Dracena

La Dracaena volgarmente chiamata Dracena le cui origini provengono dalle zone tropicali dell’Africa e dalle bellissime isole Canarie, cresce florida nei nostri appartamenti ed uffici ben riscaldati d’inverno ed oltre a rivestire un ruolo di bellezza e di ornamento è fonte di preziosissime qualità che aiutano l’uomo ad essere più sano; vedimo come! Prima di descriverle nei dettagli c’è bisogno di segnalare alcune piccole raccomandazioni sulle cure che essa necesita per crescere forte e sana:

  • L’innaffiatura cambia notevolmente a seconda della stagione; adesso che siamo in inverno non deve assolutamente superare una sola volta al mese, nelle stagioni di mezzo autunno e primavera una volta alla settimana controllando sempre la terra e stando attenti che non sia troppo umida, in questo ultimo caso annaffiare anche una volta ogni dieci giorni. Vale sempre la regola dell’osservazione e del buon senso che prende in considerazione il clima esterno. In estate potete annaffiarla fino a tre volte alla settimana. Importantissimo il fattore ristagni d’acqua, quindi state sempre ben attenti al drenaggio.
  • Essendo una pianta che ama il caldo va posizionata vicino ad una fonte di calore, ama stare accanto al termosifone e non sopporta le correnti d’aria fredda, ama la luce che entra dalle finestre ed essendo una insaziabile famelica di anidride carbonica, vi rilascerà quantitativi non indifferenti di ossigeno, per questo motivo vi raccomando di metterla in camera da letto, nelle stanze dove studiate e ovviamente nel vostro ufficio.

Proprietà anti inquinamento: il primo grande aiuto che la Dracena regala all’essere umano è quello di combattere l’inquinamento all’interno delle abitazioni restituendoci un clima più sano e respirabile. Ciò avviene innanzittutto perchè si nutre di anidride carbonica ed emette ossigeno, come già accennato sopra; in secondo luogo perchè ha la capacità di controllare i livelli di umidità presenti nell’aria e di assorbire le particelle d’acqua presenti se in eccesso, restituendo un’aria più genuina e adatta al nostro corpo perchè come è ovvio che sia, un ambiente troppo umido genera all’interno dell’organismo un ristagno di liquidi e una più facile formazione di catarri e di infiammazioni articolari.

Le varie specie di Dracena (anche chiamata Tronchetto della Felicità) si nutrono di benzene, una delle sostanze tossiche del fumo di sigaretta, di formaldeide, la quale possiede una potente azione battericida, motivo per il quale è utilizzata nelle soluzioni acquose dei disinfettanti domestici e nella produzione di tessuti a livello industriale, reagendo con il fenolo, polimerizza formando la bachelite, una resina termo-indurente. Analogamente reagisce con l’urea e la melammina, le cui resine trovano il loro utilizzo nei laminati plastici, negli adesivi e nelle schiume isolanti. Assieme all’urea, è impiegata come vernice collante di pannelli in legno di truciolato o nobilitato; è inoltre contenuta nei pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti e nelle pareti divisorie degli uffici “open space”. È importante tenere in considerazione come la formaldeide, quando utilizzata per assolvere queste particolari funzioni, tende a volatilizzarsi negli anni nell’ambiente circostante. La formaldeide viene in oltre usata anche nella tintura tessile; è molto facile quindi rendersi conto di come questa sostanza non proprio sana per il nostro organismo sia presente ovunque all’interno delle nostre case. Un’altra sostanza di cui si nutre simile al benzene è il toluene che è presente in oli, vernici, colle, coloranti, ed altri composti chimici specialmente nei diluenti per belle arti. Assorbe anche lo xilene, altra sostanza tossica presente anch’ essa in molti oggetti che abbiamo in casa come gomme, cuoio o stampe perchè presente nei solventi.

Proprietà curative del Sangue di Drago: la Dracaena o Dracena ha origine nei paesi a clima tropicale o sub tropicale e di essa si conoscono varie specie tra cui la Marginata, la Fragrans, la Braunii e la Drago. Quest’ultima è originaria delle bellissime Isole Canarie mentre altre provengono dall’Oceano Indiano. Gli antichi abitanti dello Yemen e della Somalia ricavavano il sangue di drago dalla resina essiccata che fuoriusciva dal tronco della pianta, dopo averla incisa, e producevano con essa l’incenso che veniva esportato verso il bacino del Mediterraneo e il Vicino Oriente, lungo la cosiddetta via dell’incenso nella Penisola Arabica, assieme ad altre celebri resine prodotte nella stessa regione: l’olibano e la mirra. Veniva largamente usato anche dai romani già dal tempo di Tolemeo sia per le sue proprietà curative sia per altri impieghi importanti come quello medico e quello magico. Il sangue di drago ricavato dalla Dracaena Cinnabri per gli antichi era considerato una vera e propria panacea per molti tipi di affezioni riguardanti il sangue e la pelle. Nei casi di emorragie e per rimarginare e guarire più rapidamente le ferite veniva usato per le sue proprietà coagulanti; per gli eczemi si usava la polvere rossa di sangue di drago mischiata all’olio per farne impacchi emolienti, inoltre lo utilizzavano per le sue capacità anti-diarroiche, per far abbassare la febbre, per curare le ulcere della bocca, per curare l’apparato gastro-intestinale, oltre che come antivirale per le vie respiratorie: in quest’ultimo caso sia i romani che i greci usavano mischiarlo al vino rosso. Ottimo rimedio per la sfera ginecologica femminile.

