
“Dieci anni di pratica saranno per voi una rivelazione, così che voi capirete le persone e le loro menti; riuscirete quasi a sapere cosa stanno pensando e spesso comprenderete la costituzione del paziente alla prima occhiata”! (James Tyler kent, Appunti di Medicina Omeopatica)
Il bello dell’arte medica omeopatica è proprio questa: non esiste la malattia, bensì il malato che sviluppa una determinata patologia! Tutto in lui è quindi particolare e consono con la sua costituzione e la sua diatesi predominante. I suoi sintomi sono strettamente connessi alla sua crasi endocrina e all’evoluzione che la sindrome morbosa prende forma in relazione a quest’ultima; infatti qualunque essa sia rispetta i canoni del livello ormonale del paziente e quindi anche della sua mente. Ho fatto questa brevissima premessa perchè senza di essa, a mio parere, sarebbe impossibile fare la giusta scelta del rimedio omeopatico ed è per lo stesso motivo infatti, che ci sono tante perplessità nell’individuare quello più adatto, per le mille ed una somiglianza specialmente se si prende in considerazione che tantissimi rimedi presentano sintomi mentali praticamente identici! Cogliendo al balzo la sincronicità di questi giorni, per quanto concerne il brusco calo delle temperature ed uno dei rimedi più consigliati per il primo stadio influenzale causato dal raffreddamento improvviso, come tralasciare il nostro Aconitum? Bene, cerchiamo quindi di capire quali sono i casi nei quali è davvero consigliato l’uso di questo rimedio, nonostante le comuni credenze che ruotano attorno alla sua fama. Uno degli aspetti fondamentali che virano sulla scelta di un rimedio piuttosto che un altro, assieme alla costituzione del paziente è la natura dell’ambiente che lo circonda e nel quale vive, fulcro essenziale dell’esistenza dell’essere umano, dal quale egli non può essere assolutamente decontestualizzato! L’ Aconitum Napellus è il rimedio principe dell’acuto e del clima freddo e secco o del clima eccessivamente caldo e secco! Le sue caratteristiche sono quelle dell’istantaneità, i suoi sintomi durano poco, assomiglia molto agli affetti di una tempesta che arriva all’improvviso, spazza tutto e se ne va con la stessa rapidità con la quale è arrivata! Una cosa però è certa della sua natura: esso predomina i climi secchi! Se vi raffreddate perchè siete stati esposti ad una giornata eccessivamente fredda o calda in un clima prevalentemente umido, come può essere quello delle persone che vivono in ambienti lacustri, di fiume o di mare, nonostante in quella giornata tiri tramontana, Aconitum non è il rimedio adatto! Nella maggior parte delle lezioni sulla materia medica, esso viene consigliato nei primi stadi della patologia influenzale per essere seguito nell’immediato da Belladonna. Bene; sappiate che tutto ciò non è corretto! Per due motivi basilari: il primo è che per quanta tramontana possa tirare al lago o al mare, il substrato di umidità che caratterizza queste zone, non viene mai completamente cancellato dalla tramontana, il secondo è che ci vuole una specifica crasi endocrina per sviluppare una reazione che abbia i canoni dell’ Aconitum, e questa specifica reattività la possiede solo il Sulphur! Infatti l’Aconitum è il rimedio acuto del Sulphur. Ad avvallare questa tesi, ci verranno in aiuto i sintomi e le modalità che il rimedio sviluppa entro le ore 24:00 dello stesso giorno del raffreddamento; se il soggetto manifesta la comparsa della febbre entro la mezzanotte del giorno in cui è stato esposto al freddo o al caldo secco, allora la scelta del rimedio deve cadere su Aconitum e non ci si potrà sbagliare, se invece la febbre arriva il giorno dopo, vuol dire che il soggetto è meno stenico e più sicotico, tanto è vero che gli corrispondono altri rimedi quali: Hepar Sulphur, Spongia Tosta, Carbo Vegetabilis, Bryonia e Rhus Toxicodendron. In una seconda fase di maggiore cronicità, dove il paziente stenta nella ripresa, allora è decisamente consigliabile l’utilizzo di Arnica, Belladonna, Ipeca, sempre Bryonia, Sulphur e Silicea. Quando poi a distanza di tempo o per l’eccesso di somministrazione di Aconitum senza arrivare a dei risultati definitivi, in soggetti che hanno il temperamento e la costituzione di questo rimedio, allora è consigliabile ricorrere sia a Coffea che a Nux Vomica, i quali hanno in comune con Aconitum l’iper eccitabilità nervosa e l’iper cinestesia.

In definitiva quello che è importante tenere a mente quando si parla di Aconitum è che lui è un soggetto robusto, stenico, pletorico, attivo, dotato di grande resistenza fisica, vigoroso e lo stesso dicasi per le donne, le quali non fanno nessuna eccezione nell’identificazione con tale rimedio. Ricordo infatti che l’identità di genere non è un movens differenziale nella scelta di Aconitum, quello che invece ci aiuta a capire chi ne ha bisogno e chi no, è solo la presenza di una determinata crasi endocrina piuttosto che un’altra. E’ la classica reattività degli ormoni della corteccia surrenale che fanno sì che il paziente sviluppi la febbre entro le ore 24 dello stesso giorno in cui si è stati esposti all’agente patogeno in questione (eccessivo freddo o caldo secco) e nient’altro. I rimedi a manifestazione più lenta, lo sono perchè hanno un interessamento diverso degli stessi ormoni che si attivano con ritardo nella risposta immunitaria. Questo fenomeno accade sia per costituzione che per diatesi, nel qual caso come ho spiegato prima, per similitudine con il modo reattivo sicotico. La lentezza è classica dei soggetti più deboli e di quelli prevalentemente intossicati, che manifestano un rallentamento degli scambi intra ed extra cellulari. Le caratteristiche salienti a livello psichico di Aconitum sono: l’ansia e la paura tremenda della morte, con grande agitazione psico-fisica e addirittura il carattere di previsione di quest’ultima con l’ora precisa del presunto decesso. Tutto ciò che caratterizza Aconitum ha una natura violenta, con urla di dolore e volto caldissimo e arrossato. Gli occhi s’infiammano all’improvviso e diventano rossi per vasodilatazione dei capillari, come anche la perdita di sangue di cui è vittima questo soggetto è rosso vivo, brillante, del colore della ciliegia. I dolori alle orecchie sono lancinanti e assomigliano a tagli e la corizza col mal di testa compaiono immediatamente dopo il raffreddamento e non il giorno seguente come succede a Carbo Vegetabilis. Anche i dolori del mal di denti devono avere la stessa violenza e lo stesso carattere subitaneo, altrimenti sono quelli di mercurio solubilis e silicea. Il carattere dominante dell’Aconitum è l’intenso bruciore con rossore e secchezza delle mucose. Nei disturbi gastro intestinali si deve seguire la stessa regola per l’intensità dei dolori, la sua acutezza, il bruciore e nella diarrea si evince spesso la perdita di sangue rosso vivo. Insomma l’Aconitum è il rimedio della prima fase della flogosi intensa su soggetti a costituzione mesoblastica o ipermesoblastica, nello specifico è ancor meglio dire che Aconitum rappresenta l’acuto di Sulphur, su tutti gli altri soggetti è meglio dare i rimedi di cui sopra, perchè saranno decisamente più indicati e rispetteranno meglio e a tutto tondo la personalità e il temperamento dell’individuo.
Letizia Boccabella




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