La diminuzione dei valori ematici di ormoni quali estrogeni e progesterone nella donna in menopausa, sono i diretti responsabili di un complessivo decadimento della qualità della vita di molte signore che si affacciano al climaterio. La maggior parte dei disturbi di cui sono vittime inizia con la comparsa di fastidiosi squilibri a carico del sistema neurovegetativo quali depressione, alterazione dell’umore, irritabilità, palpitazioni, vampate di calore e disturbi del sonno, oltre a gettare le basi per una eventuale fattore di rischio a carico del sistema osteoarticolare con la comparsa di osteoporosi e all’insorgenza di malattie cardiovascolari. Cerchiamo quindi di approfondire la conoscenza e l’uso di piante che ci possono essere davvero utili nel contrastare e prevenire questi fastidiosissimi disturbi, eliminando l’uso di fitoestrogeni della soia che sono dannosissimi, se non altro per il fatto che la soia purtroppo è tutta e indistintamente transgenica, quindi tossica per il nostro organismo e assolutamente vietata per chi ha avuto patologie oncologiche, nonché a mio parere da abolire dalla dieta di tutti!

Trifolium Pratense: Questa pianta rappresenta la fonte più pregiata di fitoestrogeni capaci di legarsi ai recettori estrogenici in misura nettamente superiore a quelli della soia. L’estratto di Trifoglio rosso contiene infatti sostanze a natura steroidea, affini alle molecole degli isoflavoni e simili al 17 betaestradiolo, grazie a questa similitudine è assai più facile che si instaurino legami di natura fisiologica, i quali creano un meccanismo di sinergia sistemica attraverso il quale il corpo si trova più a suo agio rispetto agli estrogeni di sintesi. Nella loro forma agliconica, esplicano un’azione modulatrice e bifasica altamente selettiva di regolazione pro-estrogenica e nel contempo anti-estrogenica. L’attività pro-estrogenica si compie sui recettori beta presenti nell’apparato scheletrico e cardiovascolare, mentre l’azione anti-estrogenica avviene a carico dei recettori alfa che sono presenti nella ghiandola mammaria e nell’utero. E’ quindi facile dedurre come l’azione dei trifoglio rosso sia ideale nei disturbi quali le vampate di calore, nell’osteopenia e nella protezione del sistema vascolare.

Dioscorea Villosa: Un altro effetto della menopausa è il prepotente calo del livello di progesterone, la Dioscorea Villosa è particolarmente ricca di diosgenina, una sapogenina che per la sua struttura è fisiologicamente molto simile al progesterone, ed è proprio grazie ad essa che introdotta nel corpo ne stimola la produzione. L’uso della Dioscorea è quindi in grado di normalizzare e bilanciare il rapporto estrogeni-progesterone. Essa è anche una fonte naturale di antiossidanti utili nel mantenere un alto livello di vitalità biologica ed organica e nel contrastare i danni causati dallo stress ossidativo i quali sono responsabili dell’ invecchiamento precoce. Gli estratti di Dioscorea facilitano il ristabilimento fisiologico della stenia sessuale, favorendo anche il mantenimento della densità ossea, uno dei più grandi problemi da affrontare in menopausa.

Crataegus Oxycantha: Come al solito troviamo nuovamente il nostro Biancospino, pianta quasi magica e dai mille usi, decantata per moltissime patologie e realmente di valido supporto anche per la menopausa, in quanto essendo un regolatore del tono simpatico agisce come ipotensivo, antispasmodico, miorilassante e sedativo del sistema nervoso centrale. Essendo come spiegato innumerevoli volte un protettore cardiovascolare e favorendo la dilatazione delle coronarie, stimola la vascolarizzazione del cuore comportandosi con esso come un potente anti-aging. Regolando lo squilibrio a carico del sistema neurovegetativo, modula i sintomi emotivi e cardiocircolatori che accompagnano questa fase difficile in molte donne. Il suo uso contrasta (come detto in molti dei miei precedenti articoli), l’ansia, il nervosismo, l’irritabilità, le palpitazioni, la tachicardia, l’ipereccitabilità cardiaca con senso di oppressione toracica e lievi forme di aritmia sensa mai apportare effetti tossici e senza limiti di uso a lungo termine; sia per numero di volte di assunzione nella giornata, sia per il quantitativo assunto nelle 24 ore.

