
L’ Anhalonium Lewinii più comunemente conosciuto come Peyote è una pianta appartenente alla famiglia dei cactus che cresce spontaneamente nelle zone desertiche del Messico, più precisamente essa è diffusa nella zona che va dal Texas del Sud sino alle alte pianure del Nord del Mexico. Il Peyote è usato e conosciuto per i suoi effetti psicotropi da migliaia di anni dai nativi messicani e dagli sciamani che la usano nelle loro cerimonie spirituali per guarire le persone e dargli la possibilità di rientrare in contatto con la loro parte spirituale, eliminando così dalla loro parte eterea le zone di vuoto energetico, riescono anche a ricreare un equilibrio a livello fisico. Ho già parlato del Peyote in precedenza, in alcuni articoli dove parlo dell’ Ayahuasca, che potete consultare cliccando direttamente ai seguenti link:
In questo articolo prenderò in considerazione più da vicino gli effetti specifici di questo potente cactus il cui principio attivo psicotropo è la mescalina e che, se usato omeopaticamente, è in grado di curare alcuni sintomi importanti sia a livello mentale che fisico. Procediamo con ordine: l’uso del Peyote nelle cerimonie sciamaniche, spesso associato nella mistura che produce il decotto dell’Ayahuasca, aumentando e prolungando la durata dell’effetto della DMT la quale viene catalizzata dalla mescalina contenuta nel peyote, e resa biodisponibile per il corpo per un numero di ore decisamente più lungo, serve allo sciamano per fare in modo che la persona ristabilisca il contatto con lo Spirito e più precisamente con lo Spirito del mondo, cioè lo Spirito Universale. Tutte le più antiche tradizioni spirituali del mondo sanno da millenni che la malattia fisica o mentale altro non è che la deviazione da parte dell’uomo di questo contatto, di questa connessione! Tra l’altro vorrei sottolineare che anche il grande Ippocrate, padre della medicina moderna allopatica, diceva le stesse identiche cose, ed era ben conscio che la patologia qualunque essa fosse, non era altro che un turbamento di questo stato dell’essere. Oltretutto, vorrei ricordare che Ippocrate era perfettamente conscio che la malattia non esisteva, bensì l’unico ad esistere era il malato, cioè l’essere umano che sviluppava una determinata patologia che era naturalmente diversa da persona a persona! Quindi benché ad oggi l’allopatia abbia tradito in pieno le basi della conoscenza dell’arte medica, fu in realtà C.F.S. Hahnemann il padre fondatore dell’omeopatia ad adempiere in tutti i suoi aspetti, compreso per primo quello di non nuocere al paziente, al giuramento di Ippocrate che ad oggi è stato addirittura cambiato in alcune delle sue parti fondamentali! Tornando a noi, la scelta del rimedio omeopatico Anhalonium Lewinii deve essere fatta in primis sulla similitudine dei sintomi mentali del paziente che spesso assomigliano in maniera strepitosa alle alterazioni percettive prodotte dalla mescalina in dose ponderale. Essa permette di stabilire una sorta di profonda connessione con tutti gli altri esseri umani e col mondo intero; cosa che il paziente che necessita del rimedio Anhalonium Lewinii ha ormai perso da molto tempo. Egli avverte uno stato d’animo di profondo isolamento, di separazione, si sente completamente isolato dal resto dell’umanità. Il suo disagio si esprime spesso nel sentire invasa la sua intimità persino dallo sguardo altrui, dalla semplice presenza degli altri nella stessa stanza. Gli occhi degli altri su di sè vengono percepiti come una minaccia, come se la sua aura energetica, il suo bozzolo, venisse perforato dalla sola vista di quelli che gli stanno attorno e ciò avviene dovunque ed in ogni luogo, sia all’ aperto sia al chiuso. Le parole che potrete sentire dal paziente sono più o meno queste: “Mi sento guardato … attraversato dagli sguardi di chi mi circonda e mi sento niente, una cosa attraverso cui passa lo sguardo del mondo … se fossi l’uomo invisibile potrei divertirmi nella mia condizione. Ma io vorrei essere l’uomo visibile, ma come lui … a comando”. In realtà la persona che soffre di questa problematica vorrebbe con tutta se stessa stabilire un vero e proprio rapporto con il mondo esterno e sentirsi parte di esso, eppure non ci riesce. C’è un vecchio trauma emotivo in lui che gli e lo impedisce e che lo fa soffrire della sua triste condizione di invisibilità e di trasparenza che allo stesso tempo lo rendono debole e freddo, deprivato di una emotività che ricerca a tutti i costi perché