
La seconda ospite della nuova rubrica di Web Radio Sole Quantico: “Tra passione e lavoro: quelli che ce l’hanno fatta!” è Valentina Belli; donna dalle molte qualità tra cui possiamo annoverare l’ intraprendenza, la versatilità, l’ attività e la determinazione! In un mondo nel quale, nonostante la presunta evoluzione sociale ci voglia far credere di dare uno spazio equanime ad ambo i sessi, noi donne siamo le prime a sperimentare sulla nostra pelle che nel mondo del lavoro, le cose non sempre stanno così! Ma il bello di questa rubrica e il suo intento primario, sono senza ombra di dubbio, il voler portare una testimonianza forte che l’identità di genere non è più un problema o un ostacolo a chi decide di prendere in mano le redini della sua vita e far sì che a dominare sia la sua passione predominante e non la stereotipia di massa! Valentina Belli ha iniziato lavorando come dipendente presso una struttura che organizza matrimoni (quindi come Wedding planner e come responsabile commerciale), ma in seguito, ascoltando la sua voce interiore la quale la spingeva verso una totale indipendenza ed una sempre maggiore voglia di libertà, ha preso in mano le redini della sua esistenza e si è messa in proprio! Una mossa coraggiosa, ma di fatto posso testimoniare che il coraggio, quello con la C maiuscola è una caratteristica delle persone di successo! Ci tengo anche a sottolineare che l’etimologia della parola coraggio deriva dal latino e comprende due parole: cŏr, cŏrdis ’cuore’ e dal verbo habere ’avere’: avere cuore! Le persone di coraggio possiedono questa virtù che è ovviamente connessa allo Spirito e non certo all’ego, alla mente o al dialogo interno. Il coraggio ha sede nel cuore e come dico sempre risiede in un cuore vuoto, vuoto dai tormenti, dalle preoccupazioni, dalle gelosie, dal livore, dalla tristezza, dalla rabbia e dalla paura! Così vuoto da poter ospitare lo Spirito! Molte persone non se ne rendono conto perché vedono le cose da una lente deformante che filtra loro stesse attraverso la pressione della socializzazione; ma quando poi, le si fa riflettere attraverso nuovi punti di vista e nuovi assetti percettivi, loro stesse sono le prime ad ammettere che certe qualità, quelle positive, quelle platoniane non sono le loro, sono un dono… sono una virtù del cielo… per dirlo con le parole della nostra antica tradizione romana e ancor prima greca!
C’è un’altra grande realizzazione che avviene nelle persone coraggiose, nelle persone centrate nel cuore; avviene un qualcosa che tocca ogni fibra del loro essere e che si chiama accettazione di sè! Da questo nuovo stato dell’essere prende vita una diversa predisposizione ad amare; tema centrale della vita lavorativa di Valentina, la quale con passione e dedizione organizza il giorno più importante, il giorno nel quale viene incoronato nell’esistenza degli sposi, un picco di consapevolezza per il quale entrambi promettono all’altro una totale accettazione di se stessi e della coppia che diviene un’unica entità! Ogni uomo o donna che decide di fare questo passo importante e che presta fede ad un impegno che si spera possa durare una vita intera, dovrebbe tenere bene a mente le seguenti riflessioni: “Il cammino verso la piena accettazione di se stessi cambia completamente il modo con il quale guardiamo il mondo e con il quale ci guardiamo allo specchio! Accettare con equanimità i nostri pregi e i nostri difetti significa AMARSI con la A maiuscola; e quando questo accade non solo sei in grado di amare veramente qualcun altro, ma sei davvero in grado, per la prima volta, di essere davvero te stesso! Cosicchè quando ti specchi negli occhi dell’altro vieni inondato dalla profonda consapevolezza che quegli occhi sono anche i tuoi, che quello sguardo è anche il tuo, che la luce che vedi nei suoi occhi è la stessa che è dentro di te! Solo allora diventi cosciente che lo spazio che vi separa è una mera illusione, che non c’è mai stato un vuoto, che non c’è mai stato nulla da riempire…e che se io sono davvero io, lascio spazio a te di essere ciò che davvero sei! Una volta che hai dato a te stesso la possibilità di essere chi sei e vivere in base a ciò che davvero sei, accade un miracolo: smetti di giudicare te stesso e di conseguenza il giudizio che il mondo ha su di te crolla, le barriere si infrangono e riacquisti il tuo potere personale! Quest’ultimo ti rende consapevole di essere l’unico vero responsabile della tua vita e che non esiste più nessuno da incolpare, più nessuno da additare, più nessuno la fuori che possa sottrarti energia! Il potere personale è consapevolezza di sè, è coscienza espansa, è magia; la magia che nasce dalla forza dello Spirito il quale è immune da qualunque lotta, da qualunque danno, da qualunque ferita. E’ immune perché semplicemente è!“.

