
Nei precedenti articoli ho ampiamente parlato dei svariati disturbi primaverili e delle loro cause sia a livello alimentare, fisico, emotivo e psichico. Oggi vorrei evidenziare la diretta conseguenza di questa disomeostasi che si trasduce in astenia psicofisica e soprattutto darvi dei consigli per poterla affrontare dal punto di vista olistico. Come sempre l’aiuto principale lo troviamo nel mondo degli esseri organici: le nostre amiche piante! Senza di loro la vita sul pianeta Terra non sarebbe possibile, ricordo che salvaguardarle, proteggerle e aiutarle a proliferare è la nostra unica salvezza in quanto specie umana per garantirci un futuro migliore ed una qualità di vita decisamente più espansa e armonica. Passiamo quindi ad elencare i disturbi legati all’astenia facendone un breve excursus: sensazione di mancanza di energia fisica e psichica, debilitazione, scarsa resistenza fisica nel tempo, facile esauribilità, astenia mentale, fisica e sessuale, ipotensione, difficoltà nella ripresa dalle malattie con conseguente lunga convalescenza, stati di debilitazione generale, ipotonia della massa muscolare e della resistenza agli agenti stressogeni esistenziali, mancanza di flessibilità corporea, dolori ed infiammazioni tendineo-muscolari, intolleranze alimentari, frequenti mal di testa e irritabilità accompagnati da neuroastenia, rigidità articolari, stati infiammatori generalizzati e ricorrenti. Difficoltà di concentrazione e di vigilanza, diminuzione della memoria, anoressia o disturbi compulsivi del comportamento alimentare, tendenza generale agli stati di disnutrizione i quali spesso sono dati da una cattiva alimentazione e dal consumo di cibi spazzatura che sono totalmente privi di valore nutritivo, benché il soggetto sia in sovrappeso. Scarsa reattività e letargia mattutina con inappetenza e difficoltà a carburare. Risvegli notturni tra l’una e le 3 del mattino oppure difficoltà di addormentamento con risveglio tre le 23 e l’una di notte. Problemi alla vista, difficoltà nel mettere a fuoco sia da vicino che da lontano. Eccessiva lacrimazione, congiuntiviti recidivanti, orzaioli o calazi. Sensazione di pressione al bulbo oculare, eccessiva secchezza e/o prurito agli occhi. Se vi siete ritrovati in almeno uno di questi sintomi, potete tranquillamente annoverarvi nell’elenco delle persone che sono vittima dell’astenia primaverile. Quest’ultima è la conseguenza di uno squilibrio della Loggia Legno: Fegato/Vescica biliare. Trovarsi in primavera con l’energia del fegato in deficit, per usare il linguaggio dei cinesi, vuol dire che la tesaurizzazione della Loggia Acqua, che durante l’inverno dovrebbe assicurare la giusta conservazione dello yang del rene, non ha funzionato come avrebbe dovuto e per questo motivo le sollecitazioni prepotenti dell’energia che rinasce dalla stasi dell’inverno, crea disagio all’equilibrio psico-fisico a causa di un serbatoio dell’energia vitale che la persona ha già scarico a causa di uno scorretto stile di vita tenuto in inverno. I cinesi sapevano perfettamente come ogni elemento fosse connesso ad un altro e come ogni squilibrio di una loggia fosse la conseguenza dello squilibrio di un’altra loggia che in questo caso le fa da madre, da generatrice. Nella Legge di Generazione l’Acqua è la madre del Legno e lo genera; l’inverno che è il massimo dello Yin genera e nutre la primavera. Se la Loggia Acqua per qualunque motivo ha subito un depauperamento durante l’inverno a causa delle tesaurizzazioni che non hanno funzionato come dovevano, l’energia della Loggia Legno si ritrova scarica in primavera e da qui iniziano tutta una serie di sintomi chiave, che sono quelli che ho elencato prima. Detto questo, vediamo quali sono alcune delle piante che ci aiutano a contrastare l’insorgenza di questi squilibri e che ci rendono più vicini a riconquistare lo stato di omeostasi.

