Kurkuma

Continuiamo a parlare dei rimedi che la Natura ci mette a disposizione per combattere i radicali liberi e lo stress ossidativo. La Curcuma è uno di questi. Il suo principio attivo è la Curcumina che è un complesso flavonoidico, nota ed usata da millenni soprattutto in India e considerata il Golden remedy, per le sue molteplici proprietà terapeutiche le quali agiscono come antiossidante, modulatore della flogosi e antidegenerativo. Nel primo caso la Curcumina si mostra ottima contro gli stati di flogosi generalizzata, grazie alla sua capacità di regolare l’attività degli enzimi cicloossigenasi e lipossigenasi e quella delle citochine proinfiammatorie (IL-1, IL-6, IL-12) classiche delle forme di reazione allergica. L’azione che la curcumina svolge come protettiva e antidegenerativa del sistema nervoso di quello digerente e vascolare è anch’essa legata all’abbassamento dei livelli di flogosi cronica nell’organismo, contrastando l’azione dei radicali liberi e dei fattori di crescita degli enzimi coinvolti nella patogenesi degenerativa, compresi quelli connessi alla comparsa delle più svariate forme tumorali. La curcumina svolge in oltre un’azione di natura epato protettiva, coleretica e colagoga, anche se assunta in polvere nei cibi e presa a se stante (cioè decontestualizzata da un fitocomplesso specifico) la rende poco biodisponibile per l’organismo. Uno stratagemma per renderla più attiva è quella di mischiarla al pepe nero, anche se quest’ultimo ha delle spiccate controindicazioni a carico del sistema cardio circolatorio, in quanto può dar luogo ad episodi di tachicardia ed aumento dela pressione sanguigna, diviene quindi poco raccomandabile per i soggetti ipertesi o per quelli parecchio yang (secondo la Medicina Tradizionale Cinese).

zafferano

Lo Zafferano oltre ad essere usato in cucina e famoso per il suo squisito sapore nel risotto che tutti conosciamo, è meno noto per le sue proprietà terapeutiche usate in fitoterapia, le quali hanno uno spiccato tropismo sul sistema nervoso centrale. I carotenoidi che lo costituiscono hanno dimostrato di essere ottimi nel favorire l’attività neurotonica e quindi si comprende immediatamente il suo potere antidepressivo che usato in sinergia con gli antidepressivi chimici ne potenzia l’effetto. (Negli organismi fotosintetici, i carotenoidi giocano un ruolo centrale nel processo di fotosintesi: infatti da una parte prendono parte alla catena di trasporto dell’energia, e dall’altra proteggono il centro di reazione dall’ ossidazione. Negli organismi non fotosintetici, invece, queste molecole sembrano avere un ruolo importante nei meccanismi anti-ossidativi. I carotenoidi possiedono molte proprietà fisiologiche, e hanno importanti effetti sia nelle piante che in altri organismi. A causa della loro particolare struttura molecolare, sono capaci di legare ed eliminare i radicali liberi e giocano in questo senso un ruolo importante nel rinforzare il sistema immunitario). Oltretutto gli studi sempre più ampi e di ultima generazione hanno confermato l’effetto che il principio attivo dello Zafferano riveste come antiossidante e antidegenerativo su tutti gli organi e gli apparati che risentono dell’effetto negativo dei radicali liberi, nello specifico si è visto come sia coadiuvante per il sistema nervoso e l’apparato cardiocircolatorio. Le sue proprietà sono anche quelle di spasmolitico, emmenagogo e protettivo della mucosa gastrica e del digerente. Altri recenti studi nel campo dell’oncologia integrata hanno dimostrato come la Curcumina sia potenzialmente ottima nei problemi dismetabolici e in quelli tumorali.

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Aloe Arborescens: una pianta divenuta oramai famosa anche in campo oncologico, deve la sua fama alle sue capacità antiossidanti, detossinanti e depuranti, con spiccato tropismo a livello della mucosa intestinale e della pelle. L’Aloe Arborescens è quella che ha un potere farmacoattivo maggiore rispetto alla sua tanto conosciuta sorella Aloe Vera, questo perchè la conformazione della foglia della pianta stessa la rende più adatta a reggere i climi non propriamente caldissimi come queli Africani da dove proviene, per giunta è ricchissima del principio attivo che è il responsabile delle sue qualità di regolatore delle funzioni intestinali, di citoprotettivo e antitumorale. Gli antrachinoni, i polisaccaridi e soprattutto l’Aloina sono i veri responsabili del suo eccessionale potere che si esplica attraverso il rafforzamento delle difese immunitarie e la potente azione antiossidante e protettiva nei confronti della cellula sana, mentre ha una grande capacità di generare apoptosi nelle cellule tumorali. Per il suo altissimo contenuto di sali minerali e vitamine, vanta ottime proprietà antiossidanti (come già detto poc’anzi), in particolare la vitamina C, E B2, B6, il germanio organico e l’aminoacido non essenziale; la cisteina, sono dei potenti antiossidanti capaci di combattere i danni cellulari provocati dai radicali liberi. Oltre alla già citata azione immunostimolante, offronto un aiuto diretto all’organismo nei confronti di numerosi batteri patogeni e funghi, tra i quali anche i tanto temuti Escherichia coli e Candida albicans. Attraverso i suoi polisaccaridi ha un alto potere cicatrizzante, ecco perchè viene spesso usata per lenire ferite e aiutare il turnover cellulare in caso di scottature. I principi attivi contenuti nell’Aloe Arborescens permettono di risolvere i più comuni disturbi dell’apparato gastrointestinale come spasmi addominali, bruciori di stomaco, dolori e gonfiore addominale. Essa normalizza le secrezioni intestinali, migliora la flora batterica intestinale, stabilizza il pH a livello di stomaco e intestino, migliora la funzionalità del pancreas e nel colon limita la proliferazione degli agenti patogeni riducendo i fenomeni putrefattivi. Bisogna solo fare attenzione alla sensibilità personale perchè in soggetti che hanno un intestino troppo Yin potrebbero andare in contro a fenomeni diarroici oppure stare sempre attenti a quella che in fitoterapia viene considerata la tipologia sensibile, ovvero quella che potrebbe manifestare spiccata ipersensibilità ai suoi principi attivi, nello specifico agli antrachinonici.

