lavanda

Lavanda –” Il suo nome botanico è Lavanda Officinalis e le parti che si usano sono i fiori. E’ un arbusto ramoso alto fino a 50 cm che cresce spontaneamente nei luoghi aridi e sassosi della regione mediterranea, largamente coltivata per la sua essenza e adoperata nell’industria dei profumi.

La raccolta delle sommità fiorite si fa prima della completa apertura dei fiori, in luglio-agosto. La droga si ricava mediante essiccazione all’ombra o a temperatura artificiale sotto i 35° e si conserva in recipienti di vetro o porcellana.

La sua azione principale è quella di calmante del sistema nervoso centrale, è un sedativo. Allo stesso tempo calma gli spasmi a carico delle vie respiratorie e quindi dei bronchi, è anche usato come antisettico delle vie urogenitali oltre che respiratorie. Essendo poi la pelle un organo di stretta derivazione del foglietto embriogenetico nervoso, tutte le sostanze che agiscono come forti sedativi del s.n.c. hanno azione diretta o indiretta anche sulla pelle. Nel caso della nostra bella lavanda si possono annoverare a suo favore l’azione depurativa, cicatrizzante, antitossica e antibatterica.

Possiamo quindi usare la lavanda tutte le volte che ci sentiamo in preda ad agitazione nervosa, ansia, insonnia. In caso di affezione delle vie respiratorie anche in presenza di asma. Nel caso di affezioni delle vie urogenitali è ottima per le cistiti e le leucorree. Ottimo per le emicranie, in caso di eretismo cardio circolatorio, tachicardia e palpitazioni.

Le leggende nate attorno a questa bellissima pianta dai fiori colorati sono anch’esse numerose, sembrerebbe che già i Greci l’avessero identificata con il nome ‘nardo’, appellativo proveniente dalla città da cui credevano arrivasse e associandola alla specie Nardostachys grandiflora, utilizzata per creare appunto oli essenziali. Successivamente i Romani iniziarono a farne un largo uso e ne si deve a loro il nome, che deriva dal latino ‘lavare’, conosciuto così fino ai giorni d’oggi. L’utilizzo principale era appunto, quello della profumazione dell’acqua da bagno con olio e fiori di lavanda.

Più tardi, sempre ad opera di Plinio il Vecchio, la lavanda iniziò ad acquistare fama anche come pianta curativa e nel Medioevo, iniziò ad essere utilizzata principalmente per produrre un medicinale che curava crampi intestinali, nausea e singhiozzo. I pittori fiamminghi del Rinascimento scoprirono che l’olio di lavanda funzionava benissimo come diluente. Nell’Inghilterra Elisabettiana, poi, le dame inglesi abitualmente cucivano sacchetti con fiori di lavanda all’interno dei loro vestiti per lasciare una piacevole scia di profumo e per combattere le tarme.

La lavanda subisce un ulteriore riconoscimento delle sue proprietà dopo il 1900, grazie al padre dell’aromaterapia, René Maurice Gattefossé. Mentre era al lavoro nel suo laboratorio di profumeria, a causa di un incidente rimase ustionato in modo grave e dopo aver utilizzato la medicina tradizionale, iniziò a curarsi con l’olio essenziale di lavanda. Questo caso fortuito portò lo stesso Gattefossé a procedere con lo studio delle proprietà benefiche delle piante aromatiche, a conferma anche delle qualità cicatrizzanti sopra menzionate dell’olio di lavanda.

Anche per la lavanda, non mancano leggende sulle sue proprietà afrodisiache e sentimentali… Tra le numerose credenze legate ad essa, una delle più antiche è quella dedicata alla dea Venere e ai riti magici dell’amore. Grazie al suo profumo, infatti, si credeva potesse attirare gli uomini e quindi essere perfetta per gli incantesimi d’amore. Ma non solo, era usata per garantire, oltre all’amore, anche felicità, protezione, purificazione e gioia. Da queste credenze nacque la tradizione popolare con la quale si pretendeva che per assicurare felicità e prosperità alla futura sposa, le spighe di lavanda dovessero essere messe all’interno del suo corredo. Un’altra bellissima leggenda è quella della fata Lavandula che narra della nascita e diffusione di tutta la lavanda nella Provenza. Molto diffusa in Francia è la leggenda che associa la fata Lavandula alla nascita e diffusione della lavanda in tutta la Provenza. “Una bellissima fata di nome Lavandula nata fra le lande selvagge della montagna di Lure, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri. Lavandula, un giorno, si mise a cercare un bel posto dove andare a vivere e iniziò a sfogliare un libro di paesaggi. Ad un certo punto, si fermò sulla pagina della Provenza e cominciò a piangere alla vista delle povere terre aride e incolte. Ecco allora che tutte le sue lacrime caddero sulla pagina e finirono per macchiarla. Cercando di nascondere il danno fatto, la fata si asciugò i magnifici occhi blu ma provocò ancora più danni, spargendo le gocce di lacrime dappertutto sulla pagina. Disperata, la fata prese un grande pezzo di cielo blu sulla Provenza per dimenticare tutte le macchie. Da quel giorno, la lavanda cresce in quelle terre e le fanciulle bionde di Provenza hanno gli occhi blu con scintille color lavanda, soprattutto quando in estate, al calar della sera, si mettono a guardare il cielo che scende sui campi di lavanda in fiore”.

Ultimo aneddoto riguardante il linguaggio dei fiori, pone l’accento su due contrapposti modi di vedere il significato della pianta. Il primo indica il tuo ricordo è la mia unica felicità. La spiga della lavanda, infatti, è considerata un amuleto contro le disgrazie e il male oppure, in alternativa, un talismano della fecondità. Altro significato, totalmente opposto, molto diffuso e accreditato maggiormente, riprende una tradizione che rivela come la lavanda fosse usata in antichità contro i morsi di serpente. Era, dunque, considerata un antidoto ma la credenza antica sosteneva che i serpenti facessero i loro nidi proprio all’interno dei cespugli di lavanda e quindi che bisognasse sempre avvicinarsi con prudenza. Da qui, il significato di diffidenza.

Nei rituali magici della tradizione esoterica del nostro paese, ma anche nella tradizione brasiliana, l’olio di lavanda viene usato per i riti di purificazione, si usa per ungere le candele nello scopo di allontanare gli spiriti maligni e liberare la persona dalle negatività accumulate, in ogni settore della vita.

Riassumendo, l’azione farmacodinamica della lavanda è la seguente:

Sedativo del sistema nervoso centrale, spasmolitico delle vie respiratorie, antisettico delle vie uro-genitali, antisettico delle vie respiratorie, colagogo e coleretico. E’ utile negli stati di agitazione nervosa, ansia e insonnia. Per casi di pertosse e asma. (Ottimo da utilizzare per queste patologie, usando alcune gc di olio essenziale, da mettere nell’acqua calda o in un diffusore d’essenze, da tenere in casa sempre acceso o anche in camera da letto, per favorire il sonno e la tranquillità emotiva). Trova un largo impiego anche nei casi di emicrania e tachicardia.”

Letizia Boccabella

Lascia un commento