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Oggi vi parlerò di tre ragazzi, tre amici, che hanno deciso di inseguire la loro passione e di unirsi per renderla concreta e farne un lavoro! Stiamo parlando di Alessandro Piconi, Marco Forti e Luca Silvani i tre moschettieri che hanno unito le loro forze per creare una società di informatica: il Sablab, la quale potrebbe sembrare una comune società la quale offre solo servizi ai clienti come ce ne sono molte altre in giro, ma che in realtà nasconde un movens diverso, un intento decisamente più ampio rispetto all’offrire prospettive di creazione di siti e assistenza nella manutenzione degli stessi, come la normale prassi si aspetta da persone che lavorano in questo campo. Il nome stesso lo lascia intendere: informaticamente informali, credo gli si adatti in maniera perfetta se consideriamo che due di loro sono e nascono più prettamente come informatici mentre Luca Silvani, che ospiteremo durante la live di oggi, è quello che si occupa in larga parte del contatto con il pubblico, di organizzare gli eventi che il Sablab ospita e oltretutto nasce con una radice umanologica, essendo laureato in filosofia. Sarà quindi lui il portavoce dei tre moschettieri ai nostri microfoni e sarà interessante vedere come non ha molta importanza cosa si fa nella vita, ma quale scopo si nasconde dietro quello che facciamo e ancor di più il modo nel quale si riesce a legare aspetti che possano sembrare diametralmente opposti in superficie, ma come poi questi stessi punti, osservati da una prospettiva più ampia e più profonda, si vadano a conettere in quello che per molti di noi è il mare magnum di internet! Ci tengo a precisare che uno degli elementi prevalenti del team del Sablab è la condivisione; vedremo a breve in che modo questi ragazzi la intendono e come si adoperano per farne il loro cavallo di battaglia! Mi piace riportarvi il significato, cioè l’etimologia della parola condividere; la quale è composta di due parti: con e dividere, il cui significato profondo è; possedere insieme, partecipare insieme, offrire del proprio ad altri, cioè il mettere assieme parti separate per crearne un insieme di maggior valore disponibile a più parti! Insomma uno dei tanti valori base dell’olismo, il quale vi voglio ricordare il non essere la sola summa delle parti bensì un valore aggiunto che supera la mera addizione di esse per ricavarne un quantum globale dove 2 più 2 non fa mai 4, ma spesso e volentieri fa 5 oppure 16!

Parlaci di te Luca e di come è nato il Sablab, di come è nato questo legame tra te, Alessandro e Marco e di come avete deciso di dare vita alla vostra società di informatica? Tutto per me è cominciato con Linux; che è un sistema operativo libero. Circa 19 anni fà intorno al 2000, ho provato a scoprire questo sistema e per cominciare ad usare il quale ho chiesto aiuto a qualche amico qui nei dintorni che già lo usava e così abbiamo formato quello che viene chiamato un L.U.G. cioè un Linux User Group, e da lì abbiamo iniziato a frequentarci anche di persona. Uno di questi amici che lavorava in una società di informatica è poi divenuto un mio collega perché sono stato assunto anche io… adesso dovrei raccontarvi un proseguio composto da storie troppo pallose ma, alla fine in sintesi la storia è che siccome non ci pagavano, abbiamo deciso di dare seguito a questa felice liaison, siamo diventati soci tutti assieme ed in tre su quattro di quello che oggi è ancora il Sablab. E’ stata un’evoluzione nata da una passione e quindi una vera e propria bomba!… almeno per me.

