
La perdita di una persona cara è qualcosa che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita ed è quel qualcosa che ci riporta a sperimentare emozioni della nostra storia personale che a tratti pensavamo di aver superato. Ognuno di noi metabolizza a proprio modo questa valanga travolgente che per certi aspetti, specialmente all’inizio, tende a travolgerci e in parte ad annullarci. Il dolore è qualcosa di talmente intimo e personale che va rispettato e trattato con estrema delicatezza e dolcezza, quasi come se ci ritrovassimo ad avere nelle nostre mani un piccolo cucciolo di uomo appena nato! In realtà la vera e propria elaborazione del lutto ha inizio quando ci rendiamo conto e diveniamo consapevoli che nessuno muore mai veramente, perchè ogni persona che abbiamo amato continua a vivere attraverso la nostra Coscienza! Non sono né le chiese né i cimiteri i veri depositari dei nostri cari, l’unico luogo che resta impregnato della loro presenza per tutta la vita è il nostro cuore, ed è proprio in questo luogo che dobbiamo iniziare a fare spazio se vogliamo risanare il più presto possibile l’illusoria ferita della perdita. Come sempre Madre Natura, che è la più grande fonte di vita per noi essere umani, ci mette a disposizione degli aiuti per cercare di trovare e raggiungere, nel più breve tempo possibile questo spazio nel nostro cuore. Oltre che a livello metafisico, consideriamo anche l’enorme valenza che questo organo ha dal punto di vista biologico e fisico. Pensate alla enorme generosità e instancabilità di questo prezioso ed ineguagliabile tessuto; esso è il primo a formarsi a livello embrionale e l’ultimo a smettere di funzionare prima della nostra dipartita. Noi nasciamo con una sistole e muoriamo con una diastole e per tutto il tempo che lui ci accompagna nella nostra vita terrena senza darci mai problemi e senza mai farci pesare il suo immenso ruolo, nel momento in cui inizia a farlo, spesso siamo costretti a trovare conforto nella chirurgia; questo perchè abbiamo dimenticato di ascoltarlo e di porgere l’orecchio al suo richiamo silenzioso. Al cuore corrispondono le emozioni della gioia e della melanconia (secondo la Medicina Tradizionale Cinese)e gli ultimi studi sull’ infarto e sulle sue cause emotive, riportano una strana sincronicità, che strana è solo per chi non ha occhi e orecchie abbastanza aperti per comprendere, la maggior parte dei decessi per infarto avviene alle 09:00 del lunedì mattina!! Strano vero? E’ ovvio quanto questo possa capitare solo alla razza umana, dato che non credo che ci sia un altro animale che conosca la differenza tra un giorno di festa e uno di lavoro! La sofferenza connessa alla mancanza di realizzazione lavorativa oppure all’immenso dolore provocato per la scomparsa del proprio coniuge o di un proprio caro, può essere talmente atroce da indurre il cuore a smettere di battere! Chi non riesce a comprendere questa profonda ed intima connessione, vedendo tutto e solo in maniera strettamente meccanicistica, vive una vita al limite della periferia del reale, arrogandosi l’insano diritto di credere che la Coscienza non esista e che l’uomo possa essere paragonato ad una macchina! Provo un’immensa tristezza per chi è tanto lontano da una così palese verità, ma allo stesso tempo non recrimino ed accetto tutti per quello che sono, cercando sempre di ricordarmi che ognuno fa quello che può dal proprio livello di Coscienza, me per prima; e che il livello di Coscienza di nessuno può essere spinto verso un balzo quantico di espansione, nemmeno il mio! Detto questo mi preme aiutare chi vuole avvalersi di sani rimedi naturali per uscire prima che può e con il minore danno possibile, da questo stato emotivo, riprendendo l’esistenza e il sorriso nelle proprie mani! Prima di parlarvi di questi rimedi vorrei lasciarvi le bellissime parole di uno degli Illuminati che hanno contribuito all’evoluzione della Coscienza del nostro pianeta: Paramahansa Yogananda. “Nel profondo del cuore rinuncia a tutto e cerca di capire che stai solo sostenendo un ruolo nell’intricato film cosmico, un ruolo che prima o poi dovrà finire. Allora te ne dimenticherai, come se fosse un sogno. L’ambiente crea in noi l’illusione che il nostro ruolo e le nostre prove di oggi siano molto importanti. Innalzati al di sopra di tale stato di coscienza che è solo momentaneo. Percepisci Dio dentro di te, ed Egli diverrà il solo che potrà influire sulla tua vita”!