spesso è un soggetto con una profonda natura temperamentale a base emotiva, ma che non risce a gestire perché essa ha una carica deflagratoria troppo importante per essere controllata. Può essere annoverato in caratterologia come un Sentimentale di Le Senne oppure avere un assetto patologico che non deriva dalla costituzione ma dal vissuto, che in grafologia morettiana è conosciuto con il nome di Para-Nervoso, cioè un insieme di esperienze che hanno portato il soggetto a passare da uno stato di non-emotività coerente con la sua costituzione, ad una fase di disorganizzazione ed iper-emotività, classica della struttura nervosa. La chiusura della sfera emotiva e quindi il conseguente raffreddamento del sentimento è percepito anche a livello fisico: il soggetto che ha bisogno di Anhalonium Lewinii è pervaso da una costante sensazione di vero e proprio gelo interno. Il paziente riporterà più o meno le seguenti parole: “Il freddo per me è glaciale … lo sento dentro le ossa … forse peggio, nel cuore … Un freddo che circola e ti pervade: mi devo vestire tanto e non mi scaldo mai“. Il Peyote omeopatico agisce in maniera splendida anche sulla percezione che il paziente ha di essere senza radici, senza una vera e propria identità che porta ad avere la pienza consapevolezza di avere un posto nel mondo. Il soggetto che necessita di Anhalonium Lewinii ha avuto spesso una famiglia con genitori assenti, che non lo hanno sostenuto dal punto di vista emotivo o che non sono riusciti a fargli da guida e da sostegno, ecco perché si sente distaccato dal suo nucleo famigliare o comunque percepisce di essere incompreso e anche se oramai è grande ed è divenuto un uomo o una donna adulta, la ferita dentro di sè è ancora talmente aperta da impedirgli una serenità ed una stabilità anche nelle relazioni sentimentali di coppia. Ed è per questo che cade facilmente preda di partner che distruggono ancora di più la sua già bassa autostima (nel caso delle donne) e se è un uomo può anche scegliere la solitudine come compagna forzata e divenire completamente incapace di tentare anche solo l’approccio col sesso femminile. Anhalonium Lewinii è senza scopo, continua a reiterare atteggiamenti insoddisfacenti per la sua vita sociale e sentimentale, ma pur rendendosi conto della frustrazione che ciò gli provoca non riesce a cambiare. Ha una volontà debole benché a parole possa anche sembrare loquace perché gli piace parlare del suo mondo interiore che è sempre estremamente ricco di visioni e di fantasie spesso colorate e ancor più spesso tormentate; classiche della funzione sentimento rimossa o ancor peggio arcaicizzata del Sentimentale di Le Senne.
Un altro sintomo fisico rilevante del rimedio Anhalonium Lewinii è la diarrea costante che il paziente non riesce a debellare con niente e che si aggrava prendendo freddo all’addome o comunque con il freddo esterno che egli percepisce in tutto il corpo. Le parole che spesso escono dalla sua bocca sono: “Ho sempre sofferto terribilmente il freddo … mi basta un minimo di corrente e … sto male e mi viene la diarrea … e se sento il freddo posso anche stare vicino al camino e niente mi può scaldare“. Ma come ho già specificato prima il suo è un freddo interiore, un freddo dell’anima! C’è una particolare simpatia alimentare in questo soggetto, egli ama in maniera quasi ossessiva il limone, tanto da consumarlo in tutte le forme e di mangiarlo a pezzi con tutta la buccia.
Ho impiegato questo rimedio con grande successo terapeutico aiutando una mia carissima amica che presentava tutti i sintomi mentali del rimedio Anhalonium Lewinii, a titolo del tutto gratuito ovviamente, che si è affidata ai miei trattamenti per problemi di natura emotiva, di mancanza di lucidità nell’affrontare la realtà e di mancanza di visione e di scopo, anche e soprattutto nell’accezione più ampia di Dharma. I sintomi del suo intestino erano del tutto contrari a quelli del rimedio perché in realtà lei è stitica, ma la perenne sensazione di freddo interno fino alle ossa e tutto il resto del quadro d’insieme mentale, corrispondeva alla perfezione; perfino i problemi con la famiglia di origine! Ora per non rischiare di incorrere in un abbaglio, non ho fatto altro che testarle il rimedio avvalendomi del test Kinesiologico, che uso come prassi nelle mie sedute, per parlare con l’inconscio del paziente. La risposta è stata un immediata tonificazione del braccio come riscontro positivo alla scelta del rimedio Anhalonium Lewinii.