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Che cos’è quindi che ti ha affascinato più di tutti di Linux, che se non sbaglio è un Open Source? Beh è bello perché idealmente è un sistema… adesso i puristi mi uccideranno sentendo quello che sto per dire… quindi diciamola come dovrebbe essere detta: è un software, come dice Richard Matthew Stallman, che è un programmatore, informatico e attivista statunitense fondatore del movimento del software libero, il quale lo definisce come un sistema free as in freedom and not free as in beer, il che vuol dire che non è completamente gratis, benché sia anche gratuito, ma è libero perché sei libero di modificarlo! E’ quindi è un sistema che idealmente non è di proprietà di nessuno per cui tu non sei costretto ad usarlo alle condizioni imposte da altri, benché esistano dei limiti e dei vincoli però, in linea di massima, se sei capace con questo sistema fai quello che vuoi! Lo modifichi, lo migliori, lo ampli e non devi sottostare alla rigidità imposta dagli altri sistemi che una volta acquistati sono disponibili per te solo entro certi range, e se ne vuoi uscire anche di poco devi pagare! Qui no! E’ gratis, il cambiamento non solo è permesso ma è gratuito! E’ quindi bello sotto tanti punti di vista e ancor di più sotto quello della libertà di poterlo modificare a piacimento a patto di mantenere la cosidetta viralità della libertà; cioè le tue modifiche al sistema devono essere poi libere e disponibili per tutti gli altri, non puoi etichettarle con un personale copyright. Questo vuol dire che gli aggiornamenti e le migliorie che uno apporta al sistema vengono messi a disposizione di tutti senza restare ad uso e consumo del singolo? Certo! Assolutamente sì! La portata innovativa di questa logica è proprio questa! Cioè quello che fai diventa a sua volta disponibile per gli altri i quali lo possono a loro volta migliorare ancora di più! Tutto questo sistema operativo è nato e ha avuto un gran successo ed è utilizzato a livello mondiale molto più di quanto si creda! E’ utilizzato a livello professionale e dietro le quinte molto di più che da utente finale per intenderci, nel senso che tutta l’architettura di internet all’80% sfrutta server Linux, e questo non lo sa quasi nessuno; a parte il fatto che viene utilizzato su gli aerei, impiegato per dispositivi industriali di tutti i tipi, il suo successo sta nel fatto che tu sei libero di modificarlo per gli usi più disparati e viene garantita la trasparenza per la quale tutti gli utenti possono vedere quello che fai e di conseguenza è molto più controllato rispetto ai sistemi chiusi. Quindi per capirci se c’è un problema sui sistemi Apple o Microsoft devi aspettare che siano loro a decidere di modificarlo mentre su Linux chiunque può intervenire per modificarlo e questo ne garantisce una efficacia maggiore! Quindi il sistema è più valido perché, come accade gni volta che si decide di collaborare invece che ostacolarsi a vicenda, si attua un ideale di condivisione e di unione in vista di uno scopo che migliori il sistema?! Certo! E’ la natura dell’ideale collaborativo!

Quindi voi tre vi siete uniti per dar vita al Sablab, ma provenite da background diversi se non sbaglio? Sì; Alessandro e Marco nascono già come informatici e come programmatori più puri rispetto a me, sono quelli che mettono le mani su i codici; io mi occupo anche dell’ organizzazione di eventi, della gestione noiosa e burocratica della società di cui però c’è bisogno e della parte bella della gestione delle macchine su Linux e della infrastruttura informatica. Insomma ognuno di noi ha comunque i suoi compiti. Tu invece sei laureato in filosofia? Corretto. Mi è piaciuto vedere come l’assetto di base su cui poggia la nascita ideologica di Linux sia appunto la condivisione che è anche argomento base di tutte le tradizioni spirituali del mondo. Oltre questo quindi, quale pensi che sia il vero scopo a livello idealista che dovrebbe avere la tecnologia in genere, non solo l’informatica? Beh, molto idealmente per me la tecnologia dovrebbe servire, a parte tutte le implicazioni di natura economica, lavorativa ecc.. ed essere improntata a migliorare la qualità della vita delle persone in generale; quindi tutta la tecnologia che si vende e che in realtà ti incatena, io la vedo e la vivo come la più grande delle fregature! Diventi tu il prodotto utile alla tecnologia! Al contrario come dicevo prima con Linux tu stesso diventi un produttore di tecnologia e aumenti la conoscenza degli altri condividendola; che è l’esatto opposto di quello che succede in genere. Io mi rendo conto di avere una visione estrema in tanti casi… Lo stesso facebook come tanti altri social network, alla fine ingabbiano te e i tuoi dati!.. diventi la loro merce e loro riutilizzano a loro piacimento tutti i tuoi dati; vi faccio un esempio.. l’argomentazione più diffusa è quella di dire ma io non ho niente da nascondere! oppure dire è inevitabile perché l’evoluzione della tecnologia porta a questo! Quello che in realtà succede è questo: quando fai una ricerca di un prodotto su un motore di ricerca ad esempio un volo; lo cerchi oggi e lo cerchi domani, la tecnologia che c’è dietro nel mentre ha trattenuto i tuoi dati genera un push it sul prezzo e se quello  di ieri era 100 domani lo stesso volo sarà aumentato a 150! Questo è l’esempio pratico di come in tutta semplicità e senza esserne coscienti si svendono i propri dati, e di come si mette in condizione chi ti deve erogare un servizio di manipolare il prezzo a suo favore e contro di te! Immagina cosa accadrebbe un domani estendendo in larga scala questo fenomeno, quando i tuoi dati medici saranno visibili a tutti e noti a chi fa medicine, a te che sei malato e loro sanno e conoscono la tua patologia, tu pagherai l’aspirina 100, mentre chi non lo è la potrà acquistare a 2! E questa è una grande fregatura! Ed è la famosa risposta all’affermazione: ma io non ho nulla da nascondere, cosa mi importa?! E’ proprio di questo che ti deve importare invece! Quindi nel mio modo di vedere le cose il lato particolarmente pericoloso della tecnologia è proprio questo! Ed io lo condivido! Anzichè servirti del prodotto, sei tu a divenire il prodotto!

