
Cari amici, l’arrivo della priamavera così forte nell’aria con i suoi meravigliosi profumi, mi spinge a parlarvi dei suoi frutti! Nel mio giardino regna sovrano un maestoso albicocco dalla bellezza commovente, carico di fiori sta per esplodere in tutto il suo vigore, donandomi colori e allegria prima e frutti squisiti dopo! Come non cogliere l’occasione per parlarvi delle sue proprietà terapeutiche? Il nome botanico dell’albicocco è Prunus Armeniaca appartenente alla famiglia delle Rosacee, è originario dell’Asia e dovrebbe avere almeno quattromila anni di storia; a diffonderlo nell’area mediterranea sono stati prima i Romani e poi gli arabi. La pianta è piuttosto resistente anche ai climi freddi, ma poiché fiorisce presto viene coltivata in zone temperate per evitare che il freddo ne rovini i frutti.Le albicocche sono ricche di vitamina A e C, quindi se consumate il frutto fresco, sappiate che state facendo un carico di acqua, vitamine, sali minerali e fibra alimentare, con un apporto energetico (derivante in prevalenza dai glucidi semplici) tra i più bassi dell’intera categoria dei frutti estivi.
Tra gli elettroliti in esse contenuti, spicca in prevalenza il potassio, mentre per ciò che concerne le vitamine si osservano apporti notevoli di retinolo equivalenti come la vitamina A, sotto forma di β-carotene e la vitamina C. L’alta presenza di minerali come potassio, fosforo, sodio, ferro e calcio ne fa un valido supporto in casi di anemia, spossatezza, convalescenza; soprattutto il potassio aiuta anche nell’attività fisica, durante i mesi estivi. L’albicocca può essere blandamente lassativa a causa del sorbitolo; è comunque un ottimo aiuto per la regolarità intestinale. Occorre ricordare che le vitamine A e C hanno, tra le varie proprietà, anche una funzione antiossidante, quindi contrastano l’azione dei radicali liberi e proteggono l’organismo dall’invecchiamento precoce. Il problema di tutta la società e la vita odierna è quello di combattere l’acidosi tissutale derivante appunto da un carico circolante eccessivo di questi famosi radicali liberi. Cercherò un modo semplice per spiegare cosa siano: durante tutte le reazioni chimiche che avvengono all’interno del nostro corpo, ci si trova sempre di fronte al movimento di atomi che passano da una cellula all’altra. La presenza di radicali liberi si ha quando un atomo mostra un numero dispari di elettroni e durante le reazioni cellulari, la membrana della cellula, subisce letteralmente uno strappo della molecola di idrogeno (ad esempio) dalla sua struttura, così che quest’ultima, trovandosi in uno stato di disequilibrio per mancanza di un elettrone fondamentale, vada necessariamente in contro alla morte. Il numero di elettroni giusto perchè la cellula funzioni in maniera ottimale è quello pari. I cibi ricchi in Fenoli, come ad esempio le albicocche, liberano nelle reazioni a catena di cui parlavamo sopra, una molecola di idrogeno biodisponibile per la cellula, permettendole di riacquisire l’elettrone mancante e ritornare alla situazione di equilibrio originario. Un’altra caratteristica interessantissima delle albicocche è il suo alto contenuto di Amigdalina all’interno dei semi, che è tossico se ingerito a livello alimentare ma che assieme ad un altro elemento, sempre contenuto all’interno dei suoi semi: l’olio di armellina, formano un legame che scaturisce un alto potere in necrosi, verso le cellule cancerogene. L’Amigdalina più comunemente conosciuta come vitamina B17 è stata impiegata, per la cura di svariate forme di tumore già a partire dalla metà del 1800. Si scoprì che la vitamina B17 è contenuta in quasi tutti i semi della frutta (ad eccezione degli agrumi) e che poteva essere scomposta da uno specifico enzima e soltanto da esso, in ioni-cianuro,benzaldeide e glucosio. Fu da questa scoperta che si comprese quanto questa vitamina fosse utile nel trattamento delle terapie oncologiche. Col passare del tempo si scoprì l’esistenza di almeno un altra dozzina di glucosidi cianogenetici simili all’amigdalina, contenuti in ortaggi e frutta (compresi i limoni) i legumi e i cereali. La vitamina B17 è una molecola stabile, chimicamente inerte e non nociva se assunta nelle giuste quantità appropriate e sotto controllo medico. Il gemmoderivato di Prunus Armeniaca (albicocca), trova indicazioni come antitussivo e antiasmatico e come emolliente per la stitichezza. Se ne sconsiglia l’uso per lunghi periodi e in gravidanza.”
Letizia Boccabella



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