La Kinesiologia applicata è un metodo splendido e decisamente efficace per parlare con l’inconscio del paziente che altro non è che il corpo nella sua estrinsecazione esterna. Attraverso il test muscolare si possono porre domande al paziente di qualunque tipo, per identificare l’emozione negativa o la convinzione inconscia o la memoria che ha generato la patologia di cui soffre il paziente, oppure la distorsione egoica che non permette alla persona di fare un salto di qualità a livello evolutivo. Come ho spiegato dettagliatamente all’interno del mio ultimo libro:
e nei miei articoli, non esiste una patologia di qualunque natura che non abbia la sua radice, la causa, in una sedimentazione profonda a livello naturalmente inconscio, di una convinzione o di un trauma o anche di una semplice affermazione verso sé stessi, che in un tempo lontano ci siamo detti e poi abbiamo dimenticato, la quale crea il substrato per un autosabotaggio futuro. Il problema o meglio il conflitto, nasce sempre quando le due istanze fondamentali cioè il conscio e l’inconscio, vanno in direzione opposta. Quello che faccio da oltre 17 anni nelle sedute individuali, non è altro che fare in modo che queste due forze primarie facciano pace e lavorino in maniera coesa per ristabilire il livello di omeostasi nell’individuo. L’esperienza mi ha insegnato che ci si può avvalere di molti escamotage per fare in modo che l’inconscio molli la presa sulle sue convinzioni limitanti e distorte; ed una volta fatto questo la persona realmente spicca il volo! Si possono aprire e riequilibrare i Chakra, usare delle visualizzazioni per resettare esperienze passate e cambiare la prospettiva dalla quale si guardano quegli stessi eventi passati che riesaminati in un’altra ottica perdono quel peso emotivo che ci ha ingabbiati e resi inermi. Ciò è possibile perché quando si lavora con l’inconscio di una persona, si sta lavorando non solo con l’inconscio personale ma anche con quello collettivo perché, come ci ha insegnato il grande C.G. Jung, a livello inconscio siamo tutti connessi, tutta l’umanità attinge dalle esperienze passate dell’intero genere umano, e non solo. A livello inconscio non esite più il tempo in forma lineare di causa effetto così come siamo abituati a conoscerlo; bensì esistono le sincronicità che sono a-temporali ed a-causali, ed è così che come per magia, quando si lavora sui rapporti interpersonali che il paziente ha vissuto come costrittivi o limitanti, sbloccando il suo inconscio da tali catene, si assiste poi a delle vere e proprie epifanie tra la persona e gli altri soggetti coinvolti nell’evento su cui si è lavorato, i quali cambiano atteggiamento in positivo, come risultato del cambiamento interiore del paziente. I nodi si sciolgono, spesso alcuni raporti si rinsaldano, si chiudono cerchi rimasti aperti da anni, ed alla fine dei conti si assiste a dei veri e propri miracoli. Il punto è che noi siamo convinti di volere delle cose, mentre invece il nostro inconscio ne vuole altre o non è affatto d’accordo su quello che presumiamo di volere, di conseguenza avendo l’inconscio una forza propulsiva del 90% maggiore del conscio, esso vince sempre. Il focus quindi è: andare ad indagare su ciò che realmente vogliamo e creare una zona di confort comune ad entrambe le istanze per fare in modo che esse collaborino invece di farsi la guerra. Può anche capitare e di fatto capita molto spesso , che il corpo del paziente, necessiti di una spinta energetica per riassestarsi con maggiore rapidità e ciò avviene con la necessità di un cambiamento nello stile alimentare e di un sostegno in termini di uso di un rimedio fitoterapico, gemmoterapico o micoterapico. In ultima analisi vorrei sottolineare e ricordare a tutti i terapeuti e operatori olistici, o a chiunque decida di mettere se stesso e le sue conoscenze a servizio del benessere altrui, che il primo a dover avere una qualità di vita molto alta è lui stesso. Bisogna essere un esempio pratico, questo perché è ora di scardinare il vecchio paradigma che ha dominato fino ad oggi secondo il quale regna l’adagio: fai quello che ti dico di fare e non quello che faccio io! Basta! Questa è roba vecchia, è un concetto obsoleto che va scardinato, benché sia perfettamente cosciente che la cosa più difficile al mondo è vedere la trave nel proprio occhio rispetto alla pagliuzza nell’occhio altrui! Ma la vera rivoluzione è questa, non ci sono scappatoie e nemmeno scuse. Il cambiamento è sempre una questione interiore e personale e necessita di una grande capacità e voglia di mettersi in discussione! E’ per questo motivo che ho dato vita a questo corso che tutti possono seguire comodamente dalla propria casa, della durata di 6 mesi, dove si lavora veramente su se stessi, con l’unico scopo di recuperare energia, guardarsi dentro, confrontarsi con i propri limiti, cancellare le memorie inconsce, resettare la propria storia personale e attuare dei reali cambiamenti nella propria vita imparando a fare delle scelte più consapevoli e quindi più soddisfacenti. Nel link qui di seguito trovate tutte le informazioni necessarie, oppure potete chiamarmi al numero di cellulare che trovate nella pagina.

Corso “Influenzare il tessuto della realtà”:
Corsi
Concludo questo articolo ricordando a tutti e in primis a me stessa le parole del mio amatissimo Maestro Nazzareno Palaferri: “Nessuno cura nessun altro; tutto quello che possiamo fare o non fare nella vita, dipende solo dallo Spirito! Siamo i suoi servitori!“.
Letizia Boccabella









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