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Essendo finalmente ed ufficialmente entrati in una delle stagioni più belle dell’anno: la Primavera, mi sembra doveroso parlare delle piante o almeno di alcune di esse, che aiutano il nostro Fegato a rimanere in salute, ristabilendo la funzionalità d’organo e aumentandone la capacità di drenaggio. In un precedente articolo vi ho già parlato delle stupende proprietà del Rosmarino, che è uno dei rimedi maggiormente usati come drenante, depurativo e diuretico. Troverete quindi tutto quello che vi interessa sapere su questa pianta all’interno del mio blog. Procederei quindi, col trattare altri rimedi che possono esservi di aiuto in questi tre mesi di sole e miti temperature che ci anticipano al caldo estivo, per arrivare maggiormente preparati sia dal punto di vista fisiologico che da quello della linea, alla tanto temuta prova costume! Curcuma, Carciofo, Tarassaco, Boldo e Cardo Mariano sono gli alleati del nostro organismo tipicamente utilizzabili in Primavera. Passiamoli in rassegna uno ad uno:

Curcuma:

Degli effetti della Curcuma ho largamente parlato nelle pagine precedenti, vorrei solo sottolineare l’azione che questo Golden Remedy possiede anche a livello del fegato e del gastroenterico. La droga è rappresentata dal rizoma della curcuma, pianta erbacea originaria dell’India e coltivata nelle regioni tropicali di tutta l’Asia Orientale. Il rizoma si raccoglie dalla pianta alla fine del suo stato vegetativo. (Importante per ogni rimedio fitoterapico o gemmoderivato è il pieno rispetto del tempo balsamico della pianta, altrimenti il principio attivo, cioè la droga che essa contiene, non può esplicare il suo effetto al 100%). La principale azione farmacodinamica della Curcuma, cioè quella elettiva è di essere un forte colagogo e coleretico. Con il termine colagogo s’intende la capacità di accelerare il deflusso della bile dal fegato dove viene prodotta, alla cistifellea dove viene immagazzinata e quindi successivamente all’intestino dove viene utilizzata durante la digestione dei grassi come emulsionante. Per coleretico s’intende invece una sostanza che ha la capacità di aumentare la secrezione della bile attivandone il funzionamento. Un’altra azione importantissima che riveste la curcuma è quella di antispasmodico epatico e di ipocolesterolemizzante. E’ quindi tenuta in grande considerazione per risolvere patologie come: l’insufficienza epatica, la congestione epatica, la ritenzione biliare, l’ipercolesterolemia, la litiasi biliare, la colecistite e l’angiocolite.

Carciofo: carciofo

La droga del Carciofo è contenuta nelle foglie di questa pianta che ha un fusto eretto e che è estesamente coltivata in tutta l’Italia meridionale. Il suo tempo balsamico va da Marzo a Maggio e le foglie vanno essiccate al sole e conservate in luoghi privi di umidità. I suoi principi attivi sono ricchi di Cinarina, acido caffeico, composti flavonoidi, tannini, mucillagini, provitamina A e vitamina C. I Tannini sono sostanze non azotate e solubili in acqua e alcol che hanno una forte azione astringente, antinfiammatoria ed emostatica. Il fatto che siano fortemente astringenti permette loro di diminuire la permeabilità cellulare eliminando l’imbibizione del tessuto connettivo e provocando una vasocostrizione diminuendo anche l’attività delle ghiandole secretorie. Diviene quindi ovvio che il loro uso sia ottimale in caso di infiammazioni e per frenare piccole emorragie sia a carico della cute che delle mucose, per arrestare i processi diarroici e come antimicrobici. Le mucillagini invece, si presentano come masse bianche amorfe e assieme all’acqua formano soluzioni di natura colloidale, vischiose e non adesive. L’azione che le mucillagini svolgono a contatto con i tessuti malati è prevalentemente di natura locale, famacodinamicamente riescono a sfiammare le mucose. Esse infatti si stratificano su queste rivestendole di uno strato protettivo che le isola dall’azione meccanica infiammatoria di altre sostanze o dai processi di natura flogistica. Essendo le mucillagini di carattere idrofilo, a contatto con l’acqua si gonfiano producendo masse che aiutano la fase lassativa, ecco perché sono presenti nelle piante che si usano per ripristinare l’equilibrio dell’intestino. Le provitamine, sono invece dei precursori delle vitamine stesse, in questo caso la provitamina A è costituita in gran parte da carotenoidi contenuti in ortaggi verdi e gialli che concorrono alla formazione del retinolo. Le sostanze maggiormente contenute nel Carciofo sono la cinarina e l’acido caffeico; ambedue queste sostanze sono responsabili della sua alta azione nella stimolazione della produzione di bile da parte del fegato e dalla accresciuta capacità da parte di quest’ultimo di espellere acidi biliari e colesterolo. Quindi il risultato è che la pianta riesce a ridurre in modo sensibile il tasso di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. Queste stesse sostanze sono utilissime nel combattere il fegato grasso, nel proteggerlo da un’alimentazione sovraccarica di grassi e di limitare la produzione del colesterolo endogeno. Dalla Medicina Tradizionale Cinese, sappiamo che nella legge dei 5 elementi il fegato è la madre del cuore e guarda caso, studi provenienti da ricercatori inglesi hanno scientificamente confermato questo punto di vista confermando che l’azione del carciofo è in grado di rinforzare le prestazioni cardiache, è in grado di essere un ottimo antitossico nei confronti di sostanze inquinanti il nostro organismo, aumenta la resistenza dei capillari sanguigni a causa della presenza di flavonoidi nella droga della pianta e aumenta la velocità di coagulazione del sangue. Le sue indicazioni cliniche sono quindi le seguenti:

