
Il riposo notturno è un elemento necessario a finché il nostro organismo possa rigenerarsi a più livelli, sia dal punto di vista fisico che da quello emotivo e psicologico, nonché neuronale. Un corpo umano adulto ha bisogno di 6-8 ore di sonno per notte a seconda della costituzione della persona e dei suoi ritmi endocrini, ognuno di noi poi, ha uno specifico e del tutto personale rapporto con Morfeo, c’è chi fin dall’infanzia se l’è fatto amico e chi invece ha instaurato con lui, anche non volendo, un pessimo legame a tal punto da continuare a pagarne lo scotto. Simbolicamente e incosciamente il sonno notturno rappresenta una piccola morte ed i soggetti che non hanno metabolizzato a livello interiore questo aspetto con l’altra parte della vita, si ritrovano a dover fare i conti con le loro più intime paure nel momento in cui la testa tocca il cuscino! E’ palese che questo atteggiamento nasconda un’ansia esistenziale tipica delle persone che non hanno iniziato un profondo lavoro su loro stesse o che comunque hanno difficoltà a staccare con la mente che si impone prepotentemente a dispetto del loro volere. In un articolo di un pò di tempo fà, ho ampiamente trattato questo argomento, credo però che fare un piccolo riassunto della situazione sia comunque utile e quanto mai doveroso se pensiamo che i disturbi del ritmo circadiano affliggono una larga fetta della popolazione del mondo occidentale, dove i ritmi di lavoro e i livelli di stress sono oramai schizzati alle stelle. Parlare di stress oltretutto è divenuto quanto mai qualunquista se pensiamo che questa parola viene usata con estrema facilità persino dai medici, i quali la usano come sentenza per le loro diagnosi evitando poi di dare una soluzione al paziente, che si ritrova al punto di partenza! Sentirsi dire: “Signora lei è solo stressata/o si rilassi e vedrà che i suoi disturbi passeranno!.. non ha bisogno di medicine”! equivale ad aver sprecato tempo e soldi, perchè è chiaro che se il soggetto fosse stato in grado di rilassarsi da solo, non sarebbe andato in cerca d’aiuto! Le tecniche di respirazione e meditazione per il controllo della mente reattiva e della funzione resistenza dominante, classica delle persone ansiose, è stata argomento dei precedenti articoli che potete trovare nel blog. Quello che mi interessa fare oggi è darvi dei suggerimenti sull’uso di alcune piante che possono favorire il fisiologico passaggio dalla fase di veglia a quella di sonno. Vorrei solo sottolineare il fatto che le forme di insonnia sono spesso legate ad un sub strato di irrequietezza, manifestazioni ansioso-depressive, distonie neurovegetative, palpitazioni cardiache, tachicardia notturna su base eretistica. Tutti questi sintomi sono nella maggior parte dei casi assolutamente non riconducibili a problematiche cardio vascolari (a meno che quest’ultime non siano già conclamate nei soggetti affetti da cardiopatie), ma semplicemente l’effetto secondario di una mancata sintonia con il fluire della vita stessa in tutte le sue forme! Di fatto la radice dell’ansia è esattamente questo; è l’allucinazione che l’ego umano crea quando si distacca dal naturale fluire della Coscienza Universale, pensando di essere solo e abbandonato a sé stesso in un mondo duro, crudele e competitivo, il quale è proteso a farlo fuori invece che sostenerlo. Dobbiamo tornare ad allinearci allo Spirito della Madre Terra che invece è sempre presente e disponibile ad aiutarci e sostenerci, ad un patto però, che iniziamo noi stessi a a ricongiungerci con sua forza e ad accettare che ogni cosa che accade in realtà è la cosa migliore per il nostro benessere anche se li per lì ci sembra il contrario. Ho spiegato innumerevoli volte che l’Universo è lo specchio dei nostri pensieri e che ci rimanda immancabilmente quello che noi proiettiamo, ecco perchè diviene di fondamentale importanza essere consci delle nostre emanazioni!

La gattosità dovrebbe diventare il nostro modo di essere; pronti all’azione quando serve e rilassati per entrare nel sonno profondo quando è arrivato il momento di recuperare le energie. Nel mio primo libro disponibile su Amazon in versione cartacea e in ebook, “Il Tao dei miracoli. Come rendere possibile l’impossiile“, trovate molte più informazioni su come funziona la mente e su come sia possibile andare oltre la mente per accedere ad un bagaglio di energia e di informazione che possa essere usato per influenzare il tessuto della realtà.
Passiamo adesso in rassegna alcuni coadiuvanti naturali del sonno che possiamo usare con tranquillità e senza creare nessuno stato di assuefazione o di dipendenza:
Il Biancospino: le cui proprietà sedative, ipotensive e regolatrici dell’attività cardiaca sono famose e direi più che conclamate nella splendida farmacia che è il regno vegetale. Esso è utile per indurre il sonno negli stati ansiosi e negli squilibri a carico del sistema neuro-vegetativo, cioè negli stati di ipersimpaticotonia del sistema nervoso autonomo, accompagnati da tachicardia e difficoltà di addormentamento per palpitazioni. Ricordo che l’azione del biancospino sulla pressione è quella di comportarsi come un modulatore; se soffriamo di pressione alta, il suo uso l’abbassa, se abbiamo la pressione bassa, il biancospino la alzerà.
L’Escolzia: un altro magnifico dono del mondo degli esseri organici dotata di proprietà ansiolitiche, la quale riduce i tempi dell’addormentamento e migliora la qualità stessa del sonno, diminuendo i risvegli notturni e quelli precoci rispetto allo squillare della sveglia.
