intolleranze_alimentari

Argomento molto vasto e complesso quello delle intolleranze alimentari, divenuto oramai all’ordine del giorno nella vita della maggior parte delle persone, benché spesso non si sappia davvero a cosa si sia realmente intolleranti o a cosa si presume di esserlo e tra le due, ovviamente, c’è un’enorme differenza! E’ pur vero che, le centinai di sostanze inquinanti presenti nell’aria, nel terreno e nelle coltivazioni di frutta, verdura e cereali che siamo costretti ad ingerire assieme agli alimenti, non favoriscono certo il benessere del nostro organismo ne tanto meno una corretta digestione ed assimilazione dei nutrienti presenti nei cibi, ma le intolleranze hanno caratteristiche decisamente diverse dalle vere e proprie allergie e vale la pena innanzitutto soffermarsi sul dscrivere prima di tutto in cosa consistano. Nel secondo caso, quello della manifestazione allergica, il corpo presenta reazioni violente e pressoché immediate subito dopo l’ingestione dell’alimento, e se non si corre ai ripari in tempi strettissimi avvengono gravi complicanze respiratorie che possono condurre alla morte. Quando invece si parla di intolleranze, come nel presente articolo, le cose divengono decisamente più complesse, nel senso che la reazione di disagio che l’organismo manifesta in conseguenza all’alimento o agli alimenti indesiderati non è affatto immediata ne di facile identificazione per due precisi motivi: il primo è che la manifestazione può comparire entro le 72 ore dall’ingestione del cibo e il secondo è che l’intolleranza non è dose dipendente; questo implica che basta anche una quantità molto limitata per dare il via a tutta una serie di fastidiose manifestazioni. Vale la pena ricordare che generalmente l’insorgere dell’intolleranza avviene quasi sempre in conseguenza ad un comportamento alimentare scorretto nel senso che, la maggior parte delle persone divengono intolleranti ad uno o più cibi, dopo aver passato svariati anni ad abusare di quegli alimenti che nove volte su dieci sono ovviamente quelli di cui sono più ghiotti! Ma c’è un altro elemento fondamentale che bisogna tenere in considerazione ed è quello costituzionale, il quale è realmente il movens che predispone il soggetto ad avere fin dalla nascita una certa sensibilità nei confronti di categorie alimentari che magari egli stesso assume anche moderatamente ma che, quella dose benché piccola, con l’andar del tempo crei problemi e disagi, i quali non sono ovviamente solo digestivi.

Quindi iniziamo ricordando che i sintomi possono comparire entro le 72 ore dopo l’assunzione del cibo, per questo non è facile risalire agli alimenti incriminati; e che le reazioni avverse possono essere le seguenti:

  • ansia
  • depressione
  • alternanza del tono dell’umore: ciclotimia
  • astenia
  • sonnolenza post-prandiale
  • difficoltà di concentrazione
  • sensazione di vuoto mentale e di pesantezza con scarsa lucidità mentale
  • emicranie
  • dolori cervicali
  • acne
  • anoressia
  • obesità
  • aumento di peso eccessivo non coerente con le quantità di cibo ingerito
  • bruciore alla lingua e/o bolle alla lingua
  • afte
  • bruciore di stomaco
  • capogiri e vertigini
  • tachicardia
  • flautolenza e gonfiore addominale
  • cattiva digestione
  • crampi allo stomaco o addominali
  • aumento dell’irrascibilità, spesso coerente con chi assume troppi zuccheri
  • diarrea, dissenteria e stitichezza
  • nausea
  • insonnia
  • pelle secca o asfittica
  • abbassamento delle difese immunitarie
  • tendenza alla rinite cronica
  • ritenzione idrica
  • edemi agli arti inferiori con prevalenza di stasi alle caviglie e dolenzia del punto della milza/pancreas localizzato 4 dita sopra il malleolo nella parte interna della gamba.

La lunga lista dei disturbi non facilita certo il compito di individuazione di quale sia la radice del problema perchè ovviamente molti di questi sintomi possono comparire anche in altre patologie, fermo restando però, che dopo una sana correzione a livello alimentare queste problematiche quasi sempre scompaiono. Ora per quanto riguarda la mia esperienza posso asserire in tutta onestà che ogni tipo di macchinario che oggi giorno va tanto di moda per la ricerca e l’individuazione degli alimenti indesiderati è un sistema assolutamente fallace nonchè basato sull’emotività del momento; quindi privo di un vero e proprio riscontro oggettivo a lungo andare! Spesso infatti le persone, dopo aver fatto questi test, risultano essere tutti intolleranti al glutine, al nichel, ai pomodori, ai conservanti e via dicendo… per scoprire poi con gran fastidio e delusione, di avere in mano una lunga lista che li depriva di quasi tutti i cibi in circolazione! E’ ovvio che le cose non stanno così, come è ovvio per chi è un attento osservatore di se stesso e del prossimo, che lo stato emotivo contribuisce al 90% nel generare lo stato di equilibrio psico-fisico e che guarda caso, quelle stesse persone che durante le giornate di normale attività lavorativa non digeriscono quasi nulla e presentano la stragrande maggioranza dei sintomi sopra elencati, in vacanza digeriscono anche i sassi, dormono bene, hanno un buon livello energetico e sono quindi rilassati! La forma mentis e la gestione dell’emotività giocano sempre e comunque un ruolo fondamentale questo è ovvio, siccome però non passiamo la vita in vacanza, dobbiamo comprendere come gestire al meglio la nostra alimentazione e sottoporre il nostro organismo al minore livello di stress possibile. Come fare dunque ad individuare le nostre sensibilità alimentari?

