
Il Coriolus versicolor è uno dei funghi più facili da trovare in tutte le stagioni ed è altrettanto comune in Europa così come in America e in Asia. Il nome scientifico di Coriolus versicolor esprime la variabilità di aspetto di questo fungo in cui i cerchi colorati dipendono dalla condizione ambientale e dall’età del micete e vanno dal marrone scuro, al blu, all’arancione rossiccio. La parte verdastra invece è il risultato della presenza di alcuni licheni che spesso attaccano il fungo. Il potere terapeutico di questo fungo è conosciuto da millenni in Oriente ed usato per la sua spiccata capacità di agire come immunostimolante e come uno dei rimedi più efficaci nella prevenzione dei tumori; in grado di inibire lo sviluppo delle neoplasie e delle metastasi.
Come tutto il resto degli altri funghi esso cresce sui tronchi morenti degli alberi, sulle conifere e sulle latifoglie; ma esso ha una proprietà pazzesca rispetto agli altri perché è in grado di bonificare i terreni inquinati da sostanze spesso usate in agricoltura. E’ un iportante degradatore biologico, capace in poche stagioni di trasformare il legno della pianta che attacca in sostanze che, prima altri microrganismi, poi le piante stesse, possono riutilizzare. Gli antichi taoisti veneravano questo fungo perché cresceva sui tronchi di pino e trattandosi questo di un albero sempreverde, gli attribuivano le stesse proprietà dell’albero: cioè la forza e la resistenza. I taoisti vedevano l’energia yang delle radici del pino e per questo motivo lo prescrivevano ai pazienti i quali deficitavano appunto di energia Yang. Il Coriolus è quindi in grado di scomporre alcune sostanze chimiche di sintesi usate in maniera indiscriminata come anticrittogamici e antiparassitari, che faticano a degradarsi naturalmente inquinando così i terreni. Diviene un potente alleato per la nostra salute e per la tutela dell’ambiente. Questo fungo ha una consistenza legnosa e coriacea con una superficie vellutata che diviene liscia man mano che il fungo invecchia ed è tipicamente percorsa da striature concentriche di vario colore. Non a caso il nome scientifico di versicolor indica la variabilità di aspetto del fungo, i cui semicerchi cambiano colore a seconda delle condizioni ambientali e dell’età del micete; possono andare quindi dal marrone scuro, al giallo chiarissimo, al blu, all’arancione fino al rossiccio. Se alcuni esemplari assumono una colorazione verdastra, ciò accade in conseguenza alla presenza di licheni che spesso attaccano il fungo; esso in linea di massima si conserva molto a lungo a meno che non venga aggredito da larve di coleottero.
Il Coriolus versicolor è conosciuto anche con il nome latino di trametes, che significa colui che è sottile, ovviamente per via della forma assottigliata del corpo fruttifero; benché nella tradizione popolare venga chiamato coda di tacchino. Le varie striature di colore, disegnate in modo armonico sul corpo fruttifero, lo fanno leggermente assomigliare alle penne di questo uccello. In Giappone viene chiamato Karawatake, ossia fungo delle sponde dei fiumi; mentre in Cina il suo nome è: Yun Zhi, ossia fungo nuvola, a causa della sua forma leggermente ondulata e vaporosa.
Come accadde per il resto dei funghi medicinali, le loro strepitose proprietà, vennero quasi tutte riscoperte verso la metà degli anni ’60, in condizioni diciamo così del tutto casuali; benché l’antica tradizione della medicina cinese se ne servisse a scopo terapeutico già da millenni. Nello specifico, con il Coriolus versicolor accadde che un ingegnere chimico giapponese, si ritrovò a dover constatare le capacità antitumorali del fungo perché un suo vicino di casa affetto da cancro allo stomaco, venne mandato a casa dall’ospedale, dato che lì non poteva più ricevere nessuna cura. Ogni giorno però, il suo vicino assumeva un rimedio tradizionale che in breve tempo, lo rimisi in piedi definitivamente. Quel potente rimedio era per l’appunto il nostro caro Coriolus. Oltremodo incuriosito dagli effetti benefici del fungo, l’ingegnere lo portò in laboratorio ed iniziò a studiarlo e da qui nacque il famoso Polisaccaride K, il quale contiene soprattutto crestina; la quale ha un’azione prevalente sul sistema immunitario e sulle cellule cancerose. Vista l’attenzione che il fungo iniziò a rivestire nella cura dei tumori, iniziarono anche in Cina a studiarlo meglio e così isolarono un altro polisaccaride che venne chiamato Polisaccaride Peptide; il quale si rivelò anch’esso un potente immunostimolante. In Giappone dopo soli vent’anni dagli inizi degli studi sulle proprietà terapeutiche del Coriolus versicolor, venne introdotto dal governo nell’elenco dei rimedi antitumorali ed usato in associazione ai normali protocolli della medicina allopatica anche negli ospedali. L’altra azione fenomenale di questo fungo, come detto prima, è quella che ha sull’ambiente e nello specifico la capacità di bonificare i terreni inquinati dal pentaclorofenolo che è tossico e cancerogeno e che in passato era largamente usato come insetticida e funghicida. Il pentaclorofenolo oltre ad essere estremamente tossico, persiste moltissimo nell’ambiente ed è difficilissimo da eliminare; ma grazie all’azione potente del Coriolus, esso viene rapidamente espulso dal terreno.