Il Ginestrino: il quale attraverso le sue proprietà riesce a normalizzare la qualità del sonno ed i disturbi della sensibilità riflessa e vagale. E’ un sedativo utilizzato in caso di angoscia, di quella che viene classicamente annoverata come distonia neurovegetativa; caratterizzata da contrazioni muscolari e spasmi involontari del sistema extrapiramidale, la quale crea ovvia inquietudine e spesso può anche essere causa di sogni molesti. Per questi ultimi c’è anche da dire che molto spesso possono essere il frutto di una cena troppo pesante e ricca di grassi e di cibi ipercalorici di difficile digestione e metabolizzazione da parte del fegato, che se non ha finito il suo lavoro fisiologico il quale naturalmente avviene tra l’una e le tre del mattino, crea risvegli notturni e incubi proprio in quella fascia oraria.
Il Giuggiolo: le sue maggiori proprietà sono quelle ansiolitiche, sedative e ipnoinducenti. E’ considerato tra i migliori e più sicuri rimedi naturali per il trattamento dell’insonnia e delle sintomatologie ad essa correlate, come l’agitazione, l’ansia, i frequenti risvegli notturni a seguito di incubi, l’irritabilità, l’eccesso di sudorazione e le palpitazioni notturne.
La Magnolia: è un classico rimedio antiansia tanto quanto il Biancospino, che induce un’azione rilassante, ansiolitica e sedativa. Il suo principio attivo fondamentale l’Onochiolo contenuto all’interno del suo estratto, possiede attività neurotrofiche e neuro protettive modulando l’attività dei neurotrasmettitori ed interagendo con i GABA A. Questi ultimi sono siti recettoriali a livello post sinaptico i quali sono responsabili della risposta sedativa del segnale neuronale, la stessa via sulla quale vanno ad agire le Benzodiazepine chimiche come ad esempio il Diazepam (valium), uno dei primi e più famosi psicofarmaci ad azione ansiolitica e miorilassante.
La Passiflora: con la sua azione lievemente ipnotica è consigliata a tutte quelle persone che hanno una natura ipersensibile e iperemotiva con forte tendenza all’irrequietezza frutto di una mente in continuo movimento, che hanno difficoltà di addormentamento per eccessivo ruminio mentale, conseguente eccitazione celebrale, affaticamento e stress generalizzato. Le sue proprietà migliorano la fisiologia del sonno donando la capacità di un pronto e lucido risveglio, senza sottostare al classico obnubilamento delle facoltà cognitive.
La Melatonina: grande ormone secreto dalla Ghiandola Pineale e responsabile dell’equilibrio del ritmo circadiano, la quale si attiva in totale assenza di luce e la cui acrofase inizia attorno alle ore 23:00, esattamente come la vitamina D si attiva al contrario solo in presenza di luce, aiuta l’organismo a ridurre i tempi richiesti per prendere sonno, regolando il fisiologico ritmo circadiano del dormire. Quindi la melatonina oltre ad essere un valido coadiuvante nei casi di insonnia è anche un ottimo aiuto per contrastare le problematiche connesse al Jet lag.
L’Adenosina: la quale può essere considerata l’antagonista dell’adrenalina, si comporta a livello del sistema nervoso centrale come un neurotrasmettitore ad azione sedativa, riducendo nel contempo le palpitazioni e le anomalie del ritmo circadiano.
La Glicina: anch’essa agisce come un neurotrasmettitore ad effetto sedativo aiutando il sistema nervoso centrale a funzionare nella giusta maniera. Può essere considerato come un agente deputato al miglioramento del funzionamento celebrale con effetti rilassanti in casi di ansia, stress e nervosismo. La glicina è anche un regolatore dei livelli di ammoniaca nel cervello. La presenza di quest’ultima se a livelli eccessivi genera neurotossicità. La presenza di ammoniaca è il frutto della formazione di glutammato nella parte intermedia del ciclo di Krebs; dove quest’ultimo subisce una deaminazione ossidativa nella matrice mitocondriale con produzione di ammoniaca libera. In un corpo sano i meccanismi biologici di regolazione sono in grado di fare in modo che l’organismo la riassimili, quando questo processo non si svolge correttamente, anche e spesso per uso e abuso di sostanze tossiche o di antibiotici, che l’intestino non riesce a smaltire a causa della distruzione della flora batterica, inizia l’insorgenza di patologie cronico degenerative a carico del sistema nervoso centrale. La glicina aiuta lo smaltimento dell’ammoniaca in eccesso e regola anche le funzioni motorie.
La Teanina: produce una piacevole sensazione di rilassamento perchè è in grado di oltrepassare la barriera encefalica agendo da catalizzatore e da neurotrasmettitore inducendo la sintonizzazione delle onde celebrali sulle onde alfa che sono quelle risultanti da stadi meditativi, di rilassamento, di calma profonda, di riposo e di sedazione.
Lo Zinco: è necessario perchè la cellula nervosa funzioni al top, sia a livello del sistema nervoso centrale che periferico. Se ne fa un largo impiego per i disturbi della sfera psichica, nelle turbe a carico del neurovegetativo durante la menopausa e nelle patologie classificate come nevrastenie. Lo zinco ha naturalmente anche la funzione di catalizzatore per quanto riguarda l’assorbimento e il miglioramento dell’attività svolta dalla melatonina.
Letizia Boccabella




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