
Le altre parole chiave connesse alla Primavera oltre alla disintossicazione del fegato, sono la depurazione e il drenaggio dell’organismo, che dopo la stasi invernale hanno bisogno di un aiuto per rimettersi in moto ed eliminare con più facilità le tossine metaboliche accumulate con il consumo di cibi più grassi e calorici e la tendenza alla vita sedentaria e più ritirata, classica del clima freddo. Prima di parlare nello specifico di alcuni gemmoderivati che ci aiutano a favorire la depurazione, vorrei entrare in merito al concetto di drenaggio, perché se ne possa comprendere il reale significato. Troppo spesso sento in giro e leggo in internet delle vere e proprie eresie sull’argomento, mi preme quindi dare delle delucidazioni per chiarire le idee dei lettori e degli appassionati di olismo. Quando in fitoterapia e in gemmoterapia si parla di drenaggio, lo si fa con il preciso intento di aiutare e stimolare gli organi emuntori a fare il loro lavoro, che è appunto quello di drenare le scorie metaboliche con un’azione centrifuga e alleggerire il carico tossinico e catabolico. In poche parole quando un organo o un apparato emuntorio o un sistema di filtrazione come possono essere i reni, il fegato o la pelle, sono diventati insufficienti nell’espletare il loro lavoro o più semplicemente sono bloccati o letteralmente impregnati di cataboliti, tossine di origine esogena o endogena o dall’effetto iatrogeno di pesanti cure chimiche, oppure un sistema ghiandolare o tissutale risulta insufficiente nello svolgimento delle sue funzioni specifiche, diventa necessario stimolare tutto il complesso di questi organi per innescare nuovamente il meccanismo di eliminazione centrifugo. Nella situazione sociale odierna dove quasi tutte le persone sono pluri impasticcate o comunque assidue consumatrici di FANS e altri rimedi da banco regolarmente acquistabili in farmacia, si evince immediatamente come il corpo sia spesso sottoposto ad uno stato tossico generalizzato che necessita di essere rimosso, anche e soprattutto per fare in modo che un’eventuale e successiva cura di natura omeopatica o fitoterapica o con gemmoderivati, diventi maggiormente efficace nel giro di poco. Il drenaggio serve anche a ripristinare un livello energetico maggiore, perché qualunque individuo che sia sottoposto ad effetti tossici prolungati, automaticamente perde energia, manifestando una serie di sintomi che si equivalgono sia nel caso in cui le tossine siano di natura chimico-fisica, sia nel caso in cui siano di natura mentale o emotiva. Quindi ricordando e sottolineando che gli organi che possono essere interessati al drenaggio e alla detossinazione, nell’accezione più specifica del termine, sono i reni, il fegato, la cistifellea, l’intestino, la pelle e i polmoni, parlare di drenaggio venoso o arterioso è un’assurdità in termini! Di fatto se realmente si volesse drenare una vena, bisognerebbe fare cosa? Tagliarne un pezzo nella parte più esterna per fare in modo che le tossine escano più facilmente? Assurdo no? Lo stesso dicasi per il tessuto arterioso. Quello che invece si può fare con le vene e le arterie per migliorarne il loro funzionamento è quello di tonificarle, nel caso in cui possano andare in contro ad una tendenza al prolasso o all’ulcerazione, di migliorare lo stato generico dei vasi e della circolazione sistemica nel suo insieme, di assumere sostanze quali in primis, gemmoderivati che si comportino da anti-aging cardiaci migliorando la motilità cardiaca, abbassando la pressione arteriosa e riducendo i battiti cardiaci. Non ultimo e assolutamente da non sottovalutare, è l’integrazione nella dieta quotidiana di integratori validi e certificati (sempre composti da piante) che siano in grado di migliorare l’integrità delle pareti stesse dei vasi, impedendone la degradazione nei soggetti che anche se giovani, sono particolarmente esposti per diatesi o cattivo stile di vita o condizioni lavorative controproducenti il benessere. Si ritorna quindi a sottolineare l’importanza dell’assunzione di anti radicali liberi e antiossidanti che favoriscono nel complesso una migliore risposta dell’organismo all’invecchiamento precoce e allo stato di tossicità generico.

