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La Cocciniglia è uno dei parassiti che attacca piante e agrumi dei nostri giardini ed è molto infestante nonché difficile da eliminare, prolifera con il caldo e gode degli ultimi inverni miti che abbiamo avuto, sta quindi divenendo un serio problema per tutti quelli che vogliono mangiare i frutti dei propri alberi senza contaminarli con sostanze chimiche e che tengono alla salute delle loro rose e delle altre piante che allietano l’animo alla vista. L’attacco della Cocciniglia indebolisce il sistema immunitario dell’albero e lo predispone all’attacco dei funghi; come ad esempio la fumaggine. La riconoscete facilmente perchè potete vedere le foglie che diventano completamente nere, questo è quello che è successo al mio limone, sulle rose invece, diveniva visibile il parassita che arrampicato allo stelo era perfettamente identico a quello che potete osservare in foto. Così ho deciso di correre ai ripari inventandomi una mistura che sembra aver dato i suoi risultati. Vi ricordo che se le rose sono in vaso è più facile sconfiggere il problema, ad esempio mi è bastato fare un solo trattamento e la cocciniglia non si è più ripresentata, contrariamente se le piante si trovano in terra, è necessario ripeterlo per più tempo con una cadenza di tre o quattro giorni, fino a che siate certi della completa resa dell’animale. Procediamo con ordine: innanzitutto se siete fumatori dovete conservare le cicche delle sigarette e la cenere in un contenitore, oppure chiedete ai vostri amici fumatori di farlo per voi. Poi iniziate a mettere nello stesso recipiente che dovete tenere aperto, i fondi della macchinetta del caffè. In più vi consiglio di aggiungere anche i fondi del caffè del bar, perchè sono ovviamente più grassi e più carichi di principio attivo di quelli di casa. Vi basterà andare dal vostro barista di fiducia e ve ne riempirà un sacchetto intero senza alcun problema. Abbiate l’accortezza di miscelarli bene con la cenere e le cicche, dopodichè, versate il tutto nel vaso o in terra vicino allo stelo della pianta o al tronco dell’agrume; in quest’ultimo caso solo dopo aver scavato e mosso la terra. Per finire prendete una bottiglia da 1 litro e 1/2 e riempitela d’acqua, versate nel contenuto 10 gc di Rescue Remedy originale di Bach. Procedete innaffiando la mistura con quest’acqua e ricordatevi sempre di mantenere la proporzione di 10 gc di Rescue per ogni litro e mezzo. L’utilizzo di questi componenti ha un senso logico in quanto: la cenere e i mozziconi delle sigarette fungono da disinfettante, i fondi del caffè sono ricchi di sostanze che fortificano la pianta e il Rescue Remedy serve a dare un quantum energetico in più al vegetale, in modo da predisporlo a combattere con più vigore il parassita. Chi conosce la floriterapia di Bach, sa perfettamente che il Rescue Remedy è usato come pronto soccorso per tutti gli stati d’ansia e per i traumi, negli esseri umani però funziona esattamente come funziona per gli animali e per i vegetali; tanto è vero che esso viene usato per le piante ogni volta che le si sposta da un luogo all’altro o quando si invasano o quando si mettono in terra. I suoi componenti  aiutano a superare lo shock e le rendono più adattabili, per gli stessi identici motivi si usa con grande successo sull’uomo e sugli animali. Ricordo una volta in cui, con grande contentezza sono riuscita a salvare un Bonsai che si stava seccando! Come ho sottolineato inizialmente, se la pianta si trova in vaso, posso garantirvi che vi basterà un solo trattamento per debellare la cocciniglia, se invece la pianta si trova a terra il mio consiglio è quello di ripetere l’operazione con una cadenza di tre o quattro giorni l’uno dall’altro. Comunque già dopo il primo, vedrete che i numero dei parassiti andrà gradatamente diminuendo fino a scomparire del tutto. Nel caso di un albero di agrumi, come il limone, oltre alla ripetizione da effettuare con la stessa cadenza, vi suggerisco di passare sul tronco con un pennello della calce, questo aiuterà la pianta a proteggersi da formiche e pidocchi.