Parlaci un pò di te Valentina, di te, della tua persona e del tuo lavoro, di come si è evoluto nel tempo e delle scelte che ti hanno portato a fare quello che fai adesso. Tutta una vita praticamente! In realtà mi sono resa conto solo ultimamente che tutto quello che ho fatto mi ha portato ad oggi! Ogni tassello che poi ho ripercorso mi ha portato esattemente dovevo volevo essere senza saperlo! Ho passato una vita intera sapendo di avere delle qualità ma senza sapere come metterle in atto; e questa incongruenza è stata una di quelle cose che mi ha letteralmente squarciato l’anima! Che ci faccio con queste cose?! So di avere queste potenzialità ma non so come metterle in pratica, come farle fruttare, come trasformarle in un investimento. Alla fine lavorando e col passare del tempo, il lavoro stesso si è creato quasi per indotto; nel senso che c’è stato un momento nel quale ho prestato ascolto alle persone che mi stavano intorno, alcune mi dicevano che mi dovevo mettere in proprio e quindi in qualche modo hanno seminato o hanno annaffiato l’idea che già era presente in me! Dall’altra parte, sempre ascoltando la gente che avevo intorno a livello lavorativo ho capito che c’era un gap da riempire. Quindi le due cose hanno collimato ed io mi ci sono tuffata dentro! Così è nata questa idea del Personal assistant, che è una figura che esiste già e che in Inghilterra è regolata da partita iva, cosa che ovviamente qui in Italia ancora non c’è, ed è una persona con delle doti di segreteria, organizzazione e logistica, che si mette a disposizione di figure con attività professionali o di grandi aziende che può scegliere se essere dipendente o indipendente ed io ho scelto di realizzarla come freelance! La mia peculiare caratteristica è che io ho deciso di orientarmi solo nel settore del wedding, quindi dei matrimoni, e dopo aver lavorato per sei anni nel settore commerciale all’interno di una location di eventi che, per cause di forza maggiore le specifiche manzioni che ricoprivo mi portavano anche a asvolgere il ruolo di wedding planner, adesso lavoro solo per i fornitori! Questi ultimi avevano bsogno di assistenza da parte di persone formate e che masticassero anche i termini del wedding, ricoprendo allo stesso tempo un ruolo di segreteria; questo perché i fornitori con i quali tratto sono tutti di entità medio/piccola e pur avendo la necessità dei servizi offerti da una buona segreteria non sono in grado di sostenerli dal punto di vista economico. Essendo poi quello del wedding, un lavoro di tipo prettamente stagionale dove si fanno quattro eventi in quattro giorni, mi è letteralmente impossibile stare dietro ad instagram ed ai social in genere, non ho il tempo di rispondere alle email che arrivano per l’anno successivo! Ma in un mondo come quello di oggi che viaggia ad altissima velocità e dove l’offerta è enorme soprattutto in un territorio come Roma e dintorni, se non rispondi in mezzo nano secondo, tu la coppia di sposi te la sei persa! Quindi mi sono tirata indietro dall’operativo vero e proprio per condurre il lavoro da casa rispondendo ad una esigenza che si è venuta a creare e che non aveva la corretta figura professionale che colmasse questa lacuna e nel farlo ho deciso di essere totalmente libera; quindi il risultato è che sono diventata una freelance! E questa è stata una scelta vincente! In realtà sono assolutamente figlia dei miei tempi: ho preso una necessità e di questa ne ho fatto virtù!
