
Le più comuni infezioni a carico delle vie urinarie e in particolare della vescica, sono spesso causate da colonizzazioni batteriche e/o da temporanei deficit immunitari come conseguenza di una cura antibiotica, dell’uso smodato di FANS e altri tipi di farmaci non steroidei da banco e da disordini a carico dell’ intestino tenue e crasso. Una cattiva alimentazione ricca di zuccheri e farine bianche raffinate, grassi e carne, limitato consumo di frutta e vegetali di stagione, unito a stress ossidativo, eccesso di radicali liberi e quindi, ad uno stato di flogosi sordo che perdura nel tempo, porta ad un’abbassamento delle difese immunitarie. Da questo stato di alterazione dell’omeostasi prendono vita tutte le patologie, a seconda poi della meiopragia d’organo del soggetto, esse debilitano un distretto ed un tessuto piuttosto che un altro, oltre a manifestarsi come espressione di un aspetto simbolico della mente inconscia del paziente il quale, usa il proprio corpo e quello specifico tipo di patologia, per salvare la sua mente cosciente! Bisogna essere dei fini indagatori, dei detective dell’animo umano sondando il più grande e numeroso quantitativo di segnali espressi sia verbalmente che non, dalla persona che abbiamo davanti per cercare di comprendere il modo nel quale ragiona il corpo di quella stessa persona e quindi il suo inconscio. Ragionando in questa maniera si apriranno di fronte ai nostri occhi indizi fondamentali che ci guideranno ad una comprensione profonda e a tutto tondo del malato e non solo della malattia.
Vediamo adesso quali sono le piante che ci aiutano nei casi di cistiti recidivanti, uretriti, infiammazioni ricorrenti dell’apparato urinario e in caso di prostatiti. L’utilizzo di tali rimedi provenienti dal mondo vegetale ci forniranno un valido sostegno nella riduzione dei sintomi delle più comuni affezioni vescicali come la difficoltà nella minzione, il bisogno di urinare frequentemente, nei casi di minzioni dolorose con tenesmo e senso di tensione vescicale.
Vaccinum Oxycoccus (Cranberry): il Mirtillo americano si è scoperto avere un’azione antisettica, febbrifuga e rinfrescante ed è usato proprio per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie. I suoi frutti sono dotati di attività batteriostatiche e si sono rivelati appunto estremamente utili nei casi di infezioni delle vie urinarie. I noti Dott.ri Crellin e Philpott attribuiscono al mirtillo americano attività antibatterica dovuta alla presenza di antocianine, ai glicosidi flavonoici, alle chatechine, agli acidi citrico, malico e chimico ed ai suoi componenti volatili. Altro componente responsabile dell’attività di antisettico delle vie urinarie è dovuto all’azione dell’acido ippurico. La grande nota terapeutica scoperta in merito al funzionamento del Mirtillo americano è quella di fungere da antiadesivo sulla superficie della membrana delle mucose. I suoi frutti contengono antiadesine le quali sono in grado appunto, di inibire l’adesione cellulare dei ceppi uropatogeni ed enteropatogeni della Escherichia Coli a livello della vescica e dell’intestino. La sua funzione viene nettamente migliorata dall’assunzione di Vitamina C la quale agisce come catalizzatore e fortificatore del suo potere e in oltre, ogni sua attività migliora in un ambiente acido. (N.B. Già più di 100 anni fa, il grande Edward Bach aveva capito, attraverso la sua scoperta e sperimentazione dei nosodi intestinali, che il colon necessitava, per espletare meglio le sue funzioni, di lavorare in ambiente acido e non alcalino).
Echinacea Purpurea: la grande valenza di questa pianta è quella di possedere oramai note qualità come immunomodulante, antinfiammatorio, batteriostatico, antimicotico, antivirale e cicatrizzante. Questa combinazione ha notevoli effetti sul potenziamento delle difese dell’organismo nei confronti di numerosi ceppi di batteri, virus, miceti e altri microrganismi patogeni, riducendo la loro diffusione nei tessuti dell’organismo e favorendo la naturale fagocitosi. Gli estratti di Echinacea hanno dimostrato di possedere una notevole capacità batteriostatica, la quale riesce ad inibire la replicazione di batteri difficilmente controllabili come l’Escherichia Coli, lo Stafilococco, lo Streptococco e lo Pseudomonas aeruginosa. Ecco perchè questa straordinaria pianta rappresenta un valido supporto nella profilassi delle recidive batteriche sia nei casi di cistiti e vaginiti con origine fungina che batterica.