Entriamo ora nel merito dei gemmoderivati che hanno un’azione specifica di drenaggio, iniziando col parlare di una bellissima pianta: La Betula Pubescens, così chiamata a causa del fatto che i rami sono ricoperti da una fitta peluria. Vorrei solo porre l’accento sul fatto che il gemmoderivato, non solo di Betula ma di tutte le altre piante, ha un’azione più profonda e più sistemica del fitoterapico, semplicemente perché sfrutta le parti meristematiche dell’albero, che sono quelle corrispondenti alle parti staminali delle stesse. Così facendo si ha la possibilità di usufruire della potentissima energia vitale della gemma piuttosto che degli amenti o delle giovani radici, sfruttando il tessuto non ancora differenziato o in fase di iniziale differenziazione, perché ci si trova di fronte allo stato embrionale del vegetale e soprattutto si usano fresche e direttamente lavorate in loco (filiera corta) proprio per estrarre il massimo del principio, contrariamente al fitoterapico che usa le parti adulte della pianta e secche. Vediamo adesso le meravigliose proprietà della Betula Pubescens. Innanzitutto basti pensare a quanto sia ampio il suo spettro d’azione, con un organotropismo che va dall’apparato osteoarticolare a quello endocrino, urinario e cutaneo, per passare al sistema vascolare e quello reticolo endoteliale. E’ da considerarsi un grande stimolatore del metabolismo generale con azione anti ipotiroidea, nonché ritenuto all’unisono da tutti gli autori antichi e moderni come un’eccezionale stimolante della diuresi, della depurazione, come anti uricemico, antiazoturico e anticolesterolemico. E’ da considerarsi un ottimo rimedio per tutti i pazienti cardiopatici con ritenzione idrica, ai quali generalmente va sempre prescritto un diuretico chimico, così come per gli obesi essendo la corteccia uno stimolatore della diuresi, un lassativo e anche un febbrifugo. Le parti di questa pianta che vengono utilizzate sono: le gemme, la linfa, le foglie, le radici ed i germogli, ognuna delle quali ha un’azione di natura specifica sul tropismo d’organo o di funzionamento di sistema. L’essenza della Betula Pubescens è sicuramente quella di stimolare a tutto tondo i catabolismi organici: quelli dell’acido urico, dell’urea e del colesterolo (agendo con un’azione specifica detossinante del fegato attivandone le cellule del Kupffer). Svolge anche un’azione antiflogistica quando il processo infiammatorio è già nella fase di cronicizzazione e si comporta anche come antitrombofilico agendo elettivamente sulla parete vascolare. Le gemme della Betula Pubescens si usano come stimolanti delle difese immunitarie perché hanno la capacità di attivare il sistema reticolo endoteliale nella sua globalità. In più avendo un’azione altamente depurativa sul fegato, promuovono la detossinazione dell’organismo. Le gemme sono raccomandate anche negli stati di rachitismo e di demineralizzazione, in quelli di malnutrizione, nell’astenia psicofisica e nella stipsi. Essendo in generale le gemme dei validi coadiuvanti per la tonicità, la stimolazione e la depurazione, sono da considerarsi dei veri e propri spacca ghiaccio nell’aprire il terreno ad altri gemmoderivati con un’azione organotropica maggiormente specifica. Gli amenti della Betula Pubescens sono invece maggiormente indicati per i disturbi della sfera endocrina sia maschile che femminile grazie al loro contenuto in sostanze vegetali di origine ormonale le quali vanno a stimolare le funzioni tiroidee, trovando largo beneficio come supporto nelle diete per la riduzione degli eccessi ponderali. La scorza interna di radice, è invece quella che possiede il maggiore organotropismo sulla diuresi facendo precipitare i valori dell’urea, dell’acido urico della creatinina e dell’albumina. Impiegata in maniera significativa anche per gli stati di insufficienza renale, nell’insufficienza cardiaca del soggetto anziano con presenza di edemi, nella gotta e nei casi di ipercolesterolemia.
Letizia Boccabella
Per chi lo desidera può ascoltare la diretta sull’argomento del drenaggio e della depurazione, cliccando direttamente sul link sottostante.




Lascia un commento