
Negli articoli precedenti abbiamo visto le piante e nello specifico i fitoterapici che lavorano con organotropismo diretto sul fegato, agendo sia come drenanti che come depurativi e come detossinanti epatici. Oggi ci occupiamo dei gemmoderivati che lavorano con un’azione ancora più specifica e profonda sullo stesso organo. Vi ricordo che ogni fitocomplesso o fitoterapico o gemmoderivato lavorano sempre in maniera sistemica all’interno del nostro organismo, andando a riequilibrare non solo l’organo o il tessuto in questione ma anche una serie di altri organi e funzioni ad esso correlati. Così facendo è intuitivamente comprensibile quanto il corpo umano, sia una meravigliosa sinfonia che per espletare la sua musica in maniera armonica deve permettere a tutti i suoi musicisti di suonare all’unisono e in maniera il più possibile perfetta. Ecco perchè non esiste la possibilità di curare una patologia se allo stesso tempo non andiamo a riequilibrare anche le altre funzionalità organiche che sono direttamente connesse con l’organo di cui vogliamo occuparci! Detto questo prendiamo in rassegna alcuni di questi gemmoderivati; il primo di cui parleremo oggi è la Zea Mays, più comunemente conosciuto come Mais. Ricordando sempre che a seconda della parte della pianta che viene utilizzata noi abbiamo un effetto curativo diverso, quindi un organotropismo specifico che quasi sempre comprende più tessuti e funzioni contemporaneamente. Per quanto riguarda ad esempio la parte più aerea della Zea Mays, che sono gli stimmi, (cioè i ciuffi che escono dalla pannochia per intenderci meglio) già dalle prime sperimentazioni cliniche risalenti al secondo decennio del 1900, si era compreso come questi avessero un profondo effetto diuretico e sedativo delle affezioni a carico delle vie urinarie e delle mucosa vescicale. Addirittura la sua azione diuretica riesce a quadruplicare la secrezione urinaria all’interno delle 24 ore! Si evince come possa essere annoverato tra i coadiuvanti delle diete dimagranti e nel trattamento dell’obesità, ma anche nelle turbe circolatorie dovute alle affezioni cardio vascolari nelle quali è ben nota la necessità di diuretici che agendo sullo yang della vescica urinaria, stimolino indirettamente l’abbassamento della pressione arteriosa. ll Piterà riporta le seguenti azioni terapeutiche in merito agli stimmi: “Essi trovano impiego terapeutico come diuretici in generale, negli edemi da insufficienza cardiaca con oliguria e negli stati idropici: nelle cistiti croniche, nelle cistiti e cistopieliti con tendenza alla calcolosi, nella renella, nell’albuminuria e in tutte quelle condizioni in cui è necessario accellerare l’eliminazione dei cataboliti come nelle malattie del ricambio (artritismo, gotta, uricemia) e quando sia necessario quadruplicare la diuresi nelle 24 ore. Questo rimedio può essere usato anche per lunghi periodi senza provocare effetti collaterali o fenomeni di dipendenza.”
L’impiego degli stimmi della Zea Mays sono molto utili anche per fluidificare la bile, come colagogo e coleretico, adatto quindi nelle patologie croniche a carico della cistifellea e nelle epatiti croniche. Si capisce con estrema facilità che il tessuto meristematico di questa pianta lavora prevalentemente su tre logge principali: Acqua, Fuoco e Legno. Vedete quindi come i rimedi naturali, contrariamente a quelli chimici siano dotati di un’eccezionale polivalenza curativa, evitando fasi di accumulo ed effetti collaterali, sono quasi sempre in grado di ricreare un’omeostasi a più livelli, esattamente come avviene con gli strati di una cipolla, partendo da quelli più esterni si riesce ad arrivare piano piano verso il centro, senza danneggiare nel sentiero nessun sistema correlato, al contrario si fortifica e si sostiene il lavoro dell’organismo nel suo insieme.
L’altra parte farmacologicamente attiva della Zea Mays sono le radici, nello specifico del gemmoderivato in quanto tale si usano le parti meristematiche quindi le giovani radici, le quali possiedono un’alta azione eroica sul miocardio e sulle arterie coronariche come antinfiammatorio, accellerando la cicatrizzazione dello stesso nella fase post-infarto portando i valori alla normalizzazione, riequilibrando anche il tasso delle transaminasi e aiutando nell’insieme i processi di riparazione del tessuto cardiaco danneggiato.

Secale Cereale: la Secale o Grano germanico è un cereale che ha una grande resistenza al freddo, ecco perchè veniva largamente coltivata e consumata dai popoli nordici. Ho ampiamente parlato delle sue caratteristiche in un precedente articolo, ora vorrei esplicare le sue proprietà terapeutiche di gemmoderivato. Le radici della Secale cereale possiedono uno spiccato organotropismo per il parenchima epatico e ne favoriscono quella che dai latini veniva chiamata restitutio ad integrum, agendo in modo diretto sulla cellula epatica e riportando i valori delle transaminasi nei range della normalità. Questo rimedio riesce anche a rigenerare letteralmente l’epatocita permettendo l’attivazione citoprotettiva. L’altro organotropismo di appartenenza è quello cutaneo, il gemmoderivato viene infatti usato per il trattamento della psoriasi. Riepilogando, l’azione farmacodinamica principale della Secale è quella legata alle epatiti acute, sub-acute e anche croniche, nella cirrosi epatica sia a carattere ridotto che in stato di epatomegalia. Ottimo per il trattamento della steatosi epatica e dell’ittero.
Letizia Boccabella




Lascia un commento