Garibaldi-grafia-e-firma

Quando ci si pone di fronte ad una scrittura bisogna prima di tutto osservarla nella sua interezza come se si guardasse un quadro da lontano, e ricevere dall’opera d’arte che è l’essere umano che l’ha vergata, quello che essa ci comunica a livello non verbale e non strettamente legato ai segni, bensì alle emozioni ed alle sensazioni che ci trasmette. In questo articolo mi soffermerò principalmente nel descrivere un aspetto essenziale che il bravo grafologo deve cogliere in prima istanza: quello che J. Rivere ha chiamato Trama grafica. La trama grafica è essenzialmente legata ad un aspetto visivo che può essere paragonato alle fibre che compongono una maglia, un tessuto e che logicamente è composta da un insieme di segni e non solo da uno in particolare. La scrittura quindi rivela l’intreccio del tessuto che può esprimersi come se fosse fatta al telaio, a maglia, all’ uncinetto, ricamata con l’ago, con un punto che può essere sia serrato sia largo. J. Rivere scrive: “…essa evoca come il movimento di andata e di ritorno della navetta, del fuso, di ogni strumento che serve a disegnare o a pitturare con un filo in azione senza tregua“. In queste parole egli descrive come si presenta la trama grafica di un Passionato cioè un Emotivo Attivo Secondario di Le Senne, ed aggiunge: ” Ne consegue che la scrittura del passionato traduce soprattutto il suo genio con un legamento sostenuto e un movimento assai ritmato“. Egli sta ovviamente descrivendo quella che si classifica come una buona trama grafica, aggiungendo che l’intero scritto procede con una ricchezza di fondo che va ovviamente interpretata come ricchezza della personalità nelle sue accezzioni emotive,  ed attive come interessi e occupazioni, di rilievo seducente come si attribuisce alla scrittura che ha un ottimo equlibrio tra le Intozzate di 1° modo e le Intozzate di 2° modo e quindi assume i tratti del colore, i quali si traducono in calore umano, energia e senso del colore, come ottimo equilibrio del pieno e del vuoto perchè in questo caso la scrittura respira; e così facendo lo stesso individuo respira bene e fa respirare l’ambiente che lo circonda. Vi si aggiunge una buona ed equilibrata Triplice Larghezza che è classificata come una sindrome e dalla quale si è in grado di vedere l’equilibrio psichico, affettivo e pratico del soggetto. La stessa direzione del rigo di base è un aspetto fondamentale della trama grafica; troppe oscillazioni equivalgono ad un tessuto slabbrato, smagliato, come se per l’appunto le maglie si fossero logorate col tempo e sono indice di una volontà che non è unidirezionale e di una mancanza di maturità e di capacità di perseguire uno scopo fino al suo raggiungimento. Le cadute del tono vitale come lo sono Spadiforme crescente e decrescente, navigano contro una buona trama grafica perchè sono segni dell’instabilità in iper o in ipo dell’energia vitale e della volontà, mostrando euforie e depressioni che si alternano in un eccesso di ciclotimia pericolosa. Anche una mancanza di omogeneità della pressione contribuisce a levare punti ad una buona trama grafica, questo perchè se la pressione non è omogenea all’interno dello scritto ci rivela che anche un soggetto che ha una buona vitalità, in realtà consuma male la propria energia spesso a causa di una forte carica ansiogena che ha accumulato come risultato di un vissuto difficile. La stessa direzione degli assi letterali partecipa al raggiungimento di una buona trama grafica; se pensiamo alla triade dei segni che fanno parte della stentatezza grafica come Tentennante, Titubante e Stentata ci rendiamo immediatamente conto che per l’insicurezza che esprimono fino alla mancanza di controllo, fanno perdere molti punti alla trama grafica; Titubante e Tentennante perchè rendono il filato lento, la maglia poco tesa e con dei veri e propri cedimenti del tessuto. Stentata d’altro canto con la sua perenne tensione che si carica di indignazione sempre pronta ad esplodere rende il tessuto pieno di accumuli della maglia, come se ci fossero delle vere e proprie bozzature. Dritta, Rovesciata e Pendente mostrano la direzione del filato che se non eccessivo come grado non la influenza in maniera così preponderante; fatta eccezione per Rovesciata che a causa dei suoi meccanismi di rimozione del vissuto emotivo e della sua conseguente stranezza a livello sentimentale rende il soggetto poco lineare negli atteggiamenti e poco affidabile, oltre che poco incline alle novità e all’andare avanti verso il futuro. In questo caso l’effetto ottico che si ha quando si osserva lo scritto è un pò quello che si ha quando si guarda un maglione al rovescio. L’ottimum nel caso degli assi letterali si ha quando esiste la presenza di Sinuosa, segno di maturità emotiva e di buona gestione dell’ambiente e delle risorse interiori. Nel caso in cui al grafia presenti una Triplice Strettezza invece che una buona ed equilibrata Triplice Larghezza, ci ritroveremo di fronte ad una maglia come infeltrita, con un tessuto che si indurisce e si infittisce a tal punto da restringersi, dando come una sensazione di inadeguatezza. Il segno Dinamica invece, contribuisce in modo notevole ed appropriato a dare punti ad una buona Trama Grafica; questo perchè il soggetto è sempre portato all’azione, è attivo e finalizza, quindi riuscendo a trovare soluzioni semplici a situazioni spesso complesse evita gli inceppamenti del tracciato e quindi la maglia apparirà filata con un disegno particolare ma regolare e che esce come fuori dallo sfondo; ci sarà rilievo, ancor di più se tutta la grafia registra un ottimo equilibrio tra le Intozzate di 1° modo e quelle di 2° modo con una presenza di Filiforme che rende l’animo forte e al contempo sensibile, energia, pragmaticità e sensibilità ai valori dello Spirito si fondono in un tutt’uno e la personalità acquista un vero e proprio peso nei confronti dell’ambiente, generando una sana autorevolezza. Ricordo che tutti i ricci tranne il Riccio della sobrietà, sono contrari ad una buona trama grafica perchè sono segno di perdita di energia, sia quelli che lo sono perchè descrivono un’ovvia patologia come il Riccio della mitomania, sia quelli che parlano di eccessi o di difetto vitale come il Ricco della Spavalderia o il Riccio della Flemma; e quelli che servono al soggetto per mascherare i suoi conflitti interni o per tentare di farsi accettare a tutti i costi dall’ambiente: Riccio del Soggettivismo, Riccio della Confusione, Riccio del Nascondimento, Riccio dell’ammanieramento.  Per finire ricordo che ogni indebito slancio della scrittura con segni che sono come buttati o lanciati nello spazio grafico e di contro, quelli che invece sono troppo protesi ad uno stile calligrafico, levano punti alla Trama Grafica, perchè sanno di ipereccitato nel primo caso e di inadeguato e affettato nel secondo, perchè sono indice di mancanza di una vera e propria personalità. A chiosa del discorso che ovviamente è molto più ampio e merita un adeguato approfondimento per il quale si evince che un articolo sul web non possa essere la sede più adatta, ricordo che in sintesi la vera Trama Grafica deve essere un misto equilibrato di Attività ed Emotività, di Primarietà e di Secondarietà che sa gestire le risorse energetiche senza depauperarle attraverso eccessi o difetti della vitalità; in poche parole la chiave è sempre la stessa e si chiama equilibrio tra Potenza e Sensibilità.

