tiroide

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla, posta alla base del collo nella parte anteriore. Controlla molte e importanti funzioni dell’organismo attraverso la produzione degli ormoni tiroidei: tiroxina T4 e triiodiotironina T3. La produzione degli ormoni tiroidei è, a sua volta, controllata dall’ormone tireostimolante il TSH secreto dall’ipofisi, una ghiandola posta all’interno del cranio. Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni dell’organismo, tra cui la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, il metabolismo basale, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea, assieme alla regolarità del ciclo mestruale. Quando la tiroide produce troppi ormoni tiroidei si manifesta una condizione di ipertiroidismo che causa una serie di sintomi; quali nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso, battito cardiaco rapido o irregolare; e nelle donne un ciclo mestruale che diviene irregolare ma tendente all’amenorrea o all’ oligomenorrea con cicli scarsi e problemi di fertilità, poiché aumenta il numero di cicli mestruali durante i quali non viene rilasciato l’ovulo nelle ovaie; in questo caso per la Medicina Cinese avremmo uno squilibrio da ecesso di Yang. Se all’opposto troviamo una tiroide che non produce abbastanza ormoni tiroidei si verifica una condizione di Ipotiroidismo. Nelle fasi iniziali, l’ipotiroidismo raramente provoca disturbi ma, col passare del tempo, se non curato, può causare una serie di problemi tra cui l’obesità, i dolori articolari, l’ infertilità e le malattie cardiache. Ricordo che in presenza di ipotiroidismo generalmente il ciclo mestruale diviene molto abbondante e prolungato; così si parla di menorragia, una condizione che in Medicina Cinese viene definita come un eccesso di Yin. Anche in quest’ultimo caso si rischiano problematiche di aborti, parti prematuri e possibili complicanze per il feto. Per quanto riguarda la struttura fisica della tiroide, quest’ultima può presentare dei noduli, cioè delle formazioni solide o piene di liquido che si formano all’interno della ghiandola stessa e che sono la malattia tiroidea più frequente. Sono quasi sempre formazioni benigne e solo nello 0,3% dei casi hanno caratteristiche di malignità (tumori della tiroide). Nella maggior parte dei casi non sono gravi e non causano disturbi (sintomi), quindi spesso si scopre di averli in modo del tutto casuale. Un’altra malattia della tiroide è il gozzo;  con questo termine s’ intende un aumento del volume della tiroide. La dimensione del gozzo può essere variabile: nella maggior parte dei casi è piccolo e non causa alcun sintomo ma, se il volume della tiroide aumenta in modo significativo, possono verificarsi disturbi della respirazione e della deglutizione. Nella Meicina Cinese il gozzo è associato ad un eccesso di flemma e di stasi dell’energia del Qi del sangue. Infine quando nella tiroide si crea un processo di infiammazione che può causare livelli anormali (alti o bassi) di ormoni tiroidei nel sangue si parla di tiroidite; la quale può essere molto varia a seconda della tipologia: alcune sono di origine autoimmune come quella di Hashimoto, altre di origine virale come la tiroidite di De Quervain, altre ancora di origine batterica le quali creano tiroiditi acute.

Ricordo che per avere un quadro abbastanza semplice ed intuitivo dei possibili squilibri tiroidei dalle analisi del sangue bisogna sempre tenere presente che: in riferimento a valori elevati di TSH, il dosaggio del solo TSH non è sufficiente per inquadrare il paziente. Insieme al TSH, vanno sempre analizzati anche gli ormoni tiroidei per distinguere l’ipotiroidismo primario da una condizione di alterata secrezione del TSH. Quando il TSH è alto e gli ormoni tiroidei sono bassi, al paziente è diagnosticato l’ipotiroidismo primario. Valori elevati di TSH associati ad alti livelli di ormoni tiroidei, invece, indicano l’alterazione nella secrezione del TSH. Quest’ultima può essere causata dalla presenza di un adenoma ipofisario TSH-secernente o dalla resistenza agli ormoni tiroidei. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, la spiegazione dell’aumento del TSH è proprio da attribuirsi all’ipotiroidismo. Ricordo che quasi tutte le patologie tiroidee sono nella maggior parte dei casi uno squilibrio che colpisce il sesso femminile, bisognerebbe quindi indagare sul perchè di questa condizione.