Ascoltando la tua storia posso affermare che sei riuscita non solo ad intuire quello che volevi fare ma anche quella che era la necessità del momento e tramutarla non solo nel tuo lavoro ma, attraverso questo realizzare anche la tua passione, un tuo profondo bisogno interiore! Assolutamente sì! L’ho fatta mia! Dico sempre che mi sono trovata al posto giusto, nel momento giusto, con le persone giuste. Ho solo avuto l’intelligenza di trarne vantaggio! Di fatto nella vita le cose un pò ti capitano ed un pò te le crei! Devi anche avere lo Spirito di accorgerti che stai vivendo il momento giusto e di spingere sull’accelleratore! Credo in tutta onestà non solo di aver fatto questo, ma di aver avuto ad un certo punto una vera e propria illuminazione in conseguenza al fatto che questa idea è nata e piano piano ha preso sempre più forma nel tempo e quando ho iniziato a camminare questo percorso in realtà non ero cosciente di dove sarei voluta arrivare, non lo sono nemmeno adesso! Però continuo a camminare e piano piano affino sempre di più l’idea, perché essendo innovativa è come se io avessi messo me stessa al servizio di un’idea! In fondo quello che so fare bene è chiaccherare e sono riuscita a trovare la cornice giusta per sfruttare questa mia peculiarità!

Io credo che tu sappia fare molto di più che parlare! Sai le chiacchere come dico sempre se le porta via il vento! Quello che tu sai fare invece è sicuramente comunicare; ed è molto diverso…. Assolutamente è vero! Quello che ripeto sempre agli sposi è che il mio lavoro si basa soprattutto sull’empatia, poi c’è da dire che il matrimonio per loro è un giorno importantissimo ed io ne ho sulle spalle 200… e se andiamo nello specifico ho 200 giorni importanti delle persone sulle spalle! Ti posso giurare però che tutto avrei immaginato nella mia vita fuorchè fare l’organizzatrice di matrimoni! Quando ho comunicato questa scelta a mia madre, lei mi ha risposto: “Tu!! Così cinica, disincantata, sempre sul pezzo… tu che ti metti a fare matrimoni!!”. Ed io questa cosa un pò me la sono giustificata dicendo a me stessa: tu Valentina in quel momento vivi un microcosmo di felicità; e quindi chi è Valentina per poter giudicare la felicità degli altri! Io non sono nessuno! Quindi se gli altri sono contenti di aver fatto questa scelta, per me fare parte di questa cosa e sentirmi dire alla fine della giornata: “Per noi sei stata preziosa!”, non ha prezzo! E’ una cosa bellissima!