Griffonia Simplicifolia: Anche di questa pianta ho parlato in alcuni precedenti articoli per la sua ricchezza di 5-idrossitriptofano, che nell’organismo umano è il precursore della serotonina, importantissimo neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del tono dell’umore, del sonno e dell’appetito. La sua integrazione favorisce quindi l’azione antidepressiva, il ritmo sonno-veglia, la scomparsa di emicranie vaso-motorie e contribusce a mitigare il senso della fame riducendo la voglia di zuccheri e carboidrati classico di chi ha cali del livello di serotonina.

Vitamina D3: L’assunzione di Colecalciferolo liposolubile è atta a promuovere l’utilizzo e l’assorbimento del calcio e del fosforo necessario per il metabolismo osseo, contribuendo a stabilizzare anche l’attività del sistema nervoso e la normale funzionalità cardiaca.

Vitamina E: Conosciutissima per le sue eccellenti proprietà antiossidanti, essa contrasta il graduale declino dei processi metabolici, è utile nello stabilizzare l’attività della membrana cellulare aumentando la capacità di quest’ultima di assorbire l’ossigeno e proteggere l’organismo dalle conseguenze nefaste dello stress ossidativo e dei radicali liberi. Un altro particolare aspetto della vitamina E è quello di potenziare l’azione del progesterone rivelandosi molto utile nella prevenzione della mastopatia fibrocistica del seno, agendo come antiaggregante piastrinico e ottimo preventivo dei disturbi cardiocircolatori.

Zinco: Lo zinco è un minerale essenziale coinvolto nella composizione di circa 200 enzimi differenti, di fondamentale importanza per la sintesi degli acidi nucleici e per la loro riparazione. Gli oligoelementi di Zinco agiscono anch’essi come potenti antiossidanti potenziando il sistema immunitario, proteggendo la cute, migliorando la resistenza dalle malattie infettive e alle infiammazioni. L’impiego di Zinco è essenziale in tutte quelle patologie che, climaterio a parte, ledono la calcificazione ossea, il tono dell’umore e le turbe neurovegetative, la nevrastenia sessuale con conseguente diminuzione della libido. E’ essenziale nel metabolismo della sintesi degli ormoni sessuali riequilibrando l’insufficienza ormonale che interessa tutte le ghiandole endocrine.

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Cairagem Donna: Questo prodotto eccezionale, che è un gemmo concentrato di germogli di Lampone e scorza di giovani rami di Limone, trova un favoloso impiego con le piante di cui sopra, nel contrastare gli effetti della menopausa e di tutti i disturbi del ciclo mestruale, aiutando a regolarizzare il flusso e migliorando il benessere globale della donna in quei delicati giorni del mese, oppure in menopausa. Nella mia personale esperienza, l’ho trovato davvero utile, dopo aver constatato la sua ineccepibile efficacia su molte pazienti delle più disparate età. Passiamo ora in rassegna i funghi medicinali e vediamo quali sono i migliori per combattere i disturbi che possono sopraggiungere in menopausa. Se siete interessati a sapere molto di più sul mondo dei funghi medicinali e il loro spettro d’azione sulle più disparate patologie, potete acquistare il mio ultimo libro edito da Amazon e disponibile sia in versione e-book che in versione cartacea:

 

Uno dei disturbi maggiori ai quali si può andare incontro con la menopausa è sicuramente quello riconducibile alla sindrome metabolica; la quale presenta i seguenti sintomi:

  • accumulo di grasso viscerale e quindi sulla fascia addominale con una circonferenza superiore a 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne;
  • colesterolo HDL basso, inferiore a 40 nell’uomo e a 50 nelle donne con innalzamento di quello cattivo LDL e di quello totale;
  • trigliceridi ematici alti, quindi con valori superiori a 150;
  • glicemia a digiuno alta, il che vuol dire che i valori superano i 110. Ricordo che per avere davvero una buona glicemia i valori devono rimanere costantemente al di sotto degli 80;
  • pressione arteriosa superiore a 130.