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A questo punto ti chiedo: in linea con il concetto di Dharma di cui parlo sempre nelle mie dirette, che è lo scopo con il quale siamo venuti qui su questa terra, sarebbe bello da parte vostra tenere dei corsi sull’uso consapevole della tecnologia? Dato che quello di cui parlavi prima erano cose di cui io ero già al corrente ma che molte altre persone non sapevano e che magari ancora non sanno bene e soprattutto, avendo voi uno spazio nel quale avete già ospitato corsi, conferenze, meeting gratuiti, proiezioni di documentari indipendenti ecc.. avete ospitato il famoso fumettista Zero Calcare, il Dr. Pira, anche lui fumettista più di nicchia ecc… ti piacerebbe un domani mettere a disposizione la tua conoscenza nell’ambito dell’informatica per rendere più consapevoli le persone di come usare la tecnologia e di come evitare di essere usati dalla stessa? L’idea non mi dispiace affatto; in realtà abbiamo già fatto qualche corso per provare ad insegnare ad usare la tecnologia in maniera più consapevole; ad esempio è stato fatto un corso su i vantaggi del software libero, che non è solo Linux; vi spiego una piccola differenza che esiste nell’usare due browser come Google Chrome e Firefox. Il primo è un browser di proprietà di google che raccoglie tutti i tuoi dati e li usa come detto poc’anzi, mentre Firefox fa le stesse cose però le fa fare liberamente senza appropriarsi dei tuoi dati. In poche parole avevamo pensato questi piccoli seminari come momenti di informazioni che avevamo chiamato ironicamente di autodifesa informatica! Un altro piccolo seminario che feci tempo fa riguardava l’utilizzo della pec nella posta elettronica per inviare le comunicazioni verso la publica amministrazione e/o come autodifesa civica! La pec è uno strumento efficace per risparmiare tempo, ha validità legale perché è l’equivalente di una raccomandata con ricevuta di ritorno e non ha bisogno di firme! Soprattutto quello che vorrei dire è che di fronte alla possibilità di avere due opzioni di cui una è più vantaggiosa ma meno nota e l’altra più conosciuta ma meno vantaggiosa la questione fondamentale è solo saper scegliere! Come l’esempio di prima per Firefox e per Chrome; sono tutti e due gratuiti, sono tutti e due scaricabili, dove sta la differenza? In questo caso che Chrome è spinto fino alla morte da google appena capisce che sei online ti dice: scricati chrome, scaricati chrome!!! Firefox no! Devi conoscere la sua esistenza per scaricarlo e non è nemmeno l’unico ce ne sono altri come ad esempio Opera che è anch’esso un browser libero e che dispone di altri vantaggi! Anche questa è consapevolezza, è conoscenza! In base a questa si può poi, in un secondo momento, fare delle scelte più consapevoli…