Non volendo anche tu come Giordano, giochi d’anticipo e con le tue risposte già ti porti avanti il lavoro per le domande successive! Evidentemente il flusso c’è e si sente! Come hai appena detto ti metti a disposizione della giornata e dell’evento di picco di queste persone, che è appunto il matrimonio e quindi anche il coronamento del loro amore. Ma tu Valentina, come vivi l’amore? Che cos’è per te l’amore? Ammazza che domanda difficile!!! In realtà non credo di pensarci! Come lo vivi? Ti posso dire quello che sento… soprattutto ultimamente nel coadiuvare gli eventi di Veronica e del suo bar Il Centrale, io percepisco un estremo calore che è il frutto della condivisione, della comunione con qualcuno e così facendo posso dare quello che ho dentro mettendolo a disposizione degli altri. Ovvero tutto quello che so, lo metto sul tavolo! Ce n’è per tutti! Quello che ancora non so invece sono pronta a riceverlo e il fatto di poter vedere gli altri felici, ricevendo nulla in realtà, perché quello che gli sto dando è davvero solo quel poco che so, mi rende una persona felice e indietro mi torna molto, molto con poco! Anche lo stare semplicemente seduta al centro storico e vedere il risultato degli eventi organizzati dove le persone vivono a loro modo il loro momento di risate e di leggerezza, tutte assieme, per me è impagabile! Questa condivisione così forte è l’amore! Quindi per te l’amore è condivisione? Decisamente sì. Che ci devo fare con tutta questa roba da sola??!!! Sei fantastica! Il bello è che ognuno ha una propria visione di cosa sia l’amore e anche e soprattutto dell’amore al di là di quello che meramente appartiene alla coppia; in fondo l’amore ha tante sfaccettature…
Quello che però mi sembra di aver capito di te Valentina è che il tuo percorso abbia alla base un profondo desiderio di libertà, libertà di espressione. Dicci quindi qual’è la tua particolare interpretazione della libertà? La finisci di farmi queste domande difficilissime?’!! ahahaha Sono tutte così…. è lo scotto da pagare per aver accettato l’intervista con me! Ma sì!! Sono difficili perché sono cose che vivi ma sulle quali poi non ti fermi quasi mai a riflettere… la libertà ha un sacco di sfaccettature; in realtà so che non mi è permesso essere sempre quello che voglio essere con tutti quanti! Anche saper rispettare gli altri, le persone che hai davanti cercando di essere te stesso fa parte del concetto di libertà. E’ un pò egoista pensare di essere così e quindi lo si è punto e basta! Noi viviamo in una società che è dettata da regole e inevitabilmente ci si confronta con gli altri, quindi la tua libertà sta anche nell’accettare la libertà altrui; nel senso che la mia libertà finisce nel momento in cui inizia quella dell’altro! Quindi il rispetto è sicuramente un concetto che pongo alla base della libertà. Io ho vissuto una vita non accettandomi… quindi crescendo e sviluppando piano piano il senso dell’auto accettazione, mi sono data la possibilità di fare una vera e propria conquista e concedere a me stessa una libertà enorme! Io mi sono data la libertà di accettarmi! Questa è una di quelle cose che non si può spiegare ci devi proprio passare, perché mi sono data coscientemente il benestare di essere libera, me lo sono concesso, e credo che sia fondamentale anche per affrontare il percorso di vita e lavorativo nel quale mi trovo.
Qual’è la tua migliore qualità, quella che ti torna utile oltre che nella vita di tutti i giorni, quella che usi anche nel tuo lavoro come carburante inesauribile e qual’è il tuo peggior difetto, quello che ti naviga contro? Credo che sia un’unica cosa che abbia un lato oscuro ed un lato chiaro. Io ho il fuoco sacro dell’arte, un fuoco che mi divampa dentro. Questo fuoco a volte mi fa essere impulsiva e mi rendo conto che non è una cosa buona ovviamente, ma spesso mi da degli slanci di passione che mi permettono di ascoltare a livello empatico le altre persone. Succede poi che questi slanci di passione che ho per le persone, questo amore, mi danno la capacità di entrare in contatto con loro riuscendo a capire i bisogni della coppia prima ancora che questi bisogni siano chiari alla coppia stessa. Riuscendo a comprendere le loro necessità più profonde, riesco a trasformarle in marketing e così rendo il mio lavoro la risposta ad un’esigenza. Nella vita privata invece tutto questo diviene distruttivo, perché quando cedo all’impulsività mi comporto proprio come un fuoco di paglia, sono tutto fumo e niente arrosto! Divampo e poi mi spengo e finisce tutto lì!
Determinazione, capacità di comprendere i bisogni dei tuoi clienti e attenzione per i dettagli; quale di queste tre cose metti al primo posto? Posso evitare di fare una classifica? In realtà la determinazione è alla base del lavoro, perché senza di essa ad oggi non sarei arrivata dove sono; cioè qui con te a realizzare questa intervista! ahahaha… quindi la determinazione esula dal lato tecnico del lavoro è quella cosa che mi porta ad alzarmi tutte le mattine! L’attenzione ai dettagli mi aiuta a capire le necessità delle persone: il modo nel quale interagiscono, il modo con cui guardano la sala, la faccia che fanno quando guardano un menù, questi sono i dettagli che mi fanno capire le persone che ho davanti e così scegliere cosa dire e soprattutto cosa non dire! Quindi diciamo che l’attenzione per i dettagli mi porta a capire le necessità delle persone, senza quest’ultima non sarei andata molto lontano. La mia qualità è quella di saper antecedere le necessità altrui, capendo cose che le spose stesse ancora non sanno, alla fine è anche questione di esperienza!