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Se poi desiderate ravvivare il colore delle vostre Ortensie, usando la stessa mistura e mischiandola ad un pò di polvere di ferro, che potrete procurarvi dai residui di lavorazione di un vostro amico fabbro, oppure comprando delle semplici bustine al costo di un euro in tutti i negozi del settore, otterrete un’intensità mai vista prima e oltrettutto ricordate che il ferro servirà ad amplificare il colore rosso-violaceo. Per tutte le altre piante, comprese quelle grasse, la pozione che vi ho indicato prima, serve a renderle forti, rigogliose e sane. Ovviamente cercate di prendervene cura anche d’inverno con una modalità più diradata nel tempo, seguendo i ritmi naturali vegetativi di ogni stagione. Per fertilizzare il terreno del giardino durante la stagione fredda, utilizzate la cenere del camino, per chi ne ha uno ovviamente, e mettetelo sul terreno o nei vasi, la sua ricchezza in minerali le aiuterà a sopportare le gelate, state solo attenti a non esagerare con le quantità, altrimenti rischiate di soffocare la pianta. In tutte le cose conta sempre la giusta misura! Un altra dritta posso darvela per le piante di Aloe. Scordatevi che necessitino di poca acqua, se le volete vedere belle, rigogliose e cariche di principio attivo, in modo tale da poterne usare il succo e la polpa a scopo curativo, specialmente per la pelle e quindi a uso topico, dovete innaffiarle tutti i giorni appena il caldo si intensifica. Dovete sapere che in uno dei miei tanti viaggi in giro per il mondo, ho avuto modo di constatare, che in Tanzania a Zanzibar per l’esattezza, crescono delle Aloe dal potere curativo immenso (Aloe Vera), dalle foglie grosse e carnose con una polpa talmente carica di antrachinoni catartici, vitamine A, vitamine B1, B2, B3, B6, B12, vitamina C ed E,  minerali come fosforo e potassio, calcio, ferro,magnesio,zinco, sodio, cloro, alluminio, boro, manganese, bario, rame, cromo e silicio; ed aminoacidi essenziali quali Isoleucina, Leucina, Lisina, Metionina, Fenilalanina, Treonina, Triptofano, Valina, assieme agli altri aminoacidi secondari quali acido aspartico e glutammico, Arginina, Alanina, Glicina, Istidina, Prolina, Serina e Tirosina, da non avere nessun altro tipo di rivale in fatto di efficacia rispetto alle altre sue sorelle che crescono in luoghi più aridi. Dovete sapere infatti che il clima di questo paradiso terrestre è umidissimo, addirittura nei tre mesi delle pioggie Aprile, Maggio e Giugno, dove la quantità di acqua che cade ricopre praticamente in maniera torrenziale quasi interamente le 24 ore della giornata, tutti i suoi abitanti lasciano l’Isola per far ritorno in Tanzania dato che il turismo si ferma completamente, i Resort chiudono e le persone rimangono senza lavoro. Nei restanti nove mesi l’Isola riprende vita, mantenendo il classico clima umido con precipitazioni che a volte durano solo due ore ma hanno carattere violento o quanto meno intenso. I nativi del luogo conoscono benissimo gli effetti di questa straordinaria pianta. La usano per curarsi le ferite, sbucciando la pelle della foglia, che è molto coriacea e prendendo la polpa la strofinano sulla pelle viva o ci fanno degli impacchi, la stessa cosa vale per curare le ustioni dei turisti che imprudenti si espongono ad un sole che a – 5° sotto l’equatore non teme rivali, soprattutto per un caucasico o per quelli del nord Europa, la cui carnagione non gli permette molto bene di reggere una tale intensità. La polpa la ingeriscono quando hanno bisogno di curare i problemi di stomaco, intestino e di tutto il gastro enterico, a causa delle loro acque contaminate e della loro scarsissima igiene personale. Sono un popolo povero haimè, costretto a vivere in capanne fatte da tetti di paglia e mura di fango, senza acqua, corrente o bagni e con le lampade a petrolio. Io posso garantire, per esperienza personale che avendo provato l’effetto diretto sulla pelle e il gusto così amaro della sua polpa una volta ingerito, posso affermare quanto sia diverso il suo effetto e quanto sia più potente rispetto ad altre Aloe che ho avuto modo di provare in altre parti del mondo, come ad esempio quelle delle Canarie, direttamente in loco, dove il clima è caldo e secco e non piove praticamente mai. Da qui la mia esperienza mi dice che se volete avere delle piante rigogliose, forti e ricche dei principi attivi di cui sopra da poter usare per vostra personale terapia, dovete scegliere di piantarle in un posto protetto dall’esposizione fredda dei venti del nord, che prenda il sole ma allo stesso tempo sia annaffiata costantemente nella stagione calda e potete arricchirla usando la mistura di cui vi ho parlato prima e la cenere del caminetto durante l’inverno.

Letizia Boccabella

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