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La Barbabietola rossa o Beta Rubra, è ricchissima di antiossidanti e di flavonoidi come si evince facilmente dal suo colore rosso intenso, quasi rassomigliante al vino! Ricca in sali minerali come sodio, potassio, ferro, magnesio e fosforo oltre che di Vitamina A e C. Valido aiuto in caso di anemia proprio grazie all’alta presenza di sali minerali e ferro, che consiglio di gustare assieme all’aggiunta del limone che oltre a fare da veicolante all’assorbimento di quest’ultimo ha anch’esso un altissimo potere antiossidante e basificante. Gli effetti della barbabietola nel contrastare i tumori, con particolare riferimento al tumore al colon, sono oggetto di studio fin dagli anni Ottanta. Approfondimenti più recenti si sono focalizzati sulla barbabietola rossa e sul succo estratto da essa come alimenti utili alla prevenzione del tumore e dei disturbi cardiovascolari. Per via del suo contenuto vitaminico, la barbabietola rossa rafforza i capillari e contribuisce a migliorare la circolazione sanguigna. Vi ricordo che tutto ciò che è rosso ha un alto potere antiossidante  e spiccatamente tropico sui vasi, i capillari, il cuore e la circolazione sistemica. Per quanto riguarda il tubero, se ne consiglia il consumo ai diabetici perchè essendo ricco di fibre, fa si che a livello intestinale queste degradino l’assorbimento degli zuccheri, mantenendo un basso indice glicemico, cosa che invece non accade quando la si cuoce, perchè la cottura rompe le fibre impedendo il meccanismo che contrasta la liberazione del livello insulinemico.

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La Scutellaria Baicalensis è nota per la sua splendida azione nel trattamento delle patologie che riguardano l’ipertensione arteriosa, l’aterosclerosi, le vene varicose ed i problemi più in genere a causa del cardiocirolatorio e degli edemi prodotti dalla labilità vasomotoria dei capillari. Questa pianta era conosciutissima e utilizzata dai Nativi Americani che la impiegavano per risolvere le infiammazioni a carico dell’albero respiratorio e del tratto gastrointestinale. E’ un rimedio contro l’eccesso di yang o fuoco della parte centrale dell’organismo, come tosse, febbre alta e diarrea, oltre ad essere largamente usata per curare gli stati allergici. Questa pianta manifesta quindi il suo potere come: antiinfiammatorio, antiallergico, antiipertensivo e anche come neuroprotettivo. Vi consiglio la scutellaria per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, dell’aterosclerosi, delle vene varicose, dei lividi e dei problemi circolatori che derivano dal diabete. I recenti dati sperimentali confermano la sua validità  per la patologia di origine allergica come l’asma, la febbre da fieno, l’eczema e l’orticaria. Nelle infezioni gastrointestinali che causano diarrea come la dissenteria, nella febbre elevata con sintomi quali tosse con catarro denso e giallo. Le sue proprietà neuroprotettive, sedative e rilassanti, sono compatibili con l’attività agonistica dei recettori benzodiazepinici. E’ quindi anche indicata per il trattamento dell’insonnia e degli stati d’ansia. Le ricerche in campo medico stanno ancora cercando di scoprire quali siano tutti i suoi potenti effetti, ma ultimamente si è visto come sia utile persino in campo oncologico. La sua ricchezza in Flavoni è sicuramente responsabile delle capacità di contrastare l’effetto negativo dei radicali liberi e dello stress ossidativo. Ricerche svolte dall’Università di Siena hanno rivelato che la pianta ha una potente azione antistress a dosaggi bassissimi 0,25 mg/kh (1 cps al giorno contiene 18 mg di principio attivo). Questa sua particolarità aiuta ad aumentare i livelli di serotonina negli spazi interstiziali sinaptici e ad esercitare un’azione antiossidante a livello dei mitocondri cellulari, azione responsabile dell’effetto neuroprotettore di questa pianta medicinale, oltre al fatto che agendo sui mitocondri riesce a liberare e rendere biodisponibile per il corpo una grande quantità energetica che contrasta anch’essa l’effetto dei radicali liberi.

 

2 risposte a “La Curcuma e altri rimedi antiossidanti.”

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