Organotropismo in Medicina Tradizionale Cinese: gli antichi medici cinesi usavano questo fungo soprattutto per tonificare le logge Terra, Legno e Fuoco; tutte e tre nella parte yin ovviamente! L’azione prepotentemente yang del Coriolus, riesce a riequilibrare tonificando la milza, il fegato ed il cuore. L’antica medicina cinese sapeva già allora che non esiste un organo o un viscere squilibrato che non abbia come controparte un’emozione anch’essa squilibrata che pervade incessantemente i pensieri dei soggetti che vivono determinati squilibri. Nel caso del Coriolus essi sapevano che il suo effetto tonico era esteso anche alla mente e a tutto il tono dell’umore. Per cui se un soggetto aveva un deficit importante dell’energia della milza, voleva dire che la sua forma mentis cadeva costantemente in un eccesso di ruminazione e di preoccupazione. Chi invece ha un forte deficit dell’energia del fegato, non solo perde l’elasticità mentale e fisica ma diviene aggressivo, polemico e veemente. Un cuore in forte deficit invece, pervade l’intero essere di malinconia; sono i classici soggetti che hanno perso la gioia di vivere. In sostanza, la grande energia yang contenuta in questo fungo, con una connotazione maschile, calda e secca, veniva prescritta anche per tutte le patologie da raffreddamento e per quelle da eccesso di yin; le quali sono tipicamente o almeno dovrebbero essere, manifestazioni dell’età senile o comunque di patologie cronico degenerative. Per questo, quando si riesce a riequilibrare l’energia ridando tono e vigore e quindi yang, si capisce in automatico che il rimedio o il fungo, come in questo caso, sia classificato come un elisir di lunga vita. Ovviamente si usava anche per trattare i polmoni dato che un cuore scompensato, spesso e volentieri drena la propria energia, la quale segue sempre la via della minima resistenza, sui polmoni; e poi perchè nella Legge di controllo in medicina cinese, il fuoco domina il metallo.
Le sostanze che ne determinano l’efficacia terapeutica: sono i polisaccaridi; rilevanti per l’alta concentrazione di betaglucani tra cui come detto prima i principali isolati fino ad ora sono il PSK (polisaccaride K) e il PSP (polisaccaride peptide). Sia i polisaccaridi che i peptidi del Coriolus sono attivi nel modificare la risposta biologica e sono ancora oggetto di molti e accurati studi scientifici. Rilevante anche il contenuto di fibre le quali favoriscono l’assorbimento dei nutrienti e al contempo limitano la metabolizzazione dei grassi. Sono presenti anche notevoli quantità di vitamine del gruppo B, tra cui la B6 e la B12; mentre tra i principali minerali troviamo il potassio, il ferro e il manganese.
Azione immunostimolante e preventivo tumorale: come tutti gli altri funghi medicinali, anche il Coriolus ha una forte azione di rinforzo sul sistema immunitario e quindi lo aiuta anche a rispondere con efficacia agli attacchi degli agenti infettivi, oltre a regolare la risposta contro l’eventuale innalzamento delle cariche batteriche. Avendo quindi uno spiccato organotropismo sul sistema immunitario, aiuta l’intero sistema a prevenire il rischio di formazioni neoplasiche. La combinazione di questa efficacia terapeutica, riduce di molto la possibilità di contrarre carcinoma della cervice uterina in conseguenza al papilloma virus. Gli studi sugli effetti benefici dei funghi medicinali continuano incessanti e nello specifico si è visto che il Coriolus versicolor, ha una grande azione citotossica sulle cellule maligne soprattutto nel caso in cui queste siano di tipo ormone-dipendente. Esso agisce sull’enzima telomerasi evitando che il suo comportamento di moltiplicatore infinito a livello di R.N.A. si limiti; ne regola così la vita della cellula portandola ad apoptosi. Chiunque sia interessato a capire meglio l’attività dei telomeri, dell’enzima telomerasi e dell’epigenetica, può leggere il sguente articolo:
Epigenetica: che cos’è e come regola l’attività dei nostri geni!
