vitis vinifera

Stiamo per entrare in quella parte dell’anno, l’Estate, che la Medicina Tradizionale Cinese identifica con la loggia Fuoco, la quale comprende i seguenti organi e apparati: Cuore, Intestino tenue, Triplice riscaldatore e Maestro del Cuore. In questo articolo porrò l’attenzione su alcune piante che ci aiutano a mantenere integra la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio, il quale subisce maggiori fonti di stress esogeno dovuto proprio alle alte temperature, in modo da ottenere un effetto antinfiammatorio, antiossidante, vasodilatatore e stablizzante della bilancia neurovegetativa. Dall’ azione sinergica delle piante che andrò a presentarvi, potremo ricavare una completezza ed una complementarità di trattamento che garantiranno non solo un riequilibrio della pressione sanguigna, un’azione antiaging cardiaca oltre che antinfiammatoria a carico dei vasi arteriosi e venosi, ma anche una regolazione ed una modulazione ed un effetto antiossidante a carico di tutto il sistema cardiocircolatorio, oltre che un sano contrasto degli elevati livelli plasmatici di omocisteina, che sono un segnale inconfondibile di problematiche cardiache. L’uso sistemico dei principi attivi ricavati da queste piante lavorano contrastando la distonia neurovegetativa, gli stati di ipertensione, la tachicardia da stress o su base ormonale, le alterazioni del distretto arterioso e i deficit immunitari.

Olea Europea: La pianta dell’Olivo possiede notoriamente azione antipertensiva, antinfiammatoria, antiradicalica, antiossidante, di prevenzione su patologie neoplasiche e come antiaggregante. Gli studi effettuati sulla pianta hanno dimostrato che gli estratti di foglia riducono la pressione arteriosa sia sistolica che diastolica in soggetti con ipertensione borderline riducendo anche i livelli di colesterolo. I composti polari di cui il principale è l’oleuperina, intervengano sui meccanismi che sono alla base del rimodellamento vasale che accompagna l’ipertensione ed altre malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi. L’oleuperina possiede in oltre attività antinfiammatoria e la capacità di stimolare il rilascio di ossido di azoto da parte dei macrofagi agendo sull’espressione di No-sintasi. La ricerca sperimentale sugli estratti acquosi ha dimostrato un’azione vasodilatatrice ed ipotensiva che interessa anche le coronarie e che sarebbe da riferire ad un effetto miolitico (agisce infatti anche come broncodilatatore). Quest’azione ipotensiva è direttamente responsabile dell’abbassamento della pressione massima e del riequilibrio della minima entro valori fisiologici. La sua azione farmacodinamica è quindi riscontrabile a più livelli: sia per il suo effetto di vasodilatatore periferico il quale induce appunto le conseguenze di ipotensore, sia come diuretico (ricordo che il cuore è da considerarsi un organo endocrino perchè secerne ormoni che hanno la capacità di facilitare l’eliminazione attraverso le urine di sodio: natriuresi e di acqua. Fino ad oggi conosciamo tre tipi di ormoni: il peptide natriuretico A, il quale viene prodotto dagli altri, il peptide natriuretico cerebrale B (BPN) sintetizzato dalle cellule miocardiche ventricolari e da alcuni neuroni encefalici, e il peptide natriuretico C (CNP) prodotto dalle cellule endoteliali che rivestono internamente il cuore). Ha inoltre un’azione antidiabetica-ipoglicemizzante e ha qualità di febbrifugo.

Curcuma Longa: Gli estratti di curcuma ed in particolare quelli del rizoma sono atti a migliorare la funzionalità digestiva epatica e di tutto il sistema gastroenterico in generale. Essi presentano una elevata azione antinfiammatoria, antiflogistica, antiossidante, antivirale, immunostimolante, migliorano la funzionalità articolare e contrastano i disturbi del ciclo mestruale. La Curcumina (principio attivo della curcuma) deve le sue proprietà antinfiammatorie all’azione mirata sulla produzione di steroidi endogeni, stimolando la corteccia surrenale e inibendo il metabolismo epatico del cortisone endogeno, con conseguente aumento degli steroidi circolanti. La gran parte dell’azione che il principio attivo possiede come antinfiammatorio è dovuto alla sua capacità di inibire alcuni degli enzimi coinvolti nella genesi del processo infiammatorio quali: prostaglandine, leucotrieni, citochine, soprattutto nei distretti come stomaco, fegato, intestino ed articolazioni. Sono note da millenni, nella medicina indiana, le sue spiccate proprietà colagogo e coleretiche ed è per questo motivo che veniva largamente usata per la cura delle dispepsie biliari, nella calcolosi e nelle epatopatie croniche. Ricordo in ultima analisi che secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’elemento Legno (fegato/vescica-biliare) è la madre del Fuoco (cuore/intestino-tenue) nella legge di generazione dei cinque elementi, la quale rappresenta una delle leggi fisiologiche con le quali funziona il nostro organismo. Quando l’elemento legno entra in uno stato di super generazione sulla loggia Fuoco, ecco che si entra in uno dei meccanismi fisiopatologici attraverso i quali la MTC ci esplica la malattia ed i suoi scompensi. Non è questo l’articolo con il quale posso addentrarmi nella spiegazione di questi meccanismi, ma vi basti pensare che anche per l’allopatia, guarda caso, gravi scompensi nel funzionamento del fegato portano spessissimo come diretta conseguenza a patologie cardiache.