Altri usi del Sangue di Drago:  Nel corso dell’antichità, nel bacino del Mediterraneo e nel Vicino Oriente come in Cina, esso veniva impiegato per la laccatura dei mobili in legno, come tintura rossa preziosa da utilizzare per decorare pannelli e cartelloni in occasione di speciali festività quali matrimoni, oppure quelle dedicate all’ anno nuovo o per propiziare i favori di specifiche Divinità le quali erano spesso invocate per garantire l’abbondanza e la fertilità. Gli antichi maestri italiani che fabbricavano strumenti musicali impiegavano la polvere di sangue di drago per rifinire i violini ed altri strumenti ad arco. Nel bellissimo film “Il violino rosso“, che consiglio a tutti di vedere, si narra di come questo maestro liutaio Nicolò Bussotti creò questo violino da regalare a suo figlio mentre sua moglie era in dolce attesa. Purtroppo durante il parto la donna muore e con lei anche il bambino; così l’artista-artigiano decide di prendere il corpo della donna e di portarlo nel suo studio dove tagliandole le vene fece colare il suo sangue mischiandolo poi al sangue di drago, conferendo al violino il suo famoso colore rosso. Fu così che questo violino divenne celebre per le sue potenzialità magiche superiori a qualunque altro strumento, benché nel contempo il violino ebbe una storia travagliata di furti e aneddoti oscuri perchè qualunque violinista conoscesse la sua particolare fabbricazione se ne voleva impossessare per divenire il più grande musicista conosciuto nella storia! In realtà lo Spirito del bambino che il padre Nicolò Bussotti voleva divenisse il più grande musicista della storia, attraverso lo Spirito del sangue della madre e del sangue di drago, si impossessò dello strumento fino a compenetrarlo e renderlo un tutt’uno animando il violino e rendendolo il corpo del bimbo mai nato!

Proprietà magiche del Sangue di Drago: oltre che come incenso rituale e purificatorio, in quasi tutte le tradizioni esoteriche del pianeta; da quella Indiana a quella Africana fino a quella Greco-romana, si usava mischiare la polvere di sangue di drago all’olio per la preparazione di unguenti con i quali si ungevano le candele per i rituali propiziatori per i legamenti d’amore, per favorire le unioni sessuali ed irretire gli uomini o le donne attraverso la magia rossa e per procurarsi il favore e l’abbondanza economica di chi praticava il rito. Molto più spesso e più facilmente, gli esperti di pozioni magiche, usavano mischiare la polvere di sangue di drago nel vino per farlo bere a chi dovesse subirne l’influenza. Si usava per ricavarne un inchiostro rosso da usare per scrivere le formule sui talismani e sui sigilli da mettere nelle pergamene destinate al rituale. Nella magia medioevale e moderna e nell’alchimia era associato alla sfera planetaria di Marte; ma più che essere indirizzato ad uno scopo di lotta e di guerra veniva impiegato per protezione dai nemici e prevalentemente a scopo sessuale e fecondativo. Il sangue di drago era famoso per aiutare le donne che volevano rimanere incinte, avendo un grosso organo-tropismo sull’apparato genitale, aiutava quelle che avevano la tendenza ad abortire o a rimanere sfinite da mestrui troppo abbondanti. Essendo legato alla sfera d’azione di Marte ed usato nella debita maniera, aveva il potere di far uscire allo scoperto i nemici nascosti per poterli poi allontanare o punire. Essendo poi Marte il signore indiscusso della guerra e del sesso a pagamento o comunque privo di amore o di sentimento, ha bisogno di essere controbilanciato dall’unica vera energia femminile che può placarlo ed usarlo per i suoi scopi: Venere. E’ così che la resina secca, bruciata sui carboni ardenti per nove sere consecutive sul davanzale si dice faccia ritornare un amante che si è allontanato. Tuttavia, se viene bruciata per sette sere consecutive lo scopo ottenuto sarebbe quello di spezzare le negatività e sciogliere le legature fatte con lo scopo di pregiudicare una persona creando ostacoli nel lavoro, in famiglia e nei rapporti di coppia.

Letizia Boccabella

 

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