
I radicali liberi sono i maggiori responsabili dell’invecchiamento precoce e dell’instaurarsi di patologie acute e cronico degenerative nell’organismo umano. Queste molecole sono normalmente prodotte dal corpo di ognuno di noi, quando però il loro numero diventa eccessivo rispetto alla capacità dell’organismo di contrastarle, si instaura uno stato di stress ossidativo, di acidosi tissutale e di flogosi che dà inizio a patologie di qualunque natura. La ricerca scientifica ha compreso ormai già dalla metà del secolo scorso che, quando il meccanismo compensatorio all’attività esagerata dei radicali liberi, cioè il Glutatione, non riesce a bilanciare tale meccanismo, il corpo inizia a perdere la sua omeostasi generando fattori di scompenso e di senescenza a più livelli. L’eccessiva produzione di radicali liberi crea prima di tutto un deficit funzionale del sistema immunitario aumentando il rischio di infezioni ed affezioni di natura degenerativa. Per spiegarla con parole semplici e comprensibili a tutti, i radicali liberi sono delle molecole chimiche che in seguito a determinate reazioni perdono un elettrone e restano per così dire spaiate, rimanendo con un numero dispari di elettroni. Questa perdita le rende altamente instabili e pericolose in quanto a loro volta divengono eccessivamente reattive nei confronti delle altre molecole biologiche come: le proteine, i lipidi, i carboidrati e il D.N.A. stesso. La loro attività altamente aggressiva li rende capaci di danni molto gravi e spesso di natura irreversibile alle varie funzioni metaboliche. L’azione dei radicali liberi diviene eccessiva soprattutto durante i processi di respirazione cellulare ecco perchè generano ossiddazione ed acidosi tissutale. Allo stesso tempo tutte le malattie possono scatenare uno stato di ossidazione superiore alla capacità del corpo di ripararvi, generando a loro volta un eccesso di radicali liberi e uno stato di flogosi generalizzato che perdura nel tempo. E’ un circolo vizioso se vogliamo, per non parlare poi di tutte le cause esterne alle quali siamo costantemente esposti che generano l’aumento della produzione di queste molecole altamente instabili e reattive. Gli agenti tossici che respiriamo e quelli che provengono dal cibo spazzatura, dai conservanti, dai farmaci ( anche quelli comunemente consumati come fossero caramelle tipo i F.A.N.S. e tutti i farmaci da banco) dai vaccini, dai pesticidi usati nell’industria alimentare, dall’eccesso di consumo di alcol, bevande gassate e zuccheri raffinati, dai grassi, dall’esposizione eccessiva ai raggi solari ecc…

L’elenco delle patologie derivanti da un eccesso di radicali liberi e quindi da stress ossidativo sono davvero numerose, ve ne elenco solo qualcuna, considerate però che ogni malattia che insorge nel nostro organismo deve la sua comparsa ad un eccesso di acidosi tissutale e da uno squilibrio del siero e del livello delle proteine: arteriosclerosi, artrite reumatoide, malattie autoimmuni, broncopatie, diabete, problematiche cardiovascolari, dermatiti, allergie, demenza senile, parkinson, Alzheimer, infezioni, ictus, tumori ecc… I radicali liberi sono spesso implicati in molte patologie a carico del fegato di natura cronica, ecco perchè anche le allergie ai pollini o di altro tipo, trovano largo sollievo nell’uso di sostanze che combattono l’azione radicalica e favoriscano invece quella del glutatione. Andiamo quindi ad indagare più da vicino quale sia il ruolo protettivo di questo tripeptide ( un composto chimico formato da tre amminoacidi ) che con la sua presenza riesce ad instaurare un meccanismo di difesa molto forte contro la violenza del radicale libero. Questa particolare composizione chimica conferisce al glutatione un’elevata capacità di ossidarsi o ridursi, proteggendo le proteine e gli altri composti ossidabili dall’azione deleteria dei radicali liberi. L’azione del glutatione è favorita dalla presenza del silicio che lo rende biodisponibile nell’organismo e gli permette di rilasciare la famosa molecola di idrogeno che andrà a compensare quella spaiata prodotta dal radicale libero nelle altre molecole che hanno subito il danno. A questo punto, eliminato il pericolo, il glutatione che è divenuto ossidato, per riacquistare la propria attività antiossidante, deve tornare nella forma ridotta e questo avviene grazie ad un enzima chiamato NADPH reduttasi. A detta di numerosi studiosi, questa capacità di rigenerarsi continuamente ha contributo a rendere il glutatione il più potente antiossidante presente nell’organismo umano.

Aiutare nel complesso il comportamento di cui dispone naturalmente il nostro organismo attraverso il glutatione, è di importanza fondamentale e si esplica attraverso delle azioni quotidiane che implicano: la detossificazione, il drenaggio, il riequilibrio della flora batterica intestinale, la stimolazione del sistema immunitario e per ultimo ma non certo meno importante la giusta alimentazione. Per quanto concerne la scelta terapeutica è ovvio che essa ricada su piante che abbiano un alto contenuto di fenoli e polifenoli, per quanto riguarda invece quella alimentare è altrettanto scontato che si debba dirigere l’atto terapeutico del mangiare (perchè come diceva Ippocrate il primo atto di guarigione risiede nell’alimentazione), nel consumo prevalente di frutta e verdura e aggiungere l’uso di gemmoderivati i quali possiedono un’elevata azione antiossidante. Oltretutto l’uso dei gemmoderivati ci consente anche di innalzare le nostre difese imunitarie a tal punto da renderci più forti nei periodi critici dell’anno, nei quali sono tutti soggetti a malattie stagionali di tipo virale, influenze e/o allergie. La presenza di flavonoidi nei gemmoderivati ad alta azione antiradicali consentono un influsso eccellente come: vasoprotettori, antiflogistici, antitrombotici, antibatterici, antitumorali, antiallergici. Si evince facilmente quanto siano validi nel combattere e prevenire l’insorgenza delle più disparate patologie acute e cronico degenerative che affliggono la società odierna. Nel prossimo articolo parlerò di alcuni di questi rimedi e della loro azione anti aging!
Letizia Boccabella




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