio dallo stato potenziale a quello dinamico dell’energia primordiale (o coscienza universale), la forza che ha dato poi origine all’ intero universo materiale. OM è quindi anche l’origine di ogni suono esistente nell’universo e viene considerato come la somma e la sostanza di tutti i suoni che può produrre l’apparato vocale di un essere umano.

triple mantra

Oggi prenderemo in considerazione tre mantra. Il primo è: Il Triple Mantra, la cui funzione principale è quella di proteggerci contro ogni tipo di animosità conosciuta e sconosciuta, la quale può provenire non solo dall’ambiente esterno ma anche e soprattutto dalla nostra predisposizione interiore a rimanere invischiati in emozioni negative di livore e ostilità verso qualcosa o qualcuno che presumiamo essere erroneamente fuori di noi! Il Triple Mantra sintonizza la mente sulla danza cosmica; la mente parla a se stessa in maniera ampia, elevata e con una maggiore capacità di connettersi e percepire i messaggi provenienti da altre dimensioni. Recitandolo ad alta voce ci libera dalla morsa del karma e ci consente di ridurre al minimo i debiti pregressi e gli schemi inconsci acquisiti quando eravamo solo parzialmente consapevoli di noi o del tutto inconsapevoli. Spostandoci nel tempo e nello spazio, ci consente di elevarci ad altezze del nostro essere dalle quali è possibile trasformare situazioni spiacevoli: sia che queste ultime siano il risultato del nostro squilibrio sia che provengano dall’ambiente con il quale interagiamo. Nel recitarlo ad alta voce ci colleghiamo e ci arrendiamo alla danza universale delle polarità, così il Triple Mantra riprogramma la nostra mente in modo che si operi da un luogo di neutralità e quindi dalla mente neutra. Come si evince dal nome il Triple Mantra è costituito di tre parti; cantato nella sua interezza, dà spazio e rinforza l’aura sino a 3 metri, così da proteggerci e da lasciare fuori dal nostro campo d’azione  eventi negativi o dannosi per la nostra incolumità. La prima parte del mantra serve ad aumentare le nostre difese attraverso il  potenziamento della nostra aura e dovrebbe essere cantato non appena ci si siede in macchina o in aereo, al fine di evitare incidenti. La seconda parte rimuove gli ostacoli dal cammino spirituale. Infine, la terza parte rimuovere gli ostacoli dalla vita quotidiana. In particolare il Triple Mantra ha dimostrato di essere prezioso nel trattare con il mondo della dualità, il mondo nel quale viviamo. Poichè agisce come uno scudo difensivo, sia fisicamente che spiritualmente, nei modi descritti, è una mantra che è sicuramente utile imparare a memoria. E’ preferibile recitarlo ogni mattina per 11-31 minuti in modo da bloccare l’ingresso delle negatività nell’aura da tutti e quattro i lati. Al termine, seduti tranquillamente, si ascolta da dentro; lo si lascia risuonare all’interno. Questa è una parte fondamentale della meditazione.

Ganesha-Mantra

Uno dei mantra più conosciuti e recitati è il Ganesh Mantra. Deità induista tra le più conosciute e venerate, Ganesh o Ganesha è il figlio primogenito di Shiva e Parvati, ed ha la caratteristica inconfondibile di avere la testa di un elefante. L’elefante è un animale importante nella cultura indiana: è molto intelligente e dotato di eccezionale memoria e saggezza, ma soprattutto di una forza straordinaria. Questa forza spirituale è quella che gli permette di distruggere tutti gli ostacoli che si pongono innanzi al suo passaggio; spesso prima che questi siano visibili. Il suo nome è costituito dalle parole sanscrite gana – moltitudine – e isha – signore: pertanto Ganesh significa letteralmente Signore delle moltitudini o Signore di tutti gli esseri. E’ una divinità molto amata, in quanto nella sua veste di distruttore di ostacoli o Vighneshvara,  uno dei suoi molteplici nomi – sia materiali che spirituali, viene venerato nelle più diverse occasioni ed invocato prima di una qualunque attività importante, sia essa un viaggio, un esame, una cerimonia o un affare di lavoro. Tipicamente è rappresentato con 1 sola zanna, 4 braccia e un imponente ventre. Nelle raffigurazioni è servito da un piccolo topolino, che è anche il suo veicolo. Il significato di questa iconografia è il seguente:

– la zanna: dona la capacità di superare ogni dualità, sintetizzando ed armonizzando gli opposti;

– il ventre imponente: significa la capacità di assimilare tutte le esperienze, contenendo infiniti universi di significato; sia a livello astratto che pragmatico;

4 braccia: rappresentano i 4 attributi del corpo sottile: mente, intelletto, ego e coscienza. Le tre mani portano ciascuna un oggetto, e rispettivamente: un’ascia, attraverso la quale è possibile recidere i desideri, apportatori di sofferenza, una corda e dei dolci, per legare a sé la beatitudine e un fiore di loto: il quale riveste la massima aspirazione spirituale. La quarta mano è rivolta al devoto in un gesto di benedizione.