Qual’è lo scopo che ti prefiggi di raggiungere nella tua vita, se ne hai già presente uno? Parliamo di uno scopo lavorativo? Parliamo di uno scopo che sposa la tua passione lavorativa e il lato più propriamente esistenziale, cioè il Dharma. Pensi di aver già individuato il tuo Dharma e che esso faccia già parte di quello che stai facendo? O lo è solo in parte o per niente? Non lo so, dimmelo tu?! Non lo so ancora… credo di avere una versione fatalista in merito a questo; forse la mia domanda è: bisogna proprio avere uno scopo? Non è che io non mi prefigga degli scopi, ci mancherebbe! Tu sai che faccio trekking e quindi so che cosa significhi aver bisogno di una tappa successiva, ma quello che mi ha insegnato il camminare è che durante il percorso mi posso sorprendere di ogni cosa e per me questa è una cosa fondamentale sulla quale insisto molto! La vita frenetica che facciamo oggi ci mette all’interno di canali, ci mette molti paraocchi e troppo spesso perdiamo il senso dello stupore… E se lo stupore fosse lo scopo? Non perdersi l’attimo e vivere con serenità quello che si ha attorno? Perché no! E’ un ottimo scopo! Ognuno ha il suo non è una risposta preconfezionata e non deve esserlo! Di sicuro la voglia principale è quella di vivere una vita serena, io faccio una distinzione fondamentale tra felicità e serenità; la felicità è prima di tutto effimera e spesso è solo il risultato dl momento. Puoi essere felice di un incontro, puoi essere felice di una serata, ma la serenità viene prima è alla base di te stessa ed è il modo con il quale tu affronti il mondo! Ed è una conquista enorme! Magari camminando e stupendoti acquisti la serenità per vivere la vita sapendo che l’imprevisto potrebbe essere sempre dietro l’angolo.
Questa tua ultima affermazione pone le basi per la prossima domanda. Proprio in merito al concetto di imprevisto, so che hai letto anche tu il mio libro: “Il Tao dei miracoli, come rendere possibile l’impossibile” e quindi ti chiedo: la capacità di distacco dai risultati che vogliamo ottenere e la piena accettazione che deriva dalla comprensione che nell’incertezza si cela una grande saggezza, tu riesci a farla tua? Riesci ad essere distaccata dai risultati? A non caricarli di ansia? E soprattutto riesci a rimanere serena essendo completamente cosciente che nessuno di noi sa cosa accadrà? Cosa ci riserva il futuro… Questa è una cosa molto impegnativa da realizzare nel senso che quando devi portare uno stipendio a casa, perché hai delle esigenze che sono estremamente basiche e concrete oltre che quotidiane, è difficile! Quindi ogni tanto ti devi fermare, respirare e ricominciare da capo… però la risposta è no! Non riesco ad essere distaccata dai risultati!… cavolo faccio tutto questo sforzo e quindi mi piace festeggiare i miei risultati!!! Ma hai ragione! Festeggiare i risultati è leggittimo e sarebbe assurdo il contrario! E’ bello e doveroso festeggiare i propri risultati, la domanda però è un’altra ed è la seguente: riesci ad essere distaccata dai risultati, cioè riesci a non caricarli di ansia? La cosa difficile è quando una persona si pone degli obiettivi importanti riuscire a rimanere avulsa dal coinvolgimento ansiogeno con essi! Tu ci riesci? A volte sì a volte no. Dipende dall’obiettivo. Dipende quanto mi coinvolge; per assurdo spesso ho più ansia, che poi non è proprio ansia ma uno stato molto alto di attenzione che a volte poi sfocia davvero in ansia, perché faccio un lavoro dove se sbaglio qualcosa questo sbaglio ricade inevitabilmente sulla giornata di qualcun altro! Quindi sono carica di responsabilità e so che il mio lavoro fatto bene o fatto male fa una grande differenza sulla