
Con l’arrivo del caldo una delle patologie che maggiormente affligge molte persone è la stasi venosa, proprio perchè il calore funziona da vaso dilatatore. In tutti i campi d’azione questo rimedio offre agli occhi dell’osservatore una particolare specie di pletora che colpisce non solo gli arti e tutto il resto del corpo, ma anche il cervello. Un tipico segno di riconoscimento dell’ Aesculus è l’aggravamento durante il sonno, perchè quest’ultimo come è ovvio che sia, favorisce la stasi e i sintomi divengono evidenti al risveglio. Il paziente apre gli occhi ed è in uno stato di confusione mentale, è disorientato e non riconosce né i propri cari né l’ambiente dove si trova. Tende a manifestare la perdita della memoria e una forte avversione per il lavoro, oltre che grande tristezza ed irritabilità. Al contrario, il movimento favorisce la scomparsa dei sintomi, l’attività fisica è un toccasana per questo rimedio tanto che il paziente si sente davvero bene solo dopo una grande azione prolungata nel tempo, il movimento costante lo tonifica perchè la stasi viene pian piano eliminata. Un altra caratteristica importante di Aesculus è sicuramente la presenza di dolori erratici, che migrano da un punto all’altro del corpo esattamente come accade a Pulsatilla e Kalium carbonicum, sono come fitte ed hanno carattere fugace, lancinante e lacerante e spesso seguono i tragitti delle vie nervose. Quando presenta dei mal di testa, il dolore ha una natura sorda e sono presenti nella regione occipitale come se la testa venisse schiacciata e la sensazione che vi si accompagna è quella somigliante a qualcosa che crea un rigonfiamento cerebrale, pesantezza della fronte e dolore sovrorbitale destro. Quello che invece accade alla pelle è una sensazione diffusa di formicolio al cuoio capelluto, di fitte e prurito su tutta la superficie cutanea. Per quanto riguarda gli occhi, Aesculus è ottimo nei casi in cui è presente un forte arrossamento degli occhi con lacrimazione e bruciore intenso assieme ad un aspetto di eccessiva vascolarizzazione. I piedi e le mani del rimedio si gonfiano per il caldo e divengono tesi, essendoci un disturbo generalizzato a carico della circolazione venosa, tutto ciò che aggrava il rimedio ha una natura calda e umida, esattamente come il bagno turco e le terme che sono letali per Aesculus tanto quanto lo sono per Pulsatilla. Essendoci un forte interessamento del sistema venoso il quale ha una natura profonda all’interno dell’organismo, il freddo migliora i sintomi profondi, mentre il caldo quelli di natura più superficiale che tra le tante cose il paziente gradisce, a meno che non soffra anche di reumatismi. In questi punti la natura di Aesculus è molto simile a quella di Secale e di Camphora, che vogliono entrambi il caldo nel punto dolente, come passa il dolore però necessitano di aria fresca e delle finestre aperte. La caratteristica fondamentale della pletora di questo rimedio è che la colorazione che lo contraddistingue in caso di varici ed infiammazioni è il rosso porpora tendente al blu. Sia in caso di flogosi alle tonsille o di ulcere e varici, la colorazione tipica che assume il rimedio è quella di un areola purpurea, l’aspetto delle emorroidi è anch’esso tumefatto e di color porpora e in ultima analisi bisogna sempre ricordare che il carattere del rimedio non è violento e acuto, tutt’altro! Esso ha una natura lenta, profonda, l’attività è ridotta; conseguenza di un cuore che fa fatica e di un sistema portale congestionato.
A livello gastrico i disturbi di Aesculus sono quelli una digestione lenta e faticosa dove si evincono eruttazioni amare, conati di vomito, acidità gastrica e rigurgiti di alimenti dopo i pasti. Questa stasi a livello del gastroenterico lo rende simile ad altri rimedi quali: Phosphurus, Ferrum phosphoricum e Arsenicum album. Esso sviluppa come è ovvio che sia ulcere gastriche, ha grandi fastidi addominali, dolori dallo stomaco al retto, il fegato è lento, è presente stipsi e protusione del retto quando deve evacuare, spesso a causa di prolassi ed emorroidi con sensazione di rigonfiamento dell’epicondio destro. I dolori al retto sono pungenti e lacerani come se avesse delle schegge conficcate nell’ano. Vi è da sottolineare come questo rimedio sia adatto alle emorroidi che non sanguinano ma anche a quelle che sanguinano. E’ quindi un ottimo rimedio di molti casi di stipsi e di problematiche intestinali. Di contro la schiena come elemento riflesso, nella parte lombare tra il sacro e le anche, è sede di svariati disturbi che possono salire lungo i meridiani della vescica urinaria fino alla cervicale. Bisogna prendere nota per la diagnosi differenziale che Aesculus ha la caratteristica fondamentale di presentare questi dolori alla schiena che vanno appunto dal sacro alla cervicale quando cammina, ed è una nota così particolare del rimedio che tale disturbo può essere accompagnato o no dalle emorroidi, ma quest’ultime non sono una nota fondamentale rispetto a quel particolare tipo di dolore della colonna. La lombaggine di Aesculus è sorda e persistente e il paziente che ne soffre stenta a riuscire ad alzarsi nella posizione eretta, impiega sempre molto tempo e ci mette una gran fatica. Spesso questo rimedio viene considerato femminile perchè cura molto bene il prolasso delle pelvi accompagnato dalla sensazione simile a quella di avere gli organi tirati verso il basso con dolore che si aggiunge alla sensazione di pressione avvertita col movimento.
Altra caratteristica del rimedio è lo stato fortemente gottoso. La gotta di Aesculus si evince spesso nei gomiti ed a carico delle mani e degli avambracci. Ha comunque una particolare sensibilità reumatica di cui i dolori laceranti e migranti ne sono la spiccata testimonianza. Esso ha in comune con Floricum Acidum, la tendenza cronico degenerativa e la profondità dei sintomi, le varici alle cosce e alle gambe e sul resto del corpo. Potremo seguire l’evoluzione dei sintomi dallo stadio acuto, per poi passare al sub-acuto e al cronico degenerativo con la sequenza di questi tre rimedi: Pulsatilla, Silicea e Floricum Acidum.
Letizia Boccabella




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