Eleuteroccocus senticosus. Questa è una di quelle piante che deve essere considerata come adattogena. Il termine adattogeno ha un significato specifico e fu coniato per la prima volta da due medici olistici Russi; Brekhman e Dardymov nel 1958, che è il seguente: “Fattore non in grado di provocare se non minimi disordini nelle funzioni fisiologiche dell’organismo, dotato di azione normalizzante aspecifica e indipendente dalla direzione dello stato patologico“. In soldoni questo vuol dire che, le piante ritenute adattogene hanno il potere di riequilibrare le tendenze fisiopatologiche dell’organismo, normalizzando i processi di adattamento allo stress, migliorando il vigore fisico, la concentrazione mentale, riequilibrando gli eccessi del sistema nervoso e cardiocircolatorio sia in iper sia in ipo. La loro peculiarità è che per avere un effetto evidente devono essere assunte quotidianamente perché lavorano su stati cronici e non sull’acuto. Anche perché si evince con estrema facilità che tutti i sintomi che ho elencato prima in merito all’astenia, sono fenomeni che si manifestano nel tempo e che sono l’evidenza di una perdita di energia del sistema e non certo una patologia acuta e di breve durata. Tornando a parlare del nostro bellissimo Eleuterocco, esso va annoverato inequivocabilmente tra le piante a carattere adattogeno, il quale è stato sottoposto per lungo tempo a numerosi protocolli sull’uomo che hanno confermato la sua capacità di migliorare le performance fisiche, in particolar modo quelle degli sportivi nel corso di esercizi muscolari sotto sforzo, così come nel caso di lavori pesanti e di attività che richiedono attenzione e precisione senza gravare sull’apparato cardiocircolatorio aumentandone la pressione arteriosa nei soggetti normotesi o ipertesi. Oltretutto può essere somministrata alle donne senza mascolinizzarle, contrariamente al Panax Ginseng che essendo una pianta ad alta concentrazione di fitormoni maschili, aumenta la quantità di testosterone. La grande capacità dell’Eleuterococco è quella di lavorare sulla seconda fase della sindrome del Selye nella resistenza allo stress, migliorando la capacità di resistere agli sforzi prolungati. Lo troviamo quindi molto utile nei casi di affaticamento generale e di astenia sessuale, nelle convalescenze, nel decadimento psicofisico, nella difficoltà di concentrazione e di memoria, nell’affrontare periodi e situazioni parecchio stressanti come lutti, divorzi, cambiamenti di casa, di lavoro ed appunto nel periodo primaverile nel quale le frequenze sono talmente alte ed instabili da creare disequilibri in soggetti già particolarmente poco stenici e flessibili di natura.
Rhodiola Rosea. Questa pianta era già conosciuta dagli antichi per la sua grande capacità di contrastare gli stati di debolezza generalizzati e l’astenia conseguente a stati di infezione, come grande elevatore della potenza e della resistenza fisica, per la sua capacità di migliorare lo stato di benessere generale e nello specifico di rinvigorire la funzionalità sessuale. In oltre possiede proprietà immunostimolanti che la rendono ottima dal punto di vista della difesa dalle patologie da raffreddamento classiche dei cambi di stagione prima che le temperature si normalizzino. Migliora i processi di apprendimento e di memorizzazione aumentando la durata dell’attenzione, della capacità di apprendimento e della memoria a lungo termine. Possiede effetto normalizzante sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale migliorando la qualità del sonno, dell’appetito e dello stato fisico generale. Migliora il tono dell’umore nei casi di depressione psicogena e somatogenica innalzando il livello di serotonina nel torrente ematico. L’estratto di Rhodiola Rosea si è dimostrato come un validissimo aiuto nelle disfunzioni di tipo erettile e di eiaculazione precoce, determinando un complessivo aumento della funzionalità sessuale. nei soggetti già fisicamente attivi favorisce lo sviluppo della massa magra a scapito di quella grassa, incrementando la sintesi di ATP e di creatin fosfato nel muscolo. E’ di immediata comprensione come questa pianta trovi larghissimo uso tra gli sportivi perché riduce la durata della fase di recupero, rendendo più efficiente lo stato funzionale del sistema cardiocircolatorio durante gli allenamenti più intensi e prolungati. Aumenta le beta-endorfine nel plasma che inibiscono i cambiamenti ormonali conseguenti a forti stati di stress. I protocolli sulla Rhodiola sono stati fatti su sportivi professionisti, atleti in genere e integrati nell’alimentazione dei piloti aereospaziali. La sua capacità e funzionalità è notevolmente catalizzata se associata in sinergia all’ Eleutherococco e al Tribulus Terrestris di cui parleremo nel prossimo articolo. In ultima analisi mi preme riportare la totale atossicità e sicurezza nel consumo di questa pianta, priva di effetti collaterali e quindi sicura da utilizzare come pianta adattogena per lunghi periodi.
Nell’articolo successivo vedremo le altre piante.
Letizia Boccabella




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