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Differentemente dal precedente articolo che ho scritto sulla Belladonna, oggi affronterò le specifiche della pianta dal punto di vista del carattere, della crasi endocrina  e dei suoi sintomi, in modo da avere delle linee guida per le quali sia più facile la scelta del rimedio. Innanzitutto va detto che la Belladonna è un soggetto stenico e robusto è un sanguigno, anch’esso pletorico e dall’ottima increzione surrenalica, non tanto quanto Aconitum (che ricordo essere l’acuto di Sulphur) ma pur sempre dalla grande capacità reattiva. Tutto ciò che colpisce il paziente Belladonna lo fa in maniera violenta ed improvvisa ed altrettanto improvvisamente se ne va. Gli organi maggiormente colpiti dal rimedio sono: sistema vascolare, cuore, polmoni, cervello e sistema nervoso.

Procediamo quindi con ordine e annotiamo il primo grande sintomo peculiare della Belladonna: qualunque tipo di flogosi il paziente abbia, se si trova in una parte del corpo per la quale vi è possibile passarvi sopra la mano, scoprirete che emana un calore fortissimo. Nessun altro rimedio della materia medica ha questo segno patognomonico. Il gran calore, la violenza e la febbre intermittente e non regolare, una febbre che non segue una logica coerente dove cresce e decresce a seconda dell’evoluzione o della risoluzione della patologia. Il delirio; elemento imprescindibile del rimedio che accompagna le febbri remittenti, un delirio che nella diagnosi differenziale si sposa perfettamente con quello dello Stramonium, ma dove quest’ultimo non ha né il calore impressionante né lo stato febbrile altalenante. Il rossore intenso del volto: tutte le parti infiammate di Belladonna presentano all’inizio un colore rosso scarlatto che diviene via via sempre più scuro col procedere del tempo e chiazzato. Tutti gli organi visibili all’esame oggettivo del paziente presentano il classico rosso fuoco, all’inizio si evince una congestione intensa, poi segue una paralisi vasomotoria (ricordiamoci che il rimedio è costituito da tre alcaloidi quali l’ atropina, la iosciamina e la scopolamina, dove quest’ultima è presente in parte minore ed è quella che ha un effetto rilassante, mentre le prime due portano a vasocostrizione, tetanizzazione, midriasi e paralisi) e per finire, col passare del tempo e l’evolversi della flogosi il colore diviene sempre più simile al rosso porpora e all’azzurrognolo. In oltre, un altro segno classico di questo rimedio è la perdita del calore nelle zone periferiche per concentrarsi solo alla testa. Belladonna infatti può avere tutti gli arti, le mani ed i piedi freddi, ma il capo resta bollente. Il bruciore: altra caratteristica del rimedio, nel paziente ogni flogosi brucia come se in lui ci fossero i carboni ardenti. Quindi per adesso annotiamo i primi tre sintomi guida della Belladonna che dovete sempre tenere presenti: Il calore, il rossore, il bruciore.