– il topolino: esso rappresenta la mente discriminante e l’ego. Ganesh, cavalcando il topo, dimostra di saper dominare la mente, assoggettandola a scopi superiori. A questo significato simbolico si ricollega il fatto che spesso il topolino è raffigurato accanto a un cesto di frutta, nell’ atto di guardare Ganesh come ad aspettare la sua approvazione prima di mangiare un boccone succulento. Inoltre il topo rappresenta l’astuzia e la furbizia; la mente che affila le tecniche per prendere il sopravvento sullo Spirito. Come Ganesh può tutto, nella sua immensità, anche il topolino è in grado di superare molti ostacoli, grazie però alle qualità opposte, cioè al suo essere piccolo e veloce e solo nel momento in cui si assoggetta al Divino. Ganesh simboleggia il perfetto equilibrio tra energia maschile e femminile, ma anche la capacità di discriminare correttamente tra realtà e illusione. Ganesh viene anche chiamato Omkara, ossia colui che ha la forma di un OM. Il fonema sanscrito capovolto, l’Om, sembra proprio ricordare la forma stilizzata di una testa di elefante.  Om Gam Ganapataye Namah, è il mantra associato a Ganesh, il quale può essere tradotto approssimativamente nel seguente modo: mi arrendo a te Signore di tutti gli esseri.

Anche il mantra Ganesh andrebbe recitato ad inizio giornata, così da rimuovere dalle ore successive gli ostacoli, i blocchi consci ed inconsci e gli ostacoli che possono presentarsi. Ovviamente  lo stesso dicasi per ripulire da ogni negatività ed ogni nodo, tutte le nuove situazioni che andiamo ad intraprendere durante la nostra vita; sia che siano di tipo lavorativo, affettivo, imprenditoriale ecc…

moola mantra

Il Moola Mantra, terzo dei mantra presi in esame, è quello che evoca la presenza dello Spirito chiedendo protezione e libertà da ogni dolore e sofferenza. E ‘ una preghiera che adora il grande creatore e liberatore , che si manifesta attraverso l’ amore e la compassione , per proteggerci attraverso il cammino degli umani eventi. Questo mantra dona pace e gioia e ha il potere di trasportare la mente in uno stato di amore senza limiti. Il Moola Mantra dona un senso di calma che pervade l’essere in ogni suo aspetto ed è anche una chiave con cui ogni porta, dei vari tesori spirituali, può essere aperta. E’ uno strumento che può essere usato per realizzare ogni desiderio più intimo e guarire ogni stato di malattia dell’anima che incatena l’uomo. Il suo potere si manifesta anche quando lo si ascolta senza conoscerne il significato; ma se lo si conosce il suo potere diventa mille volte più forte. Come quando si chiama una persona ed ella si presenta con tutta  la sua energia, così accade quando si canta il mantra: la sua energia suprema si manifesta ovunque intorno a noi e l’universo ci appare nella sua interezza, dato che esso è sempre presente abbiamo solo bisogno di energia in più per divenirne consapevoli: l’Universo è Onnipresente , l’energia suprema può manifestarsi ovunque e in qualsiasi momento. Il Moola Mantra, infatti, è una preghiera che evoca il grande Creatore e si canta per chiedere protezione o libertà dai dolori e dalle sofferenze. E’ una preghiera che deve essere recitata con profonda umiltà e rispetto, è uno strumento in grado di regalare pace e gioia alle persone, manifestandosi in amore e compassione. Ecco quindi il mantra e il suo significato:

Om Sat-Chit-Ananda Parabrahma

Purushothama Paramatma

Sri Bhagavathi Sametha

Sri Bhagavathe Namaha

Potenza Divina, noi Ti onoriamo. L’Impersonale (Esistenza, Essere, Nirvana, Tao, l’Assoluto)

la Coscienza suprema (la Luce, Il Dio personale, l’aspetto a cui si prega)

le cui emanazioni sono amore e beatitudine;

lo Spirito che sta dietro la Creazione;

La Persona Suprema, il Divino che si trova in tutti noi come Sè Superiore e che può manifestarsi ovunque (l’insieme dei Sè Superiori di tutti gli esseri della Creazione)

La Coscienza Suprema, nell’aspetto di Madre,

come pure La Coscienza Suprema, nell’aspetto di Padre

noi offriamo amore e riverenza a tutti i summenzionati aspetti divini.

La preghiera inizia con Om, il suono primordiale per eccellenza che ha il potere di dare vita a tutto ciò che esiste; è un invito per l’Energia Superiore. Sat è l’esistenza che pervade ogni cosa, è quell’aspetto dell’Universo che non ha qualità o attributi, qualcosa di così sottile che non è percepibile. Chit rappresenta la pura coscienza dell’universo dalla quale si evolve l’Energia dinamica o forza. E’ lo Spirito Supremo. Ananda rappresenta beatitudine e gioia, puro amore; è la caratteristica primordiale dell’Universo, uno stato di estasi profondo che si ottiene al cospetto della propria coscienza superiore. Parabrahma, invece, è l’Essere Supremo, l’essenza dell’universo. Purushothama rappresenta l’energia che si è incarnata in forma umana per aiutare e guidare l’umanità. Paramatma è colui che abita all’interno delle persone, la propria voce interiore. Bhagavathi è la Madre divina, il potere attivo della Creazione della Madre Terra. Sametha è ciò che sta all’interno, insieme. Bhagavathe, infine, rappresenta l’aspetto maschile della Creazione, immutabile e permanente. Namaha è il saluto finale, il ringraziamento. Namaste – Sat Nam.

Letizia Boccabella