Equisetum Arvense: le proprietà dell’equiseto sono da annoverare tra quelle che hanno azione come depurative, antisettiche, emostatiche, antisecretive e remineralizzanti. La presenza di equisetonina dona la capacità all’organismo di assorbire meglio e più facilmente gli altri numerosi principi attivi della pianta stessa, promuovendo l’attività biochimica di utilizzazione dei silicati presenti nell’ Equiseto. I flavonoidi ricchi in percentuale nella pianta, svolgono azione emostatica attivando il sistema di coagulazione fibrino-piastrinica con ruolo antiemorragico, particolarmente utile nelle ematurie e nelle cistiti emorragiche. Le indicazioni prevalenti dell’equiseto sono quelle presenti nei casi di edema, oliguria, irritazione vescicale e uretrale, infezioni urinarie recidivanti con abbondante muco nelle urine, nella ritenzione urinaria e nel tenesmo vescicale con dolori simili a quelli dell’erosione della vescica stessa. Validissimo rimedio anche nei casi di ematuria, renella in corso di affezioni flogistiche e batteriche di tutto il tratto urinario, nelle patologie del tessuto connettivo, negli stati infiammatori perirenali e vascolari e nelle sindromi emorragiche.
Hieracium Pilosella: questa pianta ha oramai comprovate proprietà diuretiche, antiuriche, antisettiche, antibiotiche, spasmolitiche e antinfiammatorie a carico delle vie urinarie dovute alla presenza di principi attivi quali cumarine, flavonoidi e triterpeni. Dalla presenza di questi elementi si evincono le sue naturali capacità di astringente, e drenante della matrice e del mesenchima. In particolare, favorisce i processi riparativi a livello del distretto specifico della mucosa vescicale. Gran parte delle proprietà terapeutiche della Pilosella sono da ricercare nella presenza dell’umbelliferone, contenuto nelle parti aeree della pianta, il quale possiede spiccate e oramai ben documentate particolarità di azione antibiotica. Questa attività è potenziata dai polifenoli e dalle cumarine, ambedue responsabili della marcata attività antibiotica nei confronti dei microrganismi patogeni. Le cumarine possiedono anche una grande azione spasmolitica, mentre i flavonoidi aumentano il volume della diuresi e l’eliminazione dei cataboliti urinari, riuscendo in tal modo ad aiutare l’organismo a liberarsi con maggiore facilità dei dei cloruri e dei prodotti azotati presenti nelle urine. Le saponine, anche se presenti in minima traccia all’interno della Pilosella, coadiuvano lo stesso la biodisponibilità degli altri principi attivi. L’uso prevalente che si fa di questa pianta è appunto quella di drenante nei casi di ritenzione idrica, di disinfettante delle vie urinarie, indicato nei casi di oliguria, nelle infezioni renali e vescicali, nel trattamento di colibacillosi, nelle cistiti acute e ricorrenti e nella litiasi urinaria.
Vitamina C: ricordo l’enorme valenza di questa vitamina la quale non solo è necessaria nel coadiuvare il funzionamento di molte altre piante e rimedi, ma è la sola a poter essere assunta senza andare in contro a problematiche di accumulo perchè la parte in eccesso di cui il corpo non ha bisogno, viene escreta attraverso la diuresi, oltretutto svolge un ruolo importante nella biosintesi del collagene e in quella degli ormoni prodotti dalla corteccia surrenale. Una sua carenza provoca sintomi a carico dei tessuti di sostegno di origine mesenchimale (come detto prima quindi nel collagene) con la possibile comparsa di emorragie multiple, epistassi e rallentamento dei processi di cicatrizzazione delle ferite.
Letizia Boccabella




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