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A seguire un’altro indizio importantissimo del rimedio che non potete per nessun motivo tralasciare è il gonfiore! Tutte le parti infiammate si gonfiano rapidamente, sono estremamente dolenti al tatto, danno la sensazione di stare per scoppiare da un momento all’altro e hanno un carattere pulsante! Altro segno patognomonico di Belladonna: in ogni caso si noteranno i battiti. Le arterie temporali pulsano così come anche le carotidi e lo fanno con gran violenza. E’ uno di quei rimedi in cui il paziente soffre tremendamente e non sopporta nessun movimento, non sopporta di essere toccato e nemmeno di essere sfiorato, perchè ogni parte malata in lui diviene ipersensibile, tanto da non sopportare né la luce né il movimento né il tocco del letto né tanto meno il freddo o le correnti d’aria. Belladonna si aggrava col movimento tanto quanto Bryonia, ed il suo delirio è violento ed attivo, morde, scalcia, lacera gli oggetti e picchia, è completamente preda della sovraeccitazione dove vede spiriti, fantasmi e persone che vogliono fargli del male. E’ preda della mania acuta e del delirio pericoloso, il Kent nella sua materia medica riporta l’annotazione che il soggetto affetto dai sintomi della Belladonna necessita della camicia di forza o di essere legato al letto per impedirgli di buttarsi dalla finestra! Un rimedio che può essere considerato agli antipodi della Belladonna è l’Opium, le cui caratteristiche sono per sensibilità nettamente opposte, tanto è vero che nel secondo rimedio si evince un totale annullamento dell’iper cinestesia. Vi basti osservare i poveri soggetti affetti da dipendenza da oppio (eroinomani) i quali diventano tali per il loro fortissimo bisogno di anestetizzarsi dagli input che la vita gli manda e che loro non sono in grado di gestire. Il soggetto femminile Belladonna non sopporta di tenere i capelli legati perchè il cuoio capelluto risente del dolore inflitto dall’estrema tensione, tutto diviene irritato ed in questo assomiglia sia ad Hepar Sulphur che a volte arriva anche a svenire per l’intensità del dolore, che a Nitricum Acidum il quale non sopporta nemmeno lui il rumore delle macchine in strada, altro sintomo comune con Coffea e Nux Vomica, intolleranti entrambi al rumore dei passi. Vedere un paziente Belladonna nel pieno della sua manifestazione vi indurrà alla pietà, alla commozione, quasi come se il suo spettacolo fosse così atroce da toccare le corde più intime di chiunque abbia compassione per la sofferenza umana, e questo perchè Belladonna mostra davvero i sintomi della sofferenza più acuta e dilaniante. Ecco perchè la prescrizione e l’efficacia del rimedio sono pressochè istantanei, seguono infatti la rapidità dell’evoluzione morbosa del rimedio, in questo assomiglia molto a nux vomica, il quale risponde subito anche lui; sono ambedue rimedi reattivi. Cuprum invece è il rimedio della sensibilità in tutto il corpo, ma non ha la violenza di Belladonna e soprattutto come diagnosi differenziale il Cuprum lo scieglierete perchè potremo definirlo il cronico di Belladonna dove però esso ha una grandissima capacità di controllo che manca totalmente a quest’ultima. Un altro elemento importante da considerare in Belladonna è la sua estrema sensibilità al freddo in testa! Il taglio dei capelli e l’esposizione al freddo umido senza un berretto la fanno ammalare e tutti i sintomi partono dall’alto per procedere mano mano che passa il tempo verso il basso, potrebbe quindi essere annoverato come l’opposto di Aconitum e Pulsatilla che procede dal basso verso l’alto, questi due si bagnano i piedi e si raffreddano e i sintomi nascono dal basso per arrivare alla testa, l’esatto contrario di Belladonna. In Rhus Tox invece, il soggetto manifesta il reumatismo esattamente nella parte dove si è esposto al freddo umido o al contatto con l’acqua fredda e il dolore sarà localizzato nella medesima parte. Fattore importante da tenere presente in Belladonna è che nonostante tutto, esso è un rimedio prevalentemente superficiale, dell’acuto, nel senso che non arriva alla profondità tale da poter curare uno stato di suppurazione, tipico invece della Silicea che ha il carattere della cronicità. Nelle mucose essa agisce su sintomi di forte secchezza, ed in questo assomiglia al Phosphurus, che ha la gola secca, la bocca secca, la lingua secca e la secchezza delle vie respiratorie, brucia e arde dall’interno, ma a differenza della Belladonna egli chiede grandi quantità di acqua fredda di frigo anche in pieno inverno (segno patognomonico del rimedio), Belladonna invece ama bere piccole quantità d’acqua e spesso, possibilimente a temperatura ambiente. Nell’aspetto che riguarda strettamente i catarri, si evince in modo particolare che l’effetto della Belladonna ha potere solo sul catarro dell’acuto che ha natura fluida e biancastra, per quello denso, sicotico di colore verde giallastro essa non ha effetto risolutivo e deve cedere il passo a rimedi moto più cronici e profondi come Mercurio Solubilis, Sulphur o Pulsatilla. Un desiderio che potrebbe sembrare a primo acchitto strano durante uno stato febbrile da parte del soggetto Belladonna è la richiesta impellente di succo di limone, a volte potrebbe anche chiedere la birra, ma quel desiderio di limone che sembra non avere una spiegazione logica invece a mio parere ce l’ha eccome, ed affonda le sue radici nel fatto che questo soggetto ha una diatesi tubercolinica prevalente e il carattere di quest’ultima è l’eccesso di cataboliti che si sviluppano in un ambiente eccessivamente acido. Il limone aiuta a ripristinare l’alcalinità dei tessuti, ecco perchè il paziente sente il bisogno di questo agrume.

Belladonna è un valido rimedio anche per le coliche, ma deve presentare gli stessi altri sintomi caratteristici descritti fino ad ora, altrimenti diviene più adatto Colocynthis, il quale migliora sempre con la pressione e più specificatamente piegandosi in avanti e appoggiandosi a qualcosa di duro, oltrettutto non ha una temperatura alta e non ha la sete continua che invece ha la Belladonna. Per concludere bisogna ricordare il carattere e la diatesi spasmofila di Belladonna, tutto in lei è dominato dalle contrazioni, ecco perchè è un ottimo rimedio femminile per i disturbi della zona genitale, del parto, della mammella e della gestazione. E’ un soggetto molto nervoso e sensibile, così come è suscettibile all’irritazione lo sono anche i suoi muscoli, e le sue ovaie, tanto da gonfiarsi e rimanere dolenti a volte anche al termine delle mestruazioni e per tutto il periodo che intercorre tra un ciclo ed un altro. Il flusso di Belladonna è abbondante, copioso, rosso vivo e ricco di coaguli ed anche in queste caratteristiche dovreste subito ricordare i tratti salienti della diatesi tubercolinica, soffre di spasmi ogni volta che espelle il coagulo e poi il flusso riprende con grande spossatezza generale. E’ ottimo anche in caso di emorragie e di emorragie post-partum e nei casi di dismenorrea, sempre associati ai sintomi di cui sopra. Di valido aiuto anche in casi di prolasso nei quali l’utero sembra uscire fuori e che impedisce alla paziente di distendersi perchè la posizione supina tira ancora di più l’intera muscolatura addominale, necessita infatti di stare seduta con le gambe aperte. Nella diagnosi differenziale si potrà somministrare Apis, quando vedrete il paziente durante la febbre, scoprirsi e manifestare ad esempio sintomi a carico della pelle come potrebbero essere degli esantemi, ma questi ultimi saranno ruvidi al contrario di Belladonna che è liscia e lucida e che non sopporta mai di essere esposta al freddo, desidera essere coperta e richiede piccole dosi di acqua costantemente, al contrario di Apis che non ha sete. Per finire potremo definire Belladonna come l’acuto di Calcarea Carbonica, infatti il soggetto che mostra miglioramenti solo iniziali dopo la somministrazione del rimedio che è utile per l’acuto, necessita per guarire la patologia che è divenuta cronica della Calcarea, questo perchè la crasi endocrina del rimedio è quella a carattere entoblastico, classica dei soggetti lenti, pletorici, ciocciottelli e tendenzialmente astenici, che si raffreddano facilmente e che soffrono di cefalee da freddo e che come visto prima, hanno una diatesi tubercolinica.

Letizia Boccabella

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