giornata altrui, una giornata importantissima! Alla fine per assurdo ho molta più ansia quando il risultato non è il mio, quando sono il braccio di qualcun altro, rispetto a quando l’ obiettivo è strettamente mio. Ti faccio un esempio; se devo presentare un preventivo non ho tutta l’ansia che ho quando so che devo coordinare una giornata nella quale so che se sbaglio gli orari la sposa arriva in ritardo, lo sposo aspetta, il catering non viene avvertito, quindi devo telefonare al metre ecc… lì mi carico, ma credo che sia inevitabile perché la soglia dell’attenzione è veramente altissima e così spesso torno a casa stanchissima non a livello fisico ma a livello mentale, a livello psicologico! Tutte queste responsabilità che gravano sulle mie spalle un pò me le danno e un pò me le prendo e quindi devo ammettere che non è facilissimo ma sto imparando…
Dunque; quello che hai appena detto e cioè il fatto che nell’inseguire un obiettivo si rischia di caricarsi di stress, chiamiamolo così, diamogli una definizione molto generica, nell’esubero di attenzione per arrivare a raggiungere il proprio scopo, si finisce per pagarne lo scotto fisicamente! Il punto è proprio questo! La maggior parte della società di oggi schiava di un perenne stato di stress, si ammala perché non riesce a gestire questo eccesso di tensione, questo logorio continuo. L’arte del distacco è quindi un’arte fondamentale, che tutti dovrebbero imparare anche per raggiungere uno step successivo che sia un miglior risultato presente e futuro! Certo! Sono assolutamente d’accordo con te! Se riuscissi a lavorare con meno ansia da prestazione probabilmente raggiungerei lo stesso risultato se non uno migliore, con meno stress e meno gastrite! In effetti la prima cosa che fai quando diventi un imprenditore è di confrontarti con gli altri imprenditori come te e nello specifico sui malanni che hai! E scopri che tutti hanno gli stessi problemi fisici: abbiamo tutti il reflusso, soffriamo tutti di tensione alle cervicali, e soffriamo di mal di testa! Insomma i tipici dolori di chi vive una giornata di tensione ed eccesso di controllo per tenere le redini del tutto, ben salde! Quindi è difficilissimo riuscire nell’arte del distacco! E’ vero non è semplice ma credo che sia fondamentale per tutti perché altrimenti a lungo andare ci si sfianca e si perde la qualità delle proprie prestazioni!
Per quanto riguarda la saggezza dell’incertezza? Cioè la capacità di brindare in senso metaforico ovviamente, all’incertezza e al fatto di accettarla come una vera e propria compagna di vita, è qualcosa che almeno per adesso sei riuscita a fare tua? Questa è una cosa che in parte ho imparato e che sto ancora imparando un pò perché il lavoro che faccio è pieno di imprevisti, un pò perché quando i ragazzi mi portano i timing della giornata dove tutto è serrato fino all’ultimo minuto, io un pò ci rido sù e appena si girano la prendo e la butto! Questo perché so che nulla di quello che hanno scritto andrà esattamente così! Insomma con l’imprevisto ci vivo e sono pronta ad affrontarlo proprio grazie a quella famosa soglia alta di attenzione che non mi abbandona mai, e così riesco ad accettare l’imprevisto e a conviverci. Ho capito che quella è proprio una di quelle cose che devo lasciar andare perché non la posso controllare! Nella vita, nel mio passato ho avuto dei veri e propri eccessi di controllo e puntualmente il risultato è stato di ottenere di contro delle vere e proprie bastonate, di quelle forti tra capo e collo, che mi hanno insegnato che è inutile tentare di controllare non tanto me stessa ma la vita che ti si pone innanzi! Non si può fare! E l’ho imparato a mie spese!