Vitis Vinifera: il gemmoderivato di semi di uva rossa contiene acido linoleico e proantocianidine oligomeriche, entrambi composti polifenolici di tipo flavonoide, biologicamente attivi e biodisponibili per l’organismo, i quali hanno entrambi spiccate proprietà antiossidanti e che nella pratica clinica si sono dimostrati molto efficaci nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari. Questi composti polifenolici hanno rivelato di possedere un’azione antiossidante più potente di quella della vitamina C, della vitamina E e del betacarotene. Gli effetti positivi sui vasi sanguigni dei polifenoli, presenti appunto nei semi dell’uva rossa, sono dovuti prevalentemente all’aumento dell’ossido nitrico sintetasi endoteliale, il quale enzima è capace di favorire la produzione di ossido nitrico. Quest’ultimo è il più potente vasodilatatore direttamente prodotto a livello endogeno dal nostro organismo. Riduce le molecole che causano un’aumentata adesività leucocitaria alle pareti vascolari con ovvio e conseguente danno a carico delle ultime. Questi polifenoli sono anche capaci di ridurre l’ispessimento della parete vascolare e il ristringimento del lume dei vasi sanguigni. Essi agiscono quindi come agenti protettivi ritardando e contrastando i danni del deterioramento cronico classico della patologia aterosclerotica, nella cardiopatia ischemica e nell’insufficienza venosa.

Myrtus Communis: Al Mirto sono attribuite proprietà balsamiche, antinfiammatorie, antiossidanti, astringenti, antimicrobiche ed antisettiche, le quali tutte assieme trovano da sempre largo impiego nella cura delle affezioni a carico dell’apparato respiratorio e digerente. I più recenti studi sull’attività dei tannini presenti nelle foglie di mirto, hanno dimostrato la loro capacità di funzionare come antiossidanti e antidislipidemici, da qui l’azione ottima come antiossidanti nella degradazione dell’ LDL. Le LDL (lipoproteine implicate nel trasporto del colesterolo alle cellule dell’organismo) sono quelle che a lungo termine sono responsabili divarie patologie cardiovascolari.

Biancospino (Crataegus Oxyacantha): Le eccezionali proprietà del Biancospino sono quelle di regolare il tono del sistema simpatico agendo come ipotensivo, cardiotonico, antispasmodico, miorilassante e sedativo del sistema nervoso centrale agendo come tranquillante, senza però interferire con le attività diurne e senza provocare nessun senso di stordimento o di ottusità mentale, classico di tutta una serie di farmaci ad alta azione eroica sul sistema simpatico e sul SNC. Esso svolge una splendida azione anti-aging cardiaca favorendo la dilatazione delle coronarie e la vascolarizzazione del muscolo cardiaco. E’ un rimedio eccellente per i classici scompensi della menopausa agendo direttamente e regolando l’attività del neurovegetativo, oltre che per tutte quelle persone che soffrono di ansia fino agli attacchi di panico, senza nessuna controindicazione nell’aumento delle dosi e della frequenza di assunzione giornaliera. Ottimo quindi per tutti gli stati di cattiva gestione dell’emotività, per nervosismo, tachicardia, palpitazioni, irritabilità, oppressione toracica, aritmie (in sinergia con l’olivo) e per tutti i periodi di elevato stress ai quali l’individuo non riesce a far fronte in maniera sana ed equilibrata. Ne consiglio l’uso anche per lunghi periodi senza problemi di sorta, ottimo anche per chi volesse piano piano, disintossicarsi dall’uso di Tavor e altri tranquillanti. Le modalità con cui farlo però, non sono certo quelle del fai da te, raccomando quindi sempre e caldamente, una visita per un’adeguato piano terapeutico atto a ripristinare le fisiologiche attività del corpo.

Acido Folico: Questa importante vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B, è necessaria per tutte le reazioni di sintesi, riparazione e metilazione del DNA, per il metabolismo dell’omocisteina e di tutta una serie di altre importanti reazioni biochimiche. Purtroppo l’incremento dell’omocisteina plasmatica, crea notevoli danni all’endotelio tra i quali possiamo annoverare l’aterosclerosi, l’ipertensione, la procoagulazione e i danni al tessuto connettivo. Si evince quindi come sia importante assumerne dei valori adeguati in sinergia con gli altri rimedi di cui sopra e in una formula immediatamente biodisponibile per il corpo.

Letizia Boccabella

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