L’altra splendida azione di questo fungo è quella di comportarsi come limitatore della formazione di nuovi vasi sanguigni i quali sono i primi responsabili della diffusione delle metastasi. Per quanto riguarda la specificità di azione sui virus da parte del Coriolus, gli studi hanno sottolineato che esso è prevalentemente attivo contro quelli di tipo influenzale, sul virus dell’Herpes e del Papilloma virus. In oltre si è visto come esso è in grado di migliorare la qualità di vita dei soggetti affetti da HIV. In realtà la grande capacità che questo fungo ha, di agire sul sistema immunitario è quella di comportarsi in maniera adattogena; questo significa che riesce a fare in modo che il sistema prenda quello di cui ha bisogno per diventare più resistente. Ricordo che la capacità di reggere all’attacco di noxae patogene di natura esogena o endogena, risiede nell’adattabilità del sistema immunitario e questo implica che alla base di siddetta resistenza esista un unico fattore che si chiama: fluidità. Un organismo per essere forte e vitale deve essere in primis fluido; ciò significa che dopo ogni perturbazione è capace di ritornare in tempi brevi allo stato iniziale. E’ ovvio che l’assunzione di Coriolus è efficace ed indispensabile anche dopo l’assunzione di antibiotici, i quali distruggono la flora batterica intestinale abbassando le difese immunitarie, e ovviamente dopo radio e chemio terapia.
Volendo fare una lista riassuntiva dei benefici di questo fungo per le più disparate patologie potremmo stilare un lungo elenco:
- Herpes simplex – micosi – impetigine – verruche
- Anoressia nei pazienti neoplasici
- Gastroduodenite – enterocolite – epatite virale A, B e C, epatite tossica ed autoimmune, cirrosi biliare
- bronchite acuta e catarro bronchiale
- Hpv e menopausa
- Cistite
- Deficit immunologico, frequenti ricadute influenzali, patologie autoimmuni, HIV, cancro celebrale, della cervice e del collo dell’utero, del colon retto, cutaneo, epatico, esofageo, gastrico, linfoma, mammario, ormone dipendente, metastatico, naso-faringeo, ovarico, polmonare e prostatico, vescicale.
- conseguenze di chemioterapia e radioterapia
- astenia, candida, citomegalovirus, diabete, granulocitopenia, infezioni batteriche e fungine, infezioni parassitarie, infezioni virali acute e croniche, sindrome da fatica cronica, acufeni, toxoplasmosi
Nel mio ultimo libro, edito da Amazon in versione e-book kindle e cartaceo, “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica”, potete trovare un’ampia descrizione del mondo della micoterapia, e della sua potenza curativa su tutto l’organismo umano. In pochi conoscono i funghi e il loro uso medicinale, specialmente perché nel corso della storia in occidente sono stati demonizzati fino a quando, agli inizi degli anni ’60, per caso alcuni medici e ricercatori si sono imbattuti nel constatare come alcune persone che li consumavano quotidianamente nella loro dieta, non si ammalassero di tumore e di altre patologie cronico degenerative. Per gli orientali invece, era tradizione mangiarli e ancor di più, erano a conoscenza della loro storia e di come alcuni di essi fossero ritenuti magici, per la concentrazione di alcaloidi che se ingeriti, davano la possibilità di entrare in contatto col mondo dello Spirito. Tipico esempio ne era l’ Amanita muscaria, il fungo che tutti conosciamo dalle favole, dal tipico cappello rosso con i puntini bianchi. In questo libro ne spiego i pregi, le sostanze attive sull’organismo che lo aiutano a mantenere lo stato di omeostasi, le correlazioni con la Medicina Tradizionale Cinese e l’uso corretto in alcune delle più diffuse patologie, oltre alla loro storia e al mito, che per molti secoli li ha ammantati di essere talmente speciali da essere rilegati al solo consumo dell’Imperatore; chiunque li trovasse e se ne appropriasse era destinato alla morte. Tutto questo e molto altro viene descritto in maniera semplice, in modo che tutti possano accostarsi al bellissimo mondo della Medicina Tradizionale Cinese senza essere necessariamente degli addetti ai lavori e ricavarne il massimo della conoscenza con il minimo sforzo.
Letizia Boccabella




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