Qual’è lo scoglio più grande contro il quale ti devi confrontare nel tuo lavoro? Me stessa!!??? aahahah… che domande fai???!!! Con me stessa mi devo confrontare!!! Io ho passato un inverno difficilissimo! Questa è una cosa che ho pensato di dirti perché credo possa essere di stimolo a tutti quelli che vogliono mettersi in proprio; a Settembre sono due anni tondi tondi che ho iniziato questo percorso e sono quindi freschissima nella mia carriera! E devo ammettere che ho iniziato da pochissimo a raccogliere i frutti, dopo un anno e mezzo e l’inverno è stato durissimo lo ribadisco! Se sono riuscita ad uscire indenne da questo inverno senza lasciare, senza mollare quello che avevo iniziato a costruire è perché ho avuto delle persone intorno che non mi hanno mai mollato! Se non ci fossero stati mia madre e mio padre, le mie amiche che chiamavo nella disperazione dicendogli: “Non ce la faccio, non ce la faccio! Non so come pagare l’affitto, come ci arrivo a fine mese?”. Se non avessi avuto delle persone che mi amano vicino e che mi hanno sempre sostenuto e che continuano a farlo soprattutto a livello psicologico dicendomi: “Ma ce l’hai già fatta! Ci devi solo credere!”, probabilmente non ne sarei uscita! Avrei mollato!
Quindi Valentina ti ritieni una persona fortunata? Sì, assolutamente sì! Sono fortunata e sono stata anche intelligente nello scegliere le giuste amicizie, un pò le ho perse nel percorso ma credo sia normale, quelle che sono rimaste rivestono ognuna a modo proprio uno specifico scopo. Ogni amico o amica che ho vicino mi aiuta in un lato specifico della mia vita; se cerco un determinato consiglio so che non devo andare da una persona ma da un’altra! Ribadisco comunque che da gli affetti di famiglia proviene la mia più grande fortuna!
Ti ritieni una persona di successo? NOOOO, questo lo pensi tu! Non lo so se sono una persona di successo per adesso so di essere una persona contenta di quello che sto facendo, e dei risultati che sto ottenendo; e sono ancora più contenta perché so qual è il prossimo passo che voglio fare! E per me questa è una grande conquista, perché sono partita e quando l’ho fatto non sapevo nemmeno dove volevo andare e adesso, passo dopo passo, so esattamente quale piede muovere; che non è ancora il dove voglio arrivare ma quale passo voglio fare! Questa presa di coscienza mi ha fatto crescere molto, mi sono sentita adulta ad un certo punto di questo percorso, sensazione che non conoscevo prima! Non sei la prima persona che a questa domanda risponde dicendomi che non si ritiene una persona di successo contrariamente a quello che io penso, ed io gli rispondo sempre nella stessa maniera e cioè che la mia visione del successo è diversa e non è frutto della stereotipia di massa! Da qui nasce spontanea la prossima domanda:
Se avessi tutti i soldi del mondo e tutto il tempo del mondo, cosa faresti? Viaggerei! Non farei niente altro, perché credo che come ti arricchisca il viaggiare nell’incontrare nuove culture e vedere nuovi posti e sentire nuove persone, non ci sia nulla che tenga il paragone! Pensi che il lavoro che stai facendo adesso ti possa portare un domani sull’onda del viaggiare? L’una non esclude l’altra e questa è una cosa che ho compreso raggiunti i miei 30 anni. Non è detto che attraverso il mio lavoro, attraverso la mia passione io non possa realizzare il mio sogno. Arrivata ai trenta ho fatto un pò il resoconto della mia vita, come spesso si fa ai decenni, e guardandomi indietro ho realizzato che dai 20 ai 30 avevo solo lavorato, e avevo lavorato per non avere niente oltrettutto! Non avevo una casa, non avevo le cose materiali, non avevo viaggiato… e allora ho detto basta! Adesso tutto quello che ho me lo godo! Così ho iniziato a considerare il lavoro esattamente per quello che è: cioè come un mezzo per fare davvero quello che mi piace!