Cause psico-emotive delle patologie tiroidee: I casi di tiroidite di Hashimoto sembrano essere aumentati notevolmente negli ultimi anni, coinvolgendo un numero sempre maggiore di donne, la componente autoimmune a livello psicologico-emotivo gioca un ruolo fondamentale se consideriamo che le forme autoimmuni rappresentano una sorta di autoaggressione che il soggetto mette in atto, partendo da una situazione inconscia fortemente negativa, dove lo squilibrio si riversa come una punizione verso una situazione emotiva negativa molto forte che non solo non viene gestita dalla coscienza, ma che viene erroneamente interpretata come tentativo di liberarsi dal senso di colpa. Nelle disfunzioni da ipotiroidismo e/o da ipertiroidismo, l’incoscio gioca un ruolo diverso nel senso che nel primo caso esso attua un tentativo di abbassamento del livello dell’emotività per non soffrire, un escamotage per rallentare l’intero sistema e difendersi da un’emotività molto forte che causa sofferenza perchè manca la capacità di gestione. Nel secondo caso, quello dell’ipertiroidismo la coscienza non riesce a mettere un freno all’emotività, il livello di attività caratterologica scende prepotentemente e il risultato è la tendenza disorganizzativa, la mancanza di padronanza del proprio mondo emotivo con eccessi di rabbia e una grande instabilità del comportamento e dell’energia. Tutte le motivazioni che ho elencato fino ad ora e che sono alla base di queste patologie non sono ancora da considerarsi come vere e proprie cause, bensì sono delle conseguenze. La radice del problema che si nasconde dietro ognuno di questi escamotage di sopravvivenza è uno, e si chiama Sindrome di Identità di Genere (S.I.G.). E’ conosciuta da pochissime persone ma il 95% della popolazione ne soffre; il primo a scoprire questa sindrome e i suoi effetti sul sistema corpo-mente fu il mio Maestro Padre Nazzareno Palaferri. In seguito ad una costante verifica che durò almeno per 20 anni, notò come un segno particolare all’interno della scrittura, era un chiaro identificatore della presenza inconscia di tale problematica e di come questa portasse all’instaurarsi di svariate patologie. Si può quindi affermare che la S.I.G. diviene la causa di moltissimi squilibri di natura emotivo-psicologica i quali a lungo andare si trasducono in patologia; è certo che non per tutte le persone la S.I.G. porti a squilibri tiroidei, ma si è visto che tutti quelli che soffrono di patologie a carico della tiroide abbiano la S.I.G. Vediamo adesso nello specifico che cosa sia la Sindrome di Identità di Genere. Partendo dalla vita intra-uterina fino ai primi tre anni di vita, il bambino riceve gli input energetici dall’ambiente che lo spingeranno ad identificarsi, se tutto va bene, con il genitore dello stesso sesso. Se le cose invece, non rispettano tale processo il quale dovrebbe essere naturale, il bambino si identificherà con la figura femminile e la bambina con la figura maschile. Di fondo ciò avviene perchè durante i nove mesi di esistenza intra-uterina e nei primi anni di vita, l’essere umano non filtra con la coscienza le informazioni che riceve bensì le assorbe letteralmente dall’ambiente. Purtroppo, benchè pensiamo di vivere in una società evoluta che abbia dato spazio alla donna e abbia abbandonato la visione maschilista dell’essere umano, ciò non è ancora vero e la nascita di un maschio garantisce che il cognome venga portato avanti! Oltremodo, dopo la rivoluzione femminista, che la donna ha giustamente intrapreso per avere i diritti che le spettano in quanto essere umano paritario all’uomo, ha creato senza volerlo un effetto rebound dove si è assistito ad una vera e propria mascolinizzazione del sesso femminile e di una conseguente incapacità da parte dell’uomo di gestire la situazione. Insomma alla fine dei conti il 95% della popolazione soffre della Sindrome di Identità di genere dove, l’uomo si  è identificato con la mamma e la donna con il papà. In soldoni questo cosa vuol dire? Vuol dire che se il corpo è femminile ma la mente è maschile, si viene a creare un conflitto di tendenze; la stessa cosa accade se il corpo è quello di un uomo ma la mente è femminile! Tradotto in termini tecnici vuol dire che, se in un corpo di donna i messaggi che questo riceve dalla mente sono maschili, tutto l’asse ormonale ne farà le spese, consumando un livello di energia maggiore, dando luogo a patologie e squilibri dell’asse ormonale che in questo specifico caso si trasducono in problemi alla tiroide oppure alla sfera ginecologica ecc. Lo stesso dicasi per gli uomini che sviluppano altri tipi di problematiche; in questo articolo però abbiamo preso in considerazione gli squilibri tiroidei. La bella notizia però è che si può guarire dalla Sindrome di Identità di genere e questo lo affermo perchè ne ho le prove! Bisogna intraprendere un lavoro su se stessi, non arrendersi e ricordarsi che scendere in profondità dentro ognuno di noi, dovrebbe essere il moovens fondamentale della vita!

