betula

Quando si parla di drenaggio e depurazione dell’organismo i principali organi e tessuti presi in considerazione sono il fegato, le vie biliari, l’apparato urinario, il sistema reticolo endoteliale (milza- pancreas per la medicina cinese) e il tessuto connettivale. Lo scopo che si vuole raggiungere quando si usano le piante per depurare il corpo è quello di lavorare agendo sul ricambio in generale, coadiuvando l’eliminazione delle scorie e facilitando anche la via depurativa attraverso la pelle. La chiave di volta è quindi racchiusa nel tentativo di sfruttare i principi attivi di alcuni gemmoderivati e tinture madri che usati e sapientemente combinati in sinergia, consentano un profondo drenaggio dei principali sistemi emuntori, favorendo la diuresi, le secrezioni biliari e decongestionando il fegato. Uno stratagemma è quello di sfruttare l’azione antispasmofila dei componenti di alcuni rimedi che andremo a vedere, per fare in modo che la muscolatura liscia del tubo digerente e delle vie urinarie si rilassi e così facendo venga facilitato il funzionamento di tutti gli organi del gastroenterico deputati alla detossinazione dell’organismo. Come conseguenza si avrà anche la regolarizzazione del flusso biliare il quale agirà come preventivo alla comparsa di calcoli biliari e renali, contribuendo, nel qual caso ci fossero all’espulsione di essi. Le stesse piante verranno utilizzate come preventivo alla comparsa di cellulite che è la fisiologica conseguenza di una ritenzione idrica che più facilmente colpisce il sesso femminile, specialmente nella fase pre mestruale e durante il ciclo stesso. Un altro effetto è quello di ridurre considerevolmente i sintomi nei casi di disturbi infiammatori acuti e cronici del fegato e delle vie urinarie, nell’insufficienza epatica, nelle affezioni della colicisti con alterazione del flusso biliare, nella litiasi biliare e renale e in tutte quelle patologie nelle quali è richiesto un drenaggio generale dell’organismo. E’ importante ricordare che le patologie reumatiche, la gotta e le nefrosi sono indice di cattivo funzionamento ed intossicazione di tutti i sistemi ed organi sopra citati, dove l’impiego delle piante che andremo a vedere saranno di splendido aiuto nel favorire l’equilibrio azotato aumentando il flusso di urine e l’eliminazione delle scorie azotate e dell’acido urico, senza alterare il bilancio degli elettroliti. Tutte serviranno a stimolare una sana e profonda azione antiossidante, disintossicante, protettrice e rigenerante a livello epatico, proteggendo quest’ultimo da tutti gli effetti tossici di moltissime sostanze inquinanti alle quali siamo quotidianamente sottoposti come l’uso indiscriminato di farmaci steroidei e non, dal fumo, dall’alcool e da un’alimentazione ricca in pesticidi e povera di sostanze nutrienti. Facciamo adesso un rapido excursus su quelle che sono le piante che ci aiutano a realizzare le strategie terapeutiche di cui vi ho parlato fin ora:

Beltula Alba: La linfa della Betula è da sempre impiegata come eccellente drenante generale dell’organismo. Essa è dotata di uno specifico ed intenso tropismo sul sistema reticolo endoteliale, su quello osteoarticolare e su quello urinario. Se ne fa largo uso in particolar modo per drenare l’eccesso di ritenzione idrica, quindi nel trattamento della cellulite e nei casi di ipotiroidismo che causano un rallentamento metabolico, quindi nelle diete dimagranti come coadiuvante per la perdita del peso corporeo (massa grassa). In oltre possiede attività analgesica, antiflogistica, diuretica e uricosurica.

Fumaria Officinalis: Questa magnifica pianta possiede un’azione molto simile a quella del Cardo Mariano manifestando qualità da epatoprotettrice ad organotropismo principale di fegato e milza, dove va a stimolare la depurazione sia del fegato che della pelle ed anche della milza. (E’ una pianta dalla natura Yin, dall’azione profonda e dall’attività cronica sull’elemento terra yin e legno yin, per dirla secondo la Medicina Tradizionale Cinese). Ha proprietà spasmolitiche sulla muscolatura liscia del tubo digerente consentendo l’acquietarsi degli spasmi delle vie biliari e regolandone il flusso biliare, riduce anche il meteorismo intestinale, l’alitosi ( da fegato) e il senso di pesantezza post-prandiale. Trova spesso impiego nella cura dei disordini alimentari, nella prevenzione della calcolosi biliare, come depurativo cutaneo negli eczemi cronici, nell’acne, nella psoriasi ecc…

Hieracium Pilosella: Le più importanti e comprovate qualità di questa pianta sono l’azione diuretica e quella antinfiammatoria a carico delle vie urinarie e dell’apparato digerente, grazie alla presenza delle cumarine, dei flavonoidi e dei triterpeni. Anche questa è una pianta largamente usata per il trattamento della ritenzione idrica e quindi della cellulite che in realtà è da considerarsi una vera e propria patologia a base infiammatoria con origine nella stasi dell’attività della milza, a carico dello spazio che intercorre tra una cellula e l’altra nella matrice interstiziale. Trova poi largo impiego come disinfettante delle vie urinarie e per le patologie collegate al sovrappeso e all’obesità. Aiuta l’azione detossificante del fegato ed è coleretica e colagoga.