Adesso ti spiego perché ti definisco una persona di successo; in modo che sia ben chiaro sia a te sia al pubblico che ci segue. Il fatto che tu abbia ben chiaro nella tua mente uno scopo e che ti stia organizzando per realizzarlo, fa di te una persona di successo o che comunque si sta orientando verso di esso. Le persone di successo sono quelle che alla mia famosa domanda: “Se avessi tutto il tempo del mondo e tutti i soldi del mondo, cosa faresti?”, rispondono: ” Esattamente quello che sto facendo adesso!”. Alla fine di questa nostra chiaccherata, tra l’altro piacevolissima e totalmente a braccio come tutte quelle che realizzo all’interno della rubrica di Web Radio Sole Quantico: “Tra passione e lavoro: quelli che ce l’hanno fatta!”, che sarà on line dal vivo questa sera 1 Luglio 2019 alle ore 21:30 con te come ospite ai microfoni della radio, vorrei che ci lasciassi un ultimo pensiero, una tua ultima riflessione! Innanzitutto sono felice di aver realizzato questa intervista con te alla fine di questi ultimi dieci giorni di lavoro intenso, che fondmentalmente incontrando gente diversa è anch’esso un viaggio e ti confronti con storie diverse dalla tua, che ti lasciano un arricchimento e una sensazione molto edificante. Non so se le persone di successo rispondono come me ma io ho assolutamente deciso di non consacrare la mia vita al lavoro! Questo perché l’ho fatto per troppo tempo e quindi adesso faccio della mia passione il mio lavoro, ma non gli dedico tutto il mio tempo, altrimenti avere i soldi e non avere il tempo per spenderli mi sembra una grande stupidaggine! Mi piacciono queste chiaccherate con te perché in qualche modo ti tirano fuori delle cose che tu non credi di avere, non le pensi nemmeno, nel senso che nessuno mai ti fa delle domande così approfondite oppure quelle che ti arrivano di fianco e che tu non ti aspetti! Generalmente una persona che mi intervista chiedendomi del mio lavoro mi fa domande inerenti solo al mio lavoro! Proprio perché è lei la prima ad avere una visione stereotipata del successo, e difficilmente mi dicono che ho successo! Difficilmente mi battono la manina sulla spalla e mi dicono che ce la posso fare! Casomai mi dicono: “Che coraggio! Ti sei messa in proprio in Italia!!”.
Quindi possiamo dire di aver portato una testimonianza molto realistica del fatto che non è detto che sia facile ma senz’altro che si può fare! E che per farlo è ovvio che ci vogliano determinate qualità: benchè io creda che il più grande peccato nella vita sia quello di non realizzare se stessi e di non realizzare quelle che sono le nostre passioni ed i nostri intenti e le nostre aspettative del momento! Nessuno dice che poi non potranno cambiare nel corso del tempo o evolvere in corso d’opera, ma se non ci provi, se non fai nulla, se non ti metti in gioco per raggiungere i tuoi ideali, i tuoi scopi e le tue passioni hai perso l’occasione migliore della vita! Verissimo! Io prendo sempre ad esempio una bellissima frase di un film: “La grande bellezza” di Sorrentino che dice: “Io non ho più tempo di fare le cose che non mi piacciono!”, ed è giusto! E se lo capisci subito improvvisamente tu indirizzi le tue voglie verso altri nidi e smetti di preoccuparti di dover piacere agli altri, e quindi ad accondiscendere a delle situazioni che non ti sono favorevoli… e quindi faccio quello che mi piace!
Qui di seguito vi lascio i link dove potete seguire l’attività della nostra cara Valentina Belli e vi aspetto per la diretta live di questa sera 1 Luglio 2019 su Web Radio Sole Quantico, all’interno della rubrica: “Tra passione e lavoro: quelli che ce l’hanno fatta!”, la quale va in onda ogni 15 giorni sempre di Lunedì sera. Per quelli che non potranno ascoltare la diretta potranno sentirla con calma e quando vogliono, attraverso il podcast!
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Letizia Boccabella




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