Squilibri tiroidei in Medicina Cinese: nell‘ipertiroidismo ricordiamo che la sindrome può essere causata da un eccesso di Yang o da un deficit dello Yin che non riesce a gestire il Fuoco che divampa perchè in molti casi l’energia della Madre Legno è scompensata. D’altra parte si può assistere ad uno scompenso che parte dalla Loggia Acqua con una sorta di vuoto che non riesce a gestire il calore del Fuoco che sale in prepotenza. Oppure la stessa loggia di partenza dello squilibrio può essere quella del Fuoco, oppure la Terra che come figlia del Fuoco le si ribella e le nuoce producendo uno scompenso che parte dallo stomaco. Ci tengo a ricordare che per la diagnosi è sempre fondamentale sapere chi abbiamo davanti; comprendere cioè la loggia di appartenenza del paziente. Ecco perchè in Medicina Cinese è importantissimo studiare le costituzioni ed applicarsi costantemente nella pratica per acquisire familiarità con il proprio intuito psicologico che è il requisito fondamentale del bravo terapeuta. Nell’ipotiroidismo e nella tiroidite di Hashimoto le cause sono prevalentemente da ricercare in uno squilibrio della Loggia Terra e di quella Acqua con un deficit della quota dello Yang della Milza e dei Reni, e da un deficit dello Yin del Fegato e dei Reni. Anche in questi casi ricordo l’importanza dell’identificazione della costituzione del soggetto, per aiutarci a comprendere da dove parte lo squilibrio. In ultima analisi vorrei suggerire a tutti quelli che trattano questi squilibri di leggere attentamente le analisi del paziente per essere in grado di fare diagnosi preventiva anche in assenza di sintomi eclatanti in modo da giocare d’anticipo. Nella mia esperienza ho potuto constatare che prima dell’insorgere della patologia tiroidea si riscontrava un brusco calo del colesterolo totale; con valori che si aggiravano attorno ai 130-140. Non sottovalutate mai questo importante campanello d’allarme.

Tutti questi argomenti vengono trattati ed approfonditi, assieme a dei suggerimenti che prendono in considerazione tutto lo spettro possibile della gamma dei funghi medicinali, per guarire da queste patologie tiroidee, nel mio ultimo libro edito da Amazon “Logge cinesi, vuoto quantico e funghi. Per un approccio olistico all’individuo. Un ponte tra scienza e metafisica“, disponibile in versione ebook e in versione cartacea.

Resta ben inteso che una cura approfondita ed efficace necessita sempre di una visita ad personam; perché ognuno ha una specifica storia personale, particolari emozioni sedimentate nel suo inconscio che hanno dato vita alla patologia e di conseguenza l’organismo richiede una cura che agisca su quella particolare linea di squilirio. In sintesi, c’è chi può aver bisogno di uno specifico fungo medicinale e chi invece necessita di uno o più funghi in base al suo stato fisiopatologico.

Letizia Boccabella

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