  • Insufficienza epatica
  • Steatosi epatica e calcolosi biliare
  • Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia
  • Tendenza emorragica
  • Insufficienza renale
  • Calcolosi renale (renella)
  • Gotta, arteriosclerosi, reumatismo
  • diabete

Tarassaco: Taraxacum_officinale_-_Köhler–s_Medizinal-Pflanzen-135

Il Taraxacum officinalis, volgarmente chiamato Dente di Leone contiene la sua droga all’interno della radice. In tutta la nostra penisola cresce dalla pianura alle zone alpine fino oltre i 3000 metri, la si trova sia nei prati che ai bordi delle strade che nei luoghi incolti. Il tempo balsamico della pianta di tarassaco va da settembre ad ottobre, ma è da giugno ad agosto che la radice è più amara, ed è per questo che se ne consiglia la raccolta in questo periodo. E’ la Taraxicina il principio che le conferisce il sapore fortemente amaro, mentre l’altro principio attivo la Taraxina è un alcaloide. La droga è ricca anche di tannini, Sali minerali, carotenoidi e fitosteroli, mentre la taraxina e la taraxicina sono contenuti solo nella radice. La grande azione che questa pianta esplica è principalmente a carico di tre logge principali: legno, terra e acqua: stimola infatti la secrezione dell’acido cloridrico e della peptina (stomaco, elemento terra) è un ottimo diuretico (reni, elemento acqua), è un depurativo coinvolgendo tutti e tre gli apparati compresa l’azione indiretta sulla milza/pancreas (terra) ed ha un’azione farmacodinamica sul fegato come colagogo e coleretico. Se ne consiglia l’uso a chi soffre di dispepsia e di atonia gastrica ed intestinale, come anti anoressizzante, per tutti quelli che hanno problemi di insufficienza epatica e per chi ha patologie come ittero e calcolosi biliare.

Boldo: Boldo_0

La droga del Peumus boldus molina, è ricavata dalle foglie di questa pianta che è un arbusto spontaneo, sempreverde che cresce in Bolivia e in Perù ed è coltivato in Algeria, Tunisia e Marocco, anche se viene importato soprattutto dal Cile. La raccolta delle foglie avviene praticamente durante tutto l’anno. Il più importante alcaloide contenuto nella droga della pianta è la Boldina, che ha una struttura chimica estremamente affine con alcune papaveracee e fumariaceae. Le logge maggiormente interessate dalla sua azione sono il legno e l’acqua, secondariamente il fuoco. La boldina esercita un’azione target sulla secrezione biliare ma nello specifico sulla fluidificazione della bile stessa a tal punto da modificarne le caratteristiche chimico-fisiche, rendendola meno concentrata e diminuendone la sua vischiosità. Il suo effetto secondario è quello di agire direttamente sul sistema simpatico abbassandone il livello delle tetanizzazioni. Sul cuore invece è in grado di aumentare la capacità contrattile dello stesso (agendo sulle sistole) e l’ampiezza della contrazione respiratoria. Si è visto anche che dosi elevate di boldina riescono ad abbassare la pressione arteriosa. Rallentando gli spasmi provenienti da un’iper eccitazione del sistema simpatico, la boldina riesce anche ad agire sull’occhio e nello specifico sul tic da blefarospasmo. (Contrattura del muscolo orbicolare della palpebra)

Il Boldo è un rimedio di prima scelta nelle coliche epatiche, somministrato regolarmente riesce a risolverle diminuendo il tempo che intercorre tra una colica e l’altra fino a farle scomparire definitivamente. E’ un rimedio ottimo nell’insufficienza epatica e nella congestione epatica, nella colecistite e nell’angiocolite, nell’ittero, nella litiasi biliare, nelle cirrosi epatiche, come anti anoressizzante e come detto prima aiuta la risoluzione del tic da blefarospasmo.

Cardo Mariano:

La droga del Sylibum marianum si trova nei semi. Questa pianta erbacea è biennale, è glabra ma ricca di spine. Il cardo mariano è presente in tutta l’Europa meridionale e occidentale e in Italia cresce sia in pianura che nella zona sub montana, sui terreni rocciosi, incolti e asciutti. I suoi semi vengono raccolti durante il periodo più caldo dell’anno: luglio agosto, quando i fiori sono alla fine del loro periodo vegetativo. I principi attivi che compongono la droga della pianta sono svariati e li ritroviamo tra i flavonoidi come la Silimarina, la tiramina, alcuni precursori dell’istamina, oli essenziali e alcuni principi amari. In merito alle grandi potenzialità come rimedio drenante e fortemente disintossicante non ci sono assolutamente dubbi, la sperimentazione clinica ha confermato il grande valore di questa pianta come anti epatotossico, colagogo e coleretico. Le sue proprietà specifiche sono quelle di ostacolare la steatosi epatica e la cirrosi epatica, diminuendo e neutralizzando la necrosi cellulare.

Si evince quindi come il Cardo Mariano sia un grandissimo rimedio delle epatiti croniche ed acute, infettive e tossiche, di grande valenza in tutti gli stati post-epatici e per le cirrosi e le steatosi epatiche. Potremo quindi classificarlo come un rimedio prevalentemente yin, ad organotropismo elettivo dell’elemento legno in medicina cinese. Ne raccomando comunque l’uso, anche in soggetti sani, nel periodo primaverile, come forte depurativo per aiutare la funzionalità epatica, come coadiuvante degli stati allergici in soggetti tipicamente a diatesi sicotica ed anche come aiuto nelle cure dimagranti e per migliorare lo stato della pelle nelle patologie cutanee che hanno radice nel gastroenterico.

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