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Tutti e tre voi ragazzi avrete dei pregi e dei difetti che vi aiutano e che vi navigano contro sia nel lavoro sia nella vita; adesso tu fai un pò il portavoce del Sablab e quindi rivolgo la domanda a te: qual’è il tuo miglior pregio, la qualità che ti aiuta sia nella vita che nel lavoro e il difetto che ti rema contro? La tigna, l’insistenza… il fatto che vent’anni fa per me iniziare ad usare il server libero è stata una vera e propria questione di tigna! Iniziai sostenuto da un tipo che per una settimana intera ha commesso un vero e proprio atto di generosità disinteressata, un martire! Vent’anni fa quando internet a casa non ce l’aveva quasi nessuno ed io giravo con una connessione a 52K! Fu molto ostico, non esisteva nemmeno l’interfaccia grafica! Lui mi ricordava l’ora in cui ci dovevamo connetterci e per una settimana tutte le sere ci sentivamo tramite una chat che adesso nemmeno esiste più… per cui l’insistenza mi ha portato dopo quasi 20 anni ad usare un server di sviluppo che altro non è che l’aggiornamento dell’aggiornamento dell’aggiornamento della prima macchina che ho installato; e quindi posso affermare che orami il nostro server è diventato maggiorenne!! Quindi tu per tigna intendi la determinazione? Sì, l’insistenza… Beh ma allora è una qualità! Sì però il rovescio della medaglia è che poi, in tanti casi mi porta ad essere stupidamente legnoso ed insistente nell’incaponirmi su certe cose quando poi in realtà, potrei essere più morbido ed ottenere di più! Più malleabile... sì perché in fondo penso di essere una persona molto paziente, tollero, tollero e tollero, poi quando non tollero più esce fuori la mia insistenza che non molla fino a quando non ottengo quello che era esattamente dall’inizio la cosa che tolleravo… quindi è la stessa cosa che ha due facce!

Mi hai detto che il capitolo del mio libro che ti ha colpito di più è stato quello in cui parlo di Jung e di come funziona la mente, non per altro sei laureato in filosofia… la genialità del grande Jung fu tra le tante cose quella di comprendere che si può tranquillamente vivere anche se tristemente, senza la funzione Intuito. L’intuito è la base della creatività, ed è un pacchetto dono chiuso in se stesso, preciso è la famosa lampadina che si accende! Quanto è importante per te la creatività, sia nella vita che nel lavoro? Beh considera che l’informatica contrariamente a quanto si crede è una scienza esatta, più che altro rigorosa! E’ basata su un codice molto ben strutturato, però per trovare quella stessa soluzione esistono mille modi diversi; ad esempio se parliamo della realizzazione di una pagina web.. per farla esistono molti linguaggi e la chiave risiede nell’essere in grado di capire qual’è quello più adatto a sviluppare quell’esigenza nel modo più efficente. Questo per dire che, almeno nel campo dell’informatica, è anche solo la scelta migliore in termini di efficenza per arrivare all’obiettivo! Ed è una cosa che va fatta sia in base alle conoscenze che si possiedono, sia in base all’intuizione come dicevi tu prima, perché comprendi che quell’aspetto valorizzato al massimo e in un determinato modo, ti permette di ottenere il massimo risultato con uno specifico linguaggio e non con un altro. Quindi è anche una capacità associativa, la quale fa parte della creatività, ed io ritengo che l’informatica sia uno dei campi più creativi che esistono perché hai molte possibilità e molta scelta!

