stevia

La Stevia è una piantina poco appariscente e non molto conosciuta dai più, fino a quando, qualche tempo fa venne lanciata sul mercato come dolcificante a basso contenuto calorico e a basso indice glicemico, come sostituto di tutti quei derivati chimici come la saccarina e/o aspartame. Le parti della pianta che vengono utilizzate sono le foglie, le quali contengono lo Stevioside, che è un composto responsabile del sapore dolce e del motivo per il quale le popolazioni autoctone dalle quali proviene il vegetale: Paraguai, centro e sud America e Giappone, la usavano da secoli come edulcorante. La sua potenza è quella di avere un equivalente calorico pari allo 0 ed un indice glicemico altrettanto nullo. E’ stata per questo motivo oggetto di vari studi, tra cui quello effettuato nel 2000 in Danimarca: Jeppesen PB, Gregersen S, Poulsen CR, Hermansen K, “Stevioside acts directly on pancreatic beta cells to secrete insulin: actions independent of cyclic adenosine monophosphate and adenosine triphosphate-sensitive K+-channel activity”. Metabolism, febbraio 2000, n. 9 vol. 2, pag. 208-14, nel quale si evince la conclamata azione dello stevioside nel ridurre la glicemia stimolando la produzione di insulina. Questo meccanismo è ovviamente alla base delle cure naturali per i diabetici, e per tutti quelli che vogliono ridurre il consumo di edulcoranti tossici come quelli chimici oppure ridurre le calorie ingerite evitando di affaticare la milza/pancreas che come ricordo è alla base dello svolgimento sano di tutti i processi metabolici e del buon funzionamento della cellula. I popoli del centro e sud America nei quali la Stevia cresce naturalmente da millenni, conoscono i pregi di questa pianta molto bene e sanno per ereditarietà come i suoi effetti siano parecchio marcati anche come antiossidante, antiradicalico e antinfiammatorio, oltre ad avere un effetto ipotensivo e regolatore della pressione. Gli studi che inizialmente hanno tentato in tutti i modi di affossare questa pianta, dicendo che il suo consumo potesse essere connesso all’insorgenza di alcune forme tumorali, sono stati smentiti, tranne che in America, dove guarda caso il tasso di consumo di zuccheri raffinati, la presenza di obesità e malattie cardio vascolari ha raggiunto livelli inaccettabili, ma le grandi industrie alimentari fanno da padrone sul mercato per il loro enorme giro d’affari! Detto questo lascerei a voi l’ardua sentenza traendone le conclusioni del caso. Dal canto mio, usandola, vorrei darvi alcuni consigli per poterne ricavare i migliori vantaggi. In primis vorrei dissuadervi dall’acquistare quella che trovate nei supermercati perchè oltre al costo davvero spropositato, come tutte le cose che iniziano ad andare di moda, ha un retrogusto abbastanza sgradevole e troppo simile a quello dell’aspartame, ecco perchè non fidandomi molto di un prodotto industriale, ho risolto il problema alla radice e vi consiglio di farlo anche voi, acquistando la pianta. La potete trovare nei vivai, specialmente in quelli che trattano le cose per l’orto o le piante aromatiche. Se non avete un giardino, mettetela pure in un vaso di medie dimensioni, assicuratevi che prenda abbastanza sole e annaffiatela spesso, specialmente durante i periodi di caldo intenso, perchè potrete rendervi immediatamente conto di quanto esiga abbondanti quantità di acqua. Se la mettete in terra, la vedrete crescere molto di più e con maggiore velocità, come è ovvio che sia, ma necessita sempre e comunque di sole e di acqua. Durante il suo periodo vegetativo che va dalla primavera all’autunno, potete staccare le foglie fresche direttamente la mattina per metterle nella vostra tazza di caffè o caffè latte o té o tisana (anche se da buona purista delle tisane io raccomando sempre di non edulcorarle con niente) ed a seconda dei gusti e delle quantità del liquido da dolcificare potete usare da 1 a 3-4 foglie fresche. E’ ovvio che se il liquido è caldo la foglia rilascerà maggior principio attivo. Se invece volete aumentare il suo potere dolcificante, anche durante la stagione calda, potete raccogliere alcune foglie con 2 giorni di anticipo che è il tempo esatto per farle seccare, dopodiché potrete sgretolarle nel liquido e vedrete che il potere edulcorante sarà maggiore. Per avere a disposizione la Stevia anche d’Inverno, prima che la pianta muoia, (è annuale quindi l’anno seguente dovete ricomprarla, anche se a volte quando viene piantata a terra si è verificato che l’anno successivo ricacci e riprenda a vivere), raccogliete tutte le foglie, mettetele a seccare e poi riducetele in polvere. Una volta fatto, riempite dei vasetti ed ecco che avrete la scorta per tutto il periodo freddo. Con la stessa tecnica potete usarla da secca, al posto dello zucchero nelle marmellate, e anche nei dolci. Vi renderete subito conto che usando le foglie della Stevia, direttamente come Madre Natura crea, non sentirete quel retrogusto sgradevole che invece pervade quella del supermercato. Vi costerà pochissimo, in media una pianta la trovate a circa 3 euro o 3.50 e potrete davvero essere certi che sia naturale al 100%. Quindi buon appetito e felice degustazione!

Letizia Boccabella

 

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