E’ con questo augurio che faccio a voi ed a me, che inizio la lista dei rimedi per superare l’illusione così reale del lutto! Il primo della lista ci viene dalla profonda e geniale mente di Edward Bach: Il Rescue Remedy; così chiamato perchè la composizione dei fiori contenuti in questo rimedio lo rendono uno dei migliori per gli stati di panico, forte ansia, trauma, lutto, incidente fisico, morale o emotivo, e come rimedio di pronto soccorso per tutti quegli stati mentali che ci portano in overreacting esagerando la risposta emotiva ad un agente stressogeno di natura interna od esterna. Il secondo è senza ombra di dubbio, o almeno lo è per me, l’ Arnica: grande pianta per gli stati di trauma fisico ed emotivo, una sorta di corrispettivo del Rescue Remedy, che può tranquillamente essere usato in concomitanza con il primo, come coadiuvante e veicolante sinergico. I due rimedi presi assime potenziano l’uno l’effetto dell’altro senza nessun tipo di controindicazione clinica. Il terzo elemento è l’ Ignatia Amara, di cui un classico uso è quello che se ne fa per gli stati d’ansia. I suoi sintomi sono tipicamente quelli del bolo isterico, che avvertiamo come un colpo e una forte costrizione al plesso gastrico i quali ci impediscono un respiro lento, lungo e profondo, lasciandoci in uno stato di costante apnea con fame d’aria. Questo è il tipico stato di chi non riesce mai a ad incamerare veramente la giusta quantità di ossigeno ed a pensare lucidamente, ed ecco che ritroviamo gli stessi sintomi nel trauma da lutto. La Sepia: rimedio principe della chiusura del mondo emotivo, adatto a tutte quelle persone (donne specialmente) le quali sono convinte che la solitudine sia il miglior modo di vivere la vita, a causa della visione distorta con la quale si approcciano e vedono il sesso maschile. Il suo colore è infatti tipicamente il nero, che più di ogni altro nella nostra cultura ricorda il lutto, e che spesso cerchia gli occhi di questi soggetti, che si chiudono in se stessi convinti che la densa coltre di fumo nero che li avviluppa come un mantello, le possa proteggere dall’enorme ferita che i sentimenti gli procurerebbero se lasciati liberi di espandersi e di esprimersi. La Silicea, che nella sua enorme fragilità, vive dominata da un sub strato di paura costante, essendo infatti un classico rimedio dell’elemento Acqua della Medicina Tradizionale Cinese, in questo specifico caso, ci aiuta a ridare tonicità allo yang del rene che viene automaticamente depauperato ogni volta che subiamo un’emozione troppo forte che ci travolge e che ci induce a subire forti cali dell’energia vitale. Tanto è vero che la Silicea ha come linea guida la tendenza alla febbricola serale causata da surmenage emotivo, responsabile dell’a abbassamento delle difese immunitarie. La Thuya: grande rimedio della sicosi dove la mente resta preda dei pensieri ossessivi e ridondanti. E’ di facile ed immediata comprensione come questo aspetto mentale sia presente in uno stato di lutto, dove la persona tende a reiterare il ricordo dell’ amato oramai scomparso, nel tentativo di tenerlo a sé, quasi come se il pensiero ossessivo generi un ancòra di salvezza in grado di creare l’illusione che il ricordo di tutte le esperienze vissute possano far tornare il defunto in vita. In fine suggerisco l’uso del Natrum Muriaticum, in quanto le persone che si identificano con questo rimedio, sono anch’esse molto chiuse in loro stesse e perdono con facilità la voglia di misurarsi con nuove esperienze e con tutto quello che concerne il mettersi in discussione affrontando percorsi che richiedono impegno e tenuta mentale, specialmente se lo sforzo richiesto si misura in un tempo relativamente lungo! Ecco che si evince il suo straordinario contributo nella fase del lutto. Consiglio di iniziare con l’utilizzo di questi rimedi nell’immediato, appena si diventa vittime del trauma. Prima ci si affida alle amorevoli cure della Madre Terra e prima si riuscirà a respirare nuovamente attraverso il nostro Sole interiore! Namaste.
Letizia Boccabella




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