Beh a questo punto mi sembra doveroso ricordare che la possibilità di navigare in internet attraverso le pagine web è il frutto di una scoperta avvenuta all’interno del CERN di Ginevra e che è stato messo liberamente a disposizione di tutta l’umanità come molte altre scoperte che provengono da lì; proprio perché è stato imposto fin dall’inizio che il CERN garantisse il carattere della condivisione universale delle sue scoperte! La creatività non è settoriale, non è il frutto di quello che si fà, bensì di quello che si è… si può essere creativi in tutto ciò che si fa! Certo! Considera che la nascita originaria di internet ha radici e scopi militari, dopo è stato sviluppato in ambito universitario ed è stato formalizzato dai ricercatori del CERN. Il più famoso è Tim Berners-Lee che è quello che ha stabilito le regole base di funzionamento dello scambio di informazioni cioè ha inventato il protocollo attraverso il quale noi riusciamo a scambiarci informazioni usando come supporto le pagine web. Il famoso indirizzo delle pagine web, cioè l’http che è l’acronimo di Hipertext Transfer Protocol è stato ideato da lui. La scelta che egli fece fu la seguente: questo è il frutto di una ricerca che deve rimanere libera e quindi fruibile a tutta l’umanità gratuitamente! Ed è proprio grazie a questa scelta che oggi siamo liberi di navigare in internet! Quello che ci deve far riflettere è che lui ha avuto questa intuizione creativa e da questa idea è scaturita poi tutta una serie di applicazioni tecniche e tecnologiche avanzatissime che oggi tutti noi conosciamo come il web! E da buon ricercatore è un personaggio che crea cose nuove, non uno che sviluppa idee di altri! Ovvio certo! L’importante è avere l’idea e se poi questa idea viene sviluppata da una sola persona o da una equipe di gente non conta, quello che conta è avere l’idea! Con questo mi fa piacere introdurre un altro concetto, quando alle persone io chiedo “Tu sei sicuro che i tuoi pensieri siano i tuoi?”. La maggior parte della gente, anzi tutti, mi rispondono: Sì! E allora io gli rispondo: “Dimostramelo!”. Non è dimostrabile al paternità di un pensiero… perché se impari ad osservare i tuoi pensieri ti rendi conto che non sono altro che il frutto della tua storia personale e della socializzazione cioè di tutto quello che ti hanno raccontato nella vita le persone che hai incontrato, i film che hai visto, i libri che hai letto ecc.. non sono altro che le nostre memorie.. l’unica cosa nuova di cui solo dopo puoi reclamare la paternità, se così vogliamo etichettarla, è l’intuizione. Essa già esiste in un altro piano di realtà che tutte le tradizioni spirituali del mondo conoscono e chiamano Akasha, e l’intuitivo ha solo una maggiore capacità di andarsela a prendere attraverso le alte frequenze di cui dispone il suo sistema nervoso e tutte le sue cellule, perché il corpo umano è una vera e propria antenna ricevente ed emittente segnali, cioè input di energia ed informazione, e maggiore è la frequenza alla quale viaggia e maggiore sarà la sua capacità intuitiva! Essa è il frutto di un processo sincronico non lineare ed a-causale; non è quindi né logico-riflessivo né logico deduttivo; il pensiero di per sè è qualcosa di molto più scontato e banale di quanto si immagini. Arriviamo così all’ultima domanda: se avessi tutto il tempo del mondo e tutti i soldi del mondo, che cosa faresti? Viaggerei! Il viaggio è sempre una grande occasione di conoscenza; diciamo che quando siamo bambini e ragazzi andando a scuola la conoscenza è più un qualcosa che subiamo che ci viene imposta, perché andare a scuola è un obbligo e quindi è un pò palloso… poi crescendo ti rendi conto che la conoscenza è davvero una grande occasione di crescita! Quando viaggio a me piace pensare di andare in un posto e vivere come si vive in quel posto per il tempo che ho a disposizione; quindi non vivo il viaggio come una sorta di conoscenza enciclopedica ma vivo la città che vedo esattamente come se la vive la gente del luogo e per conoscere le persone che ci vivono! Margherita, mia moglie, mi dice che uno dei miei difetti è che sono anche un pò dispersivo, perché magari perdo tempo nel fermarmi a parlare con mille persone e mi invento modi per parlare con qualcuno di cose che vanno completamente fuori traccia rispetto a quello che stiamo facendo! Però, per come la vedo io, è un modo per esplorare… il viaggio è bello perché è anche esplorazione… è una grande possibilità che abbiamo noi che siamo fortunati e possiamo permettercelo rispetto ad altri che non hanno la nostra stessa fortuna! E’ un’occasione per migliorarci e per migliorare tutto il resto di quello con cui entriamo in contatto.. ci si valorizza come persone; perché più si riesce a conoscere più si comprendono le differenze. Il problema vero è la monoculturalità, dal mio punto di vista quando non si riesce a discriminare perché si vede solo una cosa; quando invece impari ad educare il tuo pensiero a capire che c’è questo ma c’è anche quest’altro e tu divieni in grado di scegliere con la capacità critica che è il frutto dell’esperienza vissuta la quale ti permette di valorizzare consapevolmente quella che diviene la tua scelta, allora la mente si apre e per me il viaggio è proprio questo è sinonimo di apertura mentale e di conoscenza diretta di quello che quotidianamente non hai possibilità di sperimentare!