Lespedeza Capitata: Questa è una pianta di proprietà degli Indiani d’America, dove il loro inconfondibile allineamento con lo Spirito della Madre Terra li ha resi nell’arco della storia dei grandissimi Sciamani e Curanderi. Essa ha un’azione straordinaria sull’apparato renale favorendo una prolungata azione diuretica, depurativa e antispasmodica. Viene usata per la cura e la prevenzione della calcolosi renale ed ha un effetto positivo sull’equlibrio azotato aumentando il flusso delle urine e l’eliminazione delle scorie azotate, senza intaccare il bilancio degli elettroliti. Spesso è raccomandato il suo uso in sinergia con la Betula e l’Ononide in modo da rendere la sua azione più completa e profonda.

Ononis Spinosa: Le capacità di questa pianta coinvolgono soprattutto la diuresi, l’azione disinfettante e spasmolitica sull’apparato urinario e sulla muscolatura liscia. E’ quindi consigliata e trova largo impiego per tutti i disturbi delle vie urinarie i quali sono accompagnati da spasmi e nello specifico, per il trattamento della renella. Come è ovvio che sia l’Ononis favorisce l’eliminazione dei cloruri e delle sostanze azotate (ottimo quindi per la gotta), senza avere effetti collaterali e senza presentare interazione con i farmaci.

Phyllanthus Niruri: Questa pianta è invece di proprietà della tradizione medica indiana, era conosciuta e largamente impiegata per normalizzare i valori alterati della funzionalità epatica, sia nei disturbi acuti sia in quelli cronici a carico del fegato, causati spesso da sostanze chimica epatolesive. Ci tengo a precisare che quello che adesso stiamo scoprendo come validissimi aiutanti nella cura delle più svariate patologie che affliggono il genere umano, provengono tutti dal mondo degli esseri inorganici, e quella che noi reputiamo spesso in maniera presuntuosa una scoperta dei giorni d’oggi è da considerarsi un grande errore! Noi non scopriamo proprio nulla! Il nostro è solo un atto di riscoperta, di ricordo, una riproposta presa dalle antichissime tradizioni sciamaniche e  alchemiche di tutto il mondo. Questo è un punto a mio parere importantissimo da tenere sempre presente per non rischiare di credere di essere qualcosa che non siamo. Questa conoscenza è andata perduta nei secoli e soppiantata dalla chimica farmaceutica, che nel trattamento delle patologie cronico degenerative ha decisamente fallito, in quanto l’estrapolazione della singola molecola chimica somministrata e decontestualizzata dall’azione sistemica dell’organismo, crea ineluttablmente una reazione a catena da parte dell’organismo stesso generando effetti collaterali. Il fitocomplesso o il gemmoconcentrato o l’omeopatico agendo in maniera completamente diversa e soprattutto in maniera sistemica e mai su  un solo organo ma sempre su un complesso di organi e tessuti, segue le stesse vie adottate dall’organismo ed è per questo motivo che il corpo, nella sua immensa intelligenza reagisce in maniera sinergica, non contrastando le sostanze farmacodinamicamente attive presenti in questi composti ma anzi, si lega ai loro funzionamenti accettandole di buon grado e permettendo loro di penetrare in profondità e per lunghi periodi senza generare nessun tipo di effetto collaterale. Ecco la differenza! E vi garantisco che è sostanziale! Tornando a parlare della nostra Niruri resta da specificare che trova notevoli indicazioni terapeutiche nei casi di ittero, nelle epatopatie acute e croniche con alterazioni dei valori delle transaminasi. La sua azione è coadiuvata dall’uso del Cardo Mariano.

Taraxacum Officinale: Una delle piante più conosciute nella nostra tradizione occidentale e dalle indiscutibili proprietà drenanti e depurative, coleretiche ed anche blandamente lassative. Utilizzata come cavallo di battaglia per aiutare l’organismo in primavera nel drenaggio del gastroenterico, valido aiuto in caso di eczemi cronici, nelle forme reumatiche e gottose. Usato per le colecistopatie, per la prevenzione della litiasi biliare, nelle alterazioni del flusso biliare e nell’insufficienza epatica. Il suo effetto è immediatamente palese nell’aumentare la diuresi, le secrezioni biliari e nella decongestione del fegato. Ha un altro ruolo molto importante che è quello di agire sul ricambio generale e sul metabolismo del tessuto connettivo, coadiuvando l’eliminazione delle scorie dell’organismo.

Letizia Boccabella

 

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