scrittura sentimentale

Ho riportato come esempio queste due scritture le quali parlano da sole: la prima in alto come si capisce dalla firma è di Giuseppe Garibaldi: un Collerico nella caretterologia di Le Senne; la seconda è ripresa da uno dei testi sacri della grafologia morettiana: “Tipologia umana, caratterologia e grafologia” di Nazzareno Palaferri, il mio amato Maestro; ed è la scrittura di un Sentimentale di Le Senne.

Osservando la scrittura di Garibaldi la prima cosa che colpisce immediatamente l’occhio è la potenza della Trama Grafica, unita ad una certa violenza e propulsione all’agire con la classica intemperanza del Collerico. La pressione è forte, calcata, i gesti sono lanciati nello spazio e non sfugge all’occhio clinico anche la presenza di una certa ansia data dalla non-omogeneità della pressione. C’è velocità, c’è ritmo e c’è gusto nell’andare verso e nel superare gli ostacoli prendendoli di petto. Non manca un sub-strato di forte tensione e di protervia, che ad un certo punto offuscano la visione della realtà aumentando il rischio di  delirio di onnipotenza. Non è certo questa la sede per un’analisi approfondita ma quello che mi premeva era dare l’idea di una intensa Trama Grafica, nonostante gli eccessi presenti nella scrittura di Garibaldi, che a lungo andare divengono testimoni dei limiti che sono il frutto della mancanza di equilibrio che qui divengono ostentazione della propria forza. La seconda grafia invece, anonima, è quella di un Sentimentale, che avendo una natura biotipologica e temperamentale completamente diversa, nonchè decisamente più astenica, ci mostra una Trama Grafica carente. Se la si osserva nel suo insieme si noterà come le maglie sono irregolari, il filato sembra essere a tratti teso ed a tratti rilasciato. Non vi è una vera e propria continuità nè una sensazione di espansione, ma una sorta di tormento e di insicurezza classica della scrittura dei Sentimentali, non vi è potenza nell’azione e nel pensiero, nè tanto meno nella riflessione perchè la forma mentis del soggetto è astratta, si perde nella fantasia e quando poi deve calarsi nella realtà trova grosse difficoltà nell’adattarsi e nel comunicare col prossimo. Voglio portare alla vostra attenzione un particolare che sembra accumunare queste due scritture ma che in realtà si esprime attraverso modi completamente diversi. Entrambi i tracciati grafici presentano il Riccio della Stentatezza ma il sub-strato sul quale fanno azione è completamente diverso: nel primo caso, quello di Garibaldi, il Riccio della Stentatezza su un Collerico fa una decisa azione di rinforzo e aumenta il livello di livore e rabbia che viene scagliata sull’oggetto dei propri dissidi. Mentre nel secondo caso, essendo il Sentimentale un soggetto a base costituzionale Nervosa (e quindi anch’esso violento) ma non avendo la potenza e la forza della costituzione mesoblastica ed essendo anche un secondario, interpreta quello stesso riccio come permalosità, soprattutto perchè dal punto di vista intellettuale lui presume di sapere perchè nozionista e non vero uomo di profonda cultura. Cosicchè la sua presunzione di natura intellettuale e non fisica, si risente e rumina mantenendo il livore per molto tempo dentro di sè (causa la secondarietà), e quando diviene manifesto all’esterno, questo livore si tramuta in aggressività verbale, in polemica ed anche in un certo gusto di sminuire l’oggetto verso cui la carica emotiva si dirige.

In ultima analisi è bene ricordare che la Trama Grafica nel suo insieme parla di tutta la personalità dello scrivente ed è un ottimo indizio per avere subito un quadro generale di chi abbiamo di fronte; dopodichè si deve scendere nell’analisi dettagliata dei segni per capire le finezze che distinguono ogni essere umano dall’altro.

Letizia Boccabella

 

 

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