Dalla tua risposta si deduce che per te sia molto importante anche la socialità; quanto ti da la socialità, il contatto con l’altro? Diciamo che viaggio a parte, quello che mi piace è essere radicato in un posto; perché nel momento in cui sei in un posto da molto tempo conosci le persone, conosci chi sono, conosci cosa pensano e ti fanno sentire parte di un tutto! Conoscere le persone mi mette nella condizione di sentirmi parte di qualche cosa; se io fossi trapiantato dall’oggi al domani in un altro luogo, la cosa che più mi mancherebbe almeno inizialmente è tutto quello che oggi ho qui a disposizione e che conosco. Fin da bambino col fatto che papà lavorava all’ENEA, eravamo costretti a causa del suo impiego a spostarci tanto, adesso sono 20 anni che abito qui, ma fino alla prima media ho vissuto negli Stati Uniti, a Roma, a Genova, a Santa Margherita…. ci spostavamo continuamente ed ogni volta che arrivavo in un posto e che mi ero fatto degli amici, basta! Ci spostiamo! Credo quindi che questa esigenza di radicamento sia dovuta alle esperienze della mia infanzia… Quindi la socialità per te è radicamento, ha il sapore delle radici? Beh sì, penso proprio di sì. Direi che la socialità è un altro modo di esprimere un attaccamento, un attaccamento ad una cerchia. E tu la trovi una cosa positiva o negativa? Perché spesso la parola attaccamento può essere vissuta come un problema, nel senso che l’attacamento genera dipendenza. Sai… stavo leggendo un libro a mio parere molto interessante che si intitola: “Platone è meglio del prozac“, in cui il tipo, il protagonista prova ad affrontare tutte le crisi della nostra società per risolvere le quali spesso ci si rivolge a psichiatri, psicologi e medicinali, farlo invece in una ottica filosofica. Uno degli argomenti portati in ballo dallo scrittore era il concetto di doversi attaccare solo a quello che non ti potranno mai togliere! Cioè quello che viene da dentro di te! Quindi l’attaccamento ai beni materiali è un errore perhé te li potranno sempre sottrarre, mentre l’attaccamento che io provo per gli altri che nasce da dentro di me è in realtà un bene, è positivo, anche se può essere negativo in quanto essendo una forma di dipendenza va ritenuta tale nella misura in cui diviene patologica. Nel senso che diviene un problema nella misura in cui tu stai male se quello che vivi da dentro verso gli altri deve essere manifestato da fuori verso di te. Se invece tu lo continui a provare, nessuno te lo può effettivamente togliere, allora è il top! Condivido con te perché le qualità Platoniane sono annoverate da tutte le tradizioni spirituali del mondo come qualità che un essere umano può esprimere perché in realtà non sono sue ma dello Spirito. Tutte le distorsioni dell’ego sono il frutto del distaccamento dallo Spirito e così generano difetti e sofferenza!

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Andremo in onda con l’intervista live questa sera 15 Luglio 2019 alle ore 21:30 su Web Radio Sole Quantico all’interno della rubrica: “Tra passione e lavoro: quelli che ce l’hanno fatta!“. Non mancate!

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Cliccando al seguente link potete accedere alla rubrica e ascoltare le precedenti interviste: https://www.spreaker.com/show/tra-passione-e-lavoro

Letizia Boccabella

 

 

 

 

 

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