
“Oggi continuiamo ad affrontare l’argomento delle allergie primaverili. Come vi dicevo nell’articolo precedente, l’80% di questo disagio si cura in primis attraverso una corretta alimentazione. La medicina cinese, già millenni or sono aveva compreso che questo disturbo poneva le sue radici nello squilibrio di due loggie: quella del legno fegato- vescica/ biliare e quella della terra; stomaco – milza/pancreas. La grande attenzione, l’osservazione e la profonda comprensione che questi medici utilizzavano per capire come funzionava il corpo umano, li aveva resi già al tempo degli illuinati in materia! Posso tranquillamente asserire che al giorno d’oggi la scienza medica non ha scoperto proprio niente! Tutte queste conoscenze sono antichissime e quello che ci è possible fare all’inizio del III° millennio, non è altro che una riscoperta! Ho già ampiamente spiegato il meccanismo antigene/anticorpo che innesca una iper reazione a catena da parte del sistema immunitario, adesso allarghiamo i nostri orizzonti e cerchiamo di interpretare questo sistema alla luce di un modello diverso, quello dell’energia e di come essa fluisce nel nostro organismo sia quando è in equilibrio ( quindi in fisiologia), sia quando è in squilibrio (quindi in patologia).

In condizioni fisiologiche normali, dove l’energia segue la linea di minima resistenza, l’elemento legno governa l’elemento terra e tutto prosegue come deve. Il fegato elabora i grassi e gli zuccheri fornendo energia ai muscoli e irrorandoli di sangue, garantisce la giusta elasticità alle fibre tendinee ed assicura il corretto apporto nutritivo perchè la vista sia al massimo della sua acutezza e non perda la sua omeostasi specialmente nei cambi repentini di luce e nella colorazione lattea della sclera. In condizioni di normale equilibrio rilascia il giusto quantitativo di istamina. La cistifellea o vescica biliare garantisce attraverso le contrazioni della stessa che la giusta quantità di bile si riversi nel duodeno, per proseguire in maniera fisiologica la corretta digestione. Così facendo la milza non si sovraccarica e non intossica la struttura della matrice interstiziale, garantendo una facile comunicazione tra le cellule e nel contempo gli enzimi pancreatici svolgono correttamente il loro lavoro e la grelina (un ormone endogeno prodotto dalla parte finale dello stomaco e dal pancreas) si occupa di inviare correttamente il segnale della fame ai centri nervosi. Lo stomaco si premunisce di digerire correttamente i cibi senza aumentare la produzione di acido cloridico ed attraverso il rilascio di un’altro ormone endogeno: la peptina, assicura che le proteine animali ingerite, vengano letteralmente cotte, prima di proseguire il loro cammino verso l’intestino. In queste condizioni ottimali, il sapore che tonifica la loggia legno cioè l’acido, e quello che tonifica la loggia terra cioè il dolce, si trovano ancora in un rapporto di equilibrio l’uno nei confronti dell’altro. La patologia si manifesta quando si entra in uno stato di controinibizione da parte dell’elemento terra, sull’elemento legno. In questo caso si invertono i processi energetici e metabolici, così lo stomaco-milza/pancreas decreta il suo moto ribelle nei confronti del fegato-vescica/biliare tentando di dominarlo. Quindi cosa succede? La milza/pancreas sovraccarica e intossicata da un livello eccessivo di zuccheri ingeriti, carboidrati farinacei e più nello specifico dal frumento, inizia a mandare segnali di allarme allo stomaco che, preso in contropiede anche lui, comincia a produrre un livello di acido cloridico spesso superiore alla norma. In conseguenza a questi segnali di iper tono, il fegato reagisce immediatamente: innalza spaventato le sue difese e producendo una quantità eccessiva di istamina dà inizio alla reazione allergica! Coerentemente alle funzioni spiegate sopra, di cui la loggia Legno è signora indiscussa nel nostro organismo, genera una serie di disturbi ben noti i quali caratterizzano la rezione allergica: spasmo della muscolatura liscia, ipersecrezione ghiandolare, vasodilatazione del microcircolo con edema, aumento della chemiotassi, rinite, oculorinite, asma bronchiale allergica, sindrome orticariante e angioedema, dermatite da contatto, allergie alimentari. Per porre rimedio a questo stato di flogosi generalizzato, bisogna inanzitutto gestire la situazione a partire da marzo, quindi già verso la fine della stagione invernale, con una corretta alimentazione, per giocare d’anticipo sui fattori che intercorrono nello squilibrio, in modo da ridurre drasticamente il fenomeno e tenerlo sotto controllo aiutandosi poi con rimedi naturali di grande valenza, che serviranno a sostenere il processo di rientro nei range della normalità. Vado ad elencarvi qui di seguito una serie di cibi assolutamente vietati da Marzo a Giugno: in primis il frumento, che aggrava la stasi della milza/pancreas favorendo l’ingorgo della matrice interstiziale e del mesenchima oltre che di tutto il sistema linfatico ( sede principale assieme all’intestino, del nostro sistema immunitario). Lo zucchero bianco e tutti gli edulcoranti raffinati, per lo stesso motivo di cui sopra. Il latte ed i latticini, perchè sono dei grassi ( che il fegato non tollera bene se presenti in eccesso nell’alimentazione ) così come il burro e la margarina. I latticini contengono il lattosio, una macromolecola (contenente lattoalbumina e lattocaseina) molto pesante da elaborare che intossica ed ostacola il processo digestivo, creando flogosi nel gastroenterico ed impedendo, tra le altre cose, la corretta assunzione dei nutrienti da parte dell’organismo. Il rosso dell’uovo ( che è un grasso ), contrariamente all’albume che è una proteina e che si può tranquillamente mangiare. Le carni grasse, i fritti, i grassi in genere ancor di più quelli idrogenati, olio di palma, olio di sansa, olio di colza, gli alcolici e per finire i crostacei. Evitare quanto più possibile i cibi surgelati e quelli contenenti stabilizzanti e conservanti, mangiare cibi freschi e di stagione, moltissime verdure, riso integrale, riso basmati, farina di segale, pasta di segale, pasta di grano saraceno e quinoa. Olio extra vergine di oliva da spremitura a freddo. Sono consentiti i formaggi di capra in dose molto limitata. Nel prossimo articolo parlerò nello specifico dei rimedi fitoterapici, dei gemmoderivati, degli oligoelementi e dei fitocomplessi che sono ottimi coadiuvanti per la risoluzione della patologia allergica.”
Letizia Boccabella




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