La prima cosa, come dicevo al’inizio, è quella di identificare la costituzione del paziente per comprendere le sue sensibilità innate. Per costituzione intendo sia quella embriogenetica la quale è identificabile attraverso il riconoscimento del foglietto predominante del soggetto (entoblastico, mesoblastico ed ectoblastico), e la seconda è quella che la Meicina Tradizionale Cinese divide nei 5 elementi di appartenenza, dove per forza di cose ve ne è uno che predomina sugli altri, affiancato subito dopo da uno che spesso è parimenti coinvolto nel processo. Gli altri tre hanno una rilevanza minore. I due tipi di costituzione cioè quella embriogenetica e quella Cinese non sono in conflitto l’uno con l’altra, bensì si modulano o si sommano vicendevolemente generando maggiori sensibilità a particolari tipi di cibi piuttosto che ad altri. Il terzo metodo di indagine,il quale viene dopo, è quello del test Kinesiologico, che permette una maggiore scrematura degli alimenti che il soggetto tollera più o meno in una determinata fase della vita o in merito alla risoluzione di una patologia. L’identificazione della costituzione embriogenetica non è spesso facile anzi, molte volte le persone presentano una tale mescolanza di elementi oggettivi all’osservazione visiva ed al tatto della pelle e della massa muscolare che potremmo essere indotti in errore; in questo caso ci viene incontro il grande strumento che è anche il migliore per chi lo conosce, che è l’esame della grafia del soggetto in base agli insegnamenti della grafologia morettiana. In secondo luogo, capire quale sia l’appartenenza ad un elemento dei cinque della medicina cinese coinvolge in tutto e per tutto l’intuito psicologico del terapeuta, la sua bravura ed esperienza nell’osservare ogni minimo dettaglio con il quale il paziente si muove, gesticola, parla o sta zitto, con il quale cammina piuttosto sicuro o circospetto nell’ambiente, l’ampiezza o meno dei suoi gesti, come parla di sé e il suo aspetto psico-emotivo, l’occhio, la sua espressione, la sua pienezza o vacuità sono tutti elementi i quali concorrono ad identificare la loggia di appartenenza. In realtà quest’ultima è la piena espressione di come una persona gestisce il proprio mondo emotivo e psicologico. Riporto adesso qui di seguito le più grandi intolleranze in base alla costituzione embriogenetica e poi in base a quella Cinese; ricordando sempre che per ogni specifica esigenza esiste una visita privata e completa, che non può certo essere fatta in base ad un post su internet perché sarebbe quanto meno segno di grande mancanza di etica professionale, per non parlare della brutta abitudine del “fai-da-te” delle diagnosi in base ad informazioni pescate qua e là in questo mare magnum dove oggi più che mai ognuno si improvvisa specialista di tutto!

  • costituzione entoblastica: intolleranza ai carboidrati farinacei ed agli zuccheri raffinati  e non raffinati, quali anche il consumo eccessivo di frutta zuccherina e di grassi
  • costituzione mesoblastica: intolleranza all’eccesso di proteine animali e grassi con tendenza anche per questa costituzione a mal sopportare i carboidrati farinacei e gli eccessi di zucchero
  • costituzione ectoblastica: intolleranza al consumo di sostanze eccitanti oppure agli altri alimenti sopra citati a seconda del foglietto che si è sviluppato in seconda battuta dopo il principale.

N.B. Le indicazioni riportate sono ovviamente molto generiche e sono suffragate dall’esame grafologico, il quale permette di comprendere la reale costituzione del paziente, oltre che in fase di terapia viene supportato dal test kinesiologico per la scelta dei cibi preferiti e quelli indesiderati dallo stesso organismo, i quali possono variare a seconda del periodo e della patologia in questione.

Adesso invece farò una rapida classificazione delle intolleranze costituzionali appartenenti alle Logge Cinesi; per le quali non bisogna mai dimenticare che in questo approccio di tipo orientale e quindi anche molto più ampio e profondo, ad ogni loggia corrisponde un organo ed un tessuto, e ad ognuno di essi un determinato suono e quindi una emozione che prevale in stato di omeostasi e un’altra che domina in stato di disomeostasi.

  • Loggia Terra: Emozioni connesse: spensieratezza/preoccupazione, intolleranza agli zuccheri ed ai carboidrati farinacei; perchè il sapore ad essa connesso è il dolce.
  • Loggia Metallo: Emozioni connesse: gaiezza/tristezza, intolleranza al piccante ed alle solanacee; perchè il sapore ad essa connesso è il piccante.
  • Loggia Acqua: Intraprendenza/paura, intolleranza al sale ed ai cibi troppo saporiti e conditi; perchè il sapore ad essa connesso è il salato.
  • Loggia Legno: Malleabilità/rigidità, intolleranza ai grassi ed in parte alle sostanze eccitanti; perchè il sapore ad essa connesso è l’acido.
  • Loggia Fuoco: Gioia/melanconia, intolleranza al glutine; perchè il sapore ad essa connesso è l’amaro.

Non è possibile come accennato prima, rilevare l’appartenenza del soggetto ad una loggia, piuttosto che ad un’altra dall’analisi grafologica, benchè il terapeuta esperto e dotato di profondo intuito psicologico sia in grado di farlo osservando l’attegiamento emotivo comportamentale del paziente; oltremodo importante è anche decifrare se il soggetto sia a prevalenza yin o yang e questo è assolutamente indipendente dal sesso, ma legato al quantum e al tipo di energia che prevale nella persona. Ogni loggia cinese è infatti ulteriormente suddivisa in Terra yang e/o Terra yin, e via discorrendo per tutte le logge, di conseguenza prevarrà anche una determinata emozione ed una più spiccata sensibilità agli alimenti nocivi per tale costituzione che sono anche dose dipendente.

Letizia Boccabella

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