Vi ricordo di fare molta attenzione perché la presenza di anche solo due di questi fattori, è già un campanello d’allarme da non sottovalutare. Ganoderma, Shiitake e Maitake sono la triade per eccellenza del mondo dei funghi medicinali la quale lavora con un organotropismo specifico sul sistema cardiovascolare e sugli squilibri del gastroenterico come: sindrome metabolica, dislipidemia, insulino-resistenza, sovrappeso e obesità, ipertensione e tendenza trombofilica. Tutti questi funghi agiscono sul gastroenterico e quindi sul sistema cardiocircolatorio, aumentando la resistenza fisica e donando energia. Il Cordyceps è per eccellenza il fungo che tonifica lo yang del rene, grande adattogeno e potenziante delle prestazioni atletiche, nonché rimedio prezioso per ritardare la senilità.  Riduce le transaminasi e ttiva il metabolismo. Facilita la rimozione di molte sostanze tossiche, che si accumulano consumando alcolici, grassi idrogenati e saturi, zuccheri raffinati e soprattutto aiuta a smaltire quantità significative di metalli pesanti. L’eccesso tossinico ha effetto anche sulla digestione, impedendo di bruciare calorie e di smaltire i depositi di grassi nei tessuti adiposi. Il Pleorotus è il fungo con maggiore capacità di altri di antagonizzare l’assorbimento dei grassi a livello intestinale. Se assunto in alte dosi esso ha la capacità di aumentare i livelli di estrogeni e di testosterone, prevenendo e proteggendo le ossa, la struttura celebrale e quella cardiocircolatoria. In Medicina Tradizionale Cinese è ritenuto uno dei funghi a maggiore organotropismo su fegato (Loggia Legno) e Milza/pancreas (Loggia Terra); oltretutto il Pleorotus si trova comunemente al supermercato ed è squisito da mangiare con tutte le pietanze di carne, pesce, riso, pasta e altre verdure. Non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. Il Poria cocos regola in maniera splendida il funzionamento della milza/pancreas; soprattutto è ritenuto il fungo della serenità mentale. Ho già spiegato come l’eccesso di ruminazione mentale, classica dello squlibrio della milza, provochi ansia, depressione, stress, bisogno eccessivo di zuccheri, consumo di cibo spazzatura e per colmare un vuoto interiore, fame nervosa e calo energetico provocato dall’incapacità di fermare i pensieri. Oltretutto il Poria cocos agisce come potente diuretico risolvendo gli edemi e assicurando una buona pressione arteriosa. Se siete interessati ad approfondire ancora di più l’argomento potete leggere l’articolo completo al seguente link:

Funghi medicinali, stanchezza cronica, sindrome metabolica e Medicina Tradizionale Cinese: guarire naturalmente senza chimici di sintesi.

Ricordo che ogni caso è un caso a sé; l’essere umano è unico e irripetibile, quindi ogni donna va trattata nello specifico a seconda della sua costituzione biotipologica, di quella Cinese e soprattutto a seconda del suo vissuto. Sono tutti elementi importanti e che non possono essere assoutamente sottovalutati. Per questo mi piace sottolineare l’importanza di una visita specialistica evitando di favorire il fai da te, che non è mai la soluzione ideale specialmente quando si parla di pratica clinica e di salute.

Letizia Boccabella

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In questo articolo che lascerò privo di password, vi elencherò tutti i contenuti che ho rilasciato nel corso del tempo e che continuo a mettere a vostra disposizione, in modo da chiarirvi le idee sul mondo del Nagualismo. Sono elementi preziosi che vi suggerisco di non sottovalutare e di seguire